Ross The Boss – sei corde da battaglia

INTERVISTA ESCLUSIVA A ROSS THE BOSS •

In occasione della data al circolo Colony (qui il report) abbiamo avuto modo di scambiare due parole amichevoli col leggendario Ross The Boss, storico chitarrista dei Manowar e successivamente di altre band validissime. Inutile dire che per chi scrive, che non per niente ha il sign of the hammer tatuato sul braccio, questo ha rappresentato un onore indescrivibile e, inoltre, il nostro eroe si è dimostrato molto simpatico e disponibile, tanto da invitarci nel backstage e offrirci una birra prima dell’intervista. Chi scrive tra l’altro di birre ne aveva già bevute. Buona lettura e Hail and Kill!

Ciao Ross, per noi è veramente un onore essere qui a parlare con te e speriamo risulti piacevole anche per te. Cominciamo parlando del tour corrente: è dedicato interamente al tuo periodo nei Manowar, come ti senti a riproporre dei brani tanto iconici dopo tutti questi anni?
ROSS
– Ciao ragazzi. Allora, ciò che proponiamo in questo tour fa parte di me, della mia vita e della mia carriera di musicista e compositore e, dopo appunto così tanti anni, album e quant’altro, notare l’accoglienza e la grinta che tutt’ora il pubblico riserva per poter ascoltare la musica che ho contribuito a creare posso dire che è davvero una grande emozione che, inoltre, mi fa sentire realizzato come poche cose al mondo. Ammetto che non ci sono molte parole esatte per descrivere questa sensazione, ma fondamentalmente mi permette di guardarmi indietro e dire che ho concluso davvero qualcosa nella mia vita.

Parlando del tour attualmente in corso: oltre alle date canoniche sparse in giro avete in programma qualche tappa estiva magari in qualche festival di rilievo?
ROSS
– Sì, abbiamo una data in programma da headliners all’Up The Hammers Festival ad Atene e mi pare al Rock Hard festival in Germania e, inoltre, a breve ci sarà un annuncio parecchio succoso, ma per ora non posso dire di più. Rimanete sintonizzati.

Cosa ne pensi del presunto ultimo tour dei tuoi ex compagni di band annunciato non molto tempo fa?
ROSS
– Hai fatto bene a precisare “presunto”, poiché quando ho letto la nomenclatura del tour “final battle” ho pensato che questo potrebbe durare anche una decina d’anni (ridiamo) conoscendo i ragazzi e conoscendo l’andazzo attuale delle band che annunciano tour finali eccetera; vedi ad esempio i presunti tour finali dei vari Kiss, Scorpions, Judas Priest e Twisted Sister, i quali sembrerebbe abbiano mantenuto l’impegno e, a detta di chi li ha visti, concludendo in modo ottimale. Tra l’altro in questi casi io ritengo che la priorità vada data alla musica e alla possibilità i ritirarsi dopo aver dato davvero il meglio di sé; perciò spero anche ci siano poche chiacchiere sul palco e fuori dal palco (chiaro riferimento ai discorsi di Joey ai concerti dei Manowar, ndr) e meno ricerca del guadagno possibile a favore di performances esaltanti e cariche di passione; perciò mi auguro che i ragazzi daranno priorità a questo.

Sarà possibile assistere magari a una tua comparsata o a una partecipazione sul palco con loro durante il tour?
ROSS
– Questa è una domanda che ultimamente mi stanno facendo in molti (ridiamo). Beh, considerando la possibile durata del tour in questione non si può mai sapere; per il momento non ci sono piani specifici per una eventuale apparizione ma non si può mai sapere tanto, credetemi, di tempo a disposizione ce ne sarà parecchio.

Per quanto riguarda i tuoi vari progetti attualmente esistenti, possiamo aspettarci qualcosa di nuovo nel futuro?
ROSS
– Certamente! Innanzitutto dovrebbe essere disponibile, si spera, non tra molto il terzo album in studio dei Death Dealer e ovviamente anche per quanto riguarda la mia band personale c’è molta buona musica che aspetta di essere prodotta. Dal momento che ancora ritengo di avere qualcosa da dire, ed essendo circondato da musicisti grandiosi, non intendo suonare pezzi dei Manowar per un periodo più lungo del dovuto; voglio poter dare ancora sfogo alla mia creatività e a quella dei musicisti che mi accompagnano.

Analizzando i vari progetti e i vari album che hai contribuito a creare, sia per quanto riguarda i Manowar sia ciò che è venuto dopo, se tu dovessi dire quelli che tu personalmente preferisci, quali nomineresti?
ROSS
– Dipende molto dal momento, poiché sono davvero tanti e in alcuni momenti mi sento più soddisfatto di alcuni, in altri momenti appunto di altri. Però ammetto che quando getto un occhio al passato, il mio massimo orgoglio lo raggiungo sempre coi primi lavori che mi hanno permesso di farmi un nome nella scena mondiale: quindi i vari “Battle Hymns”, “Hail To England” eccetera. Ovviamente sono molto fiero anche di ciò che ho prodotto in seguito, ma i primi momenti di gloria e gli album entrati maggiormente nella storia non si scordano mai.

