Viaggio nella storia della N.W.O.B.H.M. – Dennis Stratton si racconta

dennis_stratton logo
DENNIS STRATTON: INTERVISTA ESCLUSIVA •

Era il 29 agosto 1980 quando ebbi il primo contatto con gli Iron Maiden, in quell’occasione, gli allora sconosciuti ragazzi londinesi erano di supporto ai Kiss nella loro data romana che si tenne a Castel Sant’Angelo e nessuno, in quel momento, poteva immaginare quali successi avrebbe loro riservato il futuro. Sono passati 36 anni da quella data ed avere la possibilità di incontrare un personaggio ed un artista come Dennis Stratton, storico primo chitarrista della band, è come rivivere passo passo tutta la mia gioventù, grazie ai racconti che lui stesso ci ha fatto poco prima del concerto che ha tenuto lo scorso 30 aprile all’Exenzia di Prato (qui il report). Con la collaborazione di Ivan Giannini (voce dei Flash Of The Blade, la band che lo accompagna sul palco del club toscano), eccoci dunque pronti a ripercorrere i primi passi della New Wave Of British Heavy Metal. (english version below)

Ciao Dennis, bentrovato e grazie per il tempo che ci dedichi. Partiamo dagli inizi: come è nata in te la decisione di fare il musicista?
DENNIS – Inizialmente amavo giocare a calcio, poi ho scoperto che non ero abbastanza bravo! Quando avevo 16 anni un mio amico che suonava in una band, mi disse che il suo chitarrista aveva deciso di suonare il basso come Paul McCartney, e mi chiese se volevo comprare la chitarra che si vendeva, e così la comprai! Andai in un pub per vedere l’esibizione live di una band, ascoltai e pensai: “Ok, ci posso provare!”. Ho preso la chitarra e suonando sempre di più, lentamente ho fatto progressi. Se quel mio amico non mi avesse venduto la chitarra, non so se ne avrei mai comprata una; avevo la chitarra, ho iniziato a suonarla e mi è piaciuto.

I tuoi genitori hanno contrastato questa tua scelta?
DENNIS – No. E’ difficile da spiegare. Da dove provengo io, dai quartieri Est di Londra, all’epoca c’erano molte famiglie povere, non c’erano soldi, e anche per noi era la stessa cosa. Mio padre e mia madre lavoravano senza sosta, ma non c’erano mai soldi, così all’età di 15 anni ho abbandonato la scuola e sono andato a lavorare al porto. A16 anni ho iniziato un apprendistato come tecnico marinaio, così lavoravo sulle navi e continuavo ad imparare la chitarra. In questo modo ho trascorso il mio tempo, fino a che sono arrivato a 21 anni ed ho finito il mio apprendistato ed il mio lavoro: in quel momento ho deciso di suonare e non continuare a lavorare sulle navi. Così è nata la band “R.D.B” (Remus Down Boulevard) ed era il 1972; intorno al 1975 eravamo in giro per l’Europa e Scandinavia, in tour, supportando gli Status Quo, nel 1979 sono entrato a far parte degli Iron Maiden.

