Now Or Never: Heavy Metal? Ora o mai più!

NOW OR NEVER: INTERVISTA ESCLUSIVA A RICKY MARX •

METALFORCE ha avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Ricky Marx, ex-chitarrista dei Pretty Maids ed attualmente axeman dei Now Or Never. Proprio con questo recente progetto Ricky sarà in Italia il 26 agosto a Pontassieve, dove proprio i Now Or Never saranno headliner del Fuck You We Rock Festival XIII. In attesa dell’evento, possiamo avere un assaggio di quello che accadrà proprio dalle parole di Ricky.

Ciao Ricky! Come va?
RICKY – Tutto bene, grazie! E a te?

Tutto bene, è un onore poter parlare con te. Incominciamo l’intervista. Com’è nata l’idea di formare la band?
RICKY – La band è nata nel 2012 a Ginevra. Ho iniziato a suonare con il mio vecchio caro amico Ranzo (batterista, ex-Sultan, n.d.r.). Quando abbiamo realizzato di avere un numero sufficiente di canzoni, ho chiesto ai miei amici Joe Amore (cantante, ex-Nightmare n.d.r.) e Kenn Jackson (bassista, ex-Pretty Maids n.d.r.) di unirsi al nostro progetto. Ecco com’è iniziato tutto.

Il nome della band ha un significato particolare?
RICKY – Beh… in realtà non c’è stata una fase nella quale abbiamo pensato al nome giusto, è venuto abbastanza naturalmente, in modo molto spontaneo. Il punto è questo: abbiamo tutti sui 50 anni, con diverse esperienze alle spalle e tante creazioni… ma non abbiamo ancora esaurito tutto, abbiamo ancora qualcosa da dire. Quando farlo? Ora o mai più!

La vostra è una coalizione internazionale: ci sono membri francesi, danesi, svizzeri. Differenti culture, ma uniti nella passione per la musica: riuscite sempre a creare una perfetta sinergia?
RICKY – Oh, sì! La nostra sinergia non risente affatto delle nostre diverse nazionalità. Come hai detto tu, la musica riesce a superare tutti punti di distacco e ad unirci in un modo unico Le differenze di culture non si fanno sentire assolutamente! Quando la passione è la stessa e gli obiettivi sono gli stessi, non c’è nessun ostacolo che possa frapporsi.

Pretty Maids e Nightmare, due grandi realtà del panorama heavy: quanto hanno influito nel vostro modo di suonare?
RICKY – Beh… non c’è un’influenza a livello diretto, o comunque in modo consapevole. Sicuramente l’esperienza passata mia e di Joe ci ha forgiato in qualche modo. In generale, tutto il lavoro alle nostre spalle ci ha formato dal punto di vista del modo di pensare e di suonare, però non vogliamo riproporre la musica dei Pretty Maids e dei Nightmare. Il nostro progetto è differente. Sicuramente il nostro modo di lavorare, di suonare e di pensare deriva da tutta la nostra esperienza anche in queste band, però a livello musicale non siamo influenzati dalla musica di queste due band.

Quali sono state le tue principali influenze musicali che ti hanno portato nel mondo della musica?
RICKY – Il mio primissimo concerto è stato a 12 anni, erano gli AC/DC che aprivano per i Black Sabbath a Ginevra nel 1977! Da lì ho avuto la mia prima ispirazione. Da quel momento le mie influenze si sono ampliate molto… ma musicalmente, un grande contributo l’ha dato Eddie van Halen. Quando l’ho sentito suonare la chitarra per la prima volta, ne sono rimasto estasiato! Inoltre mi piacciono molto Neal Schon dei Journey, Dan Huff dei Giant, e molti altri…

Avete pubblicato due album, “Now Or Never” del 2013 e “II” del 2016: di quale ti senti più soddisfatto?
RICKY – La domanda è difficile… c’è una differenza tra i due album. Il primo è stato il risultato di un lungo lavoro, con molti ripensamenti, riciclaggio, ripescaggi di idee vecchie… ha avuto una lunga gestazione. Il secondo, invece, è stato composto principalmente da me, e la scrittura dell’album è stata concentrata in un anno. Dal mio punto di vista, è stato come aver ottenuto un grandissimo risultato in maniera più diretta e sicura, con uno sforzo molto minore rispetto al primo. Quindi personalmente, al momento, direi di essere più orgoglioso del secondo. Ma all’epoca dell’uscita di “Now Or Never” eravamo molto orgogliosi anche di lui. Forse ad ogni album che produciamo diventiamo sempre più orgogliosi di noi stessi! (ride n.d.r.).

