Edu Falaschi: fare il musicista è tutta la mia vita

edu-falaschi _logo

EDU FALASCHI: INTERVISTA ESCLUSIVA •

Incontrare un artista come Edu Falaschi è sempre interessante, vista la sua lunga carriera e la caratura internazionale che lo contraddistingue. Il cantante brasiliano ci ha parlato dei vari aspetti della sua vita di musicista, tra presente, passato e futuro e raccontandoci alcuni simpatici aneddoti. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’Italian Tour 2016.

Bentrovato Edu e grazie per il tempo che ci concedi. Parlaci del tuo nuovo album “Moonlight”.
EDU – L’anno scorso ho concluso 25 anni di carriera come cantante professionista, così ho deciso di festeggiare questo momento con un album acustico di solo piano, voce, chitarra acustica ed orchestra. Ho preso le canzoni degli Angra e degli Almah, ho fatto dei nuovi arrangiamenti acustici, bellissimi. L’album sarà pubblicato il prossimo Aprile in Europa, Giappone, Nord America e Sud America. Su questo disco ho degli amici che suonano con me, come per esempio Tiago Mineiro, che è un grandissimo pianista brasiliano, il maestro Adriano Machado, che si occupa dell’orchestrazione e degli arrangiamenti. E’ un album davvero molto bello, di certo non è per quelli che con i paraocchi ascoltano solo ed esclusivamente metal, è perfetto per esempio per i fans degli Angra, loro lo amerebbero perché ha orchestrazioni, parti con piano e voce, parti acustiche.

Hai anticipato una delle domande che volevamo farti! Chi ha partecipato al disco e perché hai scelto proprio loro?
EDU – Per prima cosa ho scelto loro perché siamo amici, e poi per esempio Tiago, il pianista, non è un fan del metal, è un pianista che viene dal jazz, dalla musica brasiliana e dalla musica classica. Cercavo qualcuno che stesse al di fuori del mondo del metal per avere delle idee diverse per fare gli arrangiamenti. Per fare un esempio, posso dirti che un tastierista che suona metal, come può essere lo stesso tastierista degli Angra, probabilmente lo stesso arrangiamento lo farebbe nell’idea della canzone metal. Volevo qualcosa di diverso, qualcosa di più classico, a volte verso il jazz ed è per questo che ho chiesto a loro. Per quanto riguarda il maestro Adriano Machado, in Brasile è molto famoso, fa arrangiamenti per molti grandi artisti pop delle nostre parti e anche lui è un mio amico. Mi disse che gli sarebbe piaciuto fare questo lavoro per me e gli chiesto qualcosa nello stile della musica classica.

Sei mai sceso a compromessi nella tua carriera?
EDU – Sì e no! (ride) Nella mia carriera ci sono stati diversi momenti che possono essere stati momenti felici, momenti tristi, ma penso che in 25 anni è davvero difficile rimanere in una condizione stabile, sempre allo stesso modo!

Quando hai capito che questo era quello che volevi fare nella tua vita?
EDU – Credo sia stato quando avevo 17 anni più o meno, avevo dei parenti in Brasile che mi regalarono una chitarra acustica. Iniziai a suonare moltissimo anche se non avevo un insegnante, imparai tutto da solo e mi piaceva molto. Iniziai a suonare con i miei amici e a 18 anni entrai nella mia prima band! Abbiamo girato un video e registrato un LP e tutto è iniziato! A 17 anni quindi posso dire di aver deciso di farlo come professione, prima ero solo un fan del metal, mi piacevano gli Iron Maiden, Black Sabbath, Deep Purple, Dio, mi piaceva anche l’hard rock dell’epoca. Le mie prime fonti di ispirazione sono stati Ronnie James Dio e gli Iron Maiden.

In famiglia sei mai stato contrastato per questa tua passione per la musica?
EDU – Oh sì, certamente! All’inizio mi dicevano: “No! La musica non è una cosa buona da fare come lavoro perché non ti dà abbastanza soldi per vivere!”. Magari volevano che io studiassi per diventare un avvocato. Appena però entrai negli Angra mia mamma mi disse: “No ok, va bene! Va bene se vuoi fare il cantante”. (ride)

Ti ricordi ancora il tuo primo concerto?
EDU – Sì, me lo ricordo, fu in Brasile, il nome della città era Maringá, mi sentivo abbastanza a mio agio. Mi ricordo che prima del concerto, prima che l’intro partisse, Kiko (Loureiro, n.d.r.) era dietro di me con la chitarra e mi diceva mille cose: “Fai questo… fai quello… non fare quello… non andare lì… blah blah blah blah blah!”. Gli ho detto “Amico, ho già avuto un’altra band prima! Fai attenzione a non parlare troppo, fai il tuo lavoro, io canto e vedrai che ci divertiremo!”. Il concerto fu bellissimo e tutti nella band furono felici.

Cosa hai provato durante la serata del “Metal for Kids United” a condividere il palco con Fabio Lione che ti ha sostituito negli Angra?
EDU – Fabio è una grande persona, grande cantante e mi piace molto. E’ un amico. Questo concerto è stato un evento speciale per solidarietà e mi è piaciuto esserci con gli altri musicisti. E’ una cosa molto importante e penso e spero che in futuro diventi ancora e ancora più grande come evento! E’ così importante aiutare in particolar modo i bambini. Comunque, essere lì con Fabio è stato un piacere!

Hai qualche rimpianto o sei pienamente soddisfatto della tua carriera?
EDU – Ne ho qualcuno di rimpianto, è chiaro che non essendo perfetti tutti facciamo degli errori, ma va bene così perché possiamo imparare dai nostri stessi sbagli. E’ sempre bello imparare e pensare alla carriera valutando cosa è buono e cosa non lo è. Ora che sono più maturo so come affrontare meglio i problemi che mi si pongono e sono molto felice e soddisfatto di dove sono arrivato. In questi 25 anni di carriera ho fatto concerti in Giappone, Asia, Australia, Europa, Nord America, America Centrale, ho girato per tutto il Brasile, ma non sono mai riuscito a farne in Africa. Non ho un altro lavoro, è questa la mia attività e l’unico mio modo di guadagnare il denaro per vivere, sono un musicista.

Dopo “Moonlight” hai altri progetti per il futuro?
EDU – Abbiamo registrato il nuovo disco degli Almah, che è la mia nuova band e credo sarà pubblicato il prossimo Maggio in tutto il mondo.  I miei progetti futuri quindi sono far uscire questo album, fare il tour in Brasile, probabilmente fare un tour Europeo, poi in Asia e Nord America dove abbiamo 15 concerti da fare già programmati. Stiamo pianificando di proseguire il tour per gli stati del Sud America, ma per ora devo pensare a “Moonlight” e all’uscita del nuovo album degli Almah!

traduzione Connor 
si ringrazia per la collaborazione Davide Straccione 

.

___________________________________________________________