Prima degli Iron Maiden hai fatto tour in Europa quindi?
DENNIS – Sì. La prima volta che Steve Harris e Dave Murray vennero a vedermi dal vivo con i R.D.B. (Remus Down Boulevard), ero a Londra, e in quel periodo stavamo in tour con gli Status Quo, Mott The Hoople, Budgie, e tante altre bands degli anni ’70. Loro avevano appena fondato gli Iron Maiden, erano davvero i primi tempi, prima della EMI, prima del disco. All’epoca c’erano solo tre persone negli Iron Maiden: Steve Harris, Dave Murray e Paul Di Anno! Successivamente vennero da me e mi dissero “Abbiamo firmato con la EMI, facciamo un album, abbiamo molti fans, sappiamo registrare, abbiamo esperienza dal vivo, esperienza di pre-produzione, insomma, tutto… ti vogliamo nella band!”. E così mi sono unito a loro e sono diventato il quarto membro. Mi hanno dato una cassetta con “Phantom”,” Iron Maiden” e “Sanctuary”. Ho messo la mia parte di armonia e sono andato alle prove (canta il riff principale di “Iron Maiden” – n.d.r.), ora c’erano due parti di armonia, fantastico! Abbiamo costruito due chitarre che lavoravano insieme sull’armonia, era una cosa assolutamente nuova! E così io e Dave abbiamo accresciuto questo stile delle chitarre che lavoravano insieme su un’armonia ed è entrato a far parte dello stile Maiden. Dopo di ciò ho fatto notare una cosa: “Voi non avete il batterista! Ve ne porterò due!”. Così gli portai Johnny Richardson e Clive Burr. Il primo era troppo rumoroso, così ho telefonato a Clive e gli ho detto: “Clive, vuoi venire?” e lui ha risposto di sì!. Gli ho dato la cassetta, è venuto nello studio, si è seduto ed è entrato subito a far parte della band. Ecco tutto! Abbiamo così iniziato a provare, e quelle chitarre armonizzate sono diventate sempre di più e anche le armonizzazioni vocali. Nonostante tutto, il sound grezzo e punky con cui erano nati i Maiden rimaneva. Ecco come è iniziato!

Stiamo parlando della storia del metal! Quando avete capito che sareste potuti essere un grande gruppo?
DENNIS – All’epoca gli Iron Maiden erano una band davvero molto piccola, erano solo gli inizi. Abbiamo registrato le prime due canzoni (“Sanctuary” e “Wratchild” – n.d.r.) per la Metal For Muthas (vol.I compilation – n.d.r.) e Neal Kay, dove ci sono anche i Praying Mantis. La maggior parte delle canzoni, molte canzoni, erano scritte da Steve per quanto riguarda i primi due album (“Iron Maiden” e “Killer”), ma lo stesso c’era moltissimo lavoro da fare per far sì che i brani fossero terminati e rifiniti, insomma, per essere trasformati in delle vere grandi canzoni! Non mi sono mai reso conto di quanto fossero grandi i Maiden, era troppo presto. Quando andavamo nello studio di registrazione per fare il primo album, io ero nello studio da solo, con il fonico e il produttore, senza la band. Le batterie erano state fatte, il basso era stato fatto, e io e Dave facemmo le chitarre. Io ho iniziato a registrare le chitarre: una, due tre chitarre, per fare il suono più grande. Poi Rod Smallwood (il manager – n.d.r.) disse: “Forse no, forse no. Ci sono troppe chitarre” e allora le abbiamo tolte. Poi disse: “Ci sono troppe voci”, bene, io mi trovavo in un periodo in cui volevo provare e sperimentare, una band con cinque membri, che doveva essere una band, ma che in tre/quattro mesi di registrazione dell’album non si erano mai incontrati. La maggior parte del tempo speso in studio, l’avevo passato col fonico a registrare. Dave veniva, registrava dei soli, poi lo stesso facevo io. L’unico momento in cui ho avuto l’impressione di capire quanto stava diventando grande la band, fu quando venne pubblicato l’album ed andò in classifica. Un altro segnale fu quando partimmo in tour con i Kiss e realizzai quanti fans avevamo in Europa, sì anche in Italia! Fu sorprendente per me perché quando supportavamo gli Status Quo in Europa, nessuno sapeva chi fossimo. Ma nel tour con i Kiss già moltissimi fans in Europa conoscevano gli Iron Maiden

Io c’ero al tour dei Kiss, era il 29 Agosto 1980, a Roma.
DENNIS – Fummo costretti a stare a Lido di Jesolo per 8 giorni perché i Kiss andarono a Londra per altre date, e a noi non era permesso suonare di supporto a loro in Inghilterra.

Perché?
DENNIS – Perché gli Iron Maiden avevano troppi fans in Inghilterra! Così ci venne detto: “No, voi restate qui!”. I Kiss hanno avuto un supporto diverso che suonava prima di loro in Inghilterra. Così siamo rimasti a Jesolo per 8 giorni, a Venezia.

