Nervosa: la brutalità è donna

NERVOSA: INTERVISTA ESCLUSIVA A FERNANDA LIRA •

 

Nell’immaginario collettivo, una donna che suona o canta all’interno di una band viene spesso associata all’idea di esibizionismo o di rappresentazione di un’immagine che non le appartiene. Il metal, sebbene ultimamente sia stato molto popolato da tante figure femminili, non rappresenta assolutamente questo: a darne una chiara e palese dimostrazione è Fernanda Lira. La cantante e bassista della thrash metal band brasiliana Nervosa incarna sia la bellezza latino americana che la brutalità di un genere amato sempre di più dai fan, segno, questo, che il metal non sempre è raffigurato da pizzi e merletti. In occasione della seconda e ultima tappa italiana del tour che vede le Nervosa supportare nientedimeno che i Suffocation e i Venom Inc., Metalforce ha avuto il grandissimo piacere di scambiare due piacevoli paroline con questa simpatica – e decisamente schietta – ragazza che, nel corso della breve mezzora concessaci, si è così raccontata ai nostri microfoni.

Ciao Fernanda, benvenuta su Metalforce! Dopo circa un anno dalla vostra ultima data tenutasi a Cassano D’Adda (Milano), le Nervosa tornano a farci visita. Come stai? Come ti senti a tornare in Italia?
FERNANDA –
Ciao a tutti, grazie per essere in ascolto! Mi sento bene, mi piace andare in tour e ci piace molto quando capita di visitare nuovi posti, nuove città, come ad esempio Bologna! Questa è la prima volta che suoniamo qui. Il tour sta andando bene, tutti sono fighi, adoriamo i fan italiani. Sono molto appassionati, un po’ come i fan brasiliani, eheh, quindi è tutto quanto molto carino. Mi sento bene ad essere tornata qui!

Per questo nuovo tour, di cui parleremo a breve, terrete ben due date. Ieri si è svolta la prima tappa italiana al Colony di Brescia. Che tipo di accoglienza avete avuto dal pubblico?
FERNANDA –
È stato molto carino e, dato che era un giorno infrasettimanale, non vi era molta folla quando ci si siamo esibite noi. Quando abbiamo suonato in supporto ai Destruction vi erano molte più persone, ma è stato comunque piacevole. Un sacco di gente indossava le magliette delle Nervosa, è stato molto bello! È altrettanto bello rivedere facce familiari, abbiamo re-incontrato alcuni amici di Milano, è stato molto interessante!

Il vostro ultimo disco, “Agony”, è uscito ormai più di due anni fa. Che tipo di riscontro ha avuto dalla fanbase? Quale è la reazione del pubblico in merito a quei brani? Deduco che in sede live abbiano comunque un certo tiro!
FERNANDA –
Credo che il riscontro sia stato uno dei migliori che potessimo ricevere. Ogni album è importante a modo suo, ma credo che “Agony” ci abbia portate ad un altro livello, ci ha permesso di suonare in diversi festival. Abbiamo persino avuto due tour in supporto ai Destruction, per noi è stata una soddisfazione enorme e ai fan è piaciuto! Vedo il loro apprezzamento tutte le notti quando cantano le nostre canzoni, come ad esempio “Intolerance Means War”, “Hostages”, ecc… Credo che abbiamo avuto un grandioso responso. Non penso che potesse andare meglio di così… Per questo secondo album è stata la cosa migliore che potesse accadere.

Nonostante i vostri impegni on the road, attualmente state lavorando ad un terzo album. Ci sono novità in merito? Come sta andando questo processo?
FERNANDA –
Abbiamo già terminato le registrazioni, abbiamo registrato durante il mese di gennaio e febbraio, per cui è già pronto. Abbiamo già consegnato tutto il materiale alla nostra etichetta, la Napalm Records, alla quale è piaciuto moltissimo il disco. Anche a noi piace molto! È pronto ed uscirà a giugno, pertanto la prossima volta che torneremo a girare l’Europa l’album sarà già pubblicato, sarà fantastico! Credo che sia un disco più maturo, così come lo sono i brani che lo compongono, sono molto più aggressivi. È ancora thrash metal, saremo sempre una thrash metal band, ma questo disco sarà decisamente molto più aggressivo!

Poco fa avevo menzionato “Agony” e ora ti ho chiesto qualcosa in merito al nuovo disco. Senza svelare alcuna novità, puoi dirci solamente se questa sera avrete modo di presentare qualcosa di nuovo, magari qualche brano inedito?
FERNANDA –
Non presenteremo nessun inedito, perché ci stiamo esercitando a suonarli, stiamo ancora imparando i pezzi, ahahaha! Sto scherzando! Proprio perché non abbiamo condiviso alcun dettagli inerente a questo nuovo album, credo che sia ancora troppo presto. Il primo singolo tratto dal prossimo disco verrà pubblicato a maggio e sino a quel momento abbiamo programmato di non suonare nessun nuovo brano; pertanto, questo tour è ancora in fase di supporto ad “Agony” e suoneremo molti brani tratti da esso, tutto qui. Da maggio in poi inizieremo a presentare i nuovi pezzi.

