Trance – anche i perdenti vincono!

TRANCE: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARKUS BERGER •

 

Incontrare una formazione storica degli anni ’80 è sempre interessante, soprattutto quando si tratta di una di quelle band che hanno lasciato un segno profondo nella crescita di noi giovani metallari di allora. Stiamo parlando dei tedeschi Trance, con i quali abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata in occasione del loro concerto a Roma a supporto degli Anvil (qui il report).

Benvenuti in Italia!. Siete tornati in pista esattamente un anno fa con un nuovo album, “The Loser Strikes Back”. Che significato ha per voi questo album? Il titolo a cosa fa riferimento?
MARKUS – Mi sembra che ci siamo fermati nel 1998, in quel periodo non ho avuto molto a che fare con l’heavy metal o l’hard rock, perché negli anni ’90 era molto difficile con tutto quel Grunge fare del dark o della musica metal. Così ho suonato delle cover, ma mentre ero in questa scena musicale la gente mi trattava veramente male perché ero uno di quelli che negli anni ’80 era stato famoso e poi negli anni ’90 non ero più nulla. Questa gente mi ha fatto passare un periodo davvero brutto. Non avevo i TRANCE in cui scrivere la canzoni per esprimere ciò che sentivo dentro di me, anche la sofferenza. Mia moglie è morta nel 2014, ma fu lei a spingermi a ricominciare di nuovo a suonare dopo il 2010. In questo secolo non c’erano ancora stati i TRANCE a continuare quello che era stato fatto prima, ed ero molto deluso, come tutti quelli che volevano che la nostra musica continuasse. La canzone più famosa che facevamo era “LOSER”, nel 1982, fu una grande hit in tutta Europa, allora la gente iniziò a chiamarmi Loser (perdente). E allora da qui è venuto fuori il titolo del nuovo album “The Loser Strikes Back”, un titolo autobiografico, così come lo è tutto l’album.

Come è stato il responso del pubblico e della stampa?
MARKUS – Abbiamo avuto fino ad ora solo buone recensioni da 8,5 a 10, ovunque alla gente piace questo album, ed il motivo è che noi abbiamo cercato di ottenere il vecchio suono con la tecnologia del nuovo millennio. Ed è venuto un ottimo lavoro perché abbiamo un bravissimo produttore Charly Czajkowskj (Rage, Subsignal). Quest’uomo ha delle mani magiche, è riuscito a ostruire un ponte dal suono degli anni ’80 ad oggi.

Ascoltando l’album sembra di rivivere le belle sonorità degli anni ’80: avete voluto mantenere fede alla vostra identità piuttosto che alle mode? (cosa che approvo in pieno).
MARKUS – Assolutamente sì. Non ci piacciono i samples e questo genere di roba, su questo album abbiamo raggiunto il suono reale che vogliamo. Noi vogliamo suonare il vero heavy metal!

Quali sono state le vostre sensazioni nel ritornare in uno studio di registrazione prima e su di un palco poi?
MARKUS – E’ stata una bella sensazione perché ora ci sono i TRANCE che credono di nuovo in me dopo molto tempo e mi hanno dato la libertà sul songwriting in ogni step, dalla pre-produzione fino alla fine.

Vi seguo dal 1982, dal primo album “Break Out”: che evoluzione hanno avuto i Trance in tutti questi anni?
MARKUS – I primi 7/8 anni sono stati come un sogno che diventa realtà perché noi facevamo semplicemente ciò che eravamo, diventammo un gruppo seminale per questo stile ed eravamo amati per ciò che facevamo, ed ora ritorniamo a quello stile nel 2017/2018.

Siete nati come Trance, poi avete modificato il vostro nome in Trancemission, per poi tornare a chiamarvi Trance. Ora però esistono i Trance e i Trancemission, che sono da considerare una band completamente differente e non vi sono più legami: perché questo split-up?
MARKUS – Questa storia riguardo il cambio del nome può confondere un po’ le idee. Quando raggiungemmo il top, l’apice del nostro successo, abbiamo avuto delle difficoltà con il management che voleva tenere il nome. La battaglia legale durò cinque anni, ma alla fine abbiamo vinto e ci siamo potuti riprendere il nome della band. I membri originali della band sono stati insieme fino al 1995, poi il nostro cantante non ha avuto abbastanza pazienza ed ha voluto lasciare, dopo che avevamo investito dei soldi anche nel mercato asiatico, nonostante il disco che avevamo pubblicato anche in Sud Corea era arrivato in Top 10 anche lì. Ma lui disse che non aveva più senso, ma era solamente impaziente. Ma ora che ho i diritti sul nome della band, non provo rancore verso di lui, perché in fondo ha contribuito anche lui per farci diventare quello che siamo stati e quello che siamo oggi.