Come è stata questa esperienza con i Kiss: andare in tour con un grande gruppo quando ancora non si è nessuno?
DENNIS – Splendido! Oh, a dire la verità eravamo abbastanza conosciuti, e anche i Kiss ci conoscevano già. Ho sempre avuto il massimo rispetto per le band che ho supportato, sono molto fortunato perché tutte le band che ho supportato erano sempre di persone amiche. Quando abbiamo supportato i Kiss, Rod Smallwood mi disse: “Non facciamo amicizia e non facciamo comunella. State separati.” Io gli ho risposto: “Mi dispiace Rod, ma loro sono miei amici!”

Era aggressivo Rod Smallwood?
DENNIS – No, voleva solamente tenerci separati dai Kiss. Immagino che volesse tenere lontano i Maiden dai Kiss, non so per quale motivo, ma sono molto amico con Paul Stanley, e per il mio compleanno lui e non mi ricordo se Gene Simmons o Eric Carr, e Dave Lights (Dave “Lights” Beasley, tecnico delle luci dei Maiden – n.d.r.), mi hanno portato in un ristorante a festeggiare, è stato fantastico! Se cerchi su internet le foto del Kiss Tour, ci sono anche le foto di quella serata! Siamo buoni amici!

Quando sei uscito dagli Iron Maiden, hai pensato altre prospettive anche non musicali?
DENNIS – No, no! Sai, quando una band si forma, i componenti non si conosco bene, ci vuole molto tempo affinché questo accada. Stavamo lavorando al secondo album “Killer” e già dal vivo suonavamo cinque o sei canzoni da inserire su “Killer”. Stavo già facendo la pre-produzione di tutte le parti di chitarra dell’intero album, ma non le avevo registrate. Quando mi sono diviso da loro, il mio obbiettivo era di avere nuovamente una band perché i fans volevano sapere cosa facevo, erano ancora lì! E così formai i Lionheart ed in un mese entrammo in studio a lavorare su del nuovo materiale.

Qual è la canzone degli Iron Maiden che hai ancora nel cuore?
DENNIS – Credo sia “Phantom Of The Opera”. Sì, perché se hai sentito “Phantom”, quando l’abbiamo registrata, era come una grande canzone epica. Quando abbiamo iniziato a registrarla per l’album ed ho iniziato a metterci su il tema di chitarra e le backing vocals,e poi aggiungevamo e aggiungevamo e aggiungevamo parti di chitarra, suonava sempre più imponente! Rod Smallwood non ne era contento perché mi disse che sembrava una canzone dei Queen con tutte quelle voci e tutte quelle chitarre. Troppe. Ma stavamo sperimentando, infatti non era né missata né masterizzata, stavamo solo sperimentando. Sì, è vero che stavamo registrando linee vocali su linee vocali e sembrava un po’ come “Bohemian Rhapsody” dei Queen, ma ho detto a Rod che le poteva togliere le voci, stavamo solo sperimentando, ma stava venendo fantastico!

Invece del periodo successivo a te degli Iron Maiden, c’è una canzone che ti piace o che magari avresti voluto scrivere tu?
DENNIS – Amo alcune delle loro migliori canzoni! Da “Run To The Hills” a “The Number Of The Beast”. Non so, ma mi sarebbe piaciuto essere stato coinvolto nella scrittura dei pezzi. Mi ricordo che all’epoca nessuno aveva la possibilità di scrivere perché Steve scriveva tutto.

