ENSLAVED – tra musica e natura

ENSLAVED: INTERVISTA A IVAR BØRNSON •

In occasione dell’uscita dell’album “E” prevista per il 13 ottobre, non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità di fare due chiacchiere con Ivar Børnson per scoprire qualcosa in più su cosa ci attende.

Ciao Ivar! Come mai avete scelto Håkon Vinje come nuovo tastierista?
IVAR – Ciao! Allora… Sai, credo sia stato il destino. Innanzitutto, la cosa fondamentale per noi era terminare questo concept album con Herbrand Larsen prima di trovare un nuovo tastierista. Dopodiché abbiamo scoperto questa band locale chiamata Seven Impale durante un concerto e ci siamo innamorati dello stile del tastierista. Ci è stato detto che la band si sarebbe presa una pausa dopo questo concerto, così abbiamo chiesto a questo tastierista se sapesse anche cantare e lui ci ha detto di sì. Ci siamo dati appuntamento due settimane dopo in studio e ha subito funzionato, ci è piaciuto. Quindi sì, direi che il destino ha risolto questo problema per noi.

Come mai avete scelto questi ospiti speciali? So che c’è anche un musicista Jazz e non è qualcosa di molto comune per una band Metal.
IVAR – Beh, tutto è stato deciso poco prima che andassimo in studio per registrare. Volevamo che i brani si presentassero in un certo modo, volevamo un particolare tipo di sound per l’album e una particolare atmosfera. Sai, a volte riesci a creare quello vuoi solo con i componenti della band, altre volte devi cercare qualcuno all’infuori della band. Perciò abbiamo cercato gente che ci avrebbe aiutato ad ottenere il tipo di sound e il tipo di atmosfera da noi desiderati.

Sembra un po’ strano che ci sia la cover di un brano di musica elettronica. Ci spieghi il perché di questa scelta?
IVAR – Vedi, noi siamo di Bergen. Bergen si trova sulla costa a sud della Norvegia, è una cità abbastanza piccola ma ci sono molte band e molti musicisti di qualsiasi genere: Metal, Hip-Hop, Jazz, Elettronica. C’è inoltre un’organizzazione che aiuta le band e i musicisti, una sorta di “governo”, di compagnia che organizza live e cose così. Per ringraziare questa compagnia si fa una sorta di celebrazione a cui partecipano tante band di generi diversi e ogni band deve fare cover di brani di altre band, qualcosa di diverso dal solito. Noi abbiamo optato per la cover di “What Else Is There” dei Röyksopp perché sì sono una band di musica elettronica, ma credo siano più “cupi” e “misteriosi”, quindi molto interessanti.

Sappiamo che il nome dell’album prende il nome da una runa che simboleggia la fiducia e la cooperazione. Come avete inserito questo tema nei testi delle canzoni?
IVAR – Beh, ci sono vari aspetti di questa “fiducia” e “cooperazione”. Per esempio, il brano “Storm Son” parla del rapporto tra uomo e natura, “Sacred Horse” parla del rapporto tra uomo e animali, “Hiindsiight” è un brano più psicologico, che parla del confronto tra “il sé” presente e passato. Quindi alla fine, come hai detto tu, il tema è unico però nei testi è descritto secondo le sue tante varianti e forme.

Scriverete ancora testi di canzoni in antico norreno, antico norvegese e islandese?
IVAR – Mmh probabile! Come ben sai, lo abbiamo fatto altre volte. Il “problema” è che ovviamente c’è un lungo procedimento per farlo e molti passaggi da seguire. Però direi che abbiamo fatto dei bei lavori in passato quindi perché no? Molto probabilmente.

Perché avete scelto di passare dal Viking/Black Metal ad un Progressive Metal più sperimentale ed elaborato?
IVAR – Vedi, è stata una scelta molto cosciente. Noi ovviamente ascoltiamo molta musica, adoriamo soprattutto band come Bathory e Celtic frost, quindi comunque band che uniscono il Metal estremo con atmosfere buie, cavernose e misteriose. Però ascoltiamo anche tutt’altro tipo di musica, per esempio musica Ambient o Folk. Direi quindi che il sound alla fine è un mix di ciò che ci interessa e ciò che ci piace ascoltare. Una scelta cosciente e naturale allo stesso tempo.

Qual è il tuo parere personale su questo album in uscita a breve? Che ne pensi?
IVAR – Beh, sicuramente non ti posso dire se è il migliore o no, solo il tempo ce lo rivelerà. Senza alcun dubbio però posso dirti che sono davvero fiero e soddisfatto di “E”. Sono contento del lavoro che abbiamo fatto: i testi, la parte strumentale, la scelta degli ospiti. Il tempo poi ci rivelerà se riusciremo a fare ancora di meglio!

Eccoci all’ultima domanda: l’artwork dell’album in questione è davvero unico. Puoi spiegarci cosa rappresenta e come è nata questa idea?
IVAR – Certo! Allora, come puoi ben vedere, sulla copertina ci sono dei simboli che provengono dalla mitologia norrena e sono un collegamento con il brano “Sacred Horse”. Infatti l’artwork è una sorta di rappresentazione geometrica e stilizzata del cavallo di Odino chiamato Sleipnir. Dunque l’artwork rappresenta uno dei temi dell’album: il rapporto tra uomo e natura.

Bene. Ti ringrazio davvero, Ivar, per questa opportunità. Vuoi dire qualcosa ai lettori di MetalForce e ai fan italiani in generale?
IVAR – Certo! Innanzitutto grazie di supportare gli Enslaved sin dal primo giorno. Grazie di tutto l’affetto che ci avete sempre dimostrato durante i live in Italia, quindi speriamo di fare ancora tanti altri concerti insieme! E mi raccomando, ascoltate il nuovo album! Grazie ancora di cuore.

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