Six Strings Killers – episode VIII: Fabio Cerrone (Tony Martin, Marco Mendoza, Joe Lynn Turner)

INTERVISTA ESCLUSIVA A FABIO CERRONE •

Torniamo a parlare di chitarristi dopo un bel po’ di tempo. Ebbene sì, purtroppo negli ultimi tempi, complici svariati impegni, ho dovuto mio malgrado tralasciare la mia amata rubrica dedicata alle sei corde. Comunque eccoci di nuovo sul pezzo e quindi andiamo a sentire cosa ha da dire Fabio Cerrone, chitarrista tecnicamente ineccepibile, con esperienza live al fianco di svariati mostri sacri, capace di spaziare agilmente tra fusion, rock e metallo rovente, ma sempre con un gusto e una classe di altissimo livello. Continuando a tessere le lodi di Fabio non possiamo esimerci dal dire che è un insegnante di primissimo piano nel panorama nazionale, oltre che una persona amabilissima e molto paziente. Consiglio vivamente a tutti gli amanti della chitarra (e non solo) di andare ad ascoltare anche i suoi lavori meno hard rock (consiglio dovuto dal fatto che in questa sede si pone l’accento sulla parte più tosta e metallica della sua carriera), personalmente posso indirizzarvi verso quel funambolico trio fusion dal nome Virtual Dream, che tanto lustro ha dato alla musica tricolore in un ambito spesso considerato troppo di nicchia. Buona lettura!

Ciao Fabio ben trovato, l’ ultima volta ci siamo visti durante il tour di Marco Mendoza… Cosa hai combinato nel frattempo?
FABIO – Il tour si è allungato strada facendo, dopo ho ripreso la mia attività didattica e di clinics. Ora mi sto preparando per il tour con Vinny Appice a novembre e sto registrando delle cose per il nuovo lavoro dei Divae, un progetto progressive con tanti musicisti di grande spessore!

Partiamo con i classici: parlaci di come, quando perché hai iniziato a suonare e delle tue influenze in generale…
FABIO – Ho iniziato a 9-10 anni a suonare qualche accordo, poi quando iniziato la scuola media ho conosciuto molti dei gruppi come Deep Purple, Led Zeppelin ecc… Sicuramente ascoltare Blackmore è stato un grande impatto e stimolo. Le mie influenze sono state tantissime visto i tanti anni passati a fare ed ascoltare musica, sicuramente molta musica anni settanta hard rock, progressive e jazz rock: dagli Yes ai Deep Purple, dai Black Sabbath ai Weather Report dai Led Zeppelin a Tony Williams lifetime, poi dopo Miles Davis, Coltrane insomma la lista la lista è troppo lunga!

Che strumentazione usi al momento in studio e dal vivo?
FABIO – Al momento utilizzo e sono endorser di chitarre ESP (http://www.espguitars.com) e ampli Mezzabarba/Masotti guidar devices (http://www.mezzabarba.com). Principalmente uso tre chitarre fantastiche: una ESP EII Horizon, una ESP EII Vintage Plus e una LTD DeLuxe Eclipse. Per quanto riguarda gli ampli utilizzo una testata Mezzabarba MZero Overdrive e una Masotti Classic modificata su mie specifiche; entrambe hanno un suono devastante! Mezzabarba è un signor prodotto made in Italy che si sta facendo strada all’estero grazie a Pierangelo Mezzabarba che da anni porta avanti con grande passione questo progetto. Un altro ottimo prodotto italiano di cui sono endorser sono le corde D’Orazio (http://doraziostrings.it).

