Ex Deo – fascino e mistero di un’epoca immortale

 

EX DEO: INTERVISTA ESCLUSIVA A MAURIZIO IACONO –

 

Riportare in vita tempi antichi, apparentemente mai dimenticati, presentando in chiave metal la storia e la magia di Roma. Non è un segreto che questo sia, fondamentalmente, l’obiettivo principale posto da Maurizio Iacono e dai suoi Ex Deo. La band italo-canadese, ancora fresca di release dell’ultimo lavoro in studio “The Immortal Wars”, torna a far parlare di sé e porta in scena il fascino oscuro e remoto che solo la Capitale può riservare. In occasione della tappa milanese della band, Metalforce ha avuto la possibilità di scambiare due piacevoli chiacchiere con il frontman che, così, si racconta ai nostri microfoni.

Ciao a tutti. Oggi ci troviamo qua con Maurizio Iacono, cantante degli Ex Deo. Siamo al Live Club di Trezzo per la vostra data. Partiamo subito con la prima domanda dell’intervista. Cominciamo con una domanda per chi non vi conosce: un po’ di storia. Come vi siete formati? Cosa vi ha ispirato per il vostro genere musicale?
MAURIZIO –
Io sono il cantante dei Kataklysm, siamo gli stessi ragazzi che sono nei Kataklysm, con uno in più che si chiama Dano Apekian, che oggi non sta qui poiché ha avuto un problema a casa e doveva tornare presto dal tour. Diciamo che stasera, però, lo facciamo come Kataklysm. È un gruppo che abbiamo cominciato nel 2009, nel 2008-2009 abbiamo cominciato ad avere questa idea di fare quest’altro progetto. Per me è una cosa più personale, perché sono di origine italiana. Volevo fare un progetto che parlasse della storia antica romana, per me è sempre stato un soggetto personale che mi attirava molto, ovvero la storia grande dell’antica Roma. Per me era una cosa che volevo fare, vedendo gli Amon Amarth fare viking e tutti questi gruppi che fanno queste cose non mi attirava quel lato perché non è la mia storia. Non ho l’attaccamento a quel mondo, quei gruppi sono molto bravi, però non è una cosa che fa per me. Mi sono detto: “Manca qualcosa”, volevo far qualcosa che trattasse la Roma antica; nel metal ci voleva, perché è molto brutale, tutte le cose che sono successe e tutti gli imperatori pazzi erano cose perfette per questo genere. A noi piacevano! Subito dopo la Nuclear Blast ci ha preso la Napalm e siamo stati accettati da subito per questo genere, per questa musica che stiamo facendo.

Visto che hai accennato che alla base della vostra musica c’è l’Antica Roma, da cosa deriva questa passione?
MAURIZIO – Queste sono le mie radici, io sono italiano nel cuore, sono cresciuto a casa mia come sono stato in Italia. Quando ero giovane, andavo a casa di mia nonna e parlavo italiano. Ho imparato a parlare italiano con la mia famiglia, abbiamo sempre avuto questa cosa. Sono sempre stato interessato alla storia, perché l’Italia è un paese davvero unico per questo, le cose che sono state create duemila anni fa sono ancora intatte e le puoi vedere dappertutto. È un fenomeno, poiché non ci sono altri paesi che hanno questa fortuna di avere tutta questa ricchezza nella storia. Per me c’è passione dentro, perché siamo stati capaci di fare una cosa grande nel mondo. Diciamo che non è una cosa solo di guerra e cose così, però anche le strade, l’acqua doc, tutte le cose che abbiamo portato nel mondo sono state grandi. Da quella storia è cresciuto tutto il resto il mondo, anche sotto il lato democratico, dove tu puoi votare, puoi fare tante cose! C’è sempre la corruzione, c’era stata prima, c’è anche adesso. Quella non è politica! Io non voglio creare un mix di politica e musica. Per me questa è una cosa legata più alla passione, alla storia, ad educare la gente!

Il vostro ultimo album, “The Immortal Wars”, è uscito cinque anni dopo la pubblicazione di “Caligula”. A cosa è dovuta questa pausa?
MAURIZIO – C’è troppo da fare, non ho tempo. Il “problema” è che questa è sempre una passione, ma è un progetto secondario. I Kataklysm rimane sempre il gruppo più importante, noi lavoriamo sempre ogni giorno e ci sono troppe cose che ruotano intorno ai Kataklysm. Il gruppo continua a crescere e allora vi è meno tempo per dedicarvici, ma abbiamo avuto questi sei mesi di tempo e ci siamo detti: “Facciamo un disco”. Volevo parlare di una cosa molto grande della storia romana, della storia del mondo, dove si parla di questa battaglia di Cartagine, di Annibale che, personalmente, reputo un genio, poiché amo le cose di guerra, le strategie… c’era anche Scipione! Per me era una storia troppo bella e dovevo farla, raccontarla sul disco.

