Black Star Riders: lo spirito dei Thin Lizzy è sempre vivo in noi

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BLACK STAR RIDERS: INTERVISTA ESCLUSIVA A RICKY WARWICK •

L’arrivo per un’unica data in Italia dei Black Star Riders al Tunnel di Milano, è stata occasione per poterli incontrare e fare quattro chiacchiere con il loro cantante Ricky Warwick. Ci sediamo comodamente sui divanetti in sala proprio mentre gli altri componenti stanno per iniziare il sound check e dopo aver “gentilmente” urlato ai suoi compagni: “Ehi! stiamo facendo un’intervista!” (ridendo ovviamente), cominciamo a parlare. Ecco cosa ci ha detto il simpatico frontman, le cui parole condividiamo pienamente, perché in fondo c’è un po’ di Thin Lizzy in tutti noi.

Benvenuto in Italia Ricky! E’ un piacere essere qui con te.
Grazie!

Puoi parlare del nuovo album “The Killer Instict” ai nostri lettori?
Cosa c’è da dire… E’ un grande album! Basta questo! (ride)

Qual è la differenza sostanziale con l’album precedente? (“All Hell Breaks Loose”- n.d.r.)
Abbiamo avuto un produttore diverso, Nick Raskulinecz, che ha lavorato con gruppi come Alice In Chains, Rush, Foo Fighters, ha molta esperienza ed ha un suo studio, a Nashville. Siamo andati lì a registrare ed abbiamo passato del tempo sulla pre-produzione con lui, cosa che non avevamo fatto sul primo album. E poi abbiamo iniziato a fare molti concerti insieme, stiamo più insieme, come band, prima non era accaduto, anche perché avevamo appena cambiato il nome da Thin Lizzy a Black Star Riders. E credo che si possa sentire anche sul disco che siamo una band più compatta.

Quanto c’è dei Thin Lizzy nella vostra musica?
Siamo sempre e comunque dei fan dei Thin Lizzy, quindi faranno sempre parte della nostra musica. E’ qualcosa di cui siamo orgogliosi e non proviamo a demolirlo, è qualcosa di noi che ci piace.

Come sono nati i Black Star Riders ?
Come la maggior parte delle persone sanno, siamo venuti fuori dai Thin Lizzy, ma ad un certo punto non ci siamo più sentiti di registrare album sotto il nome Thin Lizzy, così abbiamo cambiato nome e abbiamo iniziato a fare la nostra musica con il nuovo nome di Black Star Riders.

Il vostro nome è tratto da un film western, giusto?
E’ ispirato dal film western “Tombstone” con Kurt Russel, è il mio film preferito, e lo è anche per qualche altro membro della band!

Cosa vuoi trasmettere con le tue canzoni e i tuoi testi?
Voglio scrivere delle belle canzoni che la gente possa ricordare, nelle quali qualcuno ci si possa identificare, alle volte scrivo di me e delle mie esperienze, e provo a instaurare una connessione con la gente attraverso questo.

Quali musicisti ti hanno influenzato maggiormente quando eri più giovane?
Phil Lynott ovviamente, è stato una grande influenza per me! Lemmy dei Motorhead, Stiff Little Fingers, Sex Pistols e Steve Jones. Lui suonava una Les Paul, ecco perché ne comprai una!

Da ragazzo i tuoi genitori approvavano la tua passione per la musica?
Oh sì, loro approvavano, mi supportavano molto nella mia voglia di riuscire nei miei progetti, anche perché vedevano che mi impegnavo e lavoravo duramente. Mia madre era interessata alla musica, mio padre un po’ di meno, ma furono fantastici! E lo sono ancora, perché sono ancora in vita!

Ti ricordi il primo concerto a cui hai assistito?
Sì, assolutamente! Mi ha cambiato la vita! Gli Stiff Little Fingers a Belfast nel 1980! Avevo 13 anni e mi cambiò completamente la vita! Mi fece andare fuori di testa, volevo assolutamente fare la stessa cosa! Quello show è la ragione per cui ora io e te stiamo qui a parlare!

C’è qualche episodio divertente che ti ricordi in qualche concerto dove hai suonato?
Oh, le cazzate divertenti succedono tutti i giorni! Avete presente “This Is Spinal Tap” no? (ride) (film sull’Heavy Metal degli anni ’80 – n.d.r.). E’ un’esistenza da pazzi, vivi la vita viaggiando, incontri tantissima gente diversa e suoni in una città diversa ogni sera. Sono contento perché la mia band ha la fortuna di fare tutto questo!

Cosa pensi di ciò che è accaduto a Parigi, degli attentati e delle stragi?
La mia opinione è che sembra di vivere un incubo, è incredibile, ma sono grato di vedere che ci sono band che possono ancora continuare a suonare e programmare concerti e serate a Parigi, e credo sia davvero importante. Noi tre giorni prima, il mercoledì, abbiamo suonato a Parigi, era letteralmente impensabile che tutto ciò potesse accadere. Essendo cresciuto a Belfast, io ricordo che da ragazzino ero arrabbiato con le band che non riuscivano a programmare i loro show perché succedeva qualcosa a Belfast. Credo che la gente abbia bisogno di restare forte, e noi dobbiamo continuare a suonare! Bisogna restare forti, e la musica tocca le persone e le cambia, è una cosa molto positiva. E’ la risposta migliore che si può dare: continuare ad andare avanti, continuare a suonare. La gente di Parigi ha bisogno di supporto, aiuto e forza, da ovunque sia possibile dargliene! E sono grato di sapere che molte band, anche alcuni miei amici, continuano a suonare a Parigi. Gli Stiff Little Fingers ci suoneranno proprio stasera!

I vostri progetti futuri?
Finiamo questo tour, poi ad agosto del prossimo anno inizieremo le registrazioni per il nuovo album!

Un tuo desiderio?
Continuare a fare ciò che amo ed essere felice!

si ringrazia per la traduzione Connor

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BSR band 2015

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