0K(ILL)’S – KEEP THE FAITH, BUT FAITH IS BLOOD

0K(ILL)’S: INTERVISTA ALLA BAND •

 

Metalforce ha approfittato del debut album di questa nuova band tutta italiana per scoprirne di più con un’intervista. Venite con noi a conoscere gli 0K(ill)’s!

Come nascono gli 0K(ill)’s e come avete preso la decisione di creare qualcosa di nuovo e così particolare?
SCARLET_SPIDER: Ciao a tutti, innanzitutto grazie per aver definito “particolare” il nostro progetto, in tempi di costante riciclo e riflusso di proposte musicali essere definiti “particolari” è di per se già un ottimo inizio. Diciamo che l’idea base del progetto è partita anni fa da Emiliano che ha iniziato a scrivere i primi brani da solo. Poi, man mano, l’ha sviluppato con Glenn e per un po’ hanno provato diversi soggetti per completare l’equazione e alla fine hanno coinvolto me e Antonio. Loro tre hanno tutti in comune la loro esperienza con i Death SS, io invece sono il Jolly fuori dal mazzo! A parte gli scherzi, ci siamo da subito compattati molto sia musicalmente che a livello di feeling personale. Ognuno di noi ha trovato il modo di trasmettere le sue influenze musicali ed extra musicali in maniera fluida, si è subito creata un’ottima sinergia e quando le cose vanno così sembra davvero tutto molto naturale. Ogni parte del progetto si compone da sola come un puzzle: idee musicali, testi, arrangiamenti, impressioni visive. Ci sono parti che magari sono rimaste separate e a sé stanti per anni nelle nostre menti che improvvisamente si connettono e ricompongono quasi attratte reciprocamente da una forza “magnetica”. Ecco che magari testi abbozzati da Emiliano sono stati definiti e ampliati da me, parti musicali mie sono state sviluppate ed arricchite da Antonio e Glenn. Insomma, è difficile ora come ora anche per noi dire dove è cominciato un brano specifico e chi, come o quando lo abbiamo portato a termine.

Questo nuovo progetto unisce membri ed ex membri dei Death SS e la voce degli Scarlet And The Spooky Spiders, insomma siete dei musicisti di un certo calibro. Cosa consigliereste alle band emergenti che vorrebbero entrare a far parte del mondo della musica e dei live?
SCARLET_SPIDER: È sempre difficile dare dei consigli, si rischia sempre di essere fraintesi. Ognuno deve fare le proprie esperienze nel modo che ritiene più consono alle sue aspettative. Ci sono poi un sacco di variabili da considerare. Se per esempio vivi in una grande città del nord Italia come Torino o Milano, magari hai delle opportunità diverse rispetto a chi si deve confrontare con una realtà più di provincia. Ci sono pregi e difetti in entrambe le situazioni. Sicuramente per me la cosa più importante è investire sempre su se stessi, cercare di capire i propri limiti e lavorare su di quelli, non dare nulla per scontato, ascoltare sinceramente tutti, anche e soprattutto le critiche, quando ci sono, ma rimanere saldi sulle scelte che si prendono e non dimenticarsi mai che fare musica o arte in genere è sempre un “mestiere” particolare; gli elogi, gli applausi (se ci sono) o, come si usa oggi, i “like” su Facebook non fanno di te un musicista o un artista in genere, sei tu che lo decidi, con le tue scelte, i tuoi atti. In Italia, poi, viviamo una condizione ulteriormente svantaggiata per alcuni versi perché non è facile, soprattutto oggi, fare musica in modo serio, tanto più poi portarla dal vivo. Mancano gli spazi adeguati e sempre meno ci sono locali e posti adatti per esibirsi professionalmente. Questo però non deve diventare un alibi per non dedicarcisi (se lo si sceglie) in modo serio.

Da cosa traete ispirazione per creare i vostri testi ed il vostro sound?
SCARLET_SPIDER: Per quanto riguarda i testi di questo album le fonti di ispirazione sono diverse, ma posso dire che più o meno ruotano tutte intorno all’individuo uomo come tale inserito in un mondo che spesso non capisce più e sempre di più lo fa sentire alienato ed insicuro. Ci sono riferimenti espliciti, ad esempio, all’impatto che le religioni rivelate hanno avuto sulla nostra cultura occidentale (“Liars Of The Faith”), al fatto che spesso messaggi arcaici siano stati usati e travisati ad uso e consumo dei tempi. In alcuni testi uso metaforicamente riferimenti all’immaginario di Lovecraft. Ad esempio, in “Reptile Heart” parlo diuna divinità ancestrale evocata come soluzione apocalittica di purificazione per un genere umano ormai alla deriva. In “Pale Harvester” si parla di un rituale che termina con un sacrificio umano dove però la vittima è consenziente perché nella finzione artistica quello è il suo mondo,e quindi soluzioni che per noi oggi suonano estreme e illogiche in tempi nemmeno troppo remoti della nostra storia erano accettate e a volte perfino invocate. In generale, spesso i testi parlano di etica e di come il concetto di bene e male sia ormai svincolato da una oggettività assoluta. In “Terminal God” una AI (intelligenza artificiale) in un futuro imprecisato decide di sterminare l’umanità perché per la “sua” morale noi siamo dei virus impazziti che rischiano di compromettere l’ecosistema generale del pianeta di cui lei si occupa. Insomma, l’uomo ed il suo mondo sono sempre uno spettacolo interessante da osservare se ci si pone dal giusto punto di vista.

