LIPS: IL MICHELANGELO DEL METAL

ANVIL: INTERVISTA ESCLUSIVA A STEVE “LIPS” KUDLOW •

 

In occasione del passaggio a Roma degli Anvil (qui il report), nell’ambito del tour promozionale del nuovissimo album “Pounding The Pavement”, abbiamo incontrato il loro storico chitarrista Steve Kudlow, meglio conosciuto come Lips. Intervistarlo è sempre interessante e stimolante, soprattutto alla luce dei suoi racconti, alla scoperta dei tantissimi aneddoti che hanno accompagnato la sua lunga carriera di musicista.

Ciao! E’ un vero piacere incontrarvi di nuovo! Bentornati in Italia e a Roma!
Avete da pochissimo pubblicato “Pounding The Pavement”, qual è stata la reazione del pubblico e della critica?
LIPS – Finora per quello che posso dire è stata buona, ma in realtà lo devi vedere con i tuoi occhi e toccare con mano ai live! Ed onestamente quello che dice la critica non mi interessa, non mi è mai interessato, mi è sempre interessato solamente di ciò che pensano i fans! I critici comprano i miei dischi o li ricevono gratis? Per me la loro opinione non conta perché di solito non sono miei fans, io faccio musica per i miei fans e non per la gente che non è tra i miei fans.

Ora che l’album è ormai uscito, a mente fredda, cambieresti qualcosa?
LIPS – Assolutamente no! Quando faccio i dischi prendo delle decisioni mentre sono in corsa, e  se una cosa non mi piace, non va sul disco. E’ semplicissimo. Se una cosa non mi piace perché dovrei metterla sul disco?

Un nuovo album per una band storica come la vostra, è come la nascita di un figlio: come nasce un album degli Anvil?
LIPS – E’ spontaneo e veloce. Istantaneo, spontaneo, veloce, immediato. Questo processo lo applichiamo principalmente per gli album più nuovi, perché gli album più vecchi degli Anvil, quando eravamo giovani ed innocenti, noi non sapevamo la differenza e lo facevamo e basta. Una volta che pensi di sapere come si fa, ci vuoi mettere tutto dentro a una canzone, ci metteresti di tutto, anche il lavandino della cucina! E alla fine ci metti troppa roba dentro, ci pensi troppo e diventa troppo complicata perché ci metti più roba del necessario. La soluzione è essere innocenti, essere come si era agli inizi, quando le cose accadevano e basta. E non bisogna pensare “dovremmo fare questo, dovremmo metterci quest’altro…”. Dovremmo… dovremmo… non è cosa dovresti, ma è cosa sei! E’ cosa senti. Quelli più preziosi sono i momenti spontanei. Le canzoni metal hanno bisogno di cinque minuti per essere scritte! Alcuni impiegano settimane per mettere insieme una canzone, composta da 15-20 sezioni, quando in realtà ne servono solamente 3! Un paio di strofe, un pre-ritornello e un ritornello, un assolo di chitarra. Ecco che hai la canzone! Perché mettere l’intro, una strofa, una sottostrofa, un bridge, e tutta quella merda, la gente ci mette tre settimane per capir la canzone! Quando in realtà dovrebbero solamente premere il pulsante, far partire la canzone, ascoltare e dire “Oh mi piace!”. Non “Oh, devo ascoltare, devo ascoltare, devo ascoltare, mi sta iniziando a piacere la canzone!”. Non va bene. Deve essere immediato e semplice.

Dal 1981 ad oggi il vostro spirito combattivo è sempre lo stesso, come lo dimostra il vostro nuovo disco: dove trovate la forza di combattere ancora?
LIPS – E’ ciò che sei, è ciò che sei come essere umano. Non è pianificato, è una questione di chimica, una cosa naturale. Così come sono un autore di canzoni, non finirò mai di esserlo, finché ce ne sono da tirar fuori. Come disse Michelangelo lo scultore: le sculture sono già nella pietra… io le tiro solamente fuori da essa. Bisogna avere sempre una mente aperta e guardarsi intorno e guardare la vita sotto ogni forma.

Ho sempre ammirato in voi la forza e la tenacia con cui avete sempre resistito alle mode e continuato ad essere sempre voi stessi, fregandovene della notorietà o del successo. Siete soddisfatti di quello che avete dato alla musica fino ad ora?
LIPS – Sì, perché sono sempre stato genuino. Ho sempre e solo voluto essere me stesso ed ho sempre e solo voluto creare arte, e non copiare da qualcun altro.

