VOLBEAT: dalla Danimarca alla conquista dell’Olimpo del Metal Europeo!

VOLBEAT: INTERVISTA A KASPAR BOYE LARSEN •

In occasione della seconda giornata del Firenze Rocks (quella di venerdì 15 giugno), ho avuto il piacere di intervistare Kaspar Boye Larsen, bassista dei danesi Volbeat poche ore prima che salissero sul palco nel ruolo di band di supporto principale ai leggendari Guns N’ Roses. Buona lettura!

Ciao ! prima di tutto benvenuto a Firenze! Immagino sia la tua prima volta in questo festival…
KASPAR:
Sì, prima volta, e prima volta a Firenze!

E cosa ne pensi del bill di questa edizione del festival? C’è qualche band che ti ha influenzato direttamente tra i vari Iron Maiden, Guns N’ Roses, Foo Fighters …
KASPAR:
Beh i Foo Fighters li ho visti ieri sera! (Prima giornata ufficiale del Firenze Rocks che vedeva come headliner proprio la band di Dave Grohl nda). La loro performance mi ha sconvolto! Poi quando sono entrati sul palco anche i Guns N’Roses ( per una versione di “It’s So Easy” molto a sorpresa nda) è stato fantastico! Nel mio passato ho ascoltato abbastanza gli Iron Maiden… non tantissimo i Guns N’Roses ad essere sincero… ero più un fan del punk e dell’hardcore ai tempi.

Preferisci questa tipologia di festival giganteschi oppure i concerti nei club dove forse si riesce a stabilire un maggiore contatto con i fan?
KASPAR:
Beh sono due aspetti molto diversi! Ad essere sincero adoro questo tipo di festival e ormai ci sono abituato… sono parecchi anni che bazzico per festival credo che la prima volta fosse stata nel 1992. È anche bello qualche volta poter suonare in club più piccoli dove si è più vicini al pubblico.

Beh oggi è qualcosa di enorme! Credo che ci siano Cinquanta o Sessantamila persone!
KASPAR:
Sì, beh oggi non c’è lo stesso livello di intimità e interazione col pubblico che ci sarebbe in un piccolo club! Comunque ad essere sincero mi piacciono entrambe le situazioni.

So che sei entrato ufficialmente nella band nel 2016. Come sei entrato in contatto con gli altri ragazzi della band?
KASPAR:
Beh conoscevo Michael (Poulsen, cantante e chitarrista dei Volbeat nda) già dai vecchi tempi quando suonava Death Metal (in una band Danese chiamata Dominus formatasi nel 1991 e che si sciolse nel 2001 nda). Quindi diciamo che lo conosco dal 1995-1996, e siamo rimasti in contatto da allora. Poi nel 2006 ho sostituito Anders (Kjolholm, bassista dei Volbeat dal 2001-2016 nda) per alcune date. Alcune delle mie band hanno fatto da supporto ai Volbeat in molte occasioni. Insomma ci conosciamo da molto tempo.

E mi chiedevo se hai scritto del materiale per l’ultimo album uscito nel 2016 “Seal The Deal & Let’s Boggie”?
KASPAR:
In realtà era stato già tutto composto quando sono arrivato io.

Come funziona con il songwriting nella band?
KASPAR:
Solitamente è Michael (Poulsen, nda) che se ne esce con le idee per i pezzi. Alle volte può essere un ritornello altre volte una strofa… in ogni caso a quel punto proviamo tutti insieme in sala prove e spesso io Rob e Jon ( Rob Caggiano e Jon Larsen rispettivamente chitarrista e batterista dei Volbeat nda) mettiamo del nostro. Qualche volta è Rob a portare degli ottimi riff di chitarra e alcune idee per dei pezzi ma gli arrangiamenti poi cerchiamo lavorarci tutti assieme.

Il vostro stile musicale è molto innovativo in quanto mischia il Metal con altri generi come il Rockabilly. La prima volta che vi ho ascoltato che è stato tre o quattro anni fa mi siete rimasti subito impressi per questo vostra particolarità (oltre al fatto che la voce di Poulsen mi ha sempre ricordato tantissimo quella di Hetfield del periodo post 80’s, lo ammetto! nda). Credi che questo aspetto sia la chiave del vostro successo? Il fatto che avete un sound originale e riconoscibile? Pensi che ormai la gente si sia stufata di sentire sempre le solite proposte musicali…
KASPAR:
Il sound originariamente era molto diverso da quello che è ora. Inoltre ora non ci “forziamo” a inserire quei generi nella nostra musica. Succede e basta molto naturalmente. Cerchiamo di focalizzarci più che altro sulla bontà dei pezzi che scriviamo. Cerchiamo di scrivere ottime parti come dei ritornelli che si stampino bene in testa. Quindi non è che pensiamo più al fatto “ehi dobbiamo mettere un po’ di Rockabilly nella nostra musica, oppure del Metal o del Punk”

Quello che viene , viene… l’importante è la bontà del risultato finale!
KASPAR:
Esattamente!

