Kiko Loureiro: tra musica e famiglia

MEGADETH: INTERVISTA ESCLUSIVA A KIKO LOUREIRO •

 

Tornano i Megadeth in Italia e Metalforce non si lascia sfuggire l’occasione di poterli incontrare. Eccoci, quindi, a fare quattro chiacchiere con un disponibilissimo Kiko Loureiro, ormai consolidata ascia al fianco di Dave Mustaine. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’unica data italiana al Carroponte di Sesto San Giovanni.

Due anni con i Megadeth: puoi fare un bilancio di questa tua avventura?
KIKO – Sono stati due grandissimi anni! Mi sono unito alla band appena prima di registrare “Dystopia” (album del 2015, n.d.r.), gli altri ragazzi erano immersi nella pre-produzione quando sono entrato. Ho partecipato un pochino anche alla pre-produzione e alla composizione, poi c’è stata la registrazione, e poi sono arrivati i tour. È anche un grande carico di responsabilità, ma tutto il lavoro, i concerti, e tutto il resto, è stato tutto una bellissima esperienza finora.

Come definiresti, con parole tue, ognuno dei membri della band?
KIKO – Cominciamo da Dave… è un vero artista, e sa cosa significa esserlo. Molto creativo, intenso, acuto nelle decisioni, molto concettuale. L’intero concetto della band Megadeth è suo. È creativo, ma allo stesso tempo molto focalizzato, sa sempre cosa vuole da se stesso e dalla band. Stare insieme a lui è una grande ispirazione. Direi fondamentalmente lo stesso per quanto riguarda David, ma in particolare lui è l’elemento di equilibrio della band. Questo è il motivo per cui credo che siano andati avanti insieme per così tanti anni. Sono personalità diverse, ma è proprio questo che rende stabile l’equilibrio. C’è una definizione che ho sentito una volta da Uli Jon Roth: c’è un intervallo musicale, la quinta giusta, che è alla base dei power chord. Sono due note che sono opposte, ma la tonica, la nota principale, contiene nei suoi armonici l’altra nota. Si tratta di due opposti che, quando sono insieme, sono veramente potenti. Ciò che Uli intendeva è che ogni band deve avere una tonica e una quinta, e questo è il caso per i Megadeth: Dave e David per certi aspetti sono opposti, ma creano una potente combinazione. È un modello che si ripete spesso in molte band.

Hai sempre spaziato prevalentemente in ambito progressive metal sia con gli Angra che nei tuoi dischi solisti: come ti trovi a suonare con una band come i Megadeth, più orientata al thrash?
KIKO – Io vedo la musica come una sola cosa. Sì, è vero, gli Angra sono definiti progressive, ma hanno i loro momenti thrash… tuttavia non sono una band thrash. Ora suono in una band thrash, ma allo stesso tempo i Megadeth nel loro essere thrash hanno il loro lato progressive, con molte parti strumentali, anche nelle canzoni dei primi album ci sono molti tempi diversi, molte parti differenti fra loro, assoli… quindi penso che mi incastro bene nella band. Sì, sono due band diverse, ma forse più vicine di quanto si pensi. I Megadeth, soprattutto negli anni ’90, erano piuttosto melodici, così come gli Angra. L’elemento di novità che ho riscontrato nei Megadeth è un’influenza punk, che per me è una grande novità. Dave Mustaine ha anche questo elemento punk, un genere che non ho mai seguito tanto.

A proposito di carriera solista: hai pubblicato 4 album in studio e un live: pensi di tornare a pubblicare qualcosa di tuo prossimamente?
KIKO – Sì, mi piacerebbe molto. Ma la mia vita ultimamente è stata molto impegnata, ho anche avuto un altro figlio nel frattempo… la mia vita è cambiata molto negli ultimi due anni. Ma d’altro canto l’ultima cosa che ho pubblicato è stato il live album del 2013, poi nel 2014 c’è stato l’album degli Angra, nel 2015 c’è stato “Dystopia”, nel 2016 c’è stato il tour e mio figlio… la mia è stata una vita molto impegnata ultimamente, ma voglio assolutamente fare qualcosa di nuovo. Ho alcune composizione, alcune canzoni, vorrei anche fare qualcosa di acustico… ma sarà più in là.

