Nige Rockett: senza fan non ci sarebbero gli Onslaught

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ONSLAUGHT: INTERVISTA ESCLUSIVA CON NIGE ROCKETT •

E’ una pomeriggio decisamente uggioso quello trascorso a Torino lo scorso 8 aprile, ma a breve al Café Liber si scatenerà la tempesta, gli Onslaught riproporranno per intero quello che è considerato uno degli album più significativi della storia del thrash metal: “The Force”. Poco prima che la “furia” degli elementi prenda d’assalto il club (qui il report), abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Nige Rockett, chitarrista e fondatore della band. Ecco di cosa abbiamo parlato.

Ciao Nige, è un piacere essere qui. E’ l’anniversario dell’album “The Force”, uscito nel 1986, sono passati esattamente trent’anni: cosa è cambiato da allora e cosa è rimasto?
NIGE – Me stesso e Sy Keeler. Siamo più o meno rimasti gli stessi, e ci focalizziamo sulla musica che vogliamo fare.

In tutti questi anni la vostra energia è rimasta la stessa: qual è il vostro segreto?
NIGE(ride divertito) Credo che il segreto sia godersi la vita! Di certo fare una lunga pausa nell’attività musicale ci ha fatto bene, è durata 14 anni e ci ha aiutato a tenere a fuoco il nostro obiettivo nel momento in cui siamo tornati. In tutto quel tempo certamente ci è mancato quello che facevamo, e sono stati in un certo senso 14 anni di dolore in quanto la storia della band non terminò in circostanze molto buone. Quando siamo tornati c’è stato questo entusiasmo incredibile, come se fossimo una nuova band, anche se in realtà ci portavamo dietro il nostro nome da tanti anni. Ogni anno siamo diventati sempre più ispirati ed ora che siamo tornati da più di 11 anni, i nostri riff sono più arrabbiati ora che quando ci siamo riuniti nel 2005! Suonare molti show ti mantiene giovane! (ride)

Avete iniziato come una hardcore punk band, poi vi siete evoluti on una thrash band: cosa vi ha portato a questa evoluzione?
NIGE – Ho iniziato a suonare con i miei amici di scuola ed ci piacevamo moltissimo bands come Discharge, The Exploited, GBH, ma anche Black Sabbath e roba del genere. Seguivamo le nostre bands preferite una volta che la scuola era finita, mentre facevano i concerti per il paese, e dormivamo dove capitava. La sensazione di vedere una grandiosa band che suona live è semplicemente meravigliosa! Dopo un paio di anni che facevamo questo, decidemmo di formare la nostra band, ma c’era un problema: non eravamo musicisti! Fondammo una band anche se non sapevamo suonare, dovevamo imparare a suonare uno strumento. Nel 1983 iniziammo a suonare qualcosa, nel 1984 facemmo dei demo e alla fine del 1984 registrammo “Power From Hell”. Abbiamo lavorato sodo! Tutto è iniziato così! Come influenze all’inizio si sentiva soprattutto l’aggressività dei Discharge, poi in seguito io ho voluto che le nostre canzoni prendessero una linea più metal inserendo anche più assoli e riff elaborati rispetto alla costruzione basilare delle canzoni hardcore e punk. Tutto ciò poi è venuto fuori spontaneamente con le nostre capacità di musicisti.

Facciamo finta che io non abbia mai ascoltato gli Onslaught: quale disco mi consiglieresti per farmi conoscere la band e che, a tuo giudizio, meglio vi rappresenta?
NIGE – Dipende! “The Force” è sempre stato il nostro segno distintivo, la nostra firma, ma il nostro ultimo album “VI”, per me, è il migliore che abbiamo fatto. Moltissime bands dicono che il loro ultimo album è il loro migliore lavoro, ma a dire la verità, quando sono uscite le recensioni di “VI”, moltissimi hanno scritto che questo è il nostro migliore lavoro! E’ chiaro che dal vivo proponiamo anche in questo tour molti brani tratti da “The Force”, ricorre il trentennale dalla sua pubblicazione!

Nei primi anni avete avuto delle difficoltà ad emergere, come succede a tutte le giovani band?
NIGE – Credo che nei primi tempi, intorno al 1983/84, abbiamo trovato il periodo giusto, Bristol in particolar modo aveva un’ottima scena hardcore/punk. Quando abbiamo iniziato noi, un mio amico era un promoter in molti show a Bristol e aveva uno o due serate a settimana in cui ci proponeva come supporto a bands Inglesi o Americane. C’era anche un tipo (Tim Bennett n.d.r.) che andava a tutti gli show a guardare le bands, stava fondando l’etichetta Children Of Revolution, dopo uno dei nostri live ci prese da parte e ci disse che stava formando quest’etichetta e ci voleva come una delle sue prime uscite. Fu meraviglioso! Quello fu il nostro gancio poi per la Music For Nations!

Quando avete realizzato di avere il potenziale di essere una grande band? Al primo o al secondo album?
NIGE – Al primo album sicuramente! Ma a dire la verità dal primo album si è mosso tutto così velocemente! La stampa Inglese scriveva “Chi sarà la prossima big band? Slayer? Onslaught?” Non ci sembrava vero! In seguito all’uscita di “The Force” altre major ci fecero delle proposte, noi facemmo delle mosse e delle decisioni sbagliate.