Hai suonato tra gli altri con Tony Martin, Eric Martin, il già citato Marco Mendoza e adesso stai per ripartire in tour con Vinny Appice, come sono nate queste tue collaborazioni? E come in quale contesto è stato per te inizialmente più strano suonare? Immagino che un fan dei Black Sabbath difficilmente possa apprezzare un assolo fusion su un brano come Paranoid…
FABIO – Sì, oltre ai nomi che hai citato sono stato in tour anche con Joe Lynn Turner dei Rainbow, T.M. Stevens e altri. Tutto è iniziato grazie al mio gruppo i Virtual Dream. Per anni abbiamo aperto per band come i Brand X, gli Ozric Tentacles, i Ten Years After, proprio durante il concerto di questi ultimi ho conosciuto Nathaniel Peterson dei Twin Dragons che mi ha chiesto di unirmi al suo gruppo, un trio hard rock- blues con lui al basso e voce e Clive Bunker, batterista originale dei Jethro Tull alla batteria. Abbiamo fatto diversi tour in Europa, durante alcune date di un festival Tony Martin si è unito a noi per qualche brano, qualche tempo dopo mi ha chiesto se volevo unirmi al suo gruppo. Con la Tony Martin Band ho fatto due o tre tour in Europa partecipando anche a molti festival Metal come il Bang Your Head, durante il quale è stato registrato anche un Dvd contenente la nostra performance. Da li in poi è stato tutto un passaparola. Per me non è mai stato strano suonare in questi contesti anche perché come ti dicevo sono cresciuto al suono dei Deep Purple, gli Zeppelin, i Black Sabbath, ma anche il progressive e il jazz rock. Mi sento a mio agio in qualsiasi genere di questi citati, è la musica con cui sono cresciuto è nel mio sangue. Mi adatto istintivamente alla situazione musicale. Devo dire che mi sono sempre sentito a mio agio con questi grandi artisti perché avvertivo la loro stima nelle mie capacità e nel mio stile che è il frutto di questa amalgama di generi musicali differenti e questo mi ha dato molta sicurezza. Ho sempre ritenuto che più variegate sono le influenze musicali più è possibile creare un proprio stile personale. Quando da giovane vedevo i live dei Black Sabbath con Tony Martin, i video dei Rainbow con Joe Lynn Turner o i Mr. Big a Londra nel tour di Lean into it, non potevo immaginare che un giorno avrei diviso il palco con loro: è stato molto emozionante!

A proposito di fusion, che mi dici dei Virtual Dream? C’è la possibilità di una reunion… magari per qualche concerto?
FABIO – In realtà non c’è stato un vero e proprio scioglimento, solo che siamo stati tutti e tre molto occupati anche in momenti diversi, quindi alla fine quello che abbiamo messo da parte è stato proprio il nostro gruppo. Pensa che due anni fa circa abbiamo registrato in un paio di giorni materiale per il nuovo album che poi non abbiamo ancora finito di mixare, sarebbe stato il nostro quarto lavoro, ma probabilmente non uscirà mai. Comunque è un vero peccato buttare tutto il lavoro e i tantissimi concerti fatti fin da metà degli anni 90, quindi può anche darsi che prima o poi la cosa riparti in un modo o nell’altro. Sai nelle band c’è bisogno di entusiasmo, di una fiamma che rimanga accesa e ti dia la forza, gli stimoli di andare avanti e questo da qualche anno si è un po’ perso.

Tra le altre cose sei anche uno stimato insegnante, quanto ritieni sia importante la didattica per un chitarrista che si vuole affacciare nel mondo dei professionisti?
FABIO – Penso sia importante avere una guida, una persona che ha più esperienza e ti può dare dei consigli basati sui “chilometri” fatti e insegnarti il mestiere. Inoltre è importantissimo avere una formazione, specialmente per quello che riguarda l’armonia musicale. Da qualche anno ho trovato la situazione ideale alla Total Guitar Academy dove insegno in un ambiente fantastico e con un team veramente all’altezza!