Spero che vorrete dare sempre di più a noi fans… o avete intenzione di seguire ormai la moda di annunciare un “farewell tour”? Spero di no!!! Cosa pensi di questi tour d’addio che poi in realtà durano anni e anni?
LIPS – Per me non esiste la pensione! Ci si ritira dalle scene quando si muore e allora è tutto finito. Non puoi smettere di essere creativo fino al momento della tua morte, e allora perché dovremmo smettere? Non capisco la parola pensione. Vado in pensione se faccio le consegne, allora capisco, quanto posso durare, quanto tempo posso passare a fare le consegne o a raccogliere la spazzatura? Posso dire che sono in vacanza, permanentemente in vacanza! Non devo ritornare a fare i vecchi lavori perché sono in pensione per quel genere di lavori e sono in vacanza permanente! Ed è fottutamente figo, non te ne stanchi mai!

Quanto sono stati importanti i fan per la vostra esistenza? E quanto lo sono ancora?
LIPS – Sono sempre stati importanti e lo sono ancora, sono la parte più importante. Dal mio punto di vista i miei fans sono importanti come lo sono io, loro sono me, un’estensione di me stesso, e se soddisfo me stesso sto soddisfacendo anche loro. Conosco molte persone che la pensano come me, e a cui piacciono le stesse cose che piacciono a me. Loro sono fans, anche io sono un fan! Sono un fan di Ted Nugent, vorrei incontrare Tommy Aldridge! Sono un fan tanto quanto sono un musicista, ed ogni vero sfottuto musicista è un fan! E se non lo sei, vattene via! Dove sono la tua eccitazione, la tua emozione, il tuo cuore?

Siete molto spesso on the road, migliaia e migliaia di concerti, però nella vostra carriera in realtà avete fatto un solo album live: come mai? Ne avete qualcuno in cantiere?
LIPS – A dire la verità sì. Perché ora siamo diversi da come eravamo prima e possiamo fare le stesse canzoni che erano sul primo album, ma che sono suonate in modo diverso, per esempio “Mothra” (presente su Metal On Metal del 1982) è genericamente la stessa canzone, ma in realtà non proprio la stessa… Prima eravamo due chitarristi, ora faccio io tutte le chitarre, questo è un aspetto che fa la differenza. La parte del vibrato è completamente diversa da quella che facevo nel live album del 1989, ora è più elaborata, si è evoluta e la uso in diversi modi, che non facevo trent’anni fa. Questo è perché ora abbiamo un bassista che canta! Probabilmente riusciamo a fare questo live album entro il prossimo anno.

Dopo tutti questi anni possiamo considerare il sodalizio con Robb come una vera e propria famiglia: cosa pensano di questa “doppia vita” le vostre rispettive vere famiglie?
LIPS – E’ interessante. Ci sono stati dei momenti molto duri in cui ho pensato che mia moglie non era felice di tutto questo, ma alla fine ha capito che non è un tradimento, ma qualcosa da abbracciare, quindi ora va molto meglio e ne sono davvero contento!

Come è nata questa vostra profonda amicizia?
LIPS – Noi eravamo dei ragazzini molto giovani, mi sembra che io avessi appena compiuto 17 anni e Robb 15 e fummo invitati da un amico in comune a una jam session. Siamo diventati subito creativi insieme ed eravamo in perfetta connessione. Qualsiasi cosa si iniziava a suonare diventava una canzone. Come te lo spieghi? E’ magia! Anche noi ne fummo molto stupiti!

Avresti un aggettivo su ognuno dei tuoi compagni della band?
LIPS – Questi ragazzi sono dei musicisti spettacolari, incredibili! Il modo in cui suonano insieme è magico. Robb ed io abbiamo da anni questa alchimia speciale, avevamo bisogno del terzo musicista (Chris Robertson ndr), ed è arrivato come il pezzo che completa il puzzle! E’ la giusta combinazione e la migliore che la band abbia mai avuto! Sto facendo il tour più lungo che abbia mai fatto in vita mia, non devo fare un altro lavoro contemporaneamente, non c’è mai un litigio nella band, in pratica non ho mai conosciuto un’esistenza così perfetta come quella che ho oggi! Bingo!

Progetti futuri?
LIPS – Mi piacerebbe includere la mia vita privata nei miei progetti futuri e questa è la sfida più grande! Quando finirà il tour ci incontreremo con le nostre mogli a Barcellona e faremo una vacanza insieme, sarà la prima vacanza che faccio insieme a mia moglie fuori dal Canada!

Grazie per il tuo tempo, Lips. E’ sempre un piacere parlare con te. Alla prossima!
LIPS – Grazie a voi!

 

traduzione Connor
ringraziamo Raffaele Pontrandolfi di Vero Rock per la cortese collaborazione