JENS LUDWIG – LE SEI CORDE DEL GIULLARE

EDGUY: INTERVISTA ESCLUSIVA A JENS LUDWIG •

Dopo l’uscita del loro recente best of, e con la loro data imminente in quel del Metalitalia Festival 2017, è giunto il momento di rendere partecipi i lettori della chiacchierata fatta non molto tempo fa con il noto chitarrista di quella che è a tutti gli effetti una delle band più popolari e più umoristiche se si parla di Power Metal e affini. Gli Edguy infatti sono una vera e propria garanzia da ormai venticinque anni, e il loro tratto distintivo è sempre stata la loro attitudine giocosa che li ha fatti etichettare come appunto “i giullari del Metal”; il buon Jens è stato molto disponibile e la chiacchierata e volata via anche abbastanza in fretta. Buona lettura!

 

Ciao Jens, è un piacere essere qui a parlare con te, cominciamo parlando della compilation “Monuments” uscita di recente per Nuclear Blast: come è sopraggiunta l’idea di proporre proprio in questo momento una raccolta così grande di brani e produzioni a nome Edguy?
JENS
– Ciao a tutti! Beh, sicuramente il nostro primo pensiero è stato rivolto al fatto che intercorresse quest’anno il venticinquesimo anniversario della band, ed essendo che venticinque anni si compiono una volta sola abbiamo ritenuto fosse l’occasione perfetta per proporre qualcosa di speciale e corposo ai nostri fans. Senza trascurare ovviamente tutti coloro che sono in attesa di materiale inedito, di fatti nella suddetta compilation abbiamo inserito comunque delle canzoni del tutto nuove che speriamo abbiano incontrato i gusti dei nostri ascoltatori.

Particolare la scelta di includere nella compilation un live registrato a San Paolo nel 2004, quindi ben tredici anni fa. Come mai avete deciso di rilasciare solo ora il suddetto materiale?
JENS
– Principalmente perché avevamo ancora quel materiale in sospeso e abbiamo ritenuto fosse l’occasione giusta per renderlo disponibile, pur trattandosi di un live risalente ai tempi del tour di “Hellfire Club”. Non ricordo esattamente la ragione per cui alla fine non fu rilasciato, nonostante la nostra intenzione originale fosse quella di farne un DVD nell’immediato, ma fatto sta che era ancora lì e come chicca tutto sommato non è affatto male nel contesto attuale, con una raccolta tanto corposa appena rilasciata.

Sono certo che la prossima domanda te la stiano facendo più o meno tutti: quanto dovremo attendere per il nuovo album effettivo degli Edguy? E cosa possiamo aspettarci da esso?
JENS
– Mi duole dirti che non lo so con esattezza, ora abbiamo un tour piuttosto grande in programma e ci dedicheremo principalmente a quello, con numerose date singole e apparizioni in alcuni festivals più o meno importanti. Non so bene cosa esattamente accadrà dopo dal punto di vista delle produzioni in studio, sicuramente però vi terremo informati appena sarà possibile dare qualche informazione più chiara.

Oltre alla data al Metalitalia Festival, c’è la possibilità di vedervi tornare in Italia con una o due date singole più avanti magari nel 2018?
JENS
– Può essere, ma anche per quello ancora non c’è nulla di programmato; sappiamo che spesso le band tornano a breve distanza dalla data precedente, magari in un’altra città o in un’altra zona del paese, ma per ora l’unica data è quella da te sopracitata, in compagnia di numerose band interessanti tra l’altro.

