Europe: il conto alla rovescia non si ferma

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EUROPE: CONFERENZA STAMPA CON JOEY TEMPEST, MIC MICHAELI E IAN HAUGLAND •

Da quando nel 2003 si sono riuniti nella loro formazione storica (quella risalente all’album “The Final Countdown” per intenderci), gli Europe stanno godendo di un successo strepitoso.
Abbiamo incontrato Joey Tempest, Mic Michaeli e Ian Haugland, rispettivamente cantante, tastierista e batterista della band, durante la conferenza stampa tenuta prima del loro show all’Alcatraz di Milano del 28 novembre.
Joey risponde lui alla maggior parte delle domande, con il suo carisma, è difficile rubargli la scena e la parola, i suoi compagni di band accompagnano e supportano le sue affermazioni.
Ci racconta che dal momento della reunion si erano prefissati l’obbiettivo di andare avanti ancora per molto tempo, e costruire un nuovo futuro, e sorridendo ci confida che crede ci siano riusciti abbastanza bene fino ad ora. Mic Michaeli conferma, e Joey continua aggiungendo che con la passione, lavorando sodo, e cercando di sviluppare nuovi stili, si potrà raggiungere sempre una qualche forma di successo!
Ci racconta che dai precedenti lavori c’è molto di differente, il loro nuovo album “War Of Kings”, pubblicato all’inizio del 2015, è stato creato, scritto, composto e registrato in maniera diversa.
Una canzone su tutte che rappresenta il nuovo modo di lavorare degli Europe su questo disco è sicuramente “Angels (With Broken Hearts)”. La differenza sta nel fatto che questo è un brano scritto interamente in studio, è una cosa che gli Europe non avevano mai fatto. Un nuovo modo per scrivere e registrare sottolineano Mic e Joey e parlano delle dinamiche e delle emozioni che hanno messo dentro quel brano.
In questi oltre 30 anni di carriera, gli Europe si sono evoluti da un fast heavy metal ad un heavy rock con ombreggiature più oscuro e più slow, ma rimanendo sempre molto profondi ed emozionali. Si sono mossi musicalmente attraversando ed esplorando, dagli anni ’80 e ’90 fino ad ora, e passando da una situazione monodimensionale, ad un mondo in cui si può spaziare ed allargare i propri orizzonti e il proprio songwriting.
Joey Tempest ci spiega questo per evidenziare la differenza dei giovani Europe e quelli che sono invece adesso, e ci tiene a sottolineare che più passa il tempo e più l’esperienza nel mondo della creatività musicale li diverte ora più di allora.
Gli Europe del 2015 in confronto a quelli di allora sono cresciuti, quando divennero famosi in tutto il mondo erano dei ragazzi ventenni che si affacciavano nel mondo del music business per la prima volta ed avevano tutto da imparare. Ora sono degli uomini, sono musicisti navigati che hanno girato il mondo, sono produttori e sanno che la cosa più importante è mettere tutto ciò che si ha, anima e cuore quando si registra un disco.
Ian Haugland commenta che per quanto un tour, il merchandise, e la scenografia di un palco siano importanti, fare album e farli fatti bene per loro è molto importante. Loro sono molto legati alla creazione dei propri dischi, anche perché ciò che mantiene in vita una band sono le nuove pubblicazioni, i tour e il saper suonare bene, saper rendere il proprio concerto o la propria esibizione una perfetta performance. Si sentono davvero fortunati ad essere tornati a suonare insieme!
Negli anni ’80 il successo era tutto party e divertimento per questi ragazzi svedesi, ora il successo li ha portati ad apprezzare quello che hanno raggiunto ed ottenuto nella vita.

I tre artisti, prima di salutarci, rinnovano l’appuntamento con i fan italiani in quel di Bologna, dove il 7 dicembre terranno all’Estragon la seconda data della loro visita nella nostra penisola.

si ringrazia per la traduzione Connor
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elaborazione video 
Federica Borroni

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