Tu, insieme ai Manowar, avete contribuito a dar vita a un genere di successo come il Power Metal, un ruolo si può dire notevole per la attuale scena musicale. Che ne pensi?
ROSS
– Sì, ti confesso che quando abbiamo iniziato non avevamo assolutamente idea di ciò che avremmo contribuito a creare. Ci siamo ispirati per lo più alla musica Metal proveniente dall’Europa, quindi i vari Iron Maiden, Judas Priest eccetera e abbiamo dato la nostra impronta al genere rendendolo più evocativo, epico, veloce in certi elementi e dandogli quel tono battagliero che ben conosci. Insieme a noi c’erano ovviamente anche altre band molto valide come i Virgin Steele, i Cirith Ungol eccetera; tutt’oggi credo che siamo tutti entusiasti del successo ottenuto successivamente dal genere con band come Blind Guardian, Hammerfall, i più recenti Sabaton e molti altri. E’ un genere che inoltre permette davvero ai musicisti di dare sfoggio delle proprie capacità e della propria propensione alla ricerca melodica e anche questo è sicuramente un motivo di orgoglio.

A tal proposito: ritieni che tra le band attuali, magari quelle un po’ più giovani, ci sia qualcuno diciamo potenzialmente degno di “ereditare la torcia” da voi musicisti Power Metal old school?
ROSS
– Sicuramente! Io in particolare mi auguro di poter passare la torcia alle nuove leve anche perché io ho la mia età e non penso proprio sarò in giro per sempre (ridiamo) anche se si dice che il Metal mantiene giovani. Con la mia band attuale abbiamo dei ritmi e dei tenori davvero rigidi da mantenere eppure siamo sempre carichi, motivo ulteriore per cui vado veramente fiero dei musicisti che mi accompagnano in questa faticosa ma esaltate avventura. Non saprei così su due piedi quali nomi farti di potenziali prossimi ambasciatori del genere; dipende anche da ciò che preferisci tu e da quali band tu ritieni più meritevoli.

Essendoci band giovani che tentano di emulare il sound degli anni 80’ e altre che invece provano a innovare, spesso non ottenendo l’approvazione da alcuni ascoltatori dalla mente un po’ più chiusa, di cosa ritieni abbia davvero bisogno il genere per prosperare?
ROSS
– Oggi giorno indipendentemente dal modo e dagli stilemi specifici che si utilizzano credo che l’ideale sarebbe che alcune band riuscissero a emergere e magari sfondare in qualche modo, potendo così mantenere alto lo stendardo e fornire uno spunto ulteriore per i loro “colleghi”. E’ sicuramente molto difficile oggi giorno per le band riuscire a fare ciò, ma c’è bisogno di loro e gli ascoltatori devono dargli supporto, comprare i loro dischi e andare a vederli dal vivo in modo appunto da fornirgli ciò di cui hanno bisogno per crescere all’interno della scena e del mercato. E’ sicuramente triste che certi estimatori debbano dividersi o fossilizzarsi solo su nomi risalenti ormai a molti anni fa; io stesso se potessi fare di più per le band esordienti o comunque meno note lo farei. Tra gli estimatori e tra le band ci sono molte persone giovani, appassionate e talentuose quindi gli elementi per poter mantenere alto il genere ci sono tutti; c’è solo da vedere appunto se gli ascoltatori daranno adeguatamene il loro supporto preoccupandosi un po’ meno di fare i conservatori pur parlando dello stesso genere anche se con sfumature diverse in base agli artisti. Tra l’altro il Power Metal è ed è sempre stato un genere popolare con alti e bassi in base ai paesi; persino qui in Italia avete una bella tradizione di band che cercano la melodia e l’epicità in modo più che adeguato.

Appunto: cosa ne pensi dell’Italia dal punto di vista del pubblico e delle band?
ROSS
– Io personalmente sono molto affezionato all’Italia avendo appunto origini italiane: ho molti amici italiani e i fans della musica rock/metal hanno davvero passione e grinta da vendere. Ci sono anche numerose band valide come ad esempio gli Ancillotti che ci accompagnano nelle date italiane del tour corrente.

Per chiudere una domanda forse un po’ scomoda: cosa ne pensi musicalmente di ciò che hanno fatto i Manowar dopo la tua uscita? (ridiamo)
ROSS – Ahahah! Sì, in effetti è una domanda su cui preferisco non soffermarmi troppo. Sicuramente c’è molta qualità perché i ragazzi ci sanno fare ma per quel poco che ho ascoltato e per quella che è la mia storia con loro preferisco non spendere troppe parole sull’argomento. C’è chi ritiene che i Manowar migliori fossero appunto i primi con me alla chitarra ma ovviamente è una questione di gusti.

Grazie mille Ross per il tuo tempo e la tua disponibilità, rimandiamo al video per i saluti!
ROSS
– Grazie a voi, a presto!

si ringraziano Eagle Booking, Hydra Production e Circolo Colony

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