Lunga vita e prosperità agli Scanner!

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SCANNER: INTERVISTA ESCLUSIVA AD AXEL A.J. JULIUS •

Ci sono band che pur non avendo raggiunto il meritato successo, negli anni hanno dimostrato il proprio valore e delle attitudini non comuni. Tra queste ci sono senz’altro gli Scanner, che hanno sempre offerto ai propri fan quello che più volevano: heavy metal fatto con qualità e dedizione. Abbiamo incontrato lo storico gruppo tedesco al Cycle Club di Calenzano (Fi) in occasione della prima edizione del Void Fest (qui il report). Ecco di cosa ci ha parlato il loro chitarrista e fondatore Axel A.J. Julius in questa intervista.

Benvenuti in Italia! Partiamo dagli albori: mi parli delle origini della band e di come avete deciso di parlare di sci-fi nei vostri album?
AXEL – Siamo partiti nel 1988 con l’album “Hypertrace”, era un concept album. Il nostro cantante era fissato con la sci-fi e io stavo studiando astronomia, per cui decidemmo di fare qualcosa che aveva a che fare con lo spazio e in cui entrambi eravamo interessati. Lui se ne uscì con l’idea di questo ragazzo “Scanner” sul primo album e le idee vennero fuori da sole e tutto quanto prese vita! Sai quando inizi una storia e poi si sviluppa da sola? Questo è quello che è accaduto a noi!

Quali sono le vostre principali influenze musicali?
AXEL – All’epoca in cui iniziammo erano ovviamente Judas Priest, Iron Maiden, poi vennero i Metallica, il thrash, ed infine aggiungemmo più melodia.

In tutti questi anni avete avuto diversi cambi di formazione, dei momenti di stop e delle ripartente: a cosa è dovuto tutto questo?
AXEL – La ragione principale è che quando tu hai degli amici che si aspettano qualcosa come molto successo o molti soldi, o qualcosa del genere, e tu non puoi darglielo, allora loro non rimangono con te. Si trovano un altro lavoro perché magari hanno una moglie da mantenere, oppure preferiscono impegnare il loro tempo e i loro soldi nello studio e finire l’università, o investire i loro soldi diversamente. Non è questione di amicizia. Se qualcuno lascia la band devi trovare qualcun altro al suo posto, magari trovi qualcuno più giovane e ritornano gli stessi problemi. Questi sono i motivi per cui la line-up è cambiata così spesso.

Cosa ti ha spinto a ritornare in pista dopo tanti anni?
AXEL – Perché non lo fai per i soldi o per il successo, lo fai perché sei un musicista e vuoi fare questo. E’ l’unica cosa che vuoi fare, non hai altri interessi nella tua vita.

Pensi che la formazione che hai adesso abbia il giusto feeling per restare unita?
AXEL – Se funzionerà e se la band andrà d’accordo allora ok, ma se ci saranno dei conflitti interni che non faranno andare bene le cose tra i membri si vedrà. Al momento funziona tutto bene! Il prossimo anno non so se uno dei miei musicisti se ne andrà per unirsi ad un’altra band o per dedicarsi ad altri interessi.

Mi puoi parlare del nuovo album “The Judgment”?
AXEL – Sì! Non so da dove cominciare, è passato un anno da quando è uscito. Allora è un concept album che il cui argomento, titolo e artwork della copertina sono tutti legati: “The Judgment”.
In ogni parte del mondo oggi ci sono conflitti, problematiche con le religioni, l’Islam, nelle zone arabiche, in Siria, i rifugiati dalla Siria, i rifugiati in Europa, in Germania etc. “Scanner” ritorna nuovamente dallo spazio per vedere che cosa sta accadendo qui sulla terra: questa è la storia principale di “Judgment”. Scanner vede che tutte queste cose che accadono forzano l’odio per esempio, e la chiesa non fa niente per bloccare questo odio. Per la chiesa va tutto bene se tutti si mettono a pregare, ma c’è sempre e comunque odio su questa terra.

Ci sono grandi differenze tra “Judgment” e i vecchi album come “Hypertrace” o “Terminal Earth”?
AXEL – Ci sono vent’anni di sviluppo, in quest’album puoi trovare qualche ritorno agli anni ’80, ma c’è sempre una crescita e non potrai mai far tornare il vecchio spirito al 100%.

Avete cambiato il modo di suonare in questi anni o avete seguito sempre la stessa direzione?
AXEL – Abbiamo cambiato su “Scantropolis” (pubblicato nel 2002 n.d.r.) perché il concept era diverso, ed abbiamo provato qualcosa di differente. Ma poi abbiamo deciso di tornare alle nostre radici.

Secondo te quale album rappresenta al meglio gli Scanner?
AXEL – E’ difficile rispondere perché il mio album preferito è “Ball Of The Damned” (pubblicato nel 1997 n.d.r.), anche se sono sicuro che per la maggior parte delle persone è il primo album “Hypertrace” (pubblicato nel 1988 n.d.r.).

Ti tieni in contatto con i vecchi membri della band?
AXEL – No, non sono in contatto con loro. Fanno per lo più altri lavori, non sono più nel mondo della musica, e se non siamo in contatto è perché non andiamo d’accordo. Sono in contatto con un paio di ragazzi della prima line up della band appena formata, so cosa fanno, ma per il resto non ne so molto.

Progetti per il futuro?
AXEL – Faremo un altro CD, sicuramente! Dopo questi shows avremo del tempo libero per dedicarci alla preparazione del prossimo album!

Che ne pensate di fare un live album?
AXEL – Per il momento non è in programma. Sarebbe bello, ma non è possibile per ora!

Puoi dirmi un aggettivo per descrivere ognuno dei membri della band?
AXEL – E’ difficile! E poi se ora ti dico una cosa del genere d’ora in poi sapranno cosa penso di loro! Non lo posso fare! (ride)

Allora potete descrivervi da soli? (ridono)
WILLIAM – Sono bellissimo e sono bravissimo a suonare il basso! (ridono)
ANDREAS – Io sono più bello! (ridono) Non ho idea di cos’altro dire!
AXEL –  – Devi dire solo la verità! (ridono)
ANDREAS – Non saprei!
EFTHIMIOS – “I am Natural Born Killer!” (ridono). Credo di essere l’urlatore della band! A volte grido veramente troppo forte. Vengo dalla Grecia e alle volte sono molto rumoroso. Ho sempre ragione. (ridono) Credo di aver sempre ragione. E’ la vita!
HANNO – Sicuramente io sono il più bello, ma sfortunatamente nessuno mi vede perché sto seduto dietro la batteria. (ridono) Sono quello che tiene il tempo nella band e faccio il lavoro del metronomo!

ringraziamo per la collaborazione Marco Vexus  
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  riprese video:  Stefano Panaro  –  elaborazione video:  Federica Borroni