InSi.Dia – un ritorno senza “inganno”!

IN.SI.DIA: INTERVISTA ESCLUSIVA A MANUEL MERIGO •

In occasione della serata al Trezzo d’Adda con Accept e Night Demon, Metalforce ha fatto chiacchierata con Manuel Merigo, leader della band bresciana degli In.Si.Dia tornata più in forma che mai a colpi di thrash!

Ciao Manuel, grazie di essere qui con noi. Facciamo un po’ di cronistoria: nei primi anni ’90 nasce la band, poi, dopo aver pubblicato due dischi, vi sciogliete. Passano un bel po’ di anni e nel 2012 vi riformate e vi rigettate nella mischia, arrivando così ai giorni nostri con la pubblicazione del nuovo lavoro “Denso Inganno”. Cosa vi è mancato di più nel periodo di separazione?
MANUEL
– Non me ne sono nemmeno accorto anche perché ho continuato a suonare con altre band e fare dischi. Fabio (Lorini, bassista e vocalist – n.d.r.) si è fermato per molti anni, ma per il resto abbiamo tutti suonato. Ritornare è stato inaspettato anche perché non abbiamo mai ricevuto proposte interessanti. Nel 2014 al Metalitalia c’è stato il nuovo debutto è stata un sfida: dopo vent’anni hai un’esperienza e una consapevolezza diversa rispetto a quando hai 26 o 27 anni, ma l’adrenalina e la voglia sul palco è rimasta intatta! Non ci siamo fermati a fare solo alcune date per la reunion, ma abbiamo fatto anche un altro album!

A proposito del nuovo disco: come vanno le vendite?
MANUEL
– Non ci lamentiamo visto l’andamento dei tempi, ora si vai coi like e le visualizzazioni. Vecchietti come noi ci entrano pian piano in questo meccanismo. Noi andavamo in negozio mentre ora ascolti un disco in anteprima su Youtube. Credo che l’aspetto passionale non esista più o comunque non sia più com’era prima. E lo dico io che non sono nostalgico!

Com’è stato ricevuto dalla critica e dagli ascoltatori?
MANUEL
– Abbiamo visto sempre un sacco di gente esaltata alle nostre date. Eppure è poco che abbiamo ricominciato, sono appena tre anni, ma ci siamo trovati ad avere una buona risposta dal pubblico!

Voi avete fatto parte della scena quando era ancora il metal viveva un’epoca d’oro. Qual è il gruppo con cui avete legato di più e quello che vi siete sentiti più orgogliosi nel condividere il palco?
MANUEL
– Trovarmi qui stasera con gli Accept è un onore perché li ascolto da quando ho 14 anni. Ho rivisto Cronos all’Agglutination quest’estate e ricordare che erano una delle mie band preferite all’epoca… li vidi quando i Metallica aprivano i loro concerti. Quello è stato per me emozionante, è qualcosa di inimmaginabile.

C’ero anch’io quando i Metallica aprirono ai Venom… bei tempi! Torniamo ai nostri giorni. Spesso sentiamo band annunciare l’abbandono delle scene, in questi giorni gli Slayer hanno annunciato che faranno un ultimo tour: tu cosa ne pensi di questi addii? Durerà anni anche questo ennesimo last tour?
MANUEL
– È una band che amo molto e mi dispiace, ma forse è giusto così. Alcune band storiche vanno avanti forse troppo tempo, come i Kiss che dovrebbero dire basta. E considera che Paul Stanley è la mia icona, ce l’ho persino tatuato addosso. Ma continuare a ripetersi con questi carrozzoni basati sullo spettacolo…

In un’intervista il chitarrista degli Hammerfall, Pontus Norgren, mi ha detto: “una volta che le band storiche avranno smesso, gli stadi resteranno vuoti…”.
MANUEL
– Non sono d’accordo perché credo che serva un ricambio per dare spazio. Come posso io, giovane band nuova, competere con una band che è un’industria, con un nome immortale che ha passaggi radiofonici e vende ancora i dischi?

Non pensi che nel panorama musicale di oggi ci siano troppe band, ma poca qualità?
MANUEL
– Forse adesso è più facile fare album che suonano bene. Trent’anni fa i dischi suonavano davvero diversi e ti accorgevi quando c’era dietro una produzione scadente. Invece oggi c’è un’uniformità che non distingui tra chi è esperto e chi no, la prova poi ce l’hai una volta sul palco.

Come vi siete trovati a fare un video nel 2017 rispetto agli ani ’90?
MANUEL
– Ricordo che fare il video di “Parla parla” fu un’odissea: ci fermammo in mezzo alla strada con furgoncino dei Timoria che ‘morì’ lì. oggi abbiamo intrapreso una nuova strada per portare il gruppo ad una nuova visibilità, lavoriamo senza dimenticare di divertirci!

Quali progetti avete in cantiere per quest’anno?
MANUEL
– A novembre abbiamo appunto fatto il videoclip, per adesso faremo ancora delle date promozionali del disco e porteremo avanti il lavoro su dei nuovi pezzi. È stato divertente registrare “Denso Inganno”, prendiamo le cose con una certa leggerezza vista l’esperienza da adulti. Quello che suoniamo è quello che viviamo a 50 anni.

Qual è l’album che ti ha cambiato la vita e ti ha fatto dire: “Voglio diventare un musicista”?
MANUEL
– “Dynasty”! Perché è stato il disco con cui ho conosciuto i Kiss. È una droga per me sentir cantare Paul Stanley!

Grazie del tuo tempo, Manuel.
MANUEL
– Grazie a voi!

ringraziamo Lorenzo Cipolla per la preziosa collaborazione 

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