Ma anche le parti di chitarra?
DENNIS – No, parlo dei riffs. Lui scriveva i riffs. Dave era interessato a scrivere molte canzoni, ma Steve era la mente e scriveva tutto, era difficoltoso suonare una canzone e lentamente costruirla, con tutte le parti di chitarra, quando le idee sono già lì. Se fossi rimasto non so che tipo di canzoni avrei potuto scrivere. Le canzoni che sono state scritte da Adrian e da Bruce, hanno aperto una selezione di gusti e idee diverse: guarda ad esempio “2 Minutes To Midnight”, oppure “Aces High”, oppure “Fear Of The Dark”, oppure “Wasted Years”, sono diventati dei classici, e sono delle grandi canzoni, con stili e melodie diverse, ma ai quali ci si è abituati. Se fossi rimasto o meno, se fossero state scritte solamente da Steve o meno, o leggermente diverse, o con la mia influenza, questo non lo so dire, ma posso dire che così come sono, sono delle grandi canzoni!

Se fossi rimasto negli Iron Maiden, avresti condiviso certe scelte come, per esempio, mandare via Paul Di Anno per far entrare nella band Bruce Dickinson?
DENNIS – Quando stavamo registrando il primo album “Iron Maiden”, ho detto a Steve e a Rod che semmai gli Iron Maiden avessero voluto competere contro band del calibro di Led Zeppelin, Deep Purple o una qualsiasi delle bands americane, tipo Van Halen, avrebbero dovuto prendere un cantante migliore. Gli dissi che avevano bisogno di un cantante con un range di voce più alto e quando abbiamo registrato il secondo album, ho realizzato che la voce non andava bene. Mi piaceva Bruce, ma cantava ancora con i Samson, così suggerii a Steve: “Ascolta Biff dei Saxon” – a lui non piacevano i Saxon – va bene, sono gusti personali, ma aggiunsi: “Dimentica le canzoni, dimentica la band, ascolta la voce! Ascolta il suo vibrato e quanto in alto può salire con la voce. Ora ascolta David Lee Roth, Robert Plant, Ian Gillan, David Coverdale. Tu adesso non ce l’hai tutto questo!”. Quando stavamo registrando il secondo album, Bruce Dickinson stava ancora con i Samson e dissi a Bruce: “Hanno bisogno di una voce come la tua per decollare. Non so come, ma devono contattarti!”. Aveva davvero la voce perfetta per la band. Senza Bruce non so immaginare i Maiden.

Dei vecchi membri con chi sei rimasto in contatto?
DENNIS – Steve.

All’epoca chi era il membro della band con il quale ti divertivi di più e ti trovavi in sintonia?
DENNIS – Dave Lights. E sì comunque tutti quelli del gruppo: da Pete il roadie delle chitarre, a Dave Lights. Dave Murray era molto silenzioso, era molto difficile entrarci in confidenza, Steve probabilmente è stata la persona con la quale ho parlato di più, anche perché era il boss!

Ti ricordi ancora il primo concerto che ha fatto con gli Iron Maiden e che sensazioni hai provato?
DENNIS – Sì, e non ho mai più provato qualcosa del genere! Durante quel concerto potevi solamente sentire la folla che era incredibilmente rumorosa, la location dove si svolgeva era di ridotte dimensioni, suonavamo per Metal For Muthas. C’era tantissima gente, troppe persone, tutte schiacciate insieme, un muro di suono! Tutto quello che riesco a ricordare è che sul palco non si riusciva a sentire una singola parola che veniva cantata o una singola cosa che veniva suonata: c’era solamente un imponente muro di rumore!

Dei progetti che hai avuto dopo, come Lionheart, Praying Mantis etc, da quali ha avuto maggiori soddisfazioni?
DENNIS – Credo che sia stato sicuramente con gli “R.D.B.”, il mio primo gruppo, senza ombra di dubbio è stata la mia miglior band, non musicalmente, ma perché eravamo quattro ragazzi che venivano dai quartieri Est di Londra, siamo cresciuti insieme, abbiamo suonato nei pub insieme, eravamo come fratelli. Con i Lionheart è stato un progetto veramente fantastico, ma il più duraturo in assoluto sono stati i Praying Mantis: 15 anni insieme, in pratica ho passato 15 anni insieme ai due fratelli Troy (TinoTroy/chitarra e Chris Troy/basso – n.d.r.), Guardando indietro nel 1990, eravamo io, i fratelli Troy, un amico alla batteria, Tino suonava le tastiere e non avevamo un cantante. Siamo andati in Giappone in tour e abbiamo messo insieme un album live suonando un mix di canzoni di Maiden, Mantis e Lionheart, tutte insieme. L’album era “Live and Lost”. Quando siamo tornati l’etichetta discografica ci disse: “Vogliamo che registriate un album in studio”, e così l’abbiamo fatto. Per i successivi 15 anni credo ci siano solamente due album in cui compare lo stesso cantante! Ora utilizziamo un’attrezzatura portatile per registrare con Logic, Pro Tools, e la utilizzo ovunque io vada, ogni giorno! Sui nostri album abbiamo avuto come cantanti Gary Barden, Tony O’Hara, Doogie White, John Sloman.