La prima volta che il sottoscritto ha assistito a un concerto degli Edguy risale al Gods of Metal del 2009, dove avete presenziato in concomitanza col tour di “Tinnitus Sanctus”. Come definiresti quella che è la tua esperienza con la scena italiana?
JENS
– Posso dire che ci siamo trovati sempre piuttosto bene, abbiamo avuto modo di esibirci più volte in Italia sia in singolo che ad alcuni festival come quello da te citato, e sin dalla prima volta è sempre stata una vera e propria bomba il pubblico italiano e c’è davvero una bella sintonia per quella che è la vostra attitudine sotto il palco con quella che invece è la nostra on stage; speriamo di poter ricevere un’accoglienza così in ogni occasione, perché essere accolti con tanto entusiasmo da degli estimatori con lo spirito giusto è davvero motivo di orgoglio per noi.

Se dopo venticinque anni di carriera tu, ad oggi, dovessi definire le tue migliori esperienze live quali citeresti?
JENS
– Ce ne sono davvero molte, la prima che mi viene in mente risale a quando suonammo insieme agli Scorpions per quello che ai tempi sarebbe dovuto essere il loro ultimo tour; loro sono una band che per me ha un’importanza stratosferica per quella che è stata la mia formazione musicale e non mi dimenticherò mai l’immenso onore di condividere il palco con loro in quell’occasione, tralasciando poi la piega che ha preso quello che alla fine non è stato il loro ultimo tour. Poi ti potrei citare il nostro prima tour da headliner o anche la prima volta che abbiamo avuto modo di esibirci in Australia, dove siamo stati trattati davvero bene e abbiamo incontrato molte persone fantastiche. Sono davvero tanti comunque, difficile prendere pochi esempi.

Parlando di quello che è oggi giorno un vero e proprio trend dal punto di vista dei tour e delle commemorazioni: cosa ne pensi della tendenza oggi giorno, da parte di numerose band, di proporre un iconico album nella sua interezza? Vedremo mai qualcosa di simile da parte degli Edguy?
JENS
– Da parte nostra è anche questa una possibilità interessante ma ancora abbastanza lontana dai nostri intenti, almeno per ora; magari lo faremo in futuro in qualche occasione specifica se ci fosse proposto, ma per adesso preferiamo proporre una setlist più varia possibile. Da parte di altre band posso dire che è un’iniziativa anche apprezzabile poiché se, ad esempio, gli Iron Maiden eseguono nella sua interezza un album come “Somewhere in Time” o “Seventh Son of a Seventh Son” io ne sono entusiasta poiché si tratta di lavori coi quali io sono cresciuto, così come molti altri. Dall’altra parte però è anche vero che una band deve anche guardare al futuro e pensare a proporre anche dal vivo qualcosa di nuovo così come in studio; è comunque la creatività uno degli elementi fondamentali di una band anche a una certa distanza dalla fondazione. Poi, chiaramente, se ad esempio qualcuno ci proporrà di basare un tour o una data sull’esecuzione magari di “Vain Glory Opera” nella sua interezza comunque ci penseremo, ma al momento non aspettatevi questo da noi, in quanto è al nostro futuro che guardiamo ora come ora.

Ora una domanda un po’ più generale, ma nel contempo specifica, se si parla della musica degli Eduy o anche ad esempio dei Freedom Call e altre band che han fatto delle atmosfere gioiose e goliardiche il loro marchio di fabbrica. Oggi giorno molti ascoltatori etichettano il Metal come un genere obbligatoriamente cupo e serioso, arrivando a stroncare chi preferisce sovvertire questa “regola” puntando a trasmettere gioia e a divertire gli ascoltatori. Tu che ne pensi di questa sorta di dualità?
JENS
– Oh beh, innanzitutto bisogna valutare cosa vuole non solo dalla musica, ma anche dalla vita chi si approccia ad ascoltare Metal e musica in generale: c’è chi preferisce essere felice nella vita, c’è chi preferisce essere perennemente ombroso e c’è chi, giustamente, apprezza le band che trasmettono entrambi gli stati emozionali in base anche al momento e quant’altro. Io personalmente non comprendo chi etichetta l’Heavy Metal come un genere musicale che deve trasmettere solo rabbia, tristezza o oscurità d’animo in generale, perché gli Edguy si basano proprio sul creare della musica in grado di far sorridere chi si approccia ad ascoltare magari un nostro album e penso che ogni nostro fan abbia le idee adeguatamente chiare in merito. C’è un momento opportuno per tutto, quello in cui si ascoltano gli Edguy deve essere un momento di gioia.