Come è stato il feedback del pubblico e della stampa in merito all’ultimo album?
MAURIZIO – Molto buono! Il disco è andato molto bene per noi, il problema è che non abbiamo fatto tour, poiché eravamo troppo occupati con tante cose quando è uscito il disco. Un anno dopo siamo qui a fare questo tour, abbiamo fatto un concerto in Canada prima di partire e ora stiamo facendo questo. Il problema, ancora, è il tempo, ci sarebbe dovuto essere un po’ più di anticipo sul disco quando è uscito in principio e riuscire a fare questo tour. Il progetto Ex Deo per me è molto complicato, poiché io voglio fare un progetto grande e ci vorrebbe uno stage, un teatro. Questo è troppo interessante per fare solo un concerto normale. Noi adesso siamo su una base normale di questa cosa, però in futuro se si continuasse a fare concerti vorrei fare veramente una scena di un teatro. Mi piacerebbe!

Avete già nuovi progetti in cantiere? State lavorando a qualcosa? Avete del materiale per nuovi brani?
MAURIZIO – Abbiamo un’idea per il prossimo disco, qualche cosetta sì, però gli Ex Deo sono un progetto che richiedono molto tempo per metterci insieme, lavorare… prima bisogna essere molto autentici sui testi, non può essere vicino o a fianco, ma bensì sopra, la stessa cosa vale con la musica! È un progetto più complicato, perché c’è la sinfonia.. è un po’ più duro, diciamo, rispetto alla realizzazione di un album dei Kataklysm! Ci vuole un po’ più di tempo. Vediamo quando, ma speriamo possa essere in un anno o due ancora per il prossimo lavoro.

Come nasce un brano degli Ex Deo?
MAURIZIO – Viene sempre prima l’idea, o perlomeno l’ambiance, l’atmosfera che vuoi tenere sull’idea. Vuoi avere qualcosa che può toccare il feeling della canzone: se la canzone parla di un dittatore come Caligula, che era un pazzo, deve avere questa cosa di dark, molto pesante. Diamo un’idea così! Se la storia, invece, è più epica, il mood sarà più leggero e dovrà avere i suoni e la sinfonia un po’ più epica. Devi lavorare tenendo in considerazione di chi parli e del soggetto! Viene prima questa idea, poi da lì mettiamo i pezzi insieme. Per me gli Ex Deo sono un’esperienza, non è solo una canzone, quando ascolti gli Ex Deo è come se vivessi nei tempi antichi di mille anni fa, dove il senatore sta parlando e tutte queste cose… Per me è importante e volevo farlo in questa maniera, non ci sono altri gruppi che lo fanno così, perché non è solo Roma. Di Roma ce ne sta una, per me era importante farlo così.

Finora avete pubblicato tre album, secondo voi quale di questi vi rappresenta meglio o, magari, quello a cui vi sentite più legati?
MAURIZIO – E’ una buona domanda, perché tutti e tre hanno un’identità unica. Il primo è sempre quello che risulta essere più innocente, perché è il primo disco che esce, è l’idea principale, però la produzione del primo disco non mi piaceva tanto! È stato fatto troppo alla svelta, perché non avevamo i soldi che abbiamo adesso, allora bisogna avere un’idea. Trovo, invece, che il secondo, “Caligula”, abbia una personalità più raffinata sotto il lato dell’identità. Il nuovo album sta su un altro livello, è più tecnico, è più lavorato, è un disco che non tiene solo una canzone, diciamo, ma bensì su “Caligula” ci sono canzoni che riescono a tenersi su da sole, come “The Tiberius Cliff”. “The Immortal Wars” è un album completo e quindi è difficile trovare una sola canzone. È un’esperienza dove tu spingi il tasto “play” e devi ascoltare tutto fino alla fine per avere un’idea. Sono tre dischi unici, uno differente dall’altro. A me piace molto “Caligula”, quel disco mi ha toccato molto di più! Non so il perché, forse perché c’è una canzone che mi piace di più, i dischi sono come bambini, sono i tuoi figli, quindi devi amare tutti allo stesso modo.

