LED BY VAJRA – MUSICA E PSICHE

LED BY VAJRA: INTERVISTA ESCLUSIVA –

Come sapete, Metalforce dà spazio anche alle band emergenti. Dopo aver recensito il loro primo album, abbiamo intervistato i nostri connazionali Led By Vajra. La band ci ha parlato di questo particolare album, delle scelte musicali e delle tematiche.

Come mai il nome “Led By Vajra”?
LBV: Il nome “Led by Vajra” nasce da alcune nostre influenze accademiche, in ambito indologico. Ci siamo ispirati ad un testo sanscrito, appartenente alla corrente del Buddhismo Vajrayāna che letteralmente vuol dire “veicolo del diamante”. Nel manoscritto il dio spiega alla dea come trasformare la “krodha”, ossia la rabbia e le energie negative, in energie positive. Dunque il MetalCore, che sembra avere un impatto aggressivo, è in realtà pieno di messaggi positivi, anche se in partenza si denuncia o si reagisce a qualcosa di negativo, come si può vedere in “White Dress”, “Shards Of Crystal Skin” o “Chains”. Dunque guidati (Led) dal diamante (Vajra) simbolo di integrità, facciamo della musica la forza trasformatrice e il mezzo per lasciare messaggi profondi.

Quali band vi hanno ispirato maggiormente?
LBV: Nel corso del tempo tanti artisti ci hanno lasciato un grande contributo per la nostra musica.
Partiamo da Trivium, As I Lay Dying, Bullet For My Valentine ed Avenged Sevenfold, fino al filone americano con band come Veil Of Maya e Born Of Osiris.

Come avete fatto ad unire tutti gli elementi presenti nell’album? Sicuramente non è stato facile.
LBV: Ogni elemento del brano ha subìto una forte selezione durante tutto il percorso compositivo e le nostre influenze hanno favorito una composizione articolata ma allo stesso tempo scorrevole.

Vi siete trovati sempre d’accordo sulle decisioni?
LBV: Il percorso compositivo ha affrontato più fasi ed ovviamente non tutte le decisioni sono state facili da prendere. Su tutte, la scelta del sound che più ci rappresentasse. Fino alle singole battute che collegassero due sezioni distinte di un brano, il tutto per rendere il lavoro esattamente come volevamo, nei minimi dettagli.

Come mai la decisione di inserire una voce in clean femminile?
LBV: Il progetto è nato con Athena e quindi inserire una voce clean femminile non è stata una vera e propria scelta. Partire tutti insieme ha permesso un’inquadratura generale con una base già forte dove la sua voce faceva parte delle nostre idee e dove appunto era già parte del processo compositivo, non solamente inserita o introdotta nel nostro genere.

I vostri brani sono molto particolari, come nascono? Qual è il processo di creazione?
LBV: Ogni singolo brano ha attraversato un percorso compositivo di circa un mese. Abbiamo sempre cercato di non lasciare le cose al caso e di studiarne l’armonia e la teoria che c’è dietro, per la quale stiamo decidendo di stilare anche una sorta di Tab Book. Quindi siamo partiti da uno “scheletro strumentale” per poi costruire linee vocali ed arrangiamenti con Synth ed archi in un secondo momento.

Da dove viene l’idea di inserire nei brani parti Fusion, operistiche, elettroniche e spagnoleggianti?
LBV: Si può dire che l’unione di queste parti così diverse nasce dal nostro essere influenzati da molti generi musicali completamente diversi e che insieme hanno dato vita a “ΨΥXH” (Psychè). Non è stato immediato comporle ed unirle fissandole in una struttura ben definita.

Quali sono le ispirazioni per i temi presenti nei vostri brani?
LBV: Le tematiche dei testi sono legate ad una serie di problematiche sociali, analizzate attraverso l’introspezione psicologica ed emotiva dell’individuo, da cui il nome dell’album. Tematiche spesso intrecciate alle influenze orientaliste, in quanto molti aspetti di alcune filosofie orientali sono legati all’introspezione, alla meditazione e alla volontà di spingersi oltre.

Qual è stata la reazione del pubblico al vostro genere molto innovativo?
LBV: Questo genere ha suscitato reazioni varie nel pubblico. La cosa che abbiamo notato è che la varietà e il modo in cui ci siamo approcciati a questo modo di far musica non ha stufato gli ascoltatori, piuttosto li ha incoraggiati ad ascoltare sempre di più, quasi come se non bastasse l’album intero.

Siete ancora molto giovani, ma qual è stato il migliore momento per la band finora?
LBV: Probabilmente l’età di alcuni componenti potrebbe farlo pensare, ma altri si sentono anche un po’ avanti con l’età! Tralasciando l’aspetto anagrafico, è bello come tutti noi consideriamo molto importante il periodo in cui abbiamo composto l’album, probabilmente il migliore per quanto riguarda la crescita sia personale che come band.

Con chi sognate di poter condividere il palco un giorno?
LBV: Nell’ultimo periodo abbiamo avuto modo di condividere il palco con molti artisti che hanno segnato un ruolo chiave nel nostro percorso musicale. Un giorno però ci piacerebbe moltissimo condividere il palco con i Betraying the Martyrs, i Dreamshade, con l’accoppiata Veil Of Maya – Born Of Osiris, e il piccolo sogno: i Trivium.

Progetti futuri?
LBV: Il nostro primo album è ovviamente solo il trampolino per poter iniziare davvero il nostro percorso, in particolare poter iniziare tour, nazionali e internazionali. Così potremmo pubblicizzarlo e porteremmo un pezzo di Metal campano fuori e lontano da qui, sperando un giorno di poter essere un’ispirazione e un esempio per chi, come noi, si impegna senza sosta per riuscire ad emergere in un contesto davvero impegnativo.

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