In questi ultimi anni avete suonato in tantissimi festival molto prestigiosi e siete cresciuti molto come popolarità. Ricordo che l’anno scorso avete addirittura suonato nel ruolo di uno degli Headliner del Wacken! Hai qualche particolare “highlight” che vuoi raccontarci in questi ultimi anni. Forse è stato proprio il Wacken uno di questi?
KASPAR:
Wacken è stato certamente un “highlight” importante della mia carriera. Gli altri ragazzi avevano già suonato in quel festival un paio di volte, e per la verità ci avevo già suonato anch’io con un’altra band ma in quel caso suonammo in un palco molto piccolo. Ovviamente il Wacken è il festival Metal più grande del mondo quindi è stata una cosa molto importante per me! Ma se devo essere sincero, da quando sono entrato a far parte della band nel 2016 è stato un “hightlight” dopo l’altro per quanto mi riguarda. È stato un continuo di festival prestigiosi e grandi tour. Insomma abbiamo condiviso un tour con i Metallica negli Stati Uniti! Abbiamo fatto tante di quelle cose che non avrei mai immaginato fossero realizzabili se penso al me stesso di quattro anni fa.

Cambiando argomento… com’è la scena Metal in Danimarca? Perché so che la Scandinavia va particolarmente forte con il metal e ha un mercato ampio per questo genere. Però quando la si cita in questi termini si sente il più delle volte parlare solamente di Svezia, Norvegia e Finlandia. Quindi mi chiedevo come la scena Danese reggesse il confronto …
KASPAR:
Beh, non so se sia particolarmente forte. Probabilmente dipende molto dai sottogeneri. Se ti piace il Black Metal c’è un sacco di roba figa li ! e anche se ti piace il Grindcore e il Punk c’è una buona scena li! Non ti saprei dire molto sul thrash per esempio… non è proprio il mio genere! (ride nda).

Avete alcuni ospiti sul vostro ultimo album “Seal The Deal & Let’s Boggie” come Danko Jones e Jon Olsen. Come siete arrivati a loro? Eravate per caso già amici prima di collaborare?
KASPAR:
Credo che i Volbeat siano già andati in tour con Danko Jones un po’ di tempo fa, e Jon Olsen ha già collaborato con i Volbeat in un vecchio pezzo di esattamente dieci anni fa. Non saprei dirti molto altro a riguardo perché ovviamente ai tempi non ero nella band! Comunque si erano già nostri conoscenti.

E riguardo al tuo altro progetto musicale i The Kandidates stai ancora lavorando su quel progetto?
KASPAR:
No non più a dire il vero. Sono ancora in contatto con gli altri ragazzi della band ma non suoniamo più assieme da un po’.

Ok quindi stai mettendo tutta la tua energia nei Volbeat ora!
KASPAR:
Sto mettendo le mie energie in vari progetti tra l’altro sto suonando in un gruppo punk con dei miei vecchi amici tra cui uno degli ex-componenti dei The Kandidates… giusto per divertirsi! Io voglio sempre sentirmi attivo musicalmente parlando quindi se non sono i Volbeat mi diverto con loro! Che poi il contesto è molto diverso perché in quel caso suoniamo davanti a cinquanta persone più o meno!

Beh dai immagino sia bello ogni tanto cambiare prospettiva e ti fa rimettere i piedi per terra tornare a suonare nei piccolissimi club!
KASPAR:
Senz’altro! Sì comunque è bello fare qualcosa del genere con i tuoi amici quando non sei in tour! Io devo in qualche modo sempre sentirmi impegnato (ride nda).

So che i Volbeat hanno registrato l’ultimo DVD ormai nel lontano 2011. Pensate che sia giunto il momento di pubblicarne un secondo dato che immagino che in questi anni in cui siete cresciuti molto a livello di pubblico abbiate registrato parecchi show e avrete molto materiale filmato da cui disporre suppongo…
KASPAR:
Beh, l’anno scorso abbiamo fatto uno show nella più grande struttura di tutta la Danimarca! O meglio… la più grande struttura che abbia mai accolto una band Danese! Quello show sarà distribuito in vari formati. Tra cui presumo anche il DVD.

Figo! So che i Volbeat sono stati nominati per un Grammy nel 2016 per la “migliore performance metal”…
KASPAR:
In realtà ne abbiamo vinto uno quest’anno! È stato per il miglior “Live Act”

Fantastico! È una cosa di cui vai particolarmente fiero o comunque il tuo obbiettivo rimane sempre quello di comporre e suonare dal vivo al meglio e questi premi sono per te secondari?
KASPAR:
Beh, personalmente ne sono molto orgoglioso perché non era una giuria che votava bensì i fan stessi! Quindi era un premio direttamente regalatoci da loro e per noi è stato molto importante a livello di riconoscimento.

Progetti per il futuro?
KASPAR:
Beh ora abbiamo appena iniziato questa “leg” di festival da appena due settimane e ci impegnerà per tutta l’estate. Tuttavia stiamo lavorando su del nuovo materiale… e ne abbiamo moltissimo tra le mani! Quindi l’idea sarebbe quella di entrare in studio a inizio novembre o ad inizio 2019… insomma sicuramente avremo un nuovo album dei Volbeat l’anno prossimo! E tra l’altro questo sarà il primo album in cui contribuirò direttamente al songwriting e in cui sarò con loro nello studio per le fasi di registrazione. Quindi sono molto eccitato dall’idea!

Fantastico! Grazie mille del tuo tempo.
KASPAR:
Grazie a te!



elaborazione video   
Federica Borroni