Michael Romeo: avrei voluto scrivere le musiche di Star Wars

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SYMPHONY X: INTERVISTA ESCLUSIVA A MICHAEL ROMEO •

Non capita tutti i giorni di poter incontrare un artista come Michael Romeo, chitarrista e fondatore dei Symphony X. Abbiamo avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con lui in occasione del loro recente concerto all’Alcatraz di Milano lo scorso 3 marzo (qui il report della serata). Ecco di cosa ci ha parlato in questa intervista fatta in collaborazione con Romano Depolo, giornalista di Metal Maniac.

Ciao Michael, grazie del tempo che ci stai concedendo, è un grande piacere essere qui con te. Facciamo conoscere i Symphony X ai nostri lettori. Molti anni fa incontri Russell Allen: come è scattata la scintilla con lui e come è nata la band?
MICHAEL
– A dire la verità Russell è stato il secondo cantante! La band è nata perché avevo del materiale che avevo scritto per la chitarra, ma era tutto strumentale. Ero stato in qualche gruppo, nelle superiori, ma non eravamo mai andati avanti. Così feci qualcosa con la chitarra e lo avevo registrate su cassetta e spedite a riviste di chitarre in giro per il mondo ed etichette discografiche. Mi chiamarono da un’etichetta chiedendo se avevo una band, non ce l’avevo, ma gli risposi di sì! Così chiamai il bassista Thomas Miller che conoscevo sin dalle superiori e poi un mio allievo mi segnalò Michael Pinella, il primo cantante era Rod Tyler e Jason Rullo alla batteria. Rod non era molto preso dalla musica che stavamo facendo, così dal secondo disco entrò a far parte della band Russell. Tutti sapevamo sin dall’inizio che Rod non era la persona giusta, lui era più rock’n’roller. Eravamo amici, ma non era il suo genere di musica.

Che cosa è cambiato in questi 20 anni nel modo di fare musica nei Symphony X? Come nasce una vostra canzone?
MICHAEL
– Nei primi periodi e nei primi due dischi credo che ancora stavamo cercando ciò che eravamo. Nei primi quattro dischi il songwriting era in pratica svolto da me e Pinnella. C’era molta più influenza neo-classica, soprattutto da parte mia. Poi gli anni sono passati e siamo tornati a scrivere cose più heavy, credo si possa notare sul disco “Paradise Lost” (il settimo album, uscito nel 2007 n.d.r.). Ho ripensato a quando ho iniziato a suonare la chitarra ed ero molto giovane e mi emozionavo quando il nuovo disco dei Priest o dei Maiden usciva, in quel disco c’è quell’emozione, è più basato sui riff. Ora parliamo di più su ciò che vogliamo fare su un album, abbiamo parlato di come fare l’ultimo disco, di creare questo flusso continuo, di incorporare elementi che avevamo creato in passato, e più parlavamo, e meglio riuscivamo a lavorare. Di base le nostre canzoni nascono ancora da me e Pinnella, proponiamo delle idee base e poi ci lavoriamo sopra decidendo la direzione da prendere insieme agli altri ragazzi. Si lavora poi sui testi e sulle melodie.

Molti artisti che ho intervistato mi hanno raccontato che le loro canzoni nascono dal titolo che gli da l’ispirazione per creare tutto il resto. E’ qualcosa che vi è capitato qualche volta?
MICHAEL
– Non tanto il titolo per me quanto ciò di cui ho parlato con la band e il fatto di sapere ciò di cui tratta il disco. Quello mi aiuta ad impostare il tono, per esempio sul disco “Iconoclast” l’argomento principale era l’uomo contro le macchine, e nella mia testa c’era un’idea di Matrix o qualcosa che avesse delle influenze più tecnologiche. Per me la musica è ispirata dalla natura delle cose di cui vai a parlare, allora può ispirare qualcosa di più heavy o più aggressivo oppure più meccanico. Per me quindi in assoluto è l’argomento del disco che mi dà ispirazione! Il titolo di una canzone può darmi un indizio, ma se so ciò di cosa parla l’album allora mi metto su quella carreggiata, mi viene l’ispirazione e scrivo, scrivo, scrivo!

E’ difficile scrivere nuova musica senza copiare le proprie canzoni precedenti?
MICHAEL
– Sì, è difficile, ma ci proviamo. In questo ultimo album c’era una cosciente volontà di riportare alcune sonorità e atmosfere di “Divine” (“The Divine Wings Of Tragedy” del 1997 n.d.r.), e forse lo ricorda un po’, ma la cosa era voluta. Anche ai nostri fan piace quel genere, alle persone che ci seguono piace la roba heavy, proprio come piace a noi! Insomma è difficile scrivere qualcosa che sia sempre nel tuo stile, ma nuovo!

