Overkill: over… tutto!

OVERKILL: INTERVISTA A BOBBY BLITZ •

 

In occasione dell’imminente uscita del live album “Live in Overhausen”, su Nuclear Blast, abbiamo avuto modo di scambiare quattro parole con il frontman della band thrash metal Overkill.

In maggio pubblicherete “Live in Overhausen” cosa vi ha fatto capire che era tempo di rilasciare un album live?
BOBBY – Ci siamo accorti che qeust’anno sarebbe stato l’anniversario di due nostri grandi lavori e volevamo festeggiare in qualche modo. Il modo migliore per farlo? Fare un album registrando dal vivo alcune delle glorie dal nostro passato per riportare le persone nella storia di Horroroscope e Feel The Fire.

Infatti l’album celebra il venticinquesimo di Horrorscope e il trentesimo di Feel the Fire, a quel tempo avreste mai detto di poter un giorno raccontare e celebrare questi lavori dopo trent’anni di carriera?
BOBBY – Non credo che potessimo immaginarcelo a quel tempo, anche perché questa è una band che prova a migliorarsi ad ogni album rilasciato. Non è comunque nel nostro modo di affrontare la musica, noi non guardiamo mai al futuro pensando “un giorno registreremo questo perché”. Si tratta più di cogliere le occasioni quando si presentano; nel 2015, quando abbiamo fatto quel tour, era l’occasione giusta per celebrare il passato. Quindi è più spontaneo che premeditato direi.

Avete pubblicato album live con una cadenza di 6-7 anni circa: nel 95′ “Wrecking Your Neck”, nel 2002 “Wrecking Everything, nel 2008 il live a Wacken, nel 2013 “Live from OZ” e ora questo nuovo. Questa cadenza è stata voluta o è venuta per caso?
BOBBY – Ovviamente per caso, ma penso che gli Overkill diano il meglio di sé sul palco, siamo principalmente una band live. Nei live album ci si può vedere più naturali, per questo ci piace rilasciarne parecchi. Ma non c’è stato nessun piano dietro.

Perché avete scelto “Oberhausen” come località dove registrare l’album?
BOBBY – Il nostro primo di tour di “Feel the Fire”, che si chiamava “The Metal Hammer RoadShow” sponsorizzato dalla web magazine “MetalHammer” ci ha impegnati in Germania per la prima parte del tour. È stato un po’ nostalgico tornare in quel paese, ad Oberhausen dove abbiamo registrato il primo live video nel 96′, a solo 10 chilometri da quel posto. Perfino nello stesso mese. Quindi volevamo fare le riprese nello stesso posto dove abbiamo iniziato il tour di “Feel the Fire” con il primo live album.

Non so quale sia il vostro segreto; ma la vostra energia ai concerti è la stessa dei primi anni. Quanto divertimento provate ancora oggi a suonare davanti ai vostri fan?
BOBBY – É il pubblico che ci dà questa carica, un pubblico meraviglioso, è da esso che la maggior parte della nostra energia viene fuori, ci contagiano in qualche modo. Mi fa sentire orgoglioso il fatto che ai nostri concerti non ci siano persone che dicono: “è un bel concerto ma avresti dovuto vederli nel 92’” I nostri show sono sempre allo stesso livello. Io continuo a suonare con questa energia perché ci riesco, voglio tenere alta l’attenzione e non avrebbe senso non impegnarsi se se ne hanno le capacità. Quindi continueremo così finché saremo in circolazione.

La tua amicizia con D.D. Verni va avanti da oltre 30 anni, con quale aggettivo lo descriveresti?
BOBBY – Oh, Gesù! Un aggettivo… Coerente. Lui è sempre la stessa persona, non credo di averlo mai visto arrabbiato in 30 anni più di 5 volte, è sempre stato concentrato sugli Overkill. È uno rilassato, tutta la sua rabbia la mette nella musica e nel lavoro, invece che nella sua vita e nel rapporto con gli altri.

Potresti mai immaginare gli Overkill senza te o Verni?
BOBBY – Non penso. Credo sia molto improbabile che ciò accada. Sono solo onesto, non sto facendo il superiore. Penso che ci sia un’ottima alchimia tra di noi. Non guardo agli altri ragazzi come semplici comparse, ma come un’opportunità

State lavorando a un nuovo album dopo “The Grinding Wheel”?
BOBBY – Stavo giusto ascoltando due demo prima dell’intervista, quindi sì! Penso che questa sia una band che sia sempre al lavoro, ci fa stare bene. Mi piace quando provo i nuovi testi, quando Verni mi manda le demo e quando ci troviamo tutti assieme, beviamo delle birre e proviamo in studio. Così è come la vedo io, non riuscirei a stare fermo a non fare nulla, devo sempre tenermi occupato.

Come nasce una canzone degli Overkill?
BOBBY – Inizia sempre con il riff, penso che il 90% delle nostre canzoni fondi la propria base su di esso. Le canzoni partono sempre da me o da Dave Linsk (chitarrista), da quel momento tutto il resto si sviluppa e la canzone comincia ad emergere con un processo che può toccare o meno tutti gli altri membri, parte comunque tutto dal riff di chitarra.

Cosa pensi della scena metal oggi?
BOBBY – Beh, credo sia veramente vivace, buona parte della scena metal odierna è fatta dalle nuove generazioni che troveranno più spazio col tempo, perché tutt’ora costituiscono spesso la parte più underground del metal e della musica in generale. Ma promette bene!

Dal tuo punto di vista qual’è la canzone che più rappresenta l’essenza degli Overkill?
BOBBY – È difficile, perché ci sono moltissime canzoni. “Green, Mean, Killing Machine” quando la ascolto è come se ascoltassi tutto il thrash degli Overkill, i loro groove, il rock. Quella canzone ha tutti quegli elementi che fanno di noi ciò che siamo. Abbiamo influenze diverse, ci piace il rock & roll, ci piace il punk rock, il traditional heavy metal, il thrash metal, perfino il blues. Così, quando sento quella canzone, mi accorgo delle differenti sfaccettature degli Overkill, perché è una canzone multidimensionale.

Pensando a qualcuno che non vi ha mai sentiti prima. Pensi che “Live in Overhausen” possa essere un buon disco con cui conoscervi?
BOBBY – Sì! Penso possa essere una buona idea. Le canzoni in questo disco sono storiche, rappresentano diverse aree e momenti della nostra carriera. Ma con gli equilibri dell’odierna line-up. Quindi si possono trovare canzoni vecchie suonate con un’attitudine moderna. Anche se penso che la nostra musica non sia cambiata molto in 30 anni.

Vuoi dire qualcosa ai tuoi fan italiani?
BOBBY – Grazie Italia! Viva Italia (in italiano)

Perfetto! Grazie per l’intervista!
BOBBY – Prego! Ciao! (in italiano)