Tre lunatici si raccontano

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RAVEN: INTERVISTA ESCLUSIVA A JOHN GALLAGHER, MARK GALLAGHER E JOE HASSELVANDER •

Si potrebbe restare ore ed ore ad ascoltare le loro storie, le loro esperienze, le loro follie… stiamo parlando dei mitici Raven che abbiamo avuto il piacere di intervistare il 13 ottobre scorso in occasione della loro esplosiva data italiana al Legend di Milano (qui il report).

E’ un vero onore per me essere qui con voi. E vi ringrazio del tempo che ci state dedicando. Facciamo conoscere meglio i Raven ai nostri lettori: come è nata la band?
MARK – Nel 1974, molto tempo fa, dei ragazzini a scuola decisero di formare una band e ci riuscirono!
JOHN – Suonammo uno show completo nel 1975 con cover e canzoni originali. Suonammo “Now I’m Here” dei Queen, “Stealin’” degli Uriah Heep, ancora mi ricordo, caddi per le scale nel backstage, e il chitarrista cadde invece dal palco durante lo stesso concerto!

Quali band vi hanno dato lo stimolo iniziale?
MARK – Oh molte! Deep Purple, Black Sabbath, alcune delle band glam come gli Sweet, roba più heavy, gli Slade sono stati una grande influenza. A dir la verità il disco live degli Slade è probabilmente il motivo per cui abbiamo formato una band! Ne siamo grandi fan!

E i musicisti che vi hanno ispirato?
MARK – Richie Blackmore per me! E’ strano, ma Joe nonostante vivesse negli Stati Uniti, è cresciuto con le mie stesse influenze musicali, ed è inusuale per un americano avere le stesse influenze di un inglese, e ciò ha fatto molta differenza più tardi.
JOHN – Per me molte band e musicisti come Gary Thain degli Uriah Heep, Andy Fraser dei Free, Jim Lea degli Slade, John Wetton. Ho preso un po’ da ognuno di loro.

Parlatemi dei Gallagher da giovani.
MARK – Dei ragazzi cresciuti a Newcastle, un posto molto duro in cui crescere, non c’erano molte opportunità per le persone e dovevamo andarcene da lì. La musica è stata un’ottima via d’uscita per crearci una vita per conto nostro. Abbiamo viaggiato per il mondo e fatto delle cose fantastiche con i Raven.

I vostri genitori erano d’accordo con la vostra scelta di essere dei musicisti?
MARK – No!
JOHN – Ma questo ci ha aiutati, perché ci hanno detto che se questo era quello che volevamo fare, ce la saremmo dovuta cavare da soli per ogni cosa.

Il vostro primo strumento?
MARK – Chitarra.
JOHN – Basso.
JOE – Violino e poi la batteria.

Volete dirci qualcosa del vostro album “ExtermiNation”?
MARK – Volevamo fare un disco che diventasse tra i preferiti dei nostri fan. Spesso ci dicono che i loro album preferiti sono i primi che abbiamo fatto, e invece stavolta volevamo che ci chiedessero di suonare canzoni del nostro ultimo album, e non solo di quelli più vecchi della nostra discografia. Abbiamo avuto un’ottima risposta dalle persone riguardo questo disco, ognuno dei nostri ascoltatori ha una diversa canzone preferita, e durante i live shows ne eseguiamo molte tratte da questo lavoro. Non avremmo mai creduto di ottenere un così buon successo suonando live i nuovi brani! Possiamo confermare che quest’album ha riscosso fino ad ora un gran successo.
JOHN – Abbiamo lavorato molto sul songwriting, poi il resto è arrivato tutto insieme all’improvviso: il nome dell’album, l’idea della copertina, la tracklist. Il missaggio è filato tutto liscio ed ha fatto in modo che le canzoni rendessero al massimo, eravamo davvero contenti, e la reazione dei fans e della critica a tutto questo è stato “Wow!”. Grandioso non credi?

