The Unity – quando l’unione fa la forza

THE UNITY: INTERVISTA ESCLUSIVA A GIANBATTISTA MANENTI •

In occasione della pubblicazione del primo omonimo full lenght dei The Unity, la nuova band di Henjo Richter e Michael Ehré (noti per la loro militanza nei Gamma Ray, ma non solo), abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’italianissimo cantante Gianbattista Manenti che ci ha un po’ introdotto nel loro mondo e ci ha fatto da guida attraverso i diversi aspetti di questo loro primo lavoro. (qui la recensione)

Ciao Gianbattista, grazie per il tempo che ci stai dedicando. Non sempre capita di poter intervistare un artista che porta il proprio stesso cognome!
GIANBAGrazie a voi! E’ un piacere.

Presupponendo che tutto abbia avuto inizio con i Love.Might.Kill., di cui tu fai parte, come è nato il progetto The Unity?
GIANBAIn effetti cinque dei sei membri presenti nel disco sono della formazione che hai appena citato, però in realtà è partito tutto da Henjo e Michael che, suonando in sala prove e avendo gusti musicali molto simili, hanno voluto creare un progetto “seventies” al di fuori dal contesto Gamma Ray. In un secondo tempo, circa due anni fa siamo stati coinvolti noi.

Ascoltando l’album vi si trova una bella sequenza di brani decisamente heavy miscelati a quella giusta dose di melodia che rende il tutto più apprezzabile: riff e ritmi serrati come sull’opener “Rise and Fall”… ritornelli che entrano facilmente nelle orecchie, grandi aperture corali come su “No more lies”… senza disdegnare sonorità più sabbathiane come in “God of temptation”… insomma gli ingredienti giusti  per un disco di power metal con i controfiocchi: chi ha avuto un maggior ruolo nel songwriting?
GIANBAGrazie mille per i complimenti. Per quanto riguarda il songwriting è stata una collaborazione veramente bella e sincera perché ognuno di noi è stato coinvolto, quindi posso affermare che sono brani scritti dai “The Unity”. Il tutto si è evoluto in un clima molto rilassato sia a livello personale che come scambio di idee riguardo agli arrangiamenti e alle parti. Per un discorso di “distanze abitative” e impegni di ognuno di noi, si è lavorato molto anche via mail. Personalmente sulle melodie vocali ho voluto avere un po’ più “controllo” è ho avuto sempre l’ultima parola, però come ti dicevo anche in questo caso alcune idee sono arrivate da tutti.

…e, ovviamente l’esperienza di due grandi musicisti come Henjo e Michael ha avuto il suo ruolo. Tanto per parafrasare un brano dei Gamma Ray: avete trovato subito la giusta “empatia”?
GIANBAMa secondo me non c’è mai stato bisogno neanche di pensarci, i Gamma Ray sono un gruppo storico e hanno una loro percorso, le proprie dinamiche, quindi  Henjo e Michael hanno iniziato questo progetto già sapendo come investire tempo e energie.  E’ andato tutto talmente bene tra di noi che non ho mai pensato che potesse andare diversamente.

Durante l’ascolto dell’album si nota una tendenza a far crescere la voglia di ascoltarlo per scoprirlo pian piano e quando si arriva ad un pezzo carico d’energia come ad esempio “Firesign”,ecco che spunta ad esempio “Always just you” che sembra essere stato messo lì per dare quella boccata d’aria prima di riprendere la corsa. Quale risultato volevate ottenere scrivendo i pezzi dell’album?
GIANBASemplicemente c’era bisogno di far sfociare in maniera equilibrata le idee che ognuno di noi ha proposto, quindi alla fine ci siamo trovati con tutti quei brani senza aver nulla di pianificato a tavolino, anzi ci siamo ritrovati con molti più brani di quelli che alla fine sono finiti sul disco, ma alla fine abbiamo scelto quelle che più ci piacevano, naturalmente questo a nostro gusto personale. Siamo tutti molto soddisfatti del risultato finale, anche se devo dire che per quanto mi riguarda penso potessi fare meglio, ma questa è una cosa che sicuramente molti musicisti ti avranno detto un migliaio di volte che non si è mai soddisfatti pienamente di se stessi a lavori finiti. (risate)

Quindi sei soddisfatto del risultato finale?
GIANBASì, pienamente soddisfatto.

