Michael Angelo Batio: il virtuoso della sei corde

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INTERVISTA ESCLUSIVA A MICHAEL ANGELO BATIO •

Abbiamo incrociato nuovamente il mitico shredder Michael Angelo Batio, questa volta in quel di Pescara, dove all’Orange Pub il funambolico chitarrista americano si è esibito il 20 aprile scorso con i Black Hornets per presentare il nuovissimo album “Soul In Sight”. La band è nata dalla felice intuizione del bassista Donatello “Don Roxx” Comignani e il manager Stefano Luciano. Oltre al già citato Batio, il gruppo si avvale di due ottimi musicisti del calibro di Gianna Chillà (voce) e Roberto Pirami (batteria).
Ecco cosa ci ha detto in questa interessante intervista il sorprendente Michael Angelo.

Ciao Michael e bentrovato. Parlaci di questo nuovo progetto e dell’album con i Black Hornets.
MICHAEL – Stefano (Luciano, manager dei Black Hornets) è stata la persona che mi ha messo in contatto con Gianna (Chillà, vocalist – n.d.r.), abbiamo fatto una riunione a Roma ed abbiamo collaborato facendo l’album. Una canzone l’abbiamo scritta insieme io e Gianna, le altre canzoni erano già pronte perché non avevamo tempo di scrivere. Io e Gianna non avevamo mai lavorato insieme e le dissi di cantare semplicemente nel modo in cui le veniva spontaneo. Le ho dato qualche idea, e poi lei ha cantato tutto nel modo in cui preferiva. Sono molto felice del risultato, sono molto felice del disco, la gente lo ama, su iTunes è un successo anche negli USA.

Hai collaborato con grandi artisti: c’è qualcuno con cui non hai mai suonato e avresti voluto suonare?
MICHAEL – Ce ne sono molti! Sarebbe divertente suonare con i Metallica, Paul McCartney e molti altri.

Su “Intermezzo” ti sei avvalso dei servigi del grande  George Lynch: come è stata questa esperienza?
MICHAEL – Lui è una bella persona, ci conosciamo da molti anni ormai. La collaborazione, a dire la verità, è stata realizzata in questo modo: lui mi ha mandato gli estratti su un file. La cosa principale è che siamo amici e a lui sarebbe piaciuto suonare su questo disco e lo ha fatto!

Sempre parlando di “Intermezzo”: perché la scelta è caduta su alcuni musicisti anziché su altri?
MICHAEL – Perché mi piacciono. Ma ho venti ospiti sul disco e non potevo metterci tutti quelli che mi piacevano! Ho usato ospiti fissi ed ospiti nuovi: per Gorge Lynch era la prima volta, Jeff Loomis degli Arch Enemy anche, e lo stesso per Andrea Martongelli. Alcuni degli ospiti fissi sono Chris Poland e Michael Romeo.

Come si svolge la tua giornata tipo e quante ore passi ogni giorno a suonare?
MICHAEL – La mia giornata tipo la passo in tour, oppure a casa, oppure a registrare. In pratica nella mia vita faccio tre cose: tour, registrazione, stare a casa! Questa è la mia vita, ed è così che mi piace! La amo! Oggi per esempio la mia giornata tipo è stata questa: mi sono alzato a Verona, ho preso il treno per Roma, alla stazione mi sono venuti a prendere e siamo arrivati qui.

A proposito di tour: com’è andata la “Monsters Of Rock Cruise”?
MICHAEL – Una delle più belle esperienze, è stata davvero divertente!

Hai un bel rapporto con i tuoi fans su Facebook: che cosa pensi di questi social networks?
MICHAEL – Mi piace parlare con i fans, mi arrivano tantissimi messaggi, tanti sono messaggi di persone che vogliono qualcosa da me, ogni giorno c’è qualcuno che mi scrive per chiedermi una chitarra! Mi scrivono cose del tipo “Hai troppe chitarre, dammene una!” e così a queste persone non rispondo.

Cosa consiglieresti a comincia oggi suonare la chitarra?
MICHAEL – Suggerisco innanzitutto di prendere lezioni di chitarra, entrare in una band ed entrare nei social network come YouTube e metterci i propri video. Bisogna fare di tutto, ma bisogna iniziare dall’imparare a suonare da un’insegnante di chitarra, poi bisogna suonare moltissimo, registrare le cose che si suonano e pubblicarle sui social network con i video!

Per cosa vorresti essere ricordato?
MICHAEL – Per il modo in cui ho insegnato la chitarra a persone come Michael Romeo, Mark Tremonti, Tom Morello. Spero di aver cambiato la chitarra rock ed averla fatta diventare ciò che è oggi. Le mie tecniche sono usate in tutto il mondo ed hanno aiutato due generazioni di chitarristi,  Herman Li anche usa le mie tecniche! Molti chitarristi hanno studiato il mio materiale e preso i miei insegnamenti. Per questa cosa voglio entrare nella storia per aver aiutato le future generazioni di chitarristi! (sorride!)

traduzione Connor  

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