Poco prima dell’uscita del nuovo album “Underworld” dello scorso luglio, eri un po’ preoccupato riguardo la reazione dei fan perché i nuovi brani non erano così heavy come i due precedenti album. Ora se ho capito bene la scaletta dei vostri concerti comprende tutti i brani di “Underworld” e i fan reagiscono bene. Come mai questa decisione di suonare live il disco per intero?
MICHAEL
– L’idea prima di scrivere “Underworld” era quella di fare un disco, quindi non un singolo o due e il resto del disco pieno di merda. Ho visto tante cose negative riguardo l’industria della musica, partendo dal downloading selvaggio, Spotify, tutte queste cose che danno risalto ad una sola canzone, nessuno ha più il tempo di ascoltare tutto l’album. In questo modo non ci potrà mai essere il nuovo “The Dark Side Of The Moon” o “Sgt Pepper’s…” che sono dei grandi album. Il nostro album prova solo ad essere così, ha un flusso continuo, lo puoi inserire nel contesto heavy o progressive o melodico, ha senso. In realtà è solamente una cosa piacevole, un pezzo d’arte. Mi sento forte riguardo “Underworld” e se dovessimo fare di nuovo un album unico, in cui tutti i brani sono legati uno all’altro, sarebbe proprio come questo. Se cambiassimo l’ordine dei brani il flusso sarebbe totalmente diverso. Siamo sicuri del nostro lavoro, ed è per questo che lo proponiamo dal vivo con molta sicurezza! Non è un album con una canzone buona ed il resto dei brani merda o filler!

Ad una persona che non conosce i Symphony X, quale disco consiglieresti di ascoltare?
MICHAEL – “Underworld” perché ha un po’ di tutto dei Symphony X. Amo “Iconoclast”, ma è più heavy, le altre cose sono più classicheggianti. “Underworld” è tutto questo messo insieme.

Quale è, di tutta la tua carriera, il brano o il disco che ricordi con più piacere?
MICHAEL
– Per quanto riguarda gli album “Underworld”, per i motivi che ho appena detto ed “Iconoclast” perché ha davvero molte chitarre! Scegliere una canzone sola è davvero difficile. Ci sono delle canzoni che preferisco sui dischi ed altre che preferisco live.

Fai molta attenzione alla reazione dei fan quando suonate delle nuove canzoni live. Se la reazione a qualche brano non ti piace molto, può portare al cambiamento della vostra scaletta?
MICHAEL
– Se non reagiscono bene vuol dire che si stanno annoiando. Bisogna essere coscienti del fatto che quando suoni il pubblico deve stare bene e devi stare bene tu.

I Symphony X mi piacciono non solo per la musica, ma anche per il fatto che quando suonate live avete sempre delle band ottime con voi, ricordo ad esempio tra gli altri i DGM o i Nevermore: vi curate voi della scelta delle band di supporto o se ne occupa il management?
MICHAEL
– Di solito il management ha un buon occhio per quanto riguarda queste cose, noi come band non ci occupiamo di scegliere o cercare le band che suoneranno con noi nelle serate, ma ovviamente sappiamo chi ci sarà. Potremmo occuparci della scelta del supporto, ma di solito non lo facciamo per diverse ragioni.

Come è stato il tour negli Stati Uniti iniziato a settembre?
MICHAEL
– E’ andato bene, lo abbiamo condiviso con gli Overkill, conosciamo quei ragazzi da moltissimi anni, soprattutto il bassista D.D. Verni. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa insieme da anni, anche se loro sono più thrash e noi siamo più melodici e progressive, ma siamo entrambe due band metal e così ci siamo decisi e finalmente abbiamo organizzato questo tour! E’ stato divertente e grandioso per entrambe le band!

Ti posso chiedere se mettere insieme in un tour queste due band con due stili così differenti è stata una mossa commerciale? O è stato fatto perché vi lega una profonda amicizia?
MICHAEL
– Solo perché siamo amici, erano davvero anni che ci dicevamo di fare qualcosa insieme! Abbiamo pensato a registrare un disco con D.D., ma non siamo riusciti ad organizzare nulla di buono all’epoca, ma ora che ne abbiamo avuto l’occasione, abbiamo colto la palla al balzo e finalmente una cosa insieme l’abbiamo fatta! Ci ha spinto solo l’amicizia e la possibilità di condividere questa esperienza e passare del tempo insieme. Sappiamo che la musica delle rispettive band è diversa, ma in fondo sempre di metal si parla, no? Continuo a pensare che i Symphony X possono fare una serata con i Dream Theater o con gli Overkill o con i Megadeth.