Ora siete in tour con gli Ensiferum, come stanno andando le date e i rapporti con le band con cui siete in compagnia?
MAURIZIO – E’ tutto super! Fino adesso è andato tutto bene, loro (gli Ensiferum, ndr) ci hanno invitati a fare questo tour, ci hanno colto di sorpresa perché non pensavamo di fare tour per questo disco! È una cosa molto speciale, perché quando esco con gli Ex Deo sono con gli Ex Deo, mentre quando sono con i Kataklysm mi ritrovo con gli Ex Deo, è una cosa molto rara; per questo motivo quando gli Ensiferum ci hanno invitato ne abbiamo parlato un po’ e loro sono nostri fan, loro volevano fare questa cosa con noi, così abbiamo deciso. Perché no? Loro sono molto bravi, siamo amici già da un po’ di tempo, li conoscevo già dato che abbiamo condiviso un Paganfest che abbiamo fatto tempo fa… il tour è super “smooth”, super liscio, va tutto bene. Fino adesso è andato tutto bene!

Quale è il disco che vi ha cambiato la vita e vi ha fatto pensare “Va bene, facciamo i musicisti!”?
MAURIZIO – Ah! Credo che tutti quanti all’interno del gruppo possano dare una risposta differente! Credo che per JF il disco che gli abbia cambiato la vita sia “Seven Sons” degli Iron Maiden (Maurizio fa la stessa domanda al suo collega, che si trovava poco distante da lui, ndr). Da lì, lui ha voluto iniziare a suonare, per quel che mi riguarda, invece, io credo che il disco che mi ha cambiato la vita sia quello di Ozzy Osbourne, “The Ultimate Sin” e “No Rest For The Wicked”. Quando ero giovane quei due dischi mi hanno impressionato e da lì ho cominciato a passare ai Metallica e a tutte le altre cose.

Vi ricordate la vostra prima data live? Come è andata?
MAURIZIO – Sì! È andata male, ahahaha. Parli sempre degli Ex Deo, si? Beh, eravamo a Montreal, è andata anche peggio che con i Kataklysm! Anzi, no, eravamo a Monaco, per il Paganfest, le tastiere ci hanno abbandonato nel bel mezzo di una canzone, proprio sul lato sinfonico dove c’è tutta la sinfonia… Non c’era più il suono! Una persona era andata dietro la postazione del batterista e ha toccato un filo o addirittura un bottone e si è spento tutto! Quando tu fai il tuo primo concerto con gli Ex Deo, arrivi lì sapendo che la gente ti conosce, perché i Kataklysm sono una band molto conosciuta là, poiché è un paese che va molto forte, e arrivi lì con gli Ex Deo, sai che le aspettative sono molto, molto alte! Se, poi, arriva questo disastro… beh… ehehehe. È un live che non ho mai dimenticato, quasi quasi piangevo nel backstage, però… ci siamo ripresi! La seconda volta che siamo tornati è andato tutto bene, però quello è stato memorabile, non lo dimenticherò mai!

Poco fa, all’inizio della nostra chiacchierata, hai detto che 4/5 degli Ex Deo vede i membri dei Kataklysm. Come riuscite a conciliare gli impegni delle due formazioni?
MAURIZIO – Sono due idee completamente diverse, uno è più sociale, è più basato sulla vita di ogni giorno, ha una mentalità più “street”, mentre gli Ex Deo non sono solo fantasia, è più mitologica, più all’antica, più basata sulla storia. Un gruppo sfrutta le tastiere, l’altro no e questo mostra già una grossa differenza. Un trucco che utilizziamo quando scriviamo i brani con gli Ex Deo è guardare vecchi film che parlano dell’antica Roma, noi li guardiamo e dobbiamo essere sicuri che la musica, se la si guarda insieme al film, come ad esempio “Spartacus” o un vecchio film che può andarci molto vicino in termini di soundtrack, di colonna sonora. Con i Kataklysm una cosa simile non è efficace, non si può fare, è completamente differente! I Kataklysm sono più melodic death metal, ha uno stile già fatto, “incrostato” da tanti anni, ha un’impronta diversa! Ha un approccio completamente diverso l’uno dall’altro. Siamo contenti, perché molti gruppi fanno progetti e vale la stessa cosa: sulle parti vocali può darsi che non ci sia nulla da aggiungere, perché si tratta della stessa persona, però sono due mondi completamente differenti che si raggiungono ma non si toccano. Capisci, sono due mondi differenti, anche musicalmente, gli Ex Deo non hanno blast-beats, ne abbiamo fatto uno piccolo per scherzare e ci voleva qualcosa di un po’ più aggressivo.

Ok, l’intervista è finita. Ti andrebbe di lasciare un piccolo messaggio in video ai lettori di Metalforce?
MAURIZIO – Sì! Volevo salutare tutti, vorrei ringraziare tutti per il supporto che avete dato agli Ex Deo e anche ai Kataklysm. Metal forever!

 ringraziamo Arianna Govoni  per la preziosa collaborazione

  elaborazione video Federica Borroni