Se poteste decidere di partecipare ad un live “ideale”, con quali band vi piacerebbe condividere il palco?
SCARLET_SPIDER: Domanda difficile davvero. Abbiamo tra tutti talmente tante band nel cuore che sarebbe fare un torto a qualcuna di queste dare delle preferenze. Poi non ci vogliamo togliere il gusto della sorpresa. Non si sa mai nei prossimi mesi dove saremo e su quali pachi saliremo.

Avete già iniziato a fare date nei locali per presentare il vostro nuovo album e far conoscere la band. Com’è stata l’accoglienza da parte del pubblico?
SCARLET_SPIDER: L’impatto live dei brani è stato davvero molto soddisfacente, i brani dal vivo assumono una ulteriore profondità secondo noi, il che è esattamente quanto ci aspettavamo. Infatti, pur avendo lavorato molto in studio sulla scelta dei suoni, abbiamo da subito cercato di avere anche in sede live un sound dinamico e d’impatto. Il pubblico ha risposto molto bene fin dalla prima data e questo ci ha fatto molto piacere perché sappiamo che oggi come oggi non è facile presentarsi con degli inediti ed essere apprezzati.

In che modo pensate che essere conosciuti per le altre band in cui militate e/o avete militato possa influire sulle reazioni del pubblico?
SCARLET_SPIDER: Essendo tutti noi musicisti presenti sulla scena da diversi anni, ovviamente ci aspettiamo che una parte del nostro pubblico provenga dalle nostre esperienze precedenti e sia incuriosito da questo nuovo progetto. Riteniamo che sia una cosa positiva, perché ci permette di poter presentare la nostra musica ad una parte di pubblico consapevole che magari ci ha già apprezzato in passato con altri progetti. Questo non toglie che il nostro fine è avvicinare quante più persone possibili, anche magari provenienti da diverse sub culture rock, e quindi anche chi non ha conosciuto nello specifico i nostri altri progetti musicali è più che ben accetto ai nostri show.

Come pensate che i vostri trascorsi musicali e l’aver militato in varie band possa contribuire allo stile e alla musica degli 0K(ill)’s?
SCARLET_SPIDER: Essere un musicista secondo me comporta sempre un certo grado di capacità di saper far valere le esperienze di vita e sicuramente aver lavorato e fatto musica con diverse band e progetti è sempre una freccia in più su cui poter contare. Inoltre, con il tempo si impara a gestire meglio le energie e le idee. Avere avuto la possibilità di confrontarsi con diversi stili e background è un valore aggiunto della band perché permette ad ognuno di noi di esprimersi con la massima libertà stilistica e al contempo di attingere dalle esperienze degli altri membri in maniera fluida e priva di limiti “imposti”.

In base a quali criteri avete scelto “Liars Of The Faith” come brano di presentazione del nuovo album? Perché la scelta di un Lyric Video?
SCARLET_SPIDER: La scelta del brano con cui “presentarci” è stata fatta principalmente in base alla sua forte carica d’impatto. Ci sembrava tra tutti quello che sintetizzasse più velocemente alcune (ma non tutte) delle caratteristiche della nostra proposta artistica. Anche dal punto di vista del testo era quello che ci premeva mettere da subito in prima linea, per ovvi motivi di stretta attualità. Pensiamo che la nostra civiltà non abbia ancora fatto i conti con alcune delle implicazioni più oscure della Religione e purtroppo, visti i recenti problemi con attentati e fondamentalismo, sono aspetti con cui tutti noi ci dovremmo confrontare. La scelta di uscire con un lyric video è stata in parte dovuta a problemi di tempistica (per realizzare un video clip che rispettasse gli standard di qualità che ci siamo posti i tempi erano un po’ stretti) ed in parte al fatto che volevamo, appunto, che almeno inizialmente l’attenzione si concentrasse sulla musica e sul testo del nostro progetto musicale più che sulle nostre (brutte!) facce. Stiamo comunque preparando il primo videoclip ufficiale e contiamo di pubblicarlo a breve.

Come vi presentereste a chi non vi conosce? E cosa direste dell’album a chi ancora non ha avuto occasione di ascoltarlo?
SCARLET_SPIDER: Direi “Ciao, siamo gli 0K(ill)’s, quattro “sopravvissuti” del rock’n’roll che nonostante il dilagare insulso di tribute band e pagliacci del genere credono ancora che ci sia molto da dire con la musica originale. Il nostro debut è pieno di influenze e idee musicali disparate, ma crediamo di aver fatto un buon lavoro e non resterete delusi se gli date un ascolto”. Alla fine i discorsi contano fino ad un certo punto, siamo musicisti non politici (grazie a un dio qualunque!), quindi che “parli” la musica.

Per concludere, vorreste fare un saluto ai lettori di Metalforce e ai vostri fan?
SCARLET_SPIDER: Un abbraccio a tutti i lettori di Metalforce, vi aspettiamo sotto il palco e dopo gli show per fare quattro chiacchiere e berci una birra insieme. Keep the faith… but Faith is Blood!!