Skyforger: avanti a testa alta!

SKYFORGER: INTERVISTA ESCLUSIVA A PETERIS “PETER” KVETKOVSKIS •

 

A distanza di circa tre anni dalla pubblicazione del loro ultimo album, “Senprusija”, altamente acclamato dalla stampa internazionale, gli Skyforger tornano on the road per una serie di date imperdibili che faranno la felicità dei fan più esigenti, pronti a godere nuovamente degli incendiari show dell’ensemble di Riga. In occasione della nuova leg europea che vedrà la band polacca impegnata anche in una serie di date italiane sparse sul territorio, Metalforce vi offre in esclusiva una chiacchierata con il cantante Peteris che così si racconta ai nostri microfoni.

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce.it! E’ un piacere fare due chiacchiere con voi oggi. Come va?
PETER –
Salve! È un piacere sentirvi, gran bel nome per una webzine! Stiamo benone, siamo già da un giorno in Italia e siamo riusciti a vedere un po’ Milano. È veramente tutto molto costoso, ahahaa. Vi scrivo ora tramite un piccolo telefono cellulare, dovrò recarmi a Brescia entro un’ora ed è per questa ragione che vi risponderò tramite risposte molto brevi, ok?

Il vostro ultimo album è stato pubblicato nel 2015. A distanza di così tanto tempo, che tipo di valutazione potete fare? Immagino che il disco sia stato ben accolto dai vostri fan.
PETER – Abbiamo ricevuto solamente parole positive sia dai fan, che dai critici musicali. Abbiamo realizzato l’album nel corso di cinque anni e abbiamo cercato di mettervi tutto l’impegno possibile, ci abbiamo messo l’anima. È il primo album che abbiamo pubblicato tramite la nostra piccola etichetta, la Thunderforge Records. Ci piace fare tutto da soli.

Sono passati circa tre anni dalla pubblicazione di “Senprusija”. Al momento state lavorando ad un nuovo album o ancora è troppo presto per parlarne?
PETER –
Sì, è vero, sono già passati tre anni dall’ultima pubblicazione. È incredibile come il tempo voli in fretta! Dal momento, però, che non abbiamo suonato in così tanti paesi (inclusa l’Italia), potremmo considerare questo ancora come un tour di supporto per il disco, ahahaa. Stiamo lavorando ad alcune nuove canzoni, ma è difficile dire dove ci porteranno le nostre visioni questa volta.

In seguito alla pubblicazione del disco, avete dato alle stampe anche un DVD live. Come mai una scelta simile?
PETER – Molto semplicemente: avevamo dei video live che stavano lì in disparte e ci è sembrata una buona idea cercare di metterli tutti insieme, aggiungendo anche qualche canzone estratta dall’ultimo concerto dove abbiamo presentato l’ultimo album e alcuni video clip. Alla fine dei conti, sono venuti fuori circa 135 minuti dei migliori momenti degli Skyforger che raccontano l’ultima decade in cui vengono presentati brani diversi, festival diversi, diverse lineup e alcuni guest.

Nel corso degli anni, gli Skyforger hanno subito molti cambi di lineup. Al momento pensate di avere una formazione abbastanza stabile?
PETER –
Sì, da un paio di anni a questa parte abbiamo una lineup stabile, ma come tutti sappiamo, tutto può cambiare nella vita e nulla è inciso nella pietra. Siamo ancora tutti molto amici dei ragazzi con cui abbiamo suonato in precedenza: ad esempio, il nostro precedente chitarrista ha avuto un secondo figlio e non riusciva a trovare più il tempo per noi. L’attuale ex batterista, che ha suonato nella band per più di 15 anni, ha iniziato a riscontrare alcuni problemi con le gambe e aveva dichiarato di voler cedere il suo posto a qualcuno che potesse far meglio di lui.

