Festa del Primo Maggio con i Tigertailz

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TIGERTAILZ: INTERVISTA ESCLUSIVA CON JAY PEPPER •

Un Primo Maggio diverso dal solito quello del 2016: al tradizionale “concertone” di Piazza San Giovanni a Roma, noi di Metalforce abbiamo preferito di gran lunga una bella gita fuori porta in quel di Godo (in provincia di Ravenna) per un festival all’insegna del rock, tra heavy, glam, punk e rock’n’roll. Inizialmente si sarebbe dovuto svolgere all’aperto nella vicinissima Russi, ma viste le avverse condizioni meteo, l’evento è stato preventivamente spostato all’Onyx Club, accogliente location dove, è proprio il caso di dirlo, abbiamo potuto “godere” di tante ore di rock e divertimento e, perché no, anche buon cibo, il che non guasta mai. Una kermesse ben organizzata e totalmente gratuita.
Molte band si sono alternate sul palco, tra Falls Has Come, gli interessanti Royal Guard, i “garagisti” punk Le Croste, i rockers Drive Me Dead, i distruttivi Rising Dark, i travolgenti Rain, gli adrenalinici Speed Stroke, gli “orrorifici” Deathless Legacy, i sinfonici Teodasia con Giacomo Voli, i coreografici Sigue Sigue Sputnik, per arrivare al clou della serata con i glamsters Tigertailz e tutta la loro carica di energia.
Abbiamo incontrato la band per una piacevole chiacchierata, parlando proprio con il loro fondatore e chitarrista Jay Pepper, che ci ha raccontato un po’ del loro percorso e del nuovo capitolo “Blast” in questa interessante intervista.

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Ciao Jay, benvenuto in Italia. Cominciamo parlando del nuovo disco “Blast”.
JAY – Ci abbiamo messo un anno e mezzo per fare questo disco, abbiamo iniziato con una visione del disco dei Tigertailz abbastanza heavy, che è stato poi il nostro stile per gli ultimi dieci anni circa, ma quando abbiamo iniziato a scrivere la seconda canzone, abbiamo avuto la notizia che saremmo andati all’Eurovision Contest, e stavamo scrivendo una canzone che era in uno stile più commerciale. Quando abbiamo scritto quella canzone era perché si stava cercando di trasformare l’album in qualcosa di più commerciale, quindi questo è il motivo per il quale l’album è finito per essere in uno stile più commerciale. Suona più come i nostri dischi degli anni ’90 che come i nostri album più recenti.

Perché avete aspettato così a lungo prima di pubblicare un nuovo album, e in tutto questo intervallo di tempo avete pubblicato solamente un EP?
JAY – Avremmo voluto pubblicare due EP, ma Jules (Jules Millis n.d.r.) il precedente cantante ha lasciato la band proprio a metà della lavorazione del secondo EP, ha avuto molti problemi personali a casa.

Siete una band vecchio stile che scrive le canzoni in studio oppure siete moderni e vi scambiate files tramite e-mails e lavorate separatamente da casa?
JAY – Tendo a scrivere le basi, gli scheletri delle canzoni usando Pro Tools a casa, poi le porto in studio e ci lavoriamo sopra. Facciamo la batteria vera, le chitarre vere e costruiamo la canzone lì, Comincio a casa e sviluppiamo la canzone in studio. Non mi piacciono gli album che sono tutti fatti in digitale, è troppo facile usare tutti plug-ins, Pro-Tools, drum-kits, tutti gli albums suonano allo stesso modo. Mi piace l’idea di mettere un microfono davanti alla cassa della chitarra e il microfono nella batteria, è così che crei il tuo sound e lo rendi unico invece di usare un plug-in ed utilizzare il suono di qualcun altro. Cerco sempre di non utilizzare il digitale.

Quale è stato il giorno in cui hai detto “Voglio fare il musicista”?
JAY – Non sono molto dentro la scena Heavy Metal, non è propriamente la mia musica, Status Quo,AC/DC, Black Sabbath, Led Zeppelin, sono queste le band che mi hanno dato l’input. Gli Status Quo sono stai la prima band che ho amato, poi sono venuti i Led Zeppelin, poi i Pink Floyd, Iron Maiden, Sabbath ed Ozzy, questi erano i miei eroi! Ma gli Status Quo per me erano la BAND! Li vidi nel 1977 e… wow! Avevo 13 anni, ora ne ho 52!

