Lips: da grande voglio fare il musicista!

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ANVIL: INTERVISTA ESCLUSIVA A LIPS •

Gli Anvil, come recita il loro nuovo album, sono gli “Anvil” e su questo non c’è dubbio. E parafrasando questo titolo si può senz’altro affermare che Lips è sempre Lips! Abbiamo incontrato l’inossidabile chitarrista e fondatore della band Steve Kudlow (questo il suo vero nome) al Circolo Colony di Brescia, dove lo scorso 9 aprile il trio canadese si è esibito in un esaltante ed infuocato concerto (qui il report).

LIPS – Ehi! Ci siamo incontrati già un anno e mezzo fa, a novembre 2014!
Sì era all’Audiodrome vicino Torino!

“Anvil is Anvil”: parlami del vostro nuovo album.
LIPS – E’ grandioso e ne sono molto, molto, molto felice! Finalmente abbiamo rimpiazzato Dave Allison (ex cantante e chitarrista n.d.r.) e Ian Dickinson (ex bassista) nel modo più appropriato. Ora abbiamo un bassista che suona e riempie la mancanza della chitarra ritmica, dal vivo è davvero forte. Non solo, lui ha il tono di voce giusto per lavorare con me, quindi ora abbiamo “LA” seconda voce, non solamente una seconda voce! Per me questo è il meglio che abbiamo mai avuto! Sono molto fiducioso e sicuro in ciò che sto facendo, e mai in tutta la mia carriera lo sono stato come ora!

Una formazione perfetta quindi?
LIPS – Per me sì! Non so se è la stessa cosa per il pubblico, ma per quanto mi riguarda non potrei essere più felice!

Siete tornati alle vostre radici?
LIPS – Noi abbiamo concluso un enorme ciclo e di nuovo abbiamo trovato noi stessi. Da quando abbiamo pubblicato il nostro primo album abbiamo voluto esplorare, testare le nostre capacità e mettere in ciò che facevamo tutto ciò che riuscivamo ad infilarci. Ma in realtà poi si scopre che questo non è necessario, bisogna solo fare ciò che è naturale per la band e continuare le cose in quel modo! Non bisogna andare fino alla luna e ritornare indietro, va bene anche arrivare a metà strada!

In questo momento a che punto vi trovate di questo grande ciclo? Al top?
LIPS – Sì, penso proprio così! Penso che abbiamo ritrovato e ricostruito il momentum che avevamo perso. Dopo gli anni ’80 siccome avevamo perso lo stimolo, tutta la gente che lavorava con noi si chiamò fuori e si preparò a momenti ancora peggiori. Nel 1983 abbiamo quindi registrato un altro disco e poi abbiamo perso quattro anni, fino al 1987, gli anni più importanti nell’heavy metal! Rimanemmo perciò molto all’ombra fino al momento in cui abbiamo ritrovato lo stimolo e la spinta. Abbiamo ripreso tutto, proprio dallo stesso punto in cui l’avevamo mollato.

Quindi ora avete lo stesso spirito dei primi anni?
LIPS – Sì, proprio così!

Ed anche la stessa energia?
LIPS – Sì, forse anche di più! E credo che la ragione sia perché ne abbiamo accumulata tantissima, sai come succede no? Quando non hai mai l’occasione giusta, mai, mai, mai, e poi finalmente eccola che arriva! La si coglie al volo e si sprigiona tutta l’energia accumulata! E’ questa la differenza!

Da dove prendete tutta la vostra energia?
LIPS – Dal godersi il tramonto! Parlandoci chiaro, non ho mica più vent’anni. Quando hai vent’anni in ogni momento che vivi, non pensi mai al domani, ora che ho sessant’anni, ogni momento conta! E’ qui che sta la differenza, è qui che sta tutta l’energia! Non è più come nel passato in cui si rimanda tutto a domani, no! Ora! Ora! Ogni minuto conta, ogni persona conta, ogni concerto conta! E’ qui che sta la differenza. Con l’età arriva la saggezza, giusto?