In questa nuova tranche state condividendo il palco con Suffocation e Venom Inc. Come ti senti a condividere il palco con questi due giganti?
FERNANDA –
Mi sento bene, è come se fossi in tour con degli amici. Conosco i ragazzi dei Suffocation da tempo, conosco Terrance e Derek da dieci anni ormai, perché io stessa ho intervistato in passato delle band e ho avuto modo di intervistarli.. Conosco anche gli altri ragazzi e ora siamo tutti amici, per quel che riguarda i Venom Inc., posso dire che Tony è una specie di secondo papà per me, lo adoro e lui ci adora! È una situazione molto confortante, molto carina, mi piace assistere alle loro esibizioni tutte le sere. È questa la cosa fica di andare in tour con dei gruppi che ti piacciono, perché hai la possibilità di vederli suonare tutte le fottute notti! La stessa cosa vale per i Venom Inc., mi piacciono molto e ogni sera sono lì a cantare (Fernanda intona uno dei brani della band durante l’intervista, ndr). I Suffocation, invece, sono la band più imponente e massima in ambito live. I ragazzi sono così bravi, così tecnici, così duri… Per me è come assistere ad una lezione: ho imparato così tanto da loro ogni sera, è così bello, è divertente!

C’è qualche aneddoto che vorresti condividere con i lettori di Metal Force in merito a questo nuovo tour?
FERNANDA –
Ci sono aneddoti che non posso condividere, come spesso accade in ogni tour… Fammi pensare… Oh! La prima band, Survive, viene dal Giappone, per questo tour si era affidata ad uno “step drummer”, una sorta di turnista, all’inizio sembrava che la situazione non stesse andando nel verso giusto, tutti erano tristi per lui, ma la notte scorsa la band si è rivolta ad un nuovo batterista. Di conseguenza l’intera crew, così come tutte le band e tutte le persone coinvolte in questo tour hanno assistito al soundcheck per attestare che tutto fosse a posto, per vedere se la situazione potesse volgersi a loro favore… ed è andata bene, tanto che tutti quanti hanno festeggiato, si sono abbracciati tutti. Credo che questo sia stato il momento più tenero di tutto il tour! Ah, ovviamente facciamo festa tutte le sere, ahahaha.

Le Nervosa sono un chiaro esempio di come anche le donne possano far metal. Come ben sai, purtroppo, si tende spesso ad etichettare la donna nel metal come la classica bambolina che vuole apparire, molti sostengono che le donne nel metal siano inutili perché, a detta loro, servono solo per fornire un’immagine appetibile per la band. Invece voi avete dimostrato di essere brutali e di fare metal senza fronzoli. Quale è il tuo pensiero a riguardo?
FERNANDA –
Sono d’accordo con te, il metal è una scena dominata da uomini, nella nostra società è persino sessista. A volte le persone non notano nemmeno di essere sessisti, ogni volta che vedono una donna pensano che quest’ultima voglia solo mettersi in mostra. Questa è una grandissima cazzata e noi ne siamo una prova, siamo qui a provarlo! E io lo adoro, adoro dare una dimostrazione che non sia così, lo dimostro ogni sera quando urlo sul palcoscenico, quando faccio le mie facce peggiori. Io credo che se una donna vuole indossare quel che le pare, se vuole mettersi in mostra e vuol risultare attraente, è un suo diritto farlo! Può farlo e per questo va rispettata, non è che se finisce su qualche rivista indossando una mini gonna o un corsetto o qualsiasi altra cosa, allora non va rispettata! È una donna e a volte le donne vogliono apparire così! Non credo sia un problema, anche se credo che la gente debba cambiare la propria mentalità. Dovrebbe smettere di pensare che una ragazza faccia qualsiasi cosa solo per vantarsi, non è così. Tutti voi ragazzi che avrete modo di ascoltare o leggere questa nostra chiacchierata probabilmente conoscerete una ragazza che è a sua volta una “metal head”, un amico che è un metal head e che conosce forse più gruppi rispetto a voi… quindi perché lei non può far parte di una band? “Giusto, vuole solo darsi delle arie”! No! È una fottuta metal head, lei ha lo stesso sangue metal che le scorre nelle vene, per cui iniziate ad avere rispetto! Iniziate a rispettarci, perché noi siamo qui perché vogliamo farlo… e se vogliamo essere là fuori e metterci in mostra, non è un problema! Rispettateci comunque! Questo è quanto.