Nei prossimi giorni avrete modo di esibirvi prima a Brescia, poi in provincia di Chieti e infine a Roma. Quali tipo di aspettative avete da questi live che terrete in Italia??
PETER –
Non siamo mai stati in nessuna di queste tre città (ci sarà anche il concerto a Francavilla al Mare, con una band locale chiamata Baphomet’s Blood), quindi non sappiamo davvero che cosa aspettarci. Suoneremo il meglio dei nostri dischi, speriamo che i fan possano venire a fare un salto e bere un po’ di birra e anche fare un po’ di headbang, ahaha.

Ci sono un sacco di band oggigiorno che spendono sempre buone parole per i fan italiani. Quale è il vostro rapporto con la gente che supporta sia la band, che la vostra musica?
PETER – Siamo semplicemente dei ragazzi ordinari, sappiamo quanto è difficile raggiungere la vetta, per cui apprezziamo il fatto che a tutti piaccia la nostra musica.

Cosa dovranno aspettarsi i fan italiani, in particolar modo quelli che non hanno mai avuto la possibilità di vedervi dal vivo?
PETER – Come dicevo, aspettatevi il meglio degli Skyforger – pagan metal balcanico scatenato, proveniente dagli ultimi paesi cristianizzati d’Europa. Siamo una band storica, gli argomenti affrontati nei testi parlano di antiche battaglie del passato, di miti e Dei pagani. A livello di musica, siamo un po’ di tutto, dagli Immortal ai Razor e abbiamo alcuni vecchi riffs dei Manowar e dei Motorhead, ahaha. Ovviamente, cantiamo in lingua ettone.

La Lettonia è certamente un paese che, musicalmente parlando, può offrire spunti notevoli in termini di musica, anche se, forse, è vista ancora come un paese “piccolo”, tant’è che molte band lettoni ancora fanno fatica a farsi conoscere sia in patria, che all’estero. Quanto è stato difficile per gli Skyforger emergere dalla scena e cercare di farsi conoscere anche al di fuori del proprio paese?
PETER – Ovviamente, è stato molto difficile avere successo. Ieri abbiamo bevuto un sacco di birra nel cortile dell’hotel e parlavamo esattamente di questo. Credo che molte band al giorno d’oggi prendano le cose per scontato e non sanno come erano le cose circa 25-30 anni fa. Abbiamo iniziato il nostro percorso verso il 1990 e a quel tempo crollò il muro di Berlino, finalmente eravamo liberi di mettere ufficialmente in vendita ciò che volevamo, prima ancora che la musica metal fosse bannata nel nostro paese. Le prime chitarre le abbiamo costruite noi stessi con il legno, non avevamo i soldi per comprarci di meglio, ahahah, ma la nostra visione era pura e semplice: volevamo suonare in maniera rumorosa esattamente come le band che amavamo, quali Judas Priest, Venom e via discorrendo. Crediamo ancora negli stessi principi.

Ricollegandomi alla domanda precedente, la Lettonia è altresì un paese ricco di storia. Quanto è importante la cultura del vostro paese e la mitologia stessa per i Skyforger?
PETER – È molto importante. Fondamentalmente, è la ragione per la quale facciamo ciò che facciamo. La Lettonia è un paese davvero piccolo, ma abbiamo un’enorme eredità culturale e cerchiamo di raccontarla, in un modo più “metallico”. Abbiamo più di un milione di brani folk, quindi sostanzialmente ogni Lettone ha una canzone per sé 🙂 Molte persone non ci conoscono, dato che siamo rimasti “nascosti” a causa dei 60 anni dell’occupazione sovietica. È per questa ragione che siamo qui ad aprire una finestra per raccontare i vecchi segreti di saggezza.

Grazie per il tuo tempo e grazie per averci concesso questo spazio. Vorrei invitarti a condividere le ultime parole con chiunque avrà modo di leggere questa intervista! Ci vediamo presto!
PETER – Grazie per averci ospitato! Ora siamo nel tour bus e stiamo guidando verso Brescia per tenere il nostro primo concerto qui stasera. Ci piace essere qui e fare un tour nella patria di grandissime band quali Necrodeath, Bulldozer, Paul Chain ecc… e, ovviamente, è la patria del festival di Sanremo, ahahahah! Se siete nei paraggi, incontriamoci per una birra. Saluti e stay metal!