Parlando del sottogenere che porta il nome di Power Metal voi siete una delle band più note dell’ondata giunta negli anni 90’; fatta eccezione per le band nate più o meno in contemporanea con voi e, ovviamente, per i mostri sacri come i vari Helloween e Gamma Ray, come definiresti attualmente la situazione nel sottogenere da voi proposto?
JENS
– Mettendo da parte il discorso sul fatto che attualmente la musica, non solo il Power Metal o il Metal in generale, non siano nel loro periodo migliore, io personalmente non mi sento di vederla così grigia come altri; d’altronde ultimamente grazie anche a band come i Sabaton, i Powerwolf e altri il genere sta tornando a godere di una popolarità non indifferente, e ci sono anche dei ritorni sulle scene da parte di alcune band iconiche come ad esempio i Running Wild. Poi ovviamente potrei citartene alcune meno famose con cui magari abbiamo avuto modo di esibirci ma è chiaro che l’elenco sarebbe abbastanza lungo; personalmente credo che il genere stia vivendo un momento in realtà relativamente buono, dobbiamo augurarci che ci siano altre band in grado di raggiungere dei picchi di popolarità al pari di quelle sopra citate.

Sempre in questo proposito, una domanda un pochino più complicata: a livello prettamente professionale, cosa è cambiato per voi in questi venticinque anni?
JENS
– Purtroppo la prima cosa che mi viene in mente da dire è che si vendono meno dischi rispetto a una volta e, in generale, è più complicato per noi così come per molte altre band riuscire a vivere di musica. Ovviamente la passione è un elemento fondamentale, ma purtroppo servono i soldi per prosperare anche dal punto di vista musicale, e per questo per quella che è attualmente la situazione dal punto di vista discografico bisogna impegnarsi ulteriormente per dare la giusta visibilità ai propri lavori; già, rispetto agli anni 90’, non è semplicissimo per noi che comunque la nostra popolarità l’abbiamo raggiunta, figurarsi per coloro che sperano di emergere in un mercato piuttosto saturo e non particolarmente ricco di supporters che spendono soldi in dischi ogni volta che possono. Il consiglio che mi sento di dare è di avere pazienza e dare sfogo alla propria creatività per riuscire a farsi notare il più possibile e provare ad avere una possibilità di vivere di musica.

Ora una curiosità personale che dura da ormai tre anni: come vi è venuta l’idea di fare una cover di “Rock Me Amadeus” nel vostro ultimo full lenght?
JENS
– Beh, perché no? (ride) Volevamo aggiungere qualcosa di davvero particolare alla tracklist dell’album e ci siamo diretti su qualcosa che rispecchiasse adeguatamente il nostro stile, oltre a risultare in questo caso una vera e propria hit famosa in tutto il mondo. Alla luce di ciò ci siamo detti che era il brano giusto da coverizzare e inserire in un album la cui atmosfera si sposa perfettamente con il gusto squisitamente anni 80’ di quella canzone; inoltre abbiamo notato che è piaciuta a gran parte dei nostri ascoltatori, tant’è che l’abbiamo proposta anche dal vivo.

Prima di chiudere, vuoi dire qualcosa ai fan italiani degli Edguy?
JENS
– Certo! Innanzitutto invitiamo tutti a presenziare al Metalitalia Festival per poter assistere a quello che è, per ora, l’unico appuntamento previsto in Italia; e ovviamente godetevi anche la nostra raccolta “Monuments” disponibile ora sul mercato.

Grazie Jens, ci vediamo al festival!
JENS
– Grazie a voi, a presto!

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