Night Demon – “facciamo crescere la scena underground”

NIGHT DEMON: INTERVISTA ESCLUSIVA A JARVIS LEATHERBY •

Manca poco all’uscita di “DARKNESS REMAINS”, il secondo album dell’heavy metal band statunitense Night Demon, uno dei gruppi attualmente sulla cresta dell’onda metallica. Un ruolo che si sono costruito con un album convincente, shows intensi e un sound vintage che fa riaffiorare ricordi di gioventù ai più navigati e incuriosisce i meno avvezzi a certe sonorità. Noi di Metalforce abbiamo fatto intervistato il master mind-cantante-bassista-songwriter Jarvis Leatherby!

Voi siete di Ventura, California, come i maestri dell’epic metal Cirith Ungol, ma il tipo di musica che suonate è più vicino alla New Wave of British of Heavy Metal: vi ritenete più europei che “american metal”?
JARVIS – Sì, noi siamo di lì e i Cirith Ungol sono un po’ la nostra famiglia allargata (dal 2016 Jarvis è anche bassista dei CU). Noi siamo nati e cresciuti americani ma abbiamo più in come con il classico suono inglese. Questo perché siamo cresciuti con gli Iron Maiden, i Judas Priest, i Black Sabbath e tutta la NWOBHM. Ma anche gruppi americani come i Riot hanno molte affinità con quel tipo di metal.

I Night Demon hanno suonato molto dal vivo negli ultimi due anni: quando avete trovato il tempo di scrivere nuove canzoni per “DARKNESS REMAINS”?
JARVIS – Abbiamo cominciato nella fine del 2015. A volte scrivere quando si è on the road è difficile per cui in qualunque momento avevamo una breve pausa per tornare a casa concentravamo la maggior parte del nostro tempo per scrivere e registrare “DARKNESS REMAINS”. L’obiettivo è non pensare ad altro e rimanere presenti e concentrati quando componiamo.

Avete scelto il titolo del disco prima di comporre il brano “Darkness Remains” o è stato in contrario, prima la canzone da cui il titolo dell’album?
JARVIS – Prima è venuto il titolo della canzone e ci è parsa la scelta più logica chiamarci il disco. Inoltre calza a pennello con l’artwork in copertina, così non è stato un rompicapo per noi.

Sono tutte canzoni nuove o ce ne sono alcune inutilizzate dal precedente album (“Curse of the Damned”del 2015)?
JARVIS – Sono tutte canzoni nuove. Per fortuna nei Night Demon non abbiamo necessità di scrivere canzoni che non finiscono nell’album. Se cominciamo a scrivere una canzone che non è molto buona ci fermiamo senza nemmeno finirla.

Chi scrive le canzoni e chi scrive la musica?
JARVIS – Il gruppo porta la musica e io scrive tutti i testi e le linee vocali. Precedentemente il nostro ex chitarrista Brent (Woodward, nel gruppo dal 2011 al 2016, ora sostituito da Armand John Anthony, con un passato nei Gygax) veniva qualche riff – oppure io facevo lo stesso, quando non un’intera canzone – allora iniziavamo a suonarci sopra fino a farci una canzone.

Raccontaci come nasce una canzone dei Night Demon. Prima scrivete i testi a cui poi aggiungete la musica, o per prima cosa viene la parte strumentale?
JARVIS – Per prima cosa viene la musica, il 90% delle volte ma in quest’album abbiamo scritto una trilogia in cui sono venuti per primi i testi, poi abbiamo scritto una musica che fosse adatta a queste tre parti. È una grande sfida, ma è gratificante quando il lavoro viene bene. È un modo per cercare una nuova ispirazione e nuove modalità creative mentre per scrivere della musica.

Nei tuoi testi usi molti i classici temi dell’heavy metal: la musica; i sentimenti come paura e rabbia; le battaglie; i demoni. Ci sono anche altri argomenti di cui scriveresti?
JARVIS – Ahah! Noi siamo un gruppo metal e vogliamo davvero essere il tipo di band che vorremo vedere a sentire, come fan di questa musica. C’è una canzone in questo disco, “Stranger in a Room”, in cui parlo della paralisi nel sonno. È una cosa con cui ho dovuto imparare a fare i conti nella mia e volte è leggermente spaventosa. (sottoscrivo Jarvis, sottoscrivo!)

