Rob Cavestany (Death Angel) – “Il mondo è cambiato, ma il nostro spirito è sempre lo stesso!”

DEATH ANGEL: INTERVISTA ESCLUSIVA A ROB CAVESTANY •

Il festival Colony Open Air a Brescia riunisce sopra lo stesso palco una miriade di band che ha inciso solchi di storia nella nostra musica e l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Rob Cavestany – fondatore, chitarrista, songwriter e occasionalmente cantante dei californiani Death Angel – è certo un trovarsi faccia a faccia con una leggenda della Bay Area con cui tantissimi di noi sono cresciuti e si sono fatti venire i dolori al collo!
Buona lettura metallare e metallari!

Dopo trent’anni l’ultraviolenza colpisce ancora! Nel 1987 è uscito il vostro primo album, cosa c’è di diverso tra quel periodo e l’attualità, anche in ambito metal?
ROB – Il mondo è differente rispetto a trent’anni fa. È tutto diverso, come tra essere adolescente ed avere quasi 50 anni. Un sacco di cose sono evolute e migliorate, ma l’amore per la musica resta. Le persone scoprono ancora oggi la nostra musica, lo spirito che ci anima non è scomparso.

Parlaci un po’ di come nasce una canzone dei Death Angel: viene prima la musica o i testi?
ROB – Diverse canzoni sono composte in diversi modi, ma di solito io scrivo per prima la musica e le parole vengono dopo.

Su quali argomenti vi concentrate nei vostri testi, cosa notate nel mondo che vi fa arrabbiare e urlare?
ROB – Metti in musica emozioni, angosce frustrazioni: gli ingredienti per fare musica. È come il blues, ma in modo heavy metal. Il metal ovviamente si concentra sul lato oscuro, intenso e aggressivo delle cose. Noi non siamo un gruppo che riempie gli stadi, ancora oggi la nostra vita è difficile nel tenere insieme vita privata e attività musicale e questo ci dà un sacco di emozioni da riversare nelle nostre canzoni.

Ma siete di certo grandi nei nostri cuori! Giudichi positivamente la collaborazione con la Nuclear Blast?
ROB – È come essere in famiglia con loro, ci rispettano e sono fan della nostra musica. Sono molto felice di lavorare con loro.

Qual è la canzone di “The Evil Divide” che preferisci?
ROB – Dipende dal mio stato d’animo. Mi piacciono canzoni dal forte contenuto emotivo come “Father of Lies” e “Lost” e “The Moth”. Amo tutte le nostre canzoni ovviamente, sono come i miei bambini, ma soprattutto quelle emozionanti non quelle piene di tecnica.

E tra tutte quelle che avete creato nella vostra carriera?
ROB – Io sono una persona molto umorale per cui delle volte cerco l’aggressione, come i brani da “The Ultra-Violence” o la super intensa “Thrown to the Wolves” o “The Moth” dal nostro ultimo disco. Quest’ultima mi ero dimenticato di menzionarla in precedenza: è davvero potente! ‘Sento’ maggiormente le canzoni per cui ho composti io i testi, come “Volcanic” o “Word to the wise”, perché è il mio punto di vista.

Oggi vediamo un sacco di vecchie glorie del metal riunite insieme. La vecchia scuola non molla, ma tu vedi là fuori i “nuovi Death Angel”? Oppure le band dei giorni nostri devono ancora lavorare molto prima di raggiungere il vostro livello?
ROB – Io tento di essere aperto a nuova musica e nuovi artisti, ma le cose che amo maggiormente sono quelle con cui sono cresciuto. Non è facile avere un sound originale: quelli suonano come gli Slayer, quelli come i Metallica, quegli altri ancora come i Black Sabbath. Ci sono però band che hanno lo spirito giusto e spaccano, mi vengono in mente Havok e Municipal Waste con quel sound pazzoide e festaiolo, molto D.R.I., le ragazze delle Nervosa e le death metallers Sisters of Suffocation. Rispetto ciò che fanno ma continuo a ispirarmi ai miei déi.

Quale band o quale artista ti ha fatto dire “Da grande voglio essere anche io una band”?
ROB – I Kiss! Eravamo davvero piccoli e non sapevamo suonare alcuno strumento, li vedemmo nel ’79 durante il tour di “Dynasty” e decidemmo di imparare a fare musica. Oltre a loro le band hard rock come Led Zeppelin AD/CD, Black Sabbath, quelle heavy metal come Judas Priest e Iron Maiden, i nostri conterranei Metallica e Exodus. Il mio chitarrista preferito in assoluto è Randy Rhoads, ma oggi ha avuto la fortuna di incontrare un altro mio eroe… Akira Takasaki dei Loudness! Ero fottutamente eccitato e gli ho detto “Tu sei la ragione per cui suono la chitarra”! Lo amo fin da quando ero un ragazzino. Oggi ha suonato esattamente come sul disco, grandioso!

E ora l’ultima domanda… qual è tuo sogno segreto?
ROB – Posso darti due risposte per questa domanda. La prima è che i Death Angel continuino a fare musica e raggiungere un po’ più di popolarità in modo da non doverci dividere tra suonare e avere dei lavori da fare per mantenerci. Non ci serve essere grandi come i Metallica, giusto un po’ per stare meglio. La seconda è che vorrei essere un giocatore di basket professionista in NBA e militare nei Golden State Warriors!

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