Sonata Arctica: l’ora della maturità

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SONATA ARCTICA: INTERVISTA ESCLUSIVA A HENRIK KLINGENBERG E TOMMY PORTIMO •

Hanno da poco pubblicato il nuovo album “The Ninth Hour” e subtio intrapreso un tour europeo promozionale che è passato anche per l’Italia pochi giorni fa (qui il report). Stiamo parlando dei Sonata Arctica che abbiamo avuto il piacere di incontrare all’Alcatraz di Milano lo scorso 20 ottobre proprio in occasione della loro unica data italiana. Ecco quello che ci hanno detto Henrik Klingenberg e Tommy Portimo, rispettivamente tastierista e batterista della band finlandese. 

Bentornati in Italia! Come state? Siete pronti per stasera?
HENRIK – Sì!
TOMMY – Non ancora! Lo sarò tra poco!

Avete appena pubblicato un nuovo album, “The Ninth Hour”, ho trovato delle innovazioni nel vostro songwriting, ora è più melodico e progressive: parlatemi un po’ di questo lato del nuovo lavoro.
HENRIK – Originariamente siamo stati in tour all’inizio di quest’anno per promuovere qualche canzone nuova del disco, ma non ne avevamo nemmeno una. Siamo andati in tour con i Nightwish per sette settimane, quando siamo tornati eravamo veramente di fretta, Tony è rimasto a casa a scrivere le canzoni mentre il resto di noi era in studio a registrarle. Abbiamo dovuto lavorare molto velocemente su questo album ecco perché è venuto fuori in questo modo!

E siete soddisfatti del risultato finale?
HENRIK – Sì, assolutamente!

E lo eravate anche in fase di realizzazione?
HENRIK – Quando abbiamo iniziato a lavorarci eravamo un po’ preoccupati perché avevamo solamente due o tre canzoni quando siamo entrati in studio a registrare. Ma alla fine è andata bene!

Questo disco è bellissimo e complesso, forse bisogna ascoltarlo diverse volte per ascoltarlo al meglio. Credete che possa essere un rischio per gli ascoltatori?
HENRIK – Potrebbe essere un rischio, come tutti i dischi che richiedono più di un ascolto, ma anche gli album precedenti non penso che fossero di facile ascolto. Credo sia normale quando ascolti una canzone in cui è contenuto molto materiale. E comunque sì, potrebbe essere un rischio.
TOMMY – Quando registri un nuovo album, c’è sempre quel momento di paura che non possa andare, quando lo ricevi tra le tue mani, tutto completo, ma io sono soddisfatto. E’ un album complesso.

Pensate che questo sia uno dei vostri migliori album?
TOMMY – Ci sono delle gran belle canzoni, ne sono davvero felice.
HENRIK – Ancora non lo so, è difficile dirlo perché in realtà lo abbiamo appena terminato! Forse tra un anno te lo saprò dire. Ma al momento ne siamo molto contenti.

Siete nel mondo della musica da molto tempo ed avete pubblicato nove album di studio. Cosa è cambiato durante questi anni?
HENRIK – Molte cose sono cambiate!
TOMMY – Sì, dagli inizi fino ad oggi! Queste nuove canzoni non sono più veloci, in passato erano estremamente veloci, soprattutto nei primi due album. Possiamo dire che questo è stato il cambiamento maggiore che c’è stato.
HENRIK – E poi ci sono stati anche dei cambiamenti nella line up della band.

E i fans sono cambiati?
TOMMY – A volte vediamo le stesse facce che vedevamo nel 2000 quando abbiamo iniziato ad andare in tour! E’ divertente vederli dal palco! Ma siamo anche contenti che tra i nostri fans si sono aggiunti molti giovani che avevano più o meno due anni quando noi abbiamo pubblicato il nostro primo album!

In questo disco avete composto una grandiosa suite “White Pearl, Black Oceans Part II”: come mai questa decisione? Potete parlarmi della genesi di questo album?
HENRIK – Noi suoniamo “White Pearl, Black Oceans” live ed è diventata molto importante sia per noi che per i nostri fans, così abbiamo deciso di scrivere anche la parte II. Quando Tony ci ha mandato il demo l’abbiamo subito trovata molto interessante ed abbiamo fatto uno sforzo per farla suonare bene come la parte I. E’ stata una grande sfida.

Pensate che nel futuro possa esserci anche la parte III?
HENRIK – Davvero non lo so!

Nei testi del nuovo album parlate di argomenti importanti: il rispetto per la natura, l’inquinamento e il futuro del pianeta. Perché questa scelta?
HENRIK – Non lo so, credo perché Tony adesso ha dei figli ed è diventato molto più attento riguardo questi temi e queste problematiche. Noi non cerchiamo di dare consigli a nessuno e non vogliamo dire cosa fare, ma diciamo solamente di fermasi un momento e pensare a tutte queste cose. Se in 50 o 100 anni gli umani non ci saranno più, allora cosa potrebbe accadere dopo?

I vostri progetti per il futuro?
HENRIK – Fare tour! (ride) Abbiamo ancora qualche data per questo tour, poi torneremo a casa per un brevissimo periodo, poi ripartiremo per gli USA per sei o sette settimane e torneremo a casa a Natale. Nel nuovo anno faremo dei concerti in Finlandia e un altro tour Europeo di circa sette settimane. Al termine prenderemo una pausa di circa una settimana e quindi torneremo in America per circa un mese per i festivals estivi, così concludiamo un altro anno di tour!

Vi piace essere in tour con i Twilight Force?
TOMMY – Sì! E’ davvero divertente!
HENRIK – Sì! Condividiamo il tour bus con loro, e ogni sera ci ammazziamo dalle risate! Sono dei ragazzi molto simpatici, mi piace come sono.

Raccontatemi qualcosa che vi ha ispirato nel passato e qualcosa che vi ispira nel presente, non solo per la musica.
HENRIK – Quando ero un teenager ho iniziato ad ascoltare Deep Purple, AC/DC e probabilmente per me è stata la più grande ispirazione, ma penso che ciò che facciamo ora sia anche influenzato dal viaggiare e vedere molte persone e molti posti diversi.
TOMMY – Ho iniziato ad ascoltare l’hard rock quando ho iniziato a suonare la batteria, per esempio i Guns ‘n’ Roses, poi quando ho sentito gli Stratovarious e Jorg Michael alla batteria, decisi che un giorno sarei diventato veloce come lui! Un paio di anni dopo eravamo in tour insieme! E’ iniziato tutto così, Michael è una delle mie più grandi influenze nella musica.

Vi ricordate il primo concerto che avete fatto?
HENRIK – Il mio fu nel 2003 a febbraio, in una scuola o un centro sportivo. Ero davvero nervoso!
TOMMY – Con questa band abbiamo iniziato a suonare nel 1996, forse nel 1997 abbiamo fatto il primo concerto, ovviamente nella nostra città in un centro per ragazzi.

Cosa vi ha spinto a voler diventare dei musicisti?
HENRIK – E’ stato per puro caso! (ride) Mia mamma suonava l’organo nella chiesa e non riesco a ricordare un periodo della mia via in cui non ho suonato, ho sempre suonato!
TOMMY – Non saprei, forse a dieci anni. Con il mio migliore amico che suonava la batteria, mi chiese di provare, e per qualche ragione ero bravo, così decisi che quello sarebbe stato il mio strumento ed è da allora che lo suono!

traduzione: Connor
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