SAILING TO NOWHERE – NAVIGANDO VERSO IL FUTURO

SAILING TO NOWHERE: INTERVISTA A GIOVANNI NOE’, MARCO PALAZZI ED ANDREA LANZILLO •

 

Giovanni, Marco e Andrea sono appena approdati con il Galeone Sailing To Nowhere e siamo riusciti a fare due chiacchiere con loro per saperne un po’ di più sulla loro ciurma in continua navigazione.

Ciao ragazzi, come va? Iniziamo subito con le domande! Da dove è nata l’idea di ispirarvi al mondo/tema marinaresco e perché? E come nascono i vostri brani?
GIOVANNI – Ciao ragazzi! In primis, grazie per questa intervista, è sempre un piacere per noi! Il mondo marinaresco rappresenta la complessa metafora del musicista nella vita reale che affronta appunto viaggi, spinto dal piacere della scoperta e dalla voglia di avventure, imbattendosi in tempeste, altre navi, stringendo alleanze e incalzando “battaglie” sui palchi. (ride)
I brani nascono, come in una vera ciurma, da un lavoro corale e di unione. C’è sempre ovviamente un primo avventuriero che porta al tavolo un testo, un riff o anche la bozza di una canzone completa, poi tutti insieme si modella e perfeziona l’idea. C’è sempre un’apertura a 360° su ogni suggerimento per far sì che alla fine si abbia un brano ricco di idee e soprattutto carico del bagaglio e delle influenze che ogni elemento della band può offrire.

Avete una formazione abbastanza numerosa. Come avete preso questa decisione? Com’è Destreggiarsi sul palco, essendo in così tanti?
MARCO – Per governare un Veliero serve davvero una ciurma numerosissima, sono tantissimi i compiti da espletare! (ride). Questa decisione nasce da una nostra esigenza di avere molti linguaggi musicali insieme. Le chitarre dal diverso suono e stile, le voci maschile e femminili che si contrappongono, intrecciano ed uniscono, le tastiere che danno mille atmosfere diverse eccetera. Cerchiamo di coordinare il tutto con un brainstorming, fatto di volta in volta che ci troviamo di fronte ad un palco nuovo, più o meno grande.

Nei vostri album avete collaborato con artisti del calibro di Fabio Lione, Roberto Tiranti ed altri grandi musicisti. Che effetto fa?
ANDREA – Nel nuovo album “Lost In Time” abbiamo deciso di coinvolgere ben sei BIG della musica: Fabio Lione (Ex Rhapsody, Angra…), Roberto Tiranti (Labyrinth, New Trolls…), Hideaki Yamakado (uno dei migliori Shredder in Giappone), Maestro Mistheria (Vivaldi Metal Project), Dino Fiorenza (Paul Gilbert, Steve Vai…) e David Folchitto (FleshGod Apocalypse, Stormlord…). Avere degli artisti così nella propria “creatura” è stato un vero onore e piacere per noi, e soprattutto ha consolidato il rapporto di sincera amicizia e stima che abbiamo instaurato con tutti loro! Ci ha davvero sorpreso, nel processo creativo, il modo in cui questi sei artisti hanno personalizzato le tracce in cui hanno collaborato sentendole davvero nel cuore, e credo si percepisca anche nell’album.

Quest’estate avete fatto da spalla ai dei colossi del Metal, i Blind Guardian, e da poco avete aperto la serata ai Dragonforce. Credete che queste esperienze vi aiutino a crescere dal punto di vista musicale? E come pensate influiranno sulla vostra carriera?
GIOVANNI – Diciamo che questi Tour Show hanno diverse cose positive… La soddisfazione personale di suonare con delle band che amiamo, ascoltiamo ogni giorno e che ci hanno anche ispirato e “cresciuto”. Suonare con Blind Guardian, Stratovarius, Dragonforce, Mago De Oz, Angra, Moonspell, Alestorm, Edu Falaschi, Freedom Call e tantissimi altri con cui abbiamo condiviso il palco è stato sicuramente un sogno che si realizzava. Dal punto di vista musicale si cresce tantissimo, si è messi a confronto con dei “mostri sacri” quindi sul palco si è spronati a dare il trecento per cento, oltretutto ci teniamo ad osservare sempre lo show degli headliner per carpire alcuni “trucchi” del mestiere e prendendoli come esempio da seguire. Infine c’è l’adrenalina e l’emozione di esibirsi davanti ad una folla di persone, e soprattutto l’enorme ed impagabile soddisfazione di vedere il pubblico coinvolto dalle tue canzoni, che chiede il bis, compra il tuo disco e inizia a seguirti in tutti gli show dove può arrivare! Tutto ciò non può che farti crescere pian piano ed accresce la già folta fan-base che ti sostiene. E devo ammettere che abbiamo dei fan davvero adorabili! Inoltre, tutto questo girare, ci ha fatti notare dalla Flaming Arts Agency, una delle più grandi agenzie di booking e management al mondo (Lacuna Coil, Sepultura, Testament, Devil Driver…). Insomma un risultato che ci consentirà di crescere e suonare sempre di più!