E con gli Angra è un capitolo definitivamente chiuso o never say never? Ufficialmente sei ancora nella line up…
KIKO – Ancora parlo con i ragazzi,, ma come ho detto prima gli ultimi anni sono stati abbastanza impegnativi. Quando sono entrato nei Megadeth, ho continuato a fare show con gli Angra, ma poi non ho potuto contemporaneamente occuparmi della famiglia e viaggiare in tour con due band. Ma sono ancora in contatto con loro e disposto a fare il possibile per loro da fuori. Io credo che quando sei in una band, gran parte del lavoro è concettuale, è parlare dietro le scene. La prima idea era quella di partecipare comunque alla band, ma non suonare live con loro, per me sarebbe impossibile. Ma non abbiamo mai detto che Kiko è fuori dalla band, semplicemente non sto suonando live con loro. Sto comunque dando il mio contributo. Adesso comunque al posto mio c’è Marcelo (Barbosa, n.d.r.), e stanno per uscire con un nuovo album.

Quale artista ti ha fato nascere la passione per la musica? Insomma, quando hai detto: “voglio essere come lui!”?
KIKO – Ce ne sono parecchi, è difficile da dire… da giovane ascoltavo molto i Led Zeppelin, ma non potrei certo dire che volevo essere come Jimmy Page, si tratta di un’altra generazione. Forse potrei dire Steve Vai, Joe Satriani, che sono più della mia generazione… ma non ho mai pensato “voglio essere come lui”, perché ascolto molte cose diverse, amo la musica brasiliana, ma poi ascolto molto metal, come Black Sabbath e Scorpions… poi ammiro molti chitarristi jazz e fusion, in passato erano stati miei modelli.

Quindi sei un mix?
KIKO – Sì, una sorta di mix… ed è una cosa curiosa, perché quando ho iniziato, suonavo solo la chitarra acustica. Ascoltavo anche metal, ma non sapevo assolutamente come suonare quella roba, perché non avevo una chitarra elettrica. Ad un certo punto, il mio maestro di chitarra è andato da mia mamma e le ha detto di iscrivermi ad un corso di chitarra elettrica, perché aveva capito che non volevo più suonare cose classiche. Allora mi sono iscritto ad un corso di chitarra elettrica, e il mio nuovo maestro, per dimostrazione, ha suonato il solo di “The Last In Line” (brano dei Dio, n.d.r.), e ne rimasi impressionato. Non era un video, era un uomo in carne ed ossa che suonava davanti a me. Anche al giorno d’oggi, nonostante YouTube e Internet, credo che avere qualcuno davanti a te che suona qualcosa che tu vorresti essere in grado di suonare sia comunque un’emozione indescrivibile. Avevo 13 anni credo, ma lo ricordo come se fosse ieri.

Con tutta la tua esperienza ora, che consiglio daresti ad un ragazzo che si avvicina per la prima volta alla chitarra?
KIKO – Quando compri qualcosa come una chitarra, forse non vuoi necessariamente diventare un professionista… quindi non consiglio di essere professionali, almeno non all’inizio. Il mio consiglio è: divertitevi! Iniziate trovando gli accordi, cantate qualche canzone, esercitatevi… la prima fase è quella in cui si scopre lo strumento. Andando avanti però forse arriverà un momento in cui vorrai dedicare più tempo allo strumento, e lì dovrai essere molto più accurato nell’esecuzione. Ma questo momento viene dopo alcuni anni, non si può decidere sin da subito se si vuole fare il musicista o si vuole suonare per divertimento. Il divertimento, però, non deve mancare mai.

Tra live, scrivere canzoni, scrivere articoli su giornali musicali… hai mai del tempo libero per fare altro? Quali sono i tuoi hobby?
KIKO – Beh, il tempo libero lo dedico alla famiglia! Il mio tempo libero sono i miei figli!

Ma non è un hobby, ovviamente!
KIKO – No no, non lo è… non ho hobby come lo skateboard o cose simili (ride n.d.r.), sarebbe carino, ma non ho hobby veri e propri.

Tornando ai Megadeth: state preparando del nuovo materiale? C’è qualche scoop?
KIKO – Per ora il nostro futuro consiste in due settimane di tour, una breve pausa, poi un tour negli USA con gli Scorpions, poi qualche show in Sud America, e così fino a novembre. Poi dovremo iniziare a discutere e scambiarci idee sul nuovo album. Già ne parliamo ogni tanto, ma siamo ancora in tour, quindi è una cosa sporadica. Penso che tutti suoniamo sempre e abbiamo sempre idee da buttare giù, e ogni tanto le registriamo… nel momento in cui le hai sembrano tutte buone idee, ma dopo che le hai registrate e ci torni dopo qualche tempo, alcune sembrano ancora buone, altre vengono scartate. A volte uso cose scritte anni fa, a volte uso idee nuove… Comporre è una costante nella vita, io compongo sempre. Bisogna vedere cosa finirà nell’album e cosa no.

si ringrazia per la cortese collaborazione Ivan Spurio Venarucci

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