Le ultime due domande! La prima è: quali sono i tuoi progetti futuri?
DENNIS – Ora sono in pensione! No, no! La cosa divertente è che ora che non sono vincolato da contratti e da agenti, mi sento davvero libero di fare ciò che voglio. Ho potuto suonare in Nuova Zelanda, Sud Africa, Italia, Germania, Olanda, ed essere libero di tornare in Inghilterra. In Inghilterra c’è un grande festival dove intendo suonare con i Lionheart alla fine dell’estate, la band si riformerà appositamente per l’evento.

Cosa pensi dell’etichetta, che ormai hai, di essere “il primo chitarrista degli Iron Maiden”?
DENNIS – E’ una cosa buona! Non c’è nulla di cui non essere orgogliosi! In tutti questi anni le persone si è inventata tante storie false, la stampa e i media sembra che lo facciano apposta a contorcere e stravolgere le cose per creare dei problemi. Un paio di anni fa ero in Inghilterra ed ho fatto un’intervista con una rivista, il giornalista mi ha chiesto “Andavi d’accordo con i Judas Priest nel primo tour nel 1979?” ed io gli ho risposto “Ci andavo molto d’accordo con i Judas Priest! Andavo d’accordo con Glenn Tipton…”, lui ha scritto sulla rivista: “Dennis ha detto che non parlava mai con gli Iron Maiden e si trovava meglio con i Judas Priest!”. Beh,sbagliato! Non ho detto questo! E’ una bugia! Ha ribaltato tutto per renderlo più interessante. Ad ogni modo, non c’è nulla di cui non essere orgogliosi! E’ stato un grandioso primo album, e ora so nel profondo quanto lavoro ci ho messo, quanto lavoro ho fatto sul quel primo album, quell’album non suonava così prima che io entrassi a far parte della band! Sono davvero orgoglioso di ciò che è stato! Orgoglioso di ciò che abbiamo fatto!

  traduzione Connor  
.


elaborazione video: 
 Federica Borroni

______________________________________

– english version –

DENNIS STRATTON: EXCLUSIVE INTERVIEW •

It was 29th August 1980 when I first saw Iron Maiden, in that occasion, the yet unknown guys from London were supporting Kiss in Rome, the concert was in Castel Sant’Angelo and at that time, no one could ever imagine the success would have been arrived in the future for them.
36 years are gone from that day, and having the chance to meet such a great man and artist as Dennis Stratton, the first guitarist of the band, is like to live once again step by step all of my youth, also thanks to the things that Dennis himself told us just before the concert he made last 30th of April at Exenzia in Prato (here live review). With the collaboration of Ivan Giannini (voice of the band Flash Of The Blade, the band playing with Dennis Stratton in the club in Prato), here we are, ready to go over again the history of New Wave Of British Heavy Metal.

Hi Dennis, welcome and thanks for your time. Let’s start from the beginning; why did you decide to be a musician?
DENNIS – First I love football, playing football, then I discovered I wasn’t good enough! There was a friend of mine, we were 16 years old and was in a band and the guitarist decided he wanted to play a Paul McCartney bass, and he said to me if I wanted his guitar, so I bought that guitar. Then I went to a pub to watch a live band, I looked and listened and then I thought “I’ll try!”. I picked the guitar and slowly I progressed, I played more and more. If my friend wasn’t selling the guitar, I dont’know if whether I’ve ever bought the guitar ‘cause I was still playing football; but because the guitar was there, I played it, I liked it.