Siete una band molto giovane ed avete già molti riscontri positivi, soprattutto in territorio nazionale. Cosa si prova a ricevere così tanto calore dai fan?
MARCO – Che dire, se non che è bellissimo?! L’Italia è la nostra patria e tantissima gente ci sostiene contribuendo al successo della band, sperando un giorno di “fare il botto”! Il vostro calore è unico e siamo commossi dai tantissimi fan ed ormai amici che macinano chilometri e prendono treni e mezzi pur di stare insieme a noi a bordo del Galeone. Soprattutto ci tengo a dire che abbiamo un fortissimo riscontro anche all’estero, negli show europei ed anche attraverso i social network. E’ bello essere bombardati da messaggi privati da fan di tutto il mondo!

Qual è la motivazione che vi ha invogliati a creare una band ed entrare nel mondo della musica e dei live? Com’è nata la vostra passione?
MARCO – Io personalmente sento che questo debba essere il cammino della mia vita, e combatto in tutti i modi per realizzare i miei sogni! Credo di rappresentare il pensiero di tutti i miei compagni di avventura.

Cosa consigliereste alle giovani band emergenti?
ANDREA – Principalmente di credere sempre nei propri sogni: con fermezza, energia e costanza si può realizzare ogni cosa. Basta crederci e porsi degli obiettivi da realizzare nella vita… Con fatica e sudore di certo, ma se lo si vuole veramente si scavalca ogni ostacolo.

Cosa vedete nel futuro dei Sailing To Nowhere?
GIOVANNI – Aspetta che prendo il cannocchiale! (ride) Tanti viaggi, avventure, tempeste da superare e peripezie varie. Con la nostra energia, che credo si veda bene quando siamo sul palco, non si può far altro che navigare in questo sogno.

Andrea, tu e Giovanni avete preso le redini della direzione artistica del Circolo Colony di Brescia con la SoundsRock Agency. Com’è nata questa decisione e perché?
ANDREA – Diciamo che ormai sono tre anni che organizziamo show e tour in tutta Italia per band internazionali e nazionali, quindi la vedo come un naturale cammino lavorativo della nostra agenzia. Il tutto fa sempre parte del piano di risollevare la scena underground e contribuire a 360° e contribuire con tutte le nostre forze alla scena musicale italiana in generale portando artisti di grande calibro nel nostro paese, sempre un po’ dimenticato o lasciato per ultimo.

Qual è stato il live più bello della vostra carriera finora?
MARCO – Sono indeciso tra il Masters Of Rock con gli Stratovarius in Repubblica Ceca, il live a Creta con i Blind Guardian o il Wings Of Bea Metalfest ad Ivrea nel quale, durante il brano Fallen Angel, ho sentito davvero le ali di Bea (la ragazza scomparsa cui il festival era dedicato) abbracciarmi da lassù mentre cantavo…

Grazie mille ragazzi per questa bella chiacchierata, è stata davvero piacevole ed interessante e ci siamo divertiti! Per concludere, vorreste fare un saluto ai lettori di MetalForce ed ai vostri fan?
SAILING TO NOWHERE – Grazie ancora MetalForce per lo spazio dedicatoci! E voi là fuori, continuate a seguirci sempre nelle nostre avventure, siete fantastici e vogliamo depredare ogni città e palco esistente! All’arrembaggio ciurmaaaa!!

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