Sono d’accordo. Sai, vi ho viste lo scorso anno al Brutal Assault ed ero così a dire “Oh mio dio, è fantastica”!
FERNANDA –
Ti ringrazio. Sai, nemmeno io lo faccio, si tende anche a pensare che mettersi in mostra sia “brutal”, ma non è così! Io non vado sul palcoscenico a fare facce brutte per vantarmi, no. Lo faccio per intrattenere e divertire la gente. Quando io vado a vedere un concerto, voglio divertirmi ed essere intrattenuta e io lo vedo quando la gente si diverte. È per questo motivo che faccio tutto questo, non lo faccio per darmi delle arie!

Perché, secondo te, c’è molta chiusura mentale nel metal? Perché molte persone credono che le donne non siano in grado di tenere testa anche agli uomini? Essendo io cantante, non vedo questa grandissima differenza… così come, fortunatamente, non la vede anche gente con un po’ più di sale in zucca!
FERNANDA –
È vero, la gente non è di vedute aperte, è di mentalità molto chiusa! Come ti dicevo, la ragione è perché viviamo in una società sessista, molte persone nemmeno notano quando sono sessiste, quando sono intransigenti, perché questo è il modo in cui siamo cresciuti! Questo è il modo in cui ci è stato insegnato come stanno le cose. Sai, la maggior parte delle volte la gente non lo nota, a meno che non sia tu a farlo notare e ti senti dire “Oh, mi dispiace”. Per questa ragione, non mi piace essere arrogante o dura, spesso i fan vengono da noi e cercano di toccarci il seno oppure cercare di strapparti un bacio sulla guancia. Io non sono sgarbata, però li faccio sentire in imbarazzo e cerco di far capire loro cosa stanno facendo, perché spesso non se ne accorgono! Ti faccio un esempio: spesso vengono a chiederci un bacio sulla guancia e io chiedo loro: “Se fossi Kerry King, verresti a chiedermi una cosa simile?”. La risposta spesso è “No”. È questo il punto! Siamo musicisti, non facciamo queste cose, né tanto meno siamo oggetti! Loro stessi poi si sentono molto imbarazzati. Quando ti trovi sul palco e ti senti urlare: “Voglio sposarti”, ti viene da dire qualcosa di simpatico e divertente, proprio per metterli in imbarazzo! Pensateci, proprio perché spesso la gente non se ne accorge nemmeno, a volte ci si potrebbe trovare di fronte a qualcuno che è cattivo e cattivo può anche significare stupido, anche se non necessariamente lo è. È il modo in cui siamo stati allevati e cresciuti, sfortunatamente non tutti hanno la consapevolezza di vivere in una società sessista, comportandosi così e cosà. Dobbiamo avere pazienza! Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo avere pazienza!

Avete dato prova della vostra brutalità e il vostro bel caratterino anche nel video di “Hostages”, dove vi vediamo rinchiuse in una sorta di manicomio a vomitare sangue. Che cosa puoi dirci di questo video in particolare? Vi siete ispirate a qualche fatto reale o qualcosa a tema sociale per la realizzazione del video?
FERNANDA –
Entrambe le cose, perché questa canzone parla del nostro sistema sanitario in Brasile che fa schifo. La gente muore ogni giorno in attesa di ricevere le cure adeguate, centinaia di persone muoiono ogni giorno in ospedale in attesa di ricevere assistenza. Proprio perché volevamo far luce sull’argomento, volevamo shockare la gente. Nel video, io stessa vomito sangue, perché questa cosa accade ogni giorno in Brasile, dove veramente la gente vomita sangue. Non parliamo di sangue finto realizzato con acqua e zucchero, abbiamo voluto shockare le persone, per far sì che la gente dicesse: “Wow, è shockante!”. Quando mettiamo le persone nelle condizioni di capire le cose, le mettiamo nelle condizioni per far capire, per avere un confronto, per cercare di cambiare la situazione. È questo che cerchiamo di fare tramite i nostri video, tramite le nostre canzoni, vogliamo far sì che la gente capisca e creare dibattiti in merito a queste tematiche. Tutto qui! Il video ovviamente fa riferimento al nostro sistema sanitario pubblico in Brasile che, come dicevo, fa pena. La gente muore ogni giorno e noi volevamo dare una nostra rappresentazione della realtà. La realtà è che è tutto molto più brutale rispetto a ciò che si vede nel video.