Come si articola la costruzione di un vostro pezzo, da chi o da dove partono le idee?
GIANBABeh, un brano contenuto nel cd è nato mentre stavo guidando e canticchiavo, un altro è partito tutto da un fill di batteria di Michael che era talmente bello che si è deciso di comporre un brano su di esso. I brani nascono da tante cose, da un suono che ci è piaciuto particolarmente oppure dopo aver ascoltato un brano di qualche grande artista, come ti accennavo non nasce nulla a tavolino per quanto ci riguarda.

Quali sono le tematiche che vi ispirano nello scrivere una canzone?
GIANBACi sono vari aspetti sul discorso tematiche, però principalmente parliamo di quello che ci sta attorno, i rapporti interpersonali/sociali, il rapporto tra l’uomo e la terra che abitiamo che ormai è messa a dura prova ogni giorno con il nostro comportamento per quanto riguarda l’ambiente in generale, le grandi paure che accomunano un po’ tutti, sentimenti, cioè brani dedicati ad un amore come “Always just you” e “The wishing well”, oppure brani più goliardici come “Firesign” che parla dell’essere metallari, quindi sul discorso di vedersi additare perché si portano i capelli lunghi e ci si vesta in un certo modo. Il pezzo parla appunto di essere orgogliosi di quello che si è a prescindere. Poi il mio brano preferito è “Never forget” che, come si evince dal titolo, parla di non  arrendersi mai.

Quale è stato il momento più difficile nella registrazione dell’album?
GIANBATi dirò, sai che non c’è stato nessun momento difficile nella registrazione dell’album. Sembra impossibile ma è così, credimi. Vuoi l’entusiasmo, il carattere stupendo di tutti questo probabilmente è il motivo cui tutto è filato via liscio. Forse la parte più difficile è stata la non possibilità di berci delle birre tutti insieme ogni week end.

Parliamo un po’ di te: come nasci come cantante e quali sono le tue fonti di ispirazione?
GIANBA
Ho iniziato più o meno come tutti. Quando hai 15 anni entri a far parte della band di un amico che fanno cover perché serve un musicista, nel mio caso un cantante appunto e da li poi la cosa mi è piaciuta parecchio così ho proseguito, facendo parte anche di un tributo ai Deep Purple che mi ha permesso di esibirmi con Ian Paice (batterista dei Deep Purple n.d.r.), esperienza a dir poco fantastica. Poi ho fatto parte di un’altra cover band di hard rock che nel 2008 ha accompagnato Kee Marcello (ex-chitarrista Europe n.d.r.) nel suo tour italiano. Da lì sono rimasto in ottimi rapporti con Kee e quando il suo batterista (che a quel tempo era Michael) ha avuto bisogno di un cantante ha fatto il mio nome. La leggenda vuole che Kee abbia detto a Michael in romanesco: “Aò Michael, ce stà Giamba, vedi de chiamà lui!” (risate).
Sono sempre stato un grande fan dei Queen e dei Pink Floyd e sono partito da lì per i miei riferimenti vocali, da loro sono poi passato alla fase Deep Purple e poi  ho continuato ad ascoltare tutti i gruppi nati dalla band appena citata vedi Whitesnake, Rainbow, Black Sabbath: è un genere musicale che mi ha influenzato parecchio. Metal moderno non ne ascolto molto anche perché ritengo che i gruppi e gli artisti che ti ho appena citato a mio parere rimangono ancora insuperabili (non a caso tutti i gruppi moderni si rifanno in qualche modo sempre a loro).
Ah, dimenticavo. Una cosa che non sentirai nel CD è l’uso dell’autotune (effetto digitale che si usa in studio di registrazione per intonare perfettamente la voce) cosa che quasi tutti ormai usano nei dischi, io ho preferito non utilizzarlo proprio per essere “vero” al 100% compresa qualche intonazione non perfetta, ma del resto i dischi di una volta erano fatti senza “quell’aggeggio”.
Altri artisti che mi hanno veramente ispirato sono: Russell Allen, Jorn Lande, Joe Lynn Turner, Michele Luppi che è anche il mio insegnante e fonte d’ispirazione vedendo il percorso che ha fatto e i risultati che ha ottenuto.
Impazzisco per gli Avantasia; mi piace tantissimo Bob Catley: sono veramente tantissimi gli artisti e cantanti che mi piacciono.

Un’ultima domanda: cosa bolle in pentola per il futuro? un tour? anche qui da noi?
GIANBAL’album uscirà a maggio e per le date estive purtroppo per gli organizzatori è un po’ tardi, comunque nonostante questo abbiamo già qualche data all’estero, sul nostro facebook si può vedere dove suoneremo. In Italia per il momento nulla, speriamo in autunno.

Gianbattista, grazie mille ed un grandissimo in bocca al lupo per tutto.

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