Riot V: Mark è sempre con noi

riot-logo

RIOT V: INTERVISTA ESCLUSIVA A TODD MICHAEL HALL •

Non credo di sbagliare dicendo che ci sono dischi, o canzoni, che in ognuno di noi hanno lasciato un segno indelebile o un ricordo particolare. Per quel che mi riguarda, in un’ipotetica lista, tra i tanti, indicherei “Fire Down Under” dei mitici Riot, e in particolar modo “Swords And Tequila”, il brano che nel 1981 me li fece conoscere, uno dei primi esempi di power metal americano. Molte cose, purtroppo, sono cambiate da allora nei Riot, ma non il loro spirito di indomabili guerrieri, un marchio di fabbrica con il quale si è sempre contraddistinta la band di Mark Reale. E’ stato quindi un vero piacere per noi di Metalforce poter parlare di questo e di molto altro con Todd Michael Hall, in occasione della data al Container di Grottammare (Ap), lo scorso 14 maggio (qui il report). Ecco cosa ci ha detto il cantante statunitense in questa interessante intervista fatta con la collaborazione di Alessandro Di Croce.

Ciao Todd, bentornato in Italia. E’ un onore per noi essere qui con te. La prima cosa che mi viene da chiedere è: come ci si sente a cantare in una band storica che esiste da così tanti anni?
TODD – Sento un meraviglioso senso di responsabilità. I Riot stanno in giro dal 1977, da quando uscì il primo album, anzi, a dire il vero anche da prima. Mi ricordo di queste canzoni sin da quando ero molto giovane, ho un fratello più grande e rammento che ascoltavamo il disco “Fire Down Under” (pubblicato nel 1981 n.d.r.), avevo circa 13 anni all’epoca. La cosa più difficile per la band ora è scegliere le canzoni per una scaletta, perché quando provi a scegliere dei brani, potresti creare una scaletta lunga due o tre ore, ma sai che le persone non necessariamente vogliono ascoltarne così tante. Così se non vuoi far addormentare il pubblico e fare una scaletta più breve, la scelta diventa davvero ardua! Domani suoneremo al Rock Hard Festival ed abbiamo dovuto accorciare il nostro concerto in modo che durasse meno di un’ora! Quindi mi sento questo grande senso di responsabilità, ma al contempo mi sento incredibilmente fortunato ad avere questa opportunità! Suoniamo queste canzoni meravigliose e il pubblico le canta tutte insieme a noi, è stata musica che ha toccato veramente la vita delle persone mentre crescevano.

Anche io sono cresciuto con la musica dei Riot, vivendola in contemporanea. La prima volta li ho ascoltati nel 1981.
TODD – Quindi dall’album “Fire Down Under”, probabilmente amavi la voce di Guy Speranza! Io la amavo, ho amato anche il periodo in cui c’era Tony Moore!

Per quanto riguarda il vostro ultimo disco “Unleash The Fire”, cosa vi ha spinto a scegliere di continuare con lo spirito dei Riot anziché cambiare ed avere una vostra identità?
TODD – Non puoi cambiare la storia di una band, soprattutto quando hai membri come questi! Primo tra tutti Mike (Flyntz, chitarrista – n.d.r), che è entrato nella band nel 1989 e da allora non l’ha mai lasciata, sono passati più di 25 anni!

La prima volta che i Riot si sono ritrovati senza Mark Reale in studio e dal vivo, quale è stata la sensazione che avete provato?
TODD – Fu molto dura, ma ho pensato che eravamo una band, e lo dovevamo fare, per i fans con i quali avevamo preso l’impegno e per tutta la band. Ma fu dura.

Voi portate la custodia della chitarra di Mark sul palco, è un gesto molto apprezzato!
TODD – E’ come averlo ancora con noi sul palco in un certo senso. Con lui c’era un fortissimo legame.

I vostri progetti futuri prevedono ancora dischi in questo stile?
TODD – Per il momento sì. Il pubblico ha risposto bene all’ultimo album.

Tu quale disco consiglieresti a chi non conosce i Riot?
TODD – Wow, che domanda! Non credo che potresti prendere un solo album! Dovresti prendere almeno un album per ogni periodo. Per quanto mi riguarda, se io ora volessi ascoltare i Riot, sarei indeciso se scegliere “Rock City” (1977) o “Fire Down Under” (1981), questo per quanto riguarda i primi Riot. Se potessi sceglierne un altro, sarebbe “Thundersteel” (1988), fa parte di un’altra era, se potessi scegliere un terzo album appartenente ad un altro periodo, sarebbe “Unleash The Fire” (2014). Sarebbe troppo difficile comprendere i Riot ascoltando un album solamente.

Qual è la canzone che ami di più cantare dal vivo?
TODD – E’proprio difficile da scegliere perché hanno delle qualità diverse. Mi piace moltissimo eseguire la canzoni di Guy Speranza perché il pubblico pende dalle mie labbra e canta con me! Posso dirti che tutte le canzoni che i fans cantano con me, mi piacciono!


traduzione
 Connor 
.

  riprese video:  Stefano Panaro  –  elaborazione video:  Federica Borroni