Dopo gli Stati Uniti avete iniziato i live in Europa, siete qui da più di tre settimane e ne avrete ancora per altre tre. All’inizio della vostra carriera eravate famosi per essere una band che non amava esibirsi spesso.
MICHAEL
– Non è che non ci piacesse, è che non avevamo nulla qui fino al 1997 forse. All’inizio tutto ciò che avevamo era l’etichetta giapponese Zero e negli Stati Uniti a nessuno venne detto che noi c’eravamo! All’epoca anche il metal degli anni ’80 era morto a causa del grunge, del rap, di Britney Spears e tutta quella merda. Quindi non potevi suonare metal o progressive, non gliene fotteva niente a nessuno! Noi avevamo l’etichetta giapponese ed eravamo contenti.

Ora ogni due anni fate un tour.
MICHAEL – Sì, ora siamo in tour molto, molto spesso. Prima non esisteva per noi fare un tour, si facevano solo album. Ora per ogni album c’è almeno un tour. La gente spesso ci chiede perché ci mettiamo tre anni a fare un disco ora mentre prima ce ne serviva solo uno, e io gli rispondo che anche adesso ce ne serve solo uno, solamente che per due anni siamo in tour!(ride)

Avete intenzione di partecipar a qualche festival in Europa la prossima estate?
MICHAEL – Sì, so che ce ne sono come per esempio il Wacken, vedremo.

C’è un posto nel mondo dove fino ad ora non avete suonato, ma dove vi piacerebbe potervi esibire?
MICHAEL
– Non siamo mai stati in Australia, non lo conosco come posto, ma sarebbe bello poterci andare. Alla fine di quest’anno andremo in Giappone così forse sarà l’occasione buona per organizzare qualche data anche in Australia. Ovviamente ci piace tornare qui in Italia e in Francia, a Parigi!

I Symphony X non hanno ancora un video live ufficiale: perché?
MICHAEL – Siamo dell’idea che quando fai qualcosa deve essere sempre qualcosa di davvero speciale, costa fare un video live fatto bene e non ci va di fare una cosa così, tanto per farla. La qualità dell’audio e del video deve essere ottima e deve rendere l’idea di come sono i nostri shows!

Se non esistessero i Symphony X con chi ti piacerebbe suonare?
MICHAEL
– E’una domanda difficilissima! (ride) Probabilmente con una mia band perché mi piace comporre e suonare la mia musica!

E se non facessi il chitarrista cosa ti piacerebbe fare?
MICHAEL
– Non ne ho la più fottuta idea!! (lo dice ridendo) Sarebbe davvero difficile non essere un musicista perché se non potessi scrivere musica vorrebbe dire che non potrei suonare la chitarra, e se non potessi suonare la chitarra credo che potrei solamente occuparmi di musica in altro modo. Farei il produttore di band, il tecnico del suono.

Sei il compositore principale della band, hai mai sentito l’esigenza di dedicarti alla scrittura di un altro album solista come facesti in passato?
MICHAEL
– Ci ho pensato, sicuramente è una cosa che potrei rifare in futuro. Al momento non avrei il tempo necessario da poterci dedicare perché siamo sempre impegnati con la band e quando siamo nel mio studio spesso registriamo le tastiere di Pinnella o il basso, o altro! Insomma c’è sempre qualcosa su cui lavorare! Gestisco lo studio e quindi c’è un sacco di lavoro da fare ogni giorno! Poi quando il disco è pronto si parte per il tour!

Progetti per il futuro?
MICHAEL – Il mondo della musica è così difficile ora. Ho una famiglia, ed è difficile sopravvivere e questo è il motivo per cui continuerò sempre a suonare, con la mia band o con un altro progetto. Qualsiasi tipo di lavoro che riguardi la musica, anche musica per film o per la TV o per un disco solista.

C’è un brano di qualsiasi altro artista che tu avresti voluto scrivere?
MICHAEL – Oh sì! Assolutamente sì! (ride) Qualsiasi brano della colonna sonora di “Star Wars”! Se l’avessi scritta io sarei un uomo fottutamente felice!

traduzione Connor 
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elaborazione video
Federica Borroni