Six Strings Killers – episode VII: Diego Reali (Hevidence)

HEVIDENCE: INTERVISTA ESCLUSIVA A DIEGO REALI •

Quest’oggi mi accingo a celebrare un graditissimo ritorno, quello del funambolico Diego Reali. Chitarrista dotato di numeri al fulmicotone di malmsteeniana memoria e allo stesso tempo di un piglio hard rock molto intenso, noto ai più per i suoi trascorsi nei DGM e che in questi giorni è tornato sul mercato con un nuovo progetto a nome Hevidence.
Diego in queste righe ci racconterà un bel po’ di cose, senza peli sulla lingua come suo costume, dunque bando alle ciance e buona lettura.

Ciao Diego ben trovato… partiamo dal tuo ultimo gli Hevidence, che hanno una loro storia un piccolo cambio di monicker, raccontaci la genesi e l’evoluzione di questa band…
DIEGO – Sì, caro Frank!..lo scorso 2 dicembre è uscito il secondo album degli ormai Hevidence, “Nobody’s fault “. Dal primo album sono passati sei lunghi anni durante i quali per una serie di motivi mi sono dovuto fermare. L’anno scorso però con Andrea Arcangeli abbiamo deciso di ripartire e si sono uniti a noi Corrado Quoiani alla voce ed Emiliano Bonini alla batteria. Avendo già nel cassetto diverse idee, in men che non si dica siamo riusciti a registrare il nuovo album e la fortuna ha voluto che la Frontiers, nostra nuova casa discografica, ci accogliesse nella sua grande famiglia.

Ora facciamo una breve panoramica sulla tua carriera, presentati a modo tuo e come direbbe il buon Richard Benson: “Stupiscimi!”
DIEGO
– Beh, il buon vecchio Richard ha sempre avuto le idee chiare…. s*****e nei cessi e p*****e nelle donne, (ho dovuto mettere una piccola censura alla storica frase di Richard Benson citata da Diego, ma il senso è chiaro, nda) la dice lunga… Io a differenza sua sono ancora alla ricerca di un sound che mi appaghi veramente appieno, ma non avendo fretta lascio che le cose evolvano in modo naturale. L’unica cosa certa è che mi sono definitivamente lasciato alle spalle quella strana parola “prog” che ho sempre trovato ingombrante in favore di sonorità più rock.

Classica domanda d’obbligo per questa rubrica: raccontaci qualcosa riguardo alle tue influenze musicali a livello chitarristico e non solo.
DIEGO
– Per quanto riguarda la  chitarra lo spettro è molto ampio e va dagli shredder ai bluesman passando per chitarristi manouche e jazz… c’è da imparare in ogni dove. Stesso vale per la musica in generale che sia pop, metal, o che vuoi tu. Siamo circondati da buona e cattiva musica e quello che ti entra nel cuore inevitabilmente si riproporrà nelle tue scelte creative.

Altro classico: che strumentazione usi?
DIEGO
– Di norma uso la mia Fender stratocaster abbinata al mio amato Roland Tube o Marshall, ma ultimamente, specie col mio power trio, utilizzo delle chitarre Harley Benton, chitarre economiche che a dispetto di molti a me danno gran soddisfazione.

Suoni in giro da un bel po’ di tempo… nel corso degli anni qualcosa è decisamente cambiato, secondo te in meglio o in peggio?
DIEGO
– Come dicevo all’inizio sono stato fermo alcuni anni e adesso che sono tornato in pista direi che non è cambiato un cazzo.

Torniamo agli Hevidence, avete fatto un po’ di concerti in giro, come procedono le cose? Prossimi impegni?
DIEGO
– Sì, abbiamo fatto alcuni concerti nella nostra amata città ed un mini tour all’estero, e ci aspetta una data il 15 aprile sempre a Roma in compagnia degli amici Noumeno.

Scegli i tre dischi che ti hanno cambiato la vita… in meglio o in peggio decidi tu!
DIEGO
– Su questo non ho dubbi, “Keeper of the seven keys part 2”, “Rising force”, “Casanova” di Rondò Veneziano….sicuramente in meglio.

Sei un chitarrista tecnicamente molto forte, ma allo stesso tempo ti sei sempre posto al servizio della forma canzone… vuoi raccontarci qualcosa riguardo al tuo processo compositivo?
DIEGO
– Il processo creativo è molto semplice: chitarra spenta, sul divano, pochi accordi ed una melodia vincente. Talvolta metto un loop di batteria e ci improvviso su finché non trovo qualcosa di accattivante….ed ovviamente tante sigarette condite che mi fanno compagnia!

Cosa ascolti al momento? C’è qualche nuova band che ti ha particolarmente colpito?
DIEGO
– E’ molto difficile che io ascolti un album intero di chicchessia, al contrario trascorro molto tempo su You Tube spaziando tra artisti di vario genere per poi finire comunque in un live di Gary Moore o Steve Ray Vaughan, ed ovviamente Yngwie.

Se ti va raccontaci l’episodio più buffo che ti è capitato nel corso dei tuoi anni da guitar hero….
DIEGO
– Proprio di recente durante un live,mi sono cimentato in una Red House che mai avrei pensato di portare a termine con dignità, finita la quale, odo gridare dal pubblico: ” Grande! Sei meglio di Kirk Hammet!!”… ti lascio immaginare le mie bestemmie interiori… con tutto il rispetto per il capitano Kirk.

Per concludere manda un saluto ai lettori di Metalforce…
DIEGO
– Un abbraccio virtuale a tutti i lettori di Metalforce, e a te Frank! Ci si vede in giro.

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