Come mai avete scelto di suonare una strumentale, “Flight of the Manticore”?
JARVIS – Ho sempre amato le strumentali dei Metallica e anche gli Iron Maiden ne hanno una che mi piace molto, ma ho sempre pensato che sarebbe stato difficile per una formazione a tre componenti. Con “Flight of the Manticore” la melodia della chitarra è uscita in modo così prepotente che non ho voluto rovinarla mettendoci sopra della parole. È venuta piacevole e ne sono molto contento.

Quali sono le canzoni di “DARKNESS REMAINS” che preferisci? Le mie sono appunto la strumentale “Flight of the Manticore” e “Black Widow” (in realtà adesso “Maiden Hell”)!
JARVIS – Difficile da dire. Mi piacciono tutte quante. Di “Flight…” ho già detto, anche quella di “Black Widow” è stata un’esperienza interessante. Eravamo in studio per finire l’album e ho pensato che avevamo bisogno di una canzone in più. L’abbiamo composta lì e il focus era di lavorare su un singolo bravo che si dimostrasse essere divertente. Quando in futuro scriveremo un nuovo album ci concentreremo sul lavorare su ogni canzone una alla volta per farla al meglio che possiamo.

Come avete registrato il disco, in analogico o in digitale?
JARVIS – In digitale, ma abbiamo usato dei preamplificatori analogici, una console per il mix, chitarre e amplificatori vintage. Quando lo abbiamo masterizzato abbiamo usato un registratore di due pollici per dargli quel calore di una volta. In digitale è molto più semplice oggi, ma abbiamo intenzione di registrare il prossimo album completamente in analogico.

Quali sono le differenze tra il vostro debut album “CURSE OF THE DAMNED” e “DARKNESS REMAINS”?
JARVIS – In quest’ultimo il songwriting è un po’ più maturo e progressivo, la produzione è migliore. Questo è un disco senza fronzoli e abbiamo registrato senza backing tracks (le basi musicali pre-registrate su cui suonare sopra) per mantenere il vero suono ‘grezzo’ di un power trio. Ma la differenza più grande è l’ingresso nel gruppo di Armand John Anthony: è un chitarrista fenomenale e davvero ci apre a ogni tipo di possibilità. Averlo è un dono incredibile.

C’è una band in particolare che vi ha ispirato durante la creazione dell’album?
JARVIS – Nessuno in particolare, tutti i metal heroes che adoriamo ci inspirano costantemente.

Chi è stato il musicista – o la band – che vi ha fatto dire “Voglio fare rock per tutta la vita”?
JARVIS – La top three è facile: Metallica, Iron Maiden e Van Halen. Da qui abbiamo scoperto la New Wave of British Heavy Metal, e il resto è storia!

Ho visto che nella versione digitale di “DARKNESS REMAINS” avete aggiunto due cover: “We Will Rock You” dei Queen e “Turn Up The Night” dei Black Sabbath. Perché avete scelto queste?
JARVIS – Ho deciso di mettere “We Will Rock You” perché mi mancava quella canzone, la suonavamo fin dalle prime esibizioni live del gruppo. “Turn Up The Night” è una canzone che abbiamo sempre voluto suonare. “MOB RULES” è il mio disco preferito dei Sabbath dell’era RJ Dio e abbiamo scelto questa perché ci sentivamo a nostro agio, invece di “Neon Knights” che tante altre band coverizzano.

I Night Demon sono attualmente una delle band di punta della scena underground mondiale, se non i ‘capi-branco’ (citazione necessaria dei Twisted Sister!): ne siete contenti o vi sentite sotto pressione?
JARVIS – Fa molto piacere sentirtelo dire. Sì! Siamo sempre on the road o a lavoro per la band. È un lavoro a tempo pieno ed è il primo amore della nostra vita, viene prima di qualsiasi altra cosa. C’è un forte legame di fratellanza. Sentiamo la pressione, soprattutto quando scriviamo e pubblichiamo nuova materiale. Ma alla fine siamo sempre noi stessi e per questo le persone ci apprezzano.

Un sacco di giovani band suonano musica “old school”, molte vecchie glorie tornano a scatenare l’inferno sui palchi: ritieni che il vero heavy metal sia in buono stato?
JARVIS – Sicuramente è nella giusta direzione, ma mi piacerebbe vedere più nuove band con cui poter andare in giro e contribuire a costruire la scena in tutto il mondo. Se possiamo farlo noi, possono anche loro.

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