Altra annosa questione di cui chiacchiero spesso su queste pagine virtuali: internet.
Come pensi che abbia cambiato la musica attuale? Sicuramente offre molte possibilità di auto produzione/promozione, ma allo stesso tempo senza le etichette discografiche a fare da filtro non si corre il rischio di trovarsi di fronte a decine di migliaia di progetti che inghiottono i potenziali big del futuro?
FABIO – Sì, penso che con le etichette vere e proprie in passato c’era una selezione maggiore e meno caos; è’ anche vero che internet permette a chiunque di promuovere se stesso. Comunque il problema principale è che i dischi rispetto al passato non si vendono più, si possono scaricare e così facendo si è perso il gusto di comprare gli album degli artisti preferiti. Io sono cresciuto con i vinili e mi mettevo i soldi da parte per comprarli, ma quando tornavo a casa con un vinile lo ascoltavo per giorni e giorni fino quasi a impararlo a memoria. Adesso si scaricano discografie su discografie ma non si conosce niente, perché non si approfondisce. A volte parlando con i più giovani trovo ci sia pochissima conoscenza dei gruppi, dei dischi, i musicisti e la storia della musica rispetto alle possibilità offerte dalla tecnologia. Penso che l’approccio alla musica su internet di molti dei ragazzi di oggi sia troppo dispersivo e nevrotico.

C’è qualche chitarrista che ultimamente ti ha particolarmente colpito?
FABIO – Non ascolto molto i chitarristi, ascolto musica e solo la musica che mi piace, che ci sia la chitarra o meno. Intendo dire che mi colpisce un chitarrista in quanto parte integrante di un progetto, una band , un sound e non solo per la sua bravura. Amo Allan Holdsworth perché adoro la sua musica, lo stesso vale per Blackmore, Jimmy Page e tanti altri!

Il miglior consiglio a livello professionale che tua abbia mai ricevuto?
FABIO – L’esperienza fatta con tutti gli artisti con cui ho suonato e i tanti concerti mi hanno insegnato più di ogni altra cosa.

Adesso a tua volta dai un consiglio ai chitarristi che vogliono intraprendere una carriera da professioniti…
FABIO – Cercatevi un altro lavoro…scherzi a parte studiate e ascoltate musica a 360 gradi, amate quello che fate con grande determinazione, suonate insieme ad altri musicisti e seguite il vostro istinto!

Episodio più brutto e episodio più bello che ti siano capitati nei tuoi anni di carriera?
L’episodio più brutto non saprei, penso che anche le situazioni più deludenti e le grandi possibilità magari svanite all’ultimo momento mi abbiano insegnato qualcosa. L’episodio più bello è stato sicuramente il giorno in cui è nata mia figlia, proprio nel mezzo di un tour con Eric Martin. Ho passato tre notti in bianco tornando a casa ogni volta da diverse città dopo i concerti, poi finalmente è nata, e dopo qualche ora ho preso di corsa un volo e ho raggiunto la band. Ricordo di essere arrivato tardissimo ed essere stato portato al club da un ragazzo che correva come un pazzo con la macchina, mentre io pensavo di dover morire proprio nel giorno in cui era nata mia figlia! Poi finalmente siamo arrivati e il pubblico aspettava da molto, la band era già sul palco, sono salito, un tizio mi ha passato un cavo, ho collegato la chitarra, Eric mi ha sorriso e fatto gli auguri e abbiamo attaccato. E’ stata una serata surreale e magnifica, dopo il concerto, tutti dal pubblico venivano a farmi gli auguri, perché Eric prima del concerto aveva spiegato il motivo del nostro ritardo. Sono andato a dormire tardissimo dopo tre giorni senza sonno, ma veramente felice!

Per concludere manda un saluto ai lettori di Metalforce…
FABIO – Un abbraccio a tutti i lettori di Metalforce! Se capitate ad uno dei mie concerti venite a fare un saluto e continuate a dare supporto a tutte le band e i musicisti, specialmente quelli Italiani! La musica è una cosa meravigliosa!!!

.


https://www.facebook.com/fabio.cerrone.5

www.fabiocerrone.com