Are you metal? Certo: siamo gli Helloween!

helloween logo

HELLOWEEN: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARKUS GROSSKOPF •

Prima di assistere allo strabiliante concerto degli Helloween del 31 gennaio all’Alcatraz di Milano (il cui report potete leggere qui), abbiamo avuto l’onore di poter incontrare uno dei membri storici della band: Markus Grosskopf. Il simpaticissimo bassista si è intrattenuto con noi in questa piacevole conversazione, abbracciando un po’ tutto quel che riguarda passato, presente e futuro delle cinque “zucche”.

Bentornato in Italia! Sono molto onorato di poter scambiare qualche battuta con te.
E’ un grande piacere essere qui!

Avete festeggiato il trentesimo anniversario della carriera della band. In tutti questi anni che cosa è cambiato?
Nulla se non il numero degli anni! (ride) Per me è rimasto tutto uguale, ma ti dico una cosa, ci sono delle persone per le quali cambia tutto. All’epoca del nostro primo o secondo disco bastavano sei brani e il disco era fatto. Ora devi farne sedici di canzoni, perché per il Giappone devi mettere un’extra bonus-track, una seconda bonus-track per un altro paese, e per ogni media devi fare un tipo di canzone differente, special editions che richiedono ulteriori extra-songs. Quindi tu quando entri in studio sai che ne devi uscire con almeno sedici canzoni registrate! E poi ci sono tutte queste cose di Internet, le riviste… è cambiato molto no? Ma invece un concerto è un concerto e non cambia mai! L’emozione che si prova, la scintilla che va dal pubblico alla band sul palco, non cambierà mai!

Avete ancora lo stesso spirito sul palco?
Sì ed è meraviglioso! E’ qualcosa che non cambia mai, come le emozioni che provi quando stai sul palco.

Dopo i festivals e il tour in Australia siete di nuovo in Europa. Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Abbiamo ancora molti shows da fare in Europa, poi andremo a Miami, faremo la Metal Cruise, staremo cinque giorni sulla nave. Poi faremo alcuni concerti in Nord America e Canada. E poi arriverà di nuovo la stagione dei festival che ci porterà fino a settembre, dopodiché vedremo.

Ci puoi raccontare un episodio divertente che vi è capitato durante questo tour?
Oh, ogni giorno è divertente a modo suo! Anche semplicemente andare in giro e parlare con i ragazzi.

Cosa ne pensi delle band con le quali stasera dividerete il palco, Rage e C.O.P. UK?
Sono delle buone band, mi piace il modo in cui suonano, e si comportano. Si divertono ed è una buona cosa perché vuol dire che la band sta bene insieme.

Avete dovuto annullare la data di Parigi, al Bataclan…
Sì, perché hanno chiuso il locale, probabilmente torneremo a Parigi un giorno in un altro sito.

Una domanda che ho posto anche a Peavy dei Rage. Sei in tour con lui, e con lui hai una cosa in comune: i Bassinvaders. Ci potranno essere sviluppi futuri per questo progetto?
E’ vero! Ci sono due dei Bassinvaders in questo tour! (lui e Peavy il cantante/bassista dei Rage n.d.r.). Non ho alcun programma per il futuro di questo progetto, ma chi lo sa che cosa succederà nel futuro. Richiederebbe comunque molto tempo anche solo per mettere insieme tutti gli ospiti, interfacciarsi con i vari contatti, i management, queste cose richiedono tantissimo tempo e al momento sono davvero molto impegnato con gli Helloween.

Sei stato felice di incontrare nuovamente Peavy?
Certamente Peavy è un ragazzo grandioso, ci rilassiamo insieme chiacchierando, bevendo un bicchiere di vino, prendendo una birra. E’ una persona con cui mi trovo a mio agio facilmente ed ha un bellissimo carattere.

Parliamo del nuovo album “My God-Given Right”. Ci sono molti riferimenti a delle vostre vecchie canzoni: è una scelta per ripercorrere le varie tappe della storia della band o è casuale?
No, quando scriviamo le canzoni non abbiamo dei paletti, le cose vengono fuori senza costrizioni. Le canzoni devono nascere naturalmente.

E’ il quinto album in studio consecutivo con la stessa lineup. Avete trovato la combinazione perfetta?
Sì, lavoriamo bene insieme e ci rispettiamo, sappiamo come lavorare gli uni con gli altri, sia in studio che in tour e questo ti fa stare bene e ti fa anche risparmiare tempo!

Avete pubblicato di recente “Hellbook” che contiene fotografie, testi, e altro materiale molto interessante, di chi è stata l’idea?
C’è una persona che insieme al management ha raccolto moltissime foto di concerti e foto del passato. Tutto ciò che abbiamo raccolto adesso è tutto nell’ufficio. Molte cose non siamo riusciti ad inserirle nel libro ovviamente, ma c’è in pratica tutto quello che gli Helloween hanno fatto!

Pensi che la musica digitale abbia ucciso la musica?
Non saprei, riguardo la musica digitale è un discorso molto ampio. Ci sono le persone che scaricano o ascoltano musica gratis da Internet, senza acquistare mai, in media hanno dai 16 ai 20 anni credo. Registrare e fare dei dischi costa molti soldi, ma loro essendo cresciuti con l’idea che su Internet è tutto gratis, non lo capiscono. E’ qualcosa che dovranno scoprire da soli.

Una domanda più personale: cosa è stato ad ispirarti quando hai iniziato a suonare?
Io ho iniziato quando avevo circa 13 o 14 anni, con una punk band, perché mi piacevano molto i Ramones, i Sex Pistols e tutti quei gruppi lì, quindi le band punk che ascoltavo allora mi hanno dato la prima ispirazione per iniziare a suonare! Ma quando volevo fare cose più rock e metal, allora AC/DC, Michale Schenker, U.F.O., Rainbow e tutte queste band, mi hanno ispirato moltissimo! Anche Thin Lizzy, Wishbone Ash!

E ti ricordi ancora la prima volta che hai suonato un concerto?
Sì certo! Era una “Youth House”, una sorta di campo estivo. Qualcuno aveva portato la batteria e gli amplificatori, io avevo il mio basso, e suonammo cover dei Ramones e Sex Pistols! Eravamo dei ragazzini!

Ora l’ultima domanda. Che cosa ti aspetti stasera dai fan italiani?
Che siano pazzi come al solito! (ride).

 

si ringrazia per la traduzione Connor

_


elaborazione video Federica Borroni
____________________________________________________________________