Che cosa ti ha ispirato a diventare un musicista?
LIPS – Credo che fu vedere Elvis Presley e The Beatles all’Ed Sullivan Show quando ero un ragazzino. Mio papà portò a casa una chitarra quando avevo dieci anni e in quel momento ero già pronto! Ero già un fan di Elvis, e ogni volta andavo al negozio vicino casa a guardare le chitarre elettriche in vetrina e desideravo averne una! Finalmente un giorno il ragazzo della porta accanto diede a mio papà uno sconto per l’acquisto di una chitarra se lui gli avesse fatto lo sconto per un abito (sai, mio papà faceva il sarto), e così finalmente me ne comprò una! E il resto è storia! (ride)

Ti ricordi il primo concerto della tua vita?
LIPS – Non è stato affatto gradevole. Avevo circa undici anni, e ho suonato a scuola ad una festa dei genitori. Avevo una serie di canzoni che avrei dovuto suonare, l’insegnante venne da me appena prima che salissi sul palco per iniziare e mi disse “fanne metà!”. Mi arrabbiai moltissimo e dissi che non era giusto e le chiesi perché stava facendo questo proprio a me, mi ero esercitato a lungo e duramente per questa esibizione! Non poteva dirmi di fare solo metà dei brani! Mi infuriai così tanto che l’insegnante mi portò nell’ufficio del preside e mi ha preso a cinghiate sulle mani. Così quando andai sul palco ero così arrabbiato che suonai tutte le canzoni, perché tanto non poteva venire a tirarmi via da lì! Mi sono detto “io salgo sul palco e faccio quello che voglio!”, e ancora faccio la stessa cosa. Quello fu il mio primo show!

C’è una città, o una nazione, dove hai suonato di cui hai ricordo particolare?
LIPS – Credo che il miglior ricordo debba ancora accadere a dire la verità.

Se guardi indietro nel passato, c’è qualcosa che cambieresti o no?
LIPS – No, non ho nessun rimpianto! Tutto accade o non accade per un motivo, è il tuo viaggio. Bisogna accettare tutto, come ho detto ogni minuto conta e non ha senso soffermarsi sul passato lo devi mandare via, quello non può cambiare, per cui perché avere rimpianti se non si può cambiare? Il presente puoi cambiarlo, ma il passato è fatto, per cui niente rimorsi!

Ascolto gli Anvil dal 1981!
LIPS – Da molto tempo, sono passati trentacinque anni! Ma siamo giovani nel nostro cuore! Siamo senza età, senza tempo!

Supponi che ci siano delle persone che non conoscono gli Anvil, quale album gli consiglieresti di ascoltare che secondo te è più rappresentativo dello stile della band?
LIPS – La raccolta “Monumental Metal” oppure il live album “Past And Present – Live In Concert”. Contengono diverse canzoni da tutti gli album e fanno un panorama ampio su tutta la strada percorsa dalla band, credo abbia senso no? Non posso rispondere di prendere come esempio un solo album come “Metal On Metal” oppure “Forged In Fire” oppure “Strenght In Steel”. Credo che il modo migliore per conoscere per la prima volta la band sia con una raccolta. Non avremmo fatto una raccolta con le migliori canzoni se non fosse stato il caso! Ci sono le nostre canzoni preferite da diversi album e credo sia il modo migliore per presentarci!

E c’è un brano di un altro artista che avresti voluto scrivere tu?
LIPS – Onestamente i Motörhead sono l’unica band con cui mi sarebbe piaciuto lavorare, il resto non significa nulla per me. Se avessi un rimpianto, sarebbe quello di aver detto di non poter suonare nei Motörhead se Lemmy mi avesse chiesto di unirmi a loro. Ero uno degli Anvil, non li avrei mai potuti lasciare! Lemmy era un bravo ragazzo ed era mio amico, e sono ancora incredibilmente devastato dalla perdita, credo che tutti debbano sapere ciò che disse con parole sue “la famiglia può essere strana, ma siamo ancora una famiglia!” ed è vero!

Quindi, se gli Anvil non fossero esistiti, una band dove avresti voluto suonare sarebbero stati i Motörhead?
LIPS – E’ l’unica band con cui avrei suonato e che avrei preso in considerazione!

Un’ultima domanda: cosa vuoi fare da grande?
LIPS – Non crescerò mai! (ride) Non voglio fare niente da grande! Anzi, voglio fare il musicista! (ride divertito) Mi chiedo se crescerò mai!

  traduzione Connor  
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  riprese ed elaborazione video:  Federica Borroni