Did your parents contrast you?
DENNIS – No. It’s very hard for me to explain. In London, East London, where I’m from, the families had no money and were very, very poor. My father and my mother were like work, work, work, and no money, so at 15 I left school, and I worked in the docks, at 16 I started an apprenticeship as a marine engineer, so I did worked on the ships and still learn the guitar. And so as I went through my 16/17/18/19 years while doing my apprenticeship. At 21 I finished the apprenticeship and I finished the job and I decided to do music, not engineering, and then we had a band in East London, the “R.D.B” (Remus Down Boulevard). We were 22 years old, it was 1972 when we started as a band. And I think around 1975 we toured with Status Quo in Europe, Scandinavia, and it was 1979 when I was out to join Iron Maiden.

Before Iron Maiden, you toured in Europe?
DENNIS – Yes, I was playing in London and in R.D.B. (Remus Down Boulevard), and Steve Harris, Dave Murray, come and watch me play and the band because they just founded Iron Maiden. Those were the early days, before EMI, before records; so they came to see me play. And we was touring with Status Quo, MottTheHoople, Budgie… and many many bands from the 70’s! And then, when Iron Maiden signed to EMI, there was Steve Harris, Dave Murray, Paul Di Anno. That’s it, three people!
So they came to me and said: “We signed with EMI, we have an album, big fan base, experience from recording, from touring, from singing, everything, pre-production…we want you in the band!”. So I joined the band as a fourth member, the guys gave me the cassettes with “Phantom”, “Iron Maiden”, “Sanctuary”. I put harmony and I go back in the rehearsal (sings main riff of ”Iron maiden”), there were two parts,fantastic! And so we built on the harmony guitars, myself and Dave, that harmony guitar style comes into Maiden. After that I said: “You have no drummer, so I bring two drummers”, Johnny Richardson and CliveBurr. First drummer played too loud, so I phoned Clive: “Clive do you wanna come?” And he said yes. So I gave him the cassette, we drive to the studio, he sits in, and we became five members. That’s it, finished! So then we start rehearsing, and then all the harmony guitars became bigger and bigger and bigger, and then the harmony vocals, so basically you have the harmony guitars and harmony vocals, but still having the raw punky Maiden sound, and that’s how it started.

We’re talking about the history of metal! When did you realize that you can be a great band?
DENNIS – At that time Iron Maiden was a very small band, it was just the beginning. We recorded the first two songs (“Sanctuary” and “Wratchild”- n.d.r.) with Metal for Muthas (vol.I compilation – n.d.r.) and Neal Kay, in which also appear praying Mantis. Most of the songs, a lot of songs, were written by Steve for the first two albums (Iron Maiden and Killers), but there was still a lot of work to be done to make the songs finished to make them into big songs! I’ve never saw how big was Iron Maiden because it was too early. When we were going in the recording studio, to record the first album, I was in the studio alone with the engineer and the producer, without the band. The drums were done, the bass was done, and then the we did guitars. So I start building guitars: one, two, three guitars to make the sound big. Then: “Maybe no, maybe no” said Rod Smallwood (the manager n.d.r.), “Too many guitars”, ok we’ll take them out. “Too many vocals!”, so it was a trial period, with five members all new, planned as a band, without having been together three /four months to record the album, I spent most of the time in the studio along with the engineer just putting stuff down. Dave come in, doing some solos, then I was doing some solos. The only time I got some kind of idea about the band how big it was becoming was when the album was released and and it went in the chart and the next thing was the Kiss tour which I then realized in Europe, in Italy too yeah, how many fans we had! It was surprising for me because on tour with Status Quo we were the support band and nobody, no one knew who we were. But on the Kiss tour many, many fans in Europe knew Iron Maiden.