So che forse la domanda è un po’ scontata, ma chi ha contribuito alla creazione della vostra musica? Voglio dire: chi sono stati gli artisti o i gruppi che maggiormente hanno influenzato il vostro percorso artistico?
FERNANDA –
Parlando della musica, io e Prika siamo le principali responsabili della composizione, dato che il 50% è rappresentato dai miei riff e il restante 50 è composto dai suoi. In un album, trovi il 50% dei miei testi e l’altro 50 è suo, per cui è tutto quanto ben bilanciato. Alla fine presentiamo i nostri riff a Luana e lei prova a costruirsi le sue parti di batteria. Per quanto riguarda la tua domanda inerente alle band che ci hanno influenzato, beh è differente, in quanto suoniamo strumenti diversi, quindi tutte noi avremo sempre influenze diverse. In veste di band, le Nervosa sono state influenzate dal thrash metal vecchia scuola, quindi il thrash metal americano degli anni ’80 della Bay Arena, dalle band tedesche, il death metal della Florida degli anni ’90 e così via… Siamo state influenzate da band del calibro di Slayer e Sepultura e roba simile. Ah, ovviamente ci sono anche i Vader. Siamo state parecchio influenzate dai Vader, la gente non lo nota ma siamo molto influenzate da questa band.

Nervosa sono una delle poche thrash metal band composte interamente da donne, anche se il primo nome che mi sovviene in mente è legato alle Meanstream, gruppo storico thrash metal del 1985 o le Volkana, un’altra band brasiliana molto attiva e famosa negli anni ’80. Non so se li conosci… Come potresti descrivere la scena metal, non necessariamente thrash, brasiliana? E’ così diversa da quella europea? Se sì, in che cosa si differenzia, secondo te?
FERNANDA –
È diversa, sono molto orgogliosa di far parte della scena metal brasiliana, poiché è così ricca e appassionata. Ogni volta che andrai in Brasile, noterai una scena metal molto solida, così come vedrai dei metal heads scatenati e appassionati e gruppi favolosi di cui non sentirai parlare perché, purtroppo, non ci sono soldi o le opportunità… Sono comunque molto orgogliosa! Ci sono moltissime band, potrei farti una lista… se avessi l’occasione di sentire qualche band brasiliana, non te ne pentiresti! È grandioso, ci sono tantissime band valide.

Come le Volkana?
FERNANDA –
Si, le Volkana sono brave, ma abbiamo anche band con voce femminile come le Torture Squad, il cantante è semplicemente fantastico. Abbiamo anche moltissime altre band che non hanno necessariamente una figura femminile, Jack Devil, i Claustrophobia, i Krisiun, che adoro! È una scena molto ricca, molto produttiva sotto tanti punti di vista. I fan sono molto appassionati e sono molto diversi da quelli europei, perché i fan latino americani sono entusiasti per natura, non solo perché non c’è sempre la possibilità di vedere le band dal vivo. Non è come in Europa dove puoi vederti la stessa band in cinque festival diversi durante l’estate. Noi non abbiamo queste cose. È piuttosto raro, quindi siamo ultra felici quando le band suonano nel nostro paese. I brasiliani sono proprio entusiasti per natura, quando parli con un fa latino americano noterai sempre un certo calore, una certa accoglienza e questo contribuisce ad avere un pubblico più nutrito. In Europa è diverso, qua abbiamo più a che fare con aspetti tecnici, con riscontri più tecnici, è diverso, però lo amiamo! L’Europa respira il metal e lo adoro! Mi piacerebbe che il metal fosse così ovunque, esattamente come lo è in Europa. È piuttosto mainstream e la gente lo ama, la gente supporta la scena. Questa è una differenza rispetto agli show latino americani: da noi il trasporto pubblico fa schifo e ciò non ci permette di andare a vedere i concerti di Martedì o Mercoledì, mentre qui ti puoi permettere di andare a vedere un live anche di lunedì, magari ci sono poche persone presenti fra il pubblico, ma c’è gente che viene a vedere il concerto! Se facessi un concerto di lunedì in Brasile, nessuno ci andrebbe, per cui mi piace molto anche questo aspetto. Se alla gente piace una determinata band, ci andrà anche in quel particolare giorno della settimana, è molto interessante!

Questa era la mia ultima domanda. Ti ringrazio per il tempo concessoci. Ti andrebbe di salutare i nostri lettori?
FERNANDA –
Sì! Grazie mille ragazzi per avermi ascoltata e grazie per il supporto che ci date. Senza di voi non saremmo niente, ogni cosa che facciamo, lo facciamo per voi. Oddio, sembra quella canzone… (Fernanda intona “Everything I Do” di Bryan Adams per spezzare l’atmosfera, ndr). È la verità! Grazie per supportare non solo noi ma anche la vostra scena. Se il metal è vivo, è anche perché noi ne siamo responsabili. Se amate il metal e se volete farlo vivere per i prossimi anni, dipende da noi. Supportate la scena locale, supportate le band, siate entusiasti di questo genere musicale che è la nostra vita. Tutto qui! Grazie mille dell’ascolto!

  un ringraziamento speciale ad Arianna Govoni per la preziosa collaborazione nell’intervista.

  elaborazione video Federica Borroni