Equilibrium – 15 anni di folklore

INTERVISTA ESCLUSIVA AGLI EQUILIBRIUM •

 

Ormai il nome Equilibrium è un positivo marchio di garanzia quando si parla di dare spettacolo! E proprio questi simpatici tedeschi sbarcano a Largo Venue (RM) con il loro rovente folk metal, pronti a soddisfare gli animi ardenti del pubblico, accompagnando i Dark Tranquillity nel loro “Atoma European Tour”! Ovviamente noi di Metalforce eravamo presenti a questa serata di combinazioni vincenti, e nel post-concerto ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchiere proprio con gli Equilibrium.

Com’è stato suonare a Roma?
DOM – È stato veramente fico! La gente è stata adorabile. Anche se abbiamo avuto delle difficoltà ad arrivare in tempo, alla fine ce l’abbiamo fatta. È stato veramente bello!
ROBSE – È stato meraviglioso! Amo l’Italia e il pubblico è stato pazzesco. Ci sono stati dei problemi sul palco, ma a parte questo, tutto ok!

Cosa pensate dei fan italiani?
DOM – Veramente appassionati. Se una band va in un posto, non importa quale band, e il pubblico è appassionato, è sempre una cosa molto positiva. In Germania capita spesso che il pubblico se ne stia fermo in piedi, non parlo nello specifico dei nostri fan ma in generale. È sempre bello andare negli Stati più a sud, qui le persone saltano in continuazione e vedi che si stanno veramente divertendo, e di conseguenza anche noi ci divertiamo. Si nota che la gente entra veramente dentro la musica.

Oggi sono 15 anni di Equilibrium, un bel traguardo per la band: cosa pensate di questo percorso?
ROBSE – È veramente oggi? (ride, n.d.r.)

Sì, proprio oggi!
DOM – Non ci avevamo fatto caso! (ride, n.d.r.) Come sai, nessuno di noi è nella band dagli esordi, ma siamo veramente orgogliosi di esserne parte e di continuare questo percorso. (A Robse) Vuoi aggiungere qualcosa?
ROBSE – Beh, io sono nella band da nove anni, quindi non festeggio (ride, n.d.r.). Purtroppo il grande boss (René Berthiaume, chitarrista e fondatore della band, n.d.r.) non è qui con noi, ma penso che abbia festeggiato.
DOM – Sì, al momento sta lavorando su roba nuova. Questa era per noi l’unica possibilità di suonare in Italia, ecco perché abbiamo preferito essere qui a suonare piuttosto che fare altro. Per questo motivo abbiamo un turnista per alcuni degli show italiani. Pensiamo che è stata la decisione più saggia. Ma per tornare al discorso, siamo veramente felici e onorati di essere parte di questa band e di suonare in tutto il mondo per fan così appassionati.
ROBSE – Possiamo fare musica. Ed è quello che amiamo. Questo di per sé è sufficiente.