I tuoi genitori ti hanno supportato o ti hanno contrastato quando hai deciso di dedicarti alla musica?
JAY – Erano d’accordo, anche perché probabilmente pensavano che non sarei arrivato da nessuna parte. Andando avanti mio padre iniziò a dimostrare la sua mentalità all’antica, ovvero voleva che mi guadagnassi i miei soldi facendo un lavoro normale. Mia mamma invece ha sempre continuato a venire a vederci!

Ti ricordi il primo concerto che hai fatto?
JAY – Avevo una band che si chiamava Excalibur, avevamo una grande spada con una roccia, suonavamo la cover degli Iron Maiden “The Trooper”, suonammo in una basilica nel Galles. Fu tremendo!

Siete una band britannica, non ci sono molte band glam che provengono Regno Unito: perché avete scelto questo genere?
JAY – La scelta non è nata principalmente da me, e Pepsi ascoltava di più Frank Zappa, Van Halen,e roba del genere. Quando Steevi Jaimz si è unito al gruppo lo stile è diventato simile a quello dei Poison degli anni ’80, allora tutto divenne più esagerato! Facemmo un’intervista per “Kerrang!”, due pagine intere, venne pubblicata mentre eravamo in tour con i Tokyo Blade. Qualche giorno dopo che uscì la rivista facemmo un concerto al Marquee, quando uscimmo dal locale la gente impazzì! Da quel momento in poi è iniziato tutto!

Quando avete iniziato a capire che potevate avere successo?
JAY – Quando firmi un contratto con l’etichetta discografica per il primo disco sei molto ingenuo, non capisci il business, ma dal secondo album inizi a capire di più su come funziona tutto. Per il primo album l’etichetta si è occupata dell’album e del merchandising, per il secondo abbiamo fatto tutto da soli, e quando vedi quanti soldi può guadagnare la tua band, diventi molto più disponibile anche a fare tour. Le etichette discografiche fanno molti soldi sulle spalle dei gruppi. Tutto costava molto di più negli anni’80 e ’90, fare un disco costava circa 100.000 sterline, andare in tour era davvero molto costoso, con i tir. Ora non c’è bisogno di nulla di queste cose! Quando inizi a fare tutto per conto tuo capisci che ci puoi vivere. Ma tutto è cambiato completamente negli ultimi 20 anni, con la musica che si può ascoltare in streaming, Spotify che ti paga praticamente nulla: 10 mila download su Spotify ti pagano 5 sterline! Una vera merda!

Quale è stato il miglior concerto dei Tigertailz secondo te e che è rimasto nei tuoi ricordi?
JAY – Probabilmente il concerto nella nostra città natale. Il video di “Berzerk” che abbiamo fatto proprio durante il “Berzerk” tour. E’ stato grandioso, c’erano molti dei nostri famigliari, c’erano molte persone che ora non ci sono più. E’ un bellissimo ricordo.

Se qualcuno non conoscesse i Tigertailz, quale disco consiglieresti di ascoltare per presentare al meglio la band?
JAY – Consiglierei di ascoltare “Berzerk” che è uno dei primi album.

E se non esistessero i Tigertailz, con quale gruppo avresti voluto suonare?
JAY – AC/DC! Negli AC/DC prima di “Back in Black”! “Back in Black” è davvero bello, ma tutto ciò che è venuto prima come “Powerage”, “High Voltage”, “Dirty Deeds”, “If You Want Blood”… che cazzo di disco! Che cazzo di disco! Hey amico “If You Want Blood” è un live album! Per me quella è una band che ha raggiunto la vetta! Fenomenale!

Visto che hai parlato degli AC/DC, posso chiederti cosa ne pensi di loro con Axl Rose come cantante?
JAY – E’ la cosa peggiore che io abbia mai sentito in vita mia. E’ la peggior decisione! Chi ha preso quella decisione? Saranno fortunati se con lui riusciranno a fare due concerti! Terribile, no, non vorrò mai vederli! Mai, mai! (ride divertito!)

traduzione Connor 

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  elaborazione video:  Federica Borroni