Come costruite un brano? Qual è il vostro modo di comporre?
Di solito un pezzo dei Now Or Never nasce da una mia idea alla chitarra, che registro anche in maniera non troppo buona. Successivamente spedisco l’idea a Ranzo, che aggiunge le sue idee e mi rimanda il file con la batteria programmata. Allora continuo il mio lavoro con chitarre e tastiere… poi quando ognuno di noi ha fissato il suo contributo, inviamo la demo al produttore, che ci espone le sue idee, con cui ci confrontiamo. Quando il pezzo è pronto, allora andiamo in studio per registrare il pezzo in maniera definitiva. Nulla di particolare, questo è il modo di lavorare di quasi tutte le band. Al giorno d’oggi, grazie alle nuove tecnologie, possiamo comporre stando ognuno a casa sua, senza doverci per forza vedere di persona. Quindi il nostro processo compositivo non è nulla di originale, ma proprio perché è il metodo più efficace e più comodo, quindi il più usato.

Per i testi delle vostre canzoni a cosa vi ispirate?
RICKY – La maggior parte dei testi viene scritta dal nostro batterista. Fondamentalmente trae ispirazione dalla vita quotidiana, dalle esperienze che tutti noi viviamo, dal rapporto col mondo che ci circonda e dalle emozioni che ne derivano.

Nel nuovo album si evidenzia un sound più orientato al metal classico rispetto al disco di debutto. Per esempio, “Sonic Ecstasy” è un pezzo veramente micidiale, cattivo al punto giusto ma con quella vena di melodia che lo rende ancor più accattivante. È la strada che volete seguire anche in futuro? Metalforce approva in pieno!
RICKY – Grazie mille! Beh, direi proprio di sì! Come dici tu, noi vogliamo avere sempre un sound pesante ed aggressivo, ma non vogliamo mai trascurare la parte melodica. A volte sono le chitarre ad avere il ruolo di elemento melodico, a volte è la voce. È un mix bilanciato ed efficace, e proseguiremo su questa strada.

Quindi si tratta di una scelta consapevole e studiata?
RICKY – Sì, assolutamente! E il risultato finale è frutto di un grande impegno nel bilanciare gli elementi, e siamo molto contenti del risultato.

In quale delle vostre canzoni vi sentite più rappresentati? O meglio: quale brano consigliereste di ascoltare per farvi conoscere?
RICKY – Questa è una domanda difficile… non saprei scegliere una sola canzone che rappresenti al meglio il sound della band. (ci pensa, n.d.r.) Forse “Sonic Ecstasy” che hai menzionato poco fa è un buon esemplare, dato che combina tutti gli elementi che caratterizzano il nostro suono, la parte più heavy e la parte più melodica. Sì, forse farei ascoltare proprio “Sonic Ecstasy”.

C’è un pezzo di un’altra band che ogni volta che la senti pensi: “vorrei averla scritta io!”?
RICKY – Beh, non sono una persona invidiosa, non ragiono in questo modo. Ci sono tantissime ottime canzoni in molti stili diversi… non saprei dire. Piuttosto sarei onorato se qualcuno nominasse una delle mie canzoni come punto di riferimento!

Sarete gli headliner del FUCK YOU WE ROCK FESTIVAL XIII il 26 agosto qui in Italia. Per la prima volta nel nostro paese. Cosa vi aspettate dal pubblico italiano?
RICKY – Personalmente, per me è la prima volta in assoluto che suono in Italia, e sono molto eccitato! Quindi mi aspetto che il pubblico italiano impazzisca! Ho sentito dire più volte che gli italiani sono folli, e non vedo l’ora di averne la conferma quando suoneremo in Italia ad agosto!

Vuoi dire qualcosa ai nostri lettori per invitarli al festival?
RICKY – Mmmm… Se volete essere massacrati per 60 fottuti minuti, e se volete vedere altre band che sicuramente faranno lo stesso, non potete mancare! È la prima volta che veniamo, e non vediamo l’ora di farvi il culo! È un’occasione imperdibile!

Perfetto, non vediamo l’ora di vedervi dal vivo! Grazie mille per il tempo concesso a METALFORCE!
RICKY – Grazie mille a voi! Ci vediamo al festival!

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