Dal 2010 siete con l’etichetta Nuclear Blast, e da allora avete prodotto tre album, uno migliore dell’altro, fino ad arrivare ad “Armageddon” (album del 2016, n.d.r.). Potete parlare di quest’album, e del suo processo di scrittura?
DOM – Di solito è René a comporre tutta la musica. Dopodiché ci invia tutto il materiale e condivide con noi le sue idee. Poi andiamo tutti insieme in studio e lì ognuno dà il proprio contributo e le proprie idee. Anche per “Armageddon” è stato così. Quando scriviamo materiale per un nuovo album, è un processo molto rilassato e tranquillo, perché ognuno di noi ha il proprio studio, quindi non siamo costretti ad andare ad uno studio specifico per registrare.
Registriamo tutto a casa, anche la post-produzione è nelle nostre mani, non siamo costretti a sottostare ad un altro produttore. Se vai in un altro studio, di solito hai tre giorni per la batteria, una settimana per le chitarre, poi altri tre giorni per le chitarre soliste, e poi le voci per massimo una settimana. Noi non siamo costretti da nessuna pianificazione, è tutto molto più semplice e sotto il nostro controllo. “Armageddon” è venuto fuori un gran bell’album, è il mio preferito, è più maturo degli altri, ed è esattamente il sound che vorremmo in questo periodo della nostra carriera. Ovviamente non ero nei primi album, ma in questo penso di esprimere il pensiero di René, “Armageddon” è proprio come gli Equilibrium vorrebbero essere adesso. Non siamo una di quelle band che scrive esattamente ciò che i fans si aspettano. Vogliamo essere autentici, vogliamo scrivere la musica che vogliamo suonare. Vogliamo trasmettere energia ai nostri fans, e per noi l’unico modo di farlo è suonare musica che ci piace e di cui siamo convinti. Se non ci piace la musica, non ci riusciamo. Facciamo sempre esattamente ciò che ci piace fare. “Armageddon” è un po’ più oscuro degli altri album, ma è così che lo volevamo. Adesso stiamo lavorando a nuovo materiale, vediamo cosa uscirà fuori.

Com’è nata la vostra passione per la musica? C’è qualche band o musicista che vi ha ispirati?
DOM – Direi gli Hypocrisy! (ride, mostrando il tattoo sul braccio di Robse n.d.r)
OBSE – I Type O Negative. Sono un grande fan. Peter Steele mi manca molto.
DOM – Mi piace molto il metal old school. Mi piace molto l’hair metal ad essere onesto (ride, n.d.r.), ma mi piacciono molto anche i Children Of Bodom del passato. Mi piacciono anche molte band tecniche. Ascolto molti artisti solisti, come Andy James. Mi piace molto Yngwie Malmsteen e in generale la roba neoclassica.

Ora che avete una grande esperienza nel mondo della musica, cosa pensate delle band metal di oggi, in generale?
DOM – Ce ne sono moltissime (ride, n.d.r.)! Non saprei… Ci sono così tante band. Al giorno d’oggi è facilissimo per chiunque comprarsi un computer, una chitarra, usare dei plug in e registrare un album. Ecco perché le band spuntano fuori come funghi e sono ovunque. Ci sono alcune band che sono veramente sottovalutate, e che mi piacerebbe che diventassero più grandi a livello di business, mentre ce ne sono molte che secondo me non sono granché, perché non fanno altro che imitare cose già fatte. È difficile scrivere qualcosa di veramente originale.
ROBSE – Noi usiamo molti suoni orchestrali nella nostra musica. Al giorno d’oggi, tantissime band lo fanno. Per me è difficile trovare al giorno d’oggi una band nuova che mi piaccia veramente. Sono sempre le band vecchie le mie preferite.
DOM – Sì, ma forse qualcuno vede le cose diversamente, è solo la mia opinione personale.

Gli Equilibrium sono una band fondamentale per il folk metal: come ci si sente ad essere parte di questo progetto?
DOM – Fichissimo!
HATI – E’ una ficata, grazie a me! (ride, n.d.r.) Gli Equilibrium esistono da un bel po’ di tempo, non siamo una band nuova. È bello essere costantemente richiesti. Mentre gli anni passano, vedi alcune band che crescono sempre di più, esplorano nuovi mercati, nuovi Paesi… è bello, si sente che c’è un progresso costante. È la prima volta che suoniamo a Roma, e la risposta è stata molto positiva. Prima dell’Italia abbiamo suonato in Grecia, anche lì è stata la prima volta ed è stato fantastico. C’è richiesta, e questo ci rende orgogliosi. Ci sono moltissime band folk metal, ma gli Equilibrium stanno pian piano allontanandosi dalla scena folk metal, pur mantenendo elementi della musica folk. Eppure, la richiesta c’è ancora, siamo ancora qui e siamo ancora un nome importante. È un buon segno che ci motiva a continuare a fare musica.

ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la preziosa collaborazione

 


 

  elaborazione video Federica Borroni