Exodus: bonded by… thrash!

EXODUS: INTERVISTA A STEVE SOUZA •

 

Trovarsi di fronte a Steve “Zetro” Souza non è certamente una cosa che accade tutti i giorni! In occasione della prima edizione del Rock The Castle, tenutasi dal 29 giugno al 1 luglio a Villafranca di Verona, gli amici di Metal Maximum Radio hanno incontrato il noto vocalist degli Exodus, leggendaria band thrash metal americana, e ci presentano ora un’esclusiva intervista che potete leggere anche sulle nostre pagine. (il podcast dell’intervista a questo link)

Un saluto a tutti gli ascoltati di Metal Maximum Radio! Io sono DJ Mike, e sono qui con Zetro degli Exodus! Ciao, come stai?
ZETRO –
Bene grazie! Tu?

Tutto ok, oggi fa veramente caldo! Oggi abbiamo alcune domande per te. La prima è questa: come descriveresti in poche parole la carriera degli Exodus?
ZETRO –
Ogni band considerata leggendaria deve passare attraverso tante cose, cambi di lineup e cose simili, nuove persone, cambi di stile musicale… ma noi abbiamo perseverato, siamo stati forgiati dal fuoco, ed eccoci qui!

E infatti oggi siamo qui con una band leggendaria degli anni ’80, gli Exodus. Iniziamo parlando dell’album ‘Blood In, Blood Out’, il vostro ultimo album in studio. Vorrei parlare della copertina: chi l’ha disegnata?
ZETRO –
Sono ritornato nella band quando le registrazioni erano già iniziate, quindi ti confesso: non lo so! Questa sarebbe una domanda per Gary (Holt, chitarrista n.d.r.). So solo che quando l’ho vista ne sono rimasto davvero colpito!

Per quanto riguarda i testi, quali sono le vostre principali ispirazioni al momento?
ZETRO –
Per quanto mi riguarda, mi basta aprire un giornale, o accendere la televisione. Penso che il thrash metal in generale è un tipo di musica molto consapevole dal punto di vista sociale, in ogni aspetto, partendo da quello religioso a quello politico, fino a quello sociale. La musica viene dal cuore ed ogni canzone significa qualcosa per noi, e forse è per questo che molte persone ci si rispecchiano. Non riuscirei mai a scrivere qualcosa in cui non credo o in cui non ho fiducia. Se scorri il catalogo, trovi cose riguardanti serial killer, e in generale cose che ci intrigano. E ci intrigano sempre in modo violento!

In questi giorni ci sono molte discussioni politiche, riguardanti certi brutti tipi con cui abbiamo a che fare.
ZETRO
– Penso che ce ne saranno sempre. Al giorno d’oggi se ne parla di più perché c’è un microfono ovunque, c’è una telecamera ovunque, ed è più difficile nascondersi, ma credo che sarà sempre così. Finché le cose peggiorano, lo stesso accadrà per i crimini e le violenze. Quando ero piccolo non esistevano gli attacchi suicidi, non me ne ricordo, o comunque erano cose molto rare. Rispetto a quegli anni la situazione è decisamente peggiorata, 15 anni fa qualcuno ha dirottato degli aerei e li ha schiantati su degli edifici, prima non l’aveva mai fatto nessuno! È come se ogni giorno si cercassero nuovi modi per mandare tutto a puttane, e ci stanno riuscendo.

Ho sentito qualcosa riguardante un nuovo album degli Exodus…
ZETRO –
Avevamo dei piani, volevamo prenderci una pausa, Gary aveva già delle canzoni. Ma poi non so cosa sia successo, e quando gli Slayer hanno annunciato che sarebbe stato il loro ultimo tour, ci siamo detti: lasciamo che Gary finisca quest’ultimo tour, e poi ci concentreremo sul nuovo album. Perciò forse uscirà nel 2019, nella seconda metà, ma dobbiamo vedere cosa succede con gli Slayer. Non so nulla del loro tour, non so quando finisce. Per ora aspettiamo, poi si vedrà.

Perciò al momento non hai nuovi pezzi in mente, sei concentrato sul tour?
ZETRO –
Nella mia mente ci sono sempre molte idee, dal punto di vista dei testi e delle tematiche, come abbiamo detto prima… ma non c’è nulla in cantiere per ora. So solo che ad un certo punto ci riuniremo per scrivere il nuovo album, e sarà una figata, te lo assicuro!

Come ogni album degli Exodus, d’altronde.
ZETRO –
Beh sì, non penso che abbiamo mai fatto un album di merda. Anzi, penso che dai tempi di ‘Tempo Of The Damned’ siamo migliorati, anche gli album con Rob (Dukes, ex-cantante, n.d.r.), amo cantare quei pezzi.

C’è un messaggio particolare dietro la ‘mentalità’ degli Exodus? Un messaggio per i vostri fans e per gli ascoltatori?
ZETRO –
Non abbiate paura di essere pazzi! Uscite, fate quello che dovete fare! Si vive una volta solta, cogliete le possibilità, e fate come noi, che siamo la violenza personificata: divertitevi!

Come va il vostro rapporto con i fan?
ZETRO –
Alla grande! È sempre stato grande, il nostro è un rapporto diretto. Sono molto alla mano, lo sanno tutti, i fan mi conoscono. I fans sono la ragione per cui facciamo musica.

Nel relazonarti con i fan preferisci i social o il contatto di persona?
ZETRO –
Non uso Facebook. Uso ogni tanto Instagram per informare i fan su quello che facciamo. Penso che di persona sia molto meglio.

E che ne pensi dei fan italiani?
ZETRO –
Non abbiamo molto suonato qui da quando sono rientrato nella band quattro anni fa. Posso dirti che sono molto appassionati, sanno tutto della band. Penso che stasera sarà una figata perché non li vedo da tempo. Da quando sono rientrato li avrò visti 4 o 5 volte, perciò non vedo l’ora! Abbiamo suonato ad un festival, credo fosse nel 2015, e pioveva, pioveva a dirotto, il palco era allagato e non potevamo suonare. Abbiamo suonato un paio di canzoni, ma poi ci siamo dovuti fermare, la strumentazione era completamente zuppa. Oggi farà caldo, non è prevista pioggia, perciò suoneremo 60 minuti, sarà un’ora di pura violenza!

E per quanto riguarda il vostro live di stasera al Rock The Castle? Cosa possiamo aspettarci dagli Exodus?
ZETRO –
Certamente i brani classici, quelli che non possiamo non suonare. Ma anche canzoni da ‘Pleasures Of The Flesh’ che non suoniamo da 30 anni, o canzoni cantante da Rob Dukes che non ho mai cantato prima, o almeno prima di questo tour. E anche una canzone da ‘Bonded By Blood’ che non suoniamo da tanto tempo. Sarà un grande spettacolo.

Fantastico! Per me è tutto, grazie mille per il vostro tempo, per la vostra musica e per la vostra passione.
ZETRO –
Grazie a te! Ci vediamo più tardi!

 

 ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la cortese collaborazione

 potete ascoltare l’intervista completa a questo link