BLACKOUSTIC – DIVERSO STILE, STESSE EMOZIONI

BLACKOUSTIC: INTERVISTA A TIMO KOTIPELTO E JANI LIIMATAINEN •

Tornano in Italia i Blackoustic, ovvero Timo Kotipelto e Jami Liimatainen, per ben tre date e noi ne approfittiamo per far loro qualche domanda. Ci hanno rivelato molte cose interessanti su di loro e sul loro progetto come duo acustico. Buona lettura!

Ciao! Iniziamo subito con la prima domanda: come è nato il vostro progetto?
TIMO: Ciao! Questo progetto è nato nel 2009, quando stavamo registrando il primo album dei Cain’s Offering. Fui contattato da un’agenzia che mi chiese se mi interessasse esibirmi per uno show in duo, io e un chitarrista. Io dissi subito di sì, ovviamente, l’idea mi piaceva. Poi da quello show, il duo è cresciuto e abbiamo iniziato a fare cose sempre più grosse.

Con che criterio vengono scelti i brani da presentare in sede live?
TIMO: Beh, devo dire che non è molto semplice. Il problema è che molte canzoni non funzionano bene in versione acustica, soprattutto con una sola chitarra. Tutto dipende anche da dove suoniamo. Per esempio sappiamo che stasera ci saranno molti fan delle nostre band, quindi suoneremo molti brani degli Stratovarius. Ovviamente non mancheranno le cover, cover di brani che crediamo siano molto belli in versione acustica.

In che modo costruite gli arrangiamenti dei pezzi per renderli fruibili in versione acustica? Qual è la parte più difficile?
JANI: Per prima cosa, ne parliamo. Parliamo di quali brani ci piacerebbe presentare in versione acustica. Poi ci sediamo ad un tavolo, esattamente come stiamo facendo ora, e proviamo a vedere come impostare i brani, magari bevendo una birra.
TIMO: Sì, come ha detto Jani, prima di provare abbiamo già qualche idea. Man mano che proviamo decidiamo quali brani tenere e quali eliminare.

È ovvio che un live acustico come il vostro si adatta molto all’intimità di un piccolo club con un’atmosfera più “raccolta”: sentite mai la mancanza di quell’energia che sprigiona il pubblico ad un grande concerto rock? O per voi è un modo per staccare la spina e vivere qualcosa di completamente diverso?
TIMO: Quando mi esibisco con il progetto Blackoustic, non mi mancano affatto i concerti più “grossi” o i festival. Alla fine le due cose non sono così differenti, perché il pubblico mostra comunque tanta carica e tanta energia, ma in un modo diverso. Un nostro concerto acustico non avrebbe lo stesso effetto in una grande arena, siamo noi a scegliere club piccoli, perché in queste situazioni sono perfetti.

Finora avete pubblicato un solo album: avete in cantiere una seconda uscita?
TIMO: Non ancora.
JANI: Non ancora, ma ne stiamo parlando. Anche l’etichetta ci ha fatto domande al riguardo, stiamo decidendo cosa fare. Possiamo solo dire che probabilmente un eventuale secondo album sarà molto diverso dal primo.
TIMO: Durante la prossima primavera avremo un bel tour di show acustici in Sud America, potrebbe essere una bella idea registrare un Live Album magari.

Come è nato il vostro amore per la musica? Chi o cosa vi ha ispirato a diventare musicisti?
JANI: Per quanto mi riguarda, credo sia accaduto tutto quando avevo circa undici o dodici anni. I Metallica avevano appena pubblicato il “Black Album” e i Guns N’ Roses “Use Your Illusion”. Mi innamorai del video di “Enter Sandman”, che vidi su MTV. Da allora decisi che sarei diventato un chitarrista.
TIMO: Io iniziai a suonare la batteria quando avevo circa tredici anni. Ascoltavo molto Rockabilly all’epoca, poi il mio amore per i generi un po’ più “pesanti” nacque ascoltando “Hells Bells” degli AC/DC. Cercavo di suonare principalmente brani degli AC/DC e degli Iron Maiden, poi i miei amici mi convinsero a cantare. Credo sia stato il destino.

Quale album dalle vostre rispettive discografie generali consigliereste a qualcuno per farvi conoscere?
JANI: Probabilmente “Stormcrow” dei Cain’s Offering.
TIMO: Io dico lo stesso album e aggiungo “Visions” degli Stratovarius.

Avete calcato i palchi di tutto il mondo. A parte in Finlandia, in quale nazione vi sentite a casa?
JANI: Io ho sempre avuto un rapporto molto stretto con il Giappone, mi piace tantissimo. Quindi sì, dico Giappone.
TIMO: Il Giappone è fantastico, l’Italia è fantastica. Abbiamo moltissimi fan in Sud America, soprattutto Brasile, Messico e Argentina, e ci fanno sentire davvero a casa. Ma comunque è molto difficile scegliere una sola nazione.

A proposito di sentirsi a casa: come passate il vostro tempo libero?
TIMO: Solitamente vado in palestra o corro, adoro correre. Oppure mi godo la natura che circonda casa mia.
JANI: Beh, c’è Netflix! Comunque, solitamente non ho moltissimo tempo libero tra lavoro e altri impegni, ma quando posso vado anch’io in palestra.

Ultima domanda: il vostro sogno nel cassetto che vorreste realizzare?
TIMO: Beh, un sogno si realizzerà la prossima primavera perché, come vi ho detto prima, andremo in tour in Sud America. Nessuno ha mai fatto una cosa del genere, per me è davvero importante. È l’unica cosa che mi viene in mente adesso.
JANI: In pratica il sogno lo stiamo vivendo!

Volete lasciare un messaggio per i vostri fan e per i lettori di MetalForce?
TIMO: Ciao a tutti, lettori di MetalForce! Siamo i Blackoustic e siamo qui in Italia per ben tre show.
JANI: È davvero bello essere di nuovo qui! Ci divertiremo insieme!

ringraziamo Raffaele Pontrandolfi di Vero Rock Italia e Nick Picerno la per cortese collaborazione

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