I was in Rome for the Kiss tour, it was 29th August 1980.
DENNIS – We had to stay in Lido di Jesolo for 8 days because Kiss went to London and we weren’t hallowed to playing support in England.

Why?
DENNIS – Because there were too many Iron Maiden fans in England! Sowewere told: “No,you stay here!”. Kiss had different support in England to play with. So we stayed in Jesolo for 8 days, in Venice.

Playing with Kiss: they were already a great band while you all were not famous yet, what kind of experience it was for you?
DENNIS – Brilliant! Oh no really, we were very well known, because Kiss knew of us before. I’m very lucky that every band that I’ve supported were always my friends and when we supported Kiss, Rod Smallwood said to me: “We do not mix, we do not friends . We are separate.” So I say “Rod, sorry, but they’re my friends”.

Was Rod Smallwood a bit aggressive?
DENNIS – No, just wanted to keep the band separate from Kiss. Imagine he wanted to keep Maiden away from the Kiss, I don’t know why, but I’m a very good friends with Paul Stanley, and on my birthday in Stockholm, Paul Stanley and not sure if Gene Simmons or Eric Carr, but it could have been Gene, and Dave Lights (Dave “Lights” Beasley – n.d.r.), they took me on Stockholm for my birthday, in a restaurant and it was just fantastic! On the internet, there are photographs of the Kiss tour of me with Paul Stanley, me with Gene Simmons, they are very good friends.

When you left Iron Maiden, did you think about to left music?
DENNIS – No, no! You know when a band comes together and they don’t really know one another very well, It needs a long time to know each other. We were working on the second album “Killer”, we already were playing five/six songs from Killers live on tour. And I was already pre-production all the guitar parts for Killers for the whole album, but I didn’t record it. But when was parted, my mind objects was to get a band straight away. Why the fans still want to know what you’re doing, why they are still there?. So, basically Lionheart got together and in one month we were in the studio working on new stuff. So that was straight after, so we started in the studio within 3 or 4 weeks to gain stuff, put down the new songs.

Which is your favorite Iron Maiden song?
DENNIS – I think “Phantom OF The Opera”. Yeah, because if you’ve heard “Phantom”, when we recorded it, it was like big epic song, and so basically when we started recording it for the album and I started putting on it guitar theme and the backing vocals, and we were lying, lying, lying down guitar parts, and it sounded massive. Rod Smallwood was unhappy because basically he said to me it started to sound like Queen because there was too many vocals, too many guitars, but we were experimenting. It was a fact that it was not mixed, not mastered, It’s just experimenting. We were doing line and over line on backing vocals and yes, it was like Queen in Bohemian Rhapsody. But you can take them out, you can take the vocals out, but we were experimenting, but it sounded fantastic!

After you left the band, is there an Iron Maiden song that you like or you would have written?
DENNIS – Some of their best stuff I love, from “Run To The Hills” to “The Number Of The Beast”. No, feels something I would have got involved because I can remember in the days nobody else had the chance of writing songs because Steve wrote everything.

But not the guitar parts right?
DENNIS – No, he was still with the riff parts. He wrote the riffs. Dave was really interested in writing many songs. Steve was the mind and he wrote everything, it was very hard to play a song and slowly build it up with all the guitar parts when the ideas where already there. But after I left I don’t know what kind of songs would have been written if I had been still there, if I had stayed. Some of the stuff that’s been written by Adrian and by Bruce opens up a selection of different tastes, different ideas, like “2 Minutes To Midnight”, “Aces High”, or “Fear Of The Dark”, and things like that, that are really classic songs now. Also “Wasted Years” is a great song! Whether or not, would have been written if I have been there, or if ever Steve wrote them, or they sounded slightly different or not I can’t say, but these are great songs.