Avete la stessa potenza sia in studio che live. Qual è il vostro segreto?
MARK – Sì! Il caffè!
JOHN – Le sigarette sono bandite in studio.
MARK – Molta gente non realizza che la maggior parte delle bands non suona più insieme in studio. Grazie alle nuove tecnologie come Pro Tools etc, registrano dei pezzi e li mettono insieme come un puzzle.
JOE – Non c’è alchimia ora.
JOHN – La chitarra si registra con un metronomo, la batteria si registra per ultima. Non c’è interazione tra le persone, e non c’è più modo di dire: “Hey! Prova a fare questo, prova a cambiare quest’ altro”. Viene tolta tutta la parte viva, il cuore e l’anima che prima c’era nella registrazione di un disco.

C’è qualche episodio particolare che ti ricordi in qualche concerto?
MARK – Oh, una marea! Dalla gente che cadeva giù dal palco al tour manager che si è spogliato sul palco! Il nostro attuale tour manager sarà il prossimo! (ridono, mentre il tour manager, seduto in disparte, sembra essere scherzosamente un po’ preoccupato)
Roba da matti! Durante un concerto mi ricordo che correvo e caddi sulla batteria, la canzone si fermò e la batteria si distrusse. E Joe stava lì seduto e gridava “Ma che cazzo succede? Dove è finita la batteria?” (ridono)
JOHN – Nello stesso show un ragazzo continuava a salire sul palco per farci delle foto e Mark gli disse: “Hey, scendi giù!” e questo tipo gli rispose: “Hey! Non mi spingere!” e il tipo cadde dal palco. Era a Rhino in Nevada. Il tipo che era volato giù dal palco venne dopo lo show e disse: “Hey! Lo sai che prima mi hai quasi ammazzato?” – e Mark gli ha risposto: “Non ti preoccupare figliolo, fa tutto parte dello show!” (ridono).

Sapete che sono cresciuto con la vostra musica? Ascolto i Raven dal 1981!
MARK – Sì, anche noi!
JOHN – Mi ricordo la prima volta che abbiamo suonato a Milano. Alla fine del concerto c’era un camerino, e la gente l’ha tirato completamente giù! Da pazzi!

Cosa volete fare da grandi?
JOHN – Non abbiamo ancora deciso quando diventeremo grandi, ma credo che a questo punto abbiamo già passato il limite di tempo in cui saremmo dovuti crescere! Continueremo a fare quello che ci pare! Keep rocking!
JOE – Continueremo a fare musica! Keep rocking!
MARK – Amiamo quello che facciamo, non facciamo una montagna di soldi, a volte viaggiare è difficoltoso, ma suonare e incontrare i fans è semplicemente meraviglioso! E’ imbattibile! E non cresceremo mai se questo è quello che possiamo avere ora!

Avete tra i vostri progetti la pubblicazione di un nuovo live album?
MARK – Abbiamo parlato di realizzare un live concept DVD. E’ un’idea che gira nell’aria da un po’.

Preferite suonare nei piccoli clubs o nei festival?
MARK – Beh dipende! Ci sono poche band che riescono a fare entrambe le cose molto bene. In Sud America per esempio abbiamo suonato una sera in un piccolo club come questo, poi la sera successiva in un posto davanti a 72,000 persone, in apertura a un concerto dei Metallica.
I Raven sono una band che può fare cose diverse ed abbiamo canzoni che vanno bene per le Arene e per i clubs. A noi piacciono entrambe le situazioni.

C’è un posto dove non avete mai suonato?
JOHN – Non abbiamo suonato in Australia, Nuova Zelanda. C’era un ragazzo che voleva suonassimo in Nepal e molte persone ci vorrebbero in India!
MARK – Ci piacerebbe suonare ovunque! E’ troppo bello incontrare tutti di persona!

E siete pronti stasera per darci un’altra carica?
JOE – Certamente!
MARK – Ti ricarichiamo un po’ le batterie con una scarica da “ExtermiNation”!

si ringrazia per la traduzione Connor
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elaborazione video 
Federica Borroni
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