Il vostro ultimo album risale a tre anni fa. Avete del materiale pronto? Qualche nuova canzone?
NIGE – Non ancora. Ci sono moltissime idee, per ora abbiamo intenzione di concentrarci in questo tour e poi al rientro scriveremo e registreremo un nuovo album. Probabilmente riempiremo il 2016 con un gran numero di live show, anche in estate, ci saranno i festivals!

Come nasce una vostra canzone? Il songwriting parte da un’idea comune o singola?
NIGE – Io lavoro in modo molto metodico. In un certo senso mi piace dipingere un quadro. Ho delle istruzioni da seguire: prima di tutto scrivo il titolo, poi lavoro di solito per il ritornello, dipingo in questo modo il quadro della mia canzone.

Altri artisti mi hanno confidato che prendono ispirazione chi dal titolo, chi dal testo, o da quello di cui parlano con altre persone: tu?
NIGE – L’ispirazione viene sempre da queste cose! Per esempio un giorno parlando con Jeff (Williams, il bassista della band n.d.r.) – lui è sempre un gran intrattenitore quando siamo sul tour bus!- la radio era accesa e davano “The Sound Of Silence” di Simon & Garfunkel, ha iniziato a cantare cambiando tutte le parole al ritornello cantò “This is the sound of violence”! (ride divertito) Ecco da dove è venuto fuori il titolo della nostra canzone e dell’album! Molto probabilmente tre o quattro canzoni sono venute fuori proprio mentre si faceva gli stupidi sul bus!

Una curiosità: quando scrivete una canzone siete una band in vecchio stile e fate tutto in studio oppure vi mandate i files via e-mail e costruite i brani interamente in digitale?
NIGE – Quando registriamo ovviamente oggi ci avvaliamo della tecnologia, la vendita dei CD è davvero molto bassa rispetto alla metà degli anni ’80, ed il budget che ci offre l’etichetta ovviamente è sempre molto più basso, e noi dobbiamo farci tutto. Di base registriamo tutte le chitarre a casa, poi programmiamo la batteria a casa e registriamo di nuovo le chitarre. Mandiamo il tutto allo studio e viene registrata la batteria, e poi registriamo le chitarre vere in studio. Poi aggiungiamo le voci che facciamo in studio e poi si procede al missaggio. Il processo più lungo è quello delle chitarre. Quattro tracce di chitarre ritmiche, gli assoli, prende molto tempo! Perché sperperare il denaro quando si può preparare tutto prima a casa e poi registrarlo in studio? Quando abbiamo fatto l’album “VI” abbiamo speso seimila Euro, e questo è tutto grazie alla tecnologia.

Il nome della band è perfetto per descrivere la vostra musica: come lo avete scelto?
NIGE(ride divertito) Grazie! Quando abbiamo formato il gruppo mi ricordo benissimo che sono andato a casa, mi sono sdraiato sul pavimento del soggiorno, era circa mezzanotte, e mi sono messo a sfogliare il dizionario pagina per pagina. Sono giunto a “Onslaught: assalto furioso” e mi sono fermato lì! E’ stata una cosa molto noiosa, mi ci sono volute ore, ma quando ho letto sul dizionario quell’assalto furioso fu perfetto!

Ricordi ancora il tuo primo concerto?
NIGE – Era in un bar a Bristol dove di solito andavamo a bere e a vedere le bands locali che si esibivano, molto piccolo, conteneva al massimo 80 persone, ma quella sera ce n’erano circa 150! Si suonava sul pavimento, non c’era un palco, non c’era una transenna per nessuno, né per la band né per i fan. Suonammo circa 20 minuti dopodiché la folla ci venne addosso. E’ stato divertente finché è durato!

Durante il vostro periodo di inattività tra il 1990 e i primi anni del 2000, cosa avete fatto?
NIGE – Io ho incontrato Jeff Williams il nostro bassista. Dopo che gli Onslaught si erano divisi noi abbiamo fatto un paio di progetti, il secondo era davvero buono. Un genere tipo Sex Pistols mischiati con i Metallica, è l’unico modo in cui potrei descriverteli! Punky/blues/metal posso definirlo. Avevamo il batterista e il chitarrista, ci mancava il bassista e abbiamo pensato a Jeff, il progetto è andato avanti per un paio di anni ed è stato davvero ad un soffio a diventare qualcosa di grande, ma è saltato tutto all’ultimo minuto per qualche bizzarra ragione. Dopo il disappunto per lo scioglimento degli Onslaught e perché questo progetto non raccolse i meriti del suo potenziale, mi sono veramente disilluso ed ho messo la chitarra sotto al letto insieme a tutto il mio equipaggiamento.

Cosa ti ha dato lo stimolo per tornare in pista?
NIGE – Scoprii che nel 2002 un’etichetta in Inghilterra aveva ristampato “Power From Hell” e “The Force” su CD e molta gente ricominciò di nuovo a parlare della band. Alcuni chiedevano un nuovo album, altri chiedevano live show. Forse era la volta buona per aggiustare le cose che erano andate male! Fino ad ora è stato un bellissimo viaggio!

Allora bentornati!
NIGE – Grazie!

Quanto sono importanti per voi i fan?
NIGE – I fan sono tutto! Senza i fan non ci sarebbe la band. Senza i fan non ci sarebbero gli Onslaught! E’ semplice.

   traduzione Connor  
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 elaborazione video:  Federica Borroni