If you still was a member of the Iron Maiden, would have been your idea about the choice of taking Bruce Dickinson in the place of Paul Di Anno?
DENNIS – When we were recording the first album “Iron Maiden” I said to Steve and to Rod Smallwood that if Iron Maiden were gonna compete against Led Zeppelin, Deep Purple, any of the American bands, Van Halen, you need a better singer. You need a singer with a higher range and when I recorded the second album I realized that the vocal wasn’t good enough. Bruce was still singing with Samson and I said to Steve Harris: “Listen to Biff from Saxon” – he didn’t like Saxon – ok, it’s a personal taste, but I said: “Forget the songs, forget the band, listen to the voice! Listen the vibrato and how high he can sings. Now listen to David Lee Roth, now listen to Robert Plant, listen to Ian Gillan, David Coverdale, you haven’t got that now in the band”. In the second album, Bruce Dickinson was still with Samson, and I said to Bruce: “They need a voice like yours to take off. I don’t know how, they must to contact you Bruce”. He had the voice to suit the band. The band was quite easy to fall out with Rod Smallwood and Steve at that time because it was a power thing, because everyone was very young, naive, very young each and big ideas. Bruce fits that band, without Bruce I don’t know.

Which of the past members of the Iron Maiden you still keep in touch?
DENNIS – Steve.

At that time who was the member you had the best time with?
DENNIS – Dave Lights (the light engineer). Yes, any of the crew, Pete, the guitar roadie, Dave Lights. Dave Murray was very quiet, very hard to get close to, Steve was probably the most person I would talk to because he was the in charge, he was the boss.

Do you still remember your first concert with Iron Maiden? What did you feel?
DENNIS – Yes, I’ve never experienced anything like it because you could only hear the crowd was so loud, it was a small venue, on the Metal For Muthas. It was a big crowd, packed, too many people, just a wall of sound, all I can remember was going on stage and couldn’t hear one word when he sang, and you couldn’t hear one thing you play: there was just a massive noise! Yes, just a massive noise!

Concerning your projects like Lionheart, Praying Mantis etc, which gave you more satisfaction?
DENNIS – I think the first was R.D.B, my first band I ever played with, andit has to be the best, not musically, but because we were four guys from East London, we grow up together, played in pubs together so we were like brothers. With Lionheart it was really really good we used to bounds ideas of one another. But the longest one is Prayng Mantis because is 15 years, just spent 15 years with basically two brothers (TinoTroy/guitars and Chris Troy/bass n.d.r.), because, looking back, all over the years of Praying Mantis, in 1990, we only used like a friend on drums, we didn’t have a singer, Tino played Keyboards, and we put the album together, purely, because we went to Japan, and we did the live album with the mixture of Maiden, Mantis and Lionheart songs all together “Live and Lost”. When we came back record company said: “We want you to do a studio album”, so we did it. For the next 15 years I think there’s only two albums where we’ve got the same singer! We used to have portable studio and recording equipment and Logic, Pro Tools, I use to go there every day and work. And then whoever is gonna sing on the album, Gary Barden, Tony O’Hara, Doogie White, John Sloman.

Two more questions! First one: what are your future projects?
DENNIS – I’m retired! No, no! I’m free to do whatever I want, and do my projects. There’s a big festival in England at the end of summer and I was meant to play with Lionheart there, they want reform Lionheart for this one festival.

What do you think about the label that you are “the first Iron Maiden guitarist”?
DENNIS – Is very good! There is nothing not to be proud of! Over the many, many years, people get some stories that are not true, the press seems to try to twist things around and might create more trouble. I was in England couple of years ago, and I did an interview, the interviewer asked me: “How did you go on with Judas Priest on the very first tour in 1979?” and I said: “I got on very well with Judas Priest! I got on with Glenn Tipton..”. He put in the magazine: “Dennis said he never spoke to Iron Maiden, he go on better with Judas Priest!”. Well, that’s wrong! I didn’t said that! It’s a lie! He turned it around to make it sounds more interesting. Anyway, there’s nothing not to be proud of! It was a great first album, and now I know, deep down inside, how much work I put into that first album, that album didn’t sound like that before I joined the band! So I’m proud of what happened! Proud of what we’ve done!