Sono molto legato a brani come “Break Out” o “Shock Power” perché hanno forgiato il mio animo di metalhead. Quale brano dei Trance, secondo voi, è il più rappresentativo della band? Che disco consigliereste a chi non vi conosce?
MARKUS – Oh, le suoneremo stasera queste due canzoni! I primi tre album sono decisamente il nostro stile, la mia canzone preferita rimane ancora “Loser” perché è una canzone che parla di combattere contro la guerra ed è più che attuale al giorno d’oggi, viene dal profondo del cuore ed è diretta a tutte le persone che vogliono combattere contro il male che c’è nel mondo.

Ora siete in tour con un’icona del metal come gli Anvil: com’è la vita on the road con loro?
MARKUS – Oh, è molto divertente, sono dei ragazzi divertenti, non li avevo mai conosciuti prima di persona, siamo saliti sul bus e abbiamo subito legato. Stiamo pianificando anche di andare in Canada e di fare delle date come co-headliners. Ci piacciamo molto, condividiamo molte cose, ed è tutto perfetto.

Quali sono i vostri progetti futuri?
MARKUS – Sai che ora siamo tre dei membri originali della band, vogliamo continuare per questa strada e registrare un nuovo album. Ho così tante canzoni che ho scritto durante gli anni! La band si è fermata, ma io non ho mai smesso di comporre, ed ho circa 300 o più canzoni finite che sono pronte per essere registrate. Non so se inizieremo a registrarlo quest’anno o il prossimo.

Eri mai stato nel nostro Paese in precedenza?
MARKUS – Non la prima volta in Italia, ma la prima volta a Roma. Sono stato a Venezia, è così bello fare le vacanze e rilassarsi in Italia

Ultima domanda: cosa vi aspettate dal pubblico italiano?
MARKUS – So che abbiamo molti fans in Italia, vogliamo fare degli shows molto belli e vedere che succede. Forse riusciremo a guadagnarci ancora più seguaci. Ora vi voglio presentare il cantante del nostro tour, Nick Holleman; rimarrete veramente impressionati da lui, e voglio che vi parli un po’ del suo progetto solista!
NICK – Come sapete ero il cantante dei Vicious Rumors, ma ad un certo punto mi sono chiesto se avevo veramente intenzione di rimanere con loro o fare un progetto tutto mio che in fondo era quello che avevo sempre sognato fare. E allora ho deciso di inseguire il mio sogno! Il  progetto si chiama Powerized e l’album, dal titolo “The Mirror’s Eye”, uscirà il 16 Marzo, e anche questo sarà un album con vera musica senza midi, senza samples, o roba del genere, sarà un concept album. Sicuramente andrò in tour in Europa, probabilmente intorno ad Ottobre, anche in Italia.

Come sei entrato in contatto con i TRANCE?
NICK – durante uno show insieme, io cantavo con i Vicious Rumors.
MARKUS – Sì, fu in Germania, con Udo Dirkschneider.
NICK – Oh sì, si ricordavano i me da quel concerto, mi contattarono dicendomi che avevano bisogno di un cantante per diversi motivi e mi proposero di unirmi a loro per questo tour. Gli dissi che era un po’ complicato perché il mio album sarebbe uscito proprio in questi giorni e io avrei avuto da fare con la promozione, ma alla fine abbiamo visto che le date combaciavano perfettamente. Ho ascoltato le canzoni e mi sono piaciute da subito, sono catchy, ma tutte molto diverse l’una dall’altra. Avevano bisogno di una risposta immediatamente e io senza esitare gli ho detto di sì! E’ divertente stare in tour con questi ragazzi e apprezzo molto il modo in cui mi aiutano a promuovere il mio album. E’ difficile tirar fuori un nuovo progetto. Markus è un grande musicista e io lo ammiro davvero molto!

Prima avete accennato a Udo. Avete mai avuto qualche collaborazione con lui?
MARKUS – Sì, Udo è un nostro vecchio amico sin dagli anni ’80, aveva la miscela giusta per produrre la nostra band e diventammo amici. Aveva un partner all’epoca, Michael Wagner, che era un grande produttore in America nella compagnia Double Trouble, riuscirono a fare il grande colpo anche lì. Udo ci portò in tour con lui e con i Vicious Rumors come special guest.

Una domanda per Nick: da cantante, come ti sei trovato nel passare da un sound tipicamente più americano, come quello dei Vicious Rumors, a quello di stampo tedesco?
NICK – E’ una buona domanda. La più grande differenza che c’è credo che sia nei Bpm (Beats per minute). Nei Vicious Rumors il tempo del cantato era più veloce, mentre con i TRANCE è più lento e più dinamico, ma in entrambi il mio cantato è un po’ blues. Ci sono molte linee blues.

Grazie mille per l’intervista e del tempo che ci avete dedicato!
NICK / MARKUS – Grazie a voi!

traduzione Connor
ringraziamo Raffaele Pontrandolfi di Vero Rock per la cortese collaborazione