Warrel Dane: Heavy Metal never fuckin’ die!

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INTERVISTA ESCLUSIVA A WARREL DANE (Sanctuary, Nevermore) •

In occasione del quindicesimo anniversario della pubblicazione di “Dead Heart In A Dead World”, quarto full lenght degli ormai disciolti Nevermore e pubblicato nel 2000, il loro cantante Warrel Dane (già con i Sanctuary), ha intrapreso un tour celebrativo che ha visto riproporre il famoso album nella sua interezza. Abbiamo incontrato l’iconico frontman in quel di Brescia, poco prima del concerto che ha tenuto al Circolo Colony il 18 settembre scorso (qui il report).

Ciao Warrel, ti diamo il benvenuto e ti ringraziamo per il tempo che ci stai dedicando. Hai percorso molta strada da “Refuge Denied” (primo disco dei Sanctuary, nda) a oggi, in che cosa ti senti diverso ora e cosa vedi essere cambiato il mondo della musica attorno a te?
WARREL
 – Cosa è cambiato? E’ cambiato che sono cresciuto! (sorride) Ero un ragazzino quando il disco è uscito. Il mondo della musica era completamente diverso, ora non è più tutto incentrato sulla musica, ora tutto è incentrato sull’immagine e il management del prodotto, non è più la stessa cosa. Questo è ciò che è cambiato, ma tutto cambia, tutto è in progresso, e alle volte non puoi cambiare le ragioni per le quali accade.

Ti ricordi il primo concerto che hai fatto con i Sanctuary?
WARREL – No, veramente no. Ero un bambino non me lo posso ricordare! (ride) Però mi ricordo il primo vero tour, fu con i Megadeth, di quello mi ricordo ogni cosa, con i Testament, fu meraviglioso! Mi piacciono tantissimo i Testament! Ho sentito la loro nuova canzone: è fichissima! (e rimane visibilmente sorpreso quando gli mostriamo il biglietto del concerto del 24 Maggio 1988 a Milano, proprio relativo a quel tour con Megadeth, Testament e Nuclear Assault)

Come è stato, all’epoca, lavorare da esordiente (o quasi) con Dave Mustaine come produttore? (produttore del disco d’esordio dei Sanctuary, nda)
WARREL – Ero molto giovane, e anche Dave presumo che lo fosse! Fu un’esperienza incredibile e fu come vivere in un sogno perché nessuno di noi si aspettava di avere l’opportunità di fare quella cosa. Fu davvero bello e non mi piace quando la gente parla male di Dave. La gente parla sempre male di Dave, ma è un bravo ragazzo.

Hai lavorato bene con lui?
WARREL – Sì! L’esperienza che abbiamo avuto lavorando insieme fu grandiosa! Andare in tour insieme fu grandioso, certo ci sono stati dei momenti “strani”, ma quelli ci sono in ogni tour. Siamo stati molto bene, noi dei Sanctuary eravamo solo dei ragazzini

Ed eravate emozionati di lavorare con Dave?
WARREL – Oh sì lo eravamo! Lo eravamo tutti, sempre! Lui era uno dei nostri eroi!

Come mai hai deciso di riproporre interamente dal vivo “Dead Heart In A Dead World” (disco del 2000 dei Nevermore, nda)?
WARREL – Perché la gente merita di sentire l’intero album live! Non ci sarà mai una reunion dei Nevermore, così perché non portarlo alle persone che lo vogliono sentire? Questa è la ragione. Molte persone dicevano che avrebbero voluto ascoltare l’intero album, e siccome i Nevermore non torneranno mai insieme, allora questo è il modo migliore per farglielo ascoltare live! Ci ho pensato per molto tempo, poi ho detto “Perché no? Perché non farlo?” E la band li suona perfettamente, i brani vengono fuori perfettamente! Quindi eccomi qui!

E quando suonerai tutto “Refuge Denied”?
WARREL – Oh! Non sono sicuro di farlo! Forse tutto “Into the Mirror Black” (pubblicato nel 1989, secondo album dei Sanctuary, n.d.t.), perché come disco lo preferisco.

Ne proporrai qualche canzone stasera durante il concerto?
WARREL – No, no. Stasera solo le canzoni dei Nevermore e canzoni soliste, nessuna canzone dei Sanctuary. Mi dispiace! (ride)

Prossimi passi? Lavorerai ad nuovo album solista? Sarà il successore di “Praises To The War Machine” (disco solista di Warrel datato 2008, nda) o a qualcosa di nuovo con i Sanctuary?
WARREL – Sì! Suonerò proprio stasera due canzoni nuove del mio progetto solista. L’album si chiama “Shadow Work”, inizieremo a registrarlo presto ed uscirà nel 2017. Sarà un po’ diverso dal precedente disco solista. Posso dirti che sarà molto più heavy. Con il primo disco solista ho voluto esplorare più che altro il lato dinamico del rock/metal. Questo sarà più brutal, brutal, brutal speed metal! (ride). Ascolterai qualcosa stasera! Per quanto riguarda i Sanctuary stiamo lavorando proprio ora su qualcosa di nuovo! L’album uscirà alla fine del 2017.

Come sarà il sound?
WARREL – Sarà più thrash! Più thrash old school, mischiato con del thrash moderno.

Questa è una notizia in esclusiva per i nostri lettori!
WARREL – Ah ok! Ti dico un’altra cosa, appena la band si era riformata, abbiamo scritto le canzoni migliori che avessimo mai scritto, quando abbiamo cominciato a lavorare sulle nuove canzoni ho detto a Lenny (Lenny Rutledge il chitarrista, n.d.t.) “Più veloce! Più veloce! Più veloce! Dai!” E così abbiamo iniziato a scrivere delle cose veramente belle!

Per l’album solista utilizzerai questa stessa band con cui ti accompagni ora in tour?
WARREL – Sì, questa stessa band! Loro sono i miei ragazziiiiii! I miei ragazzi from Braziiiiil!

Come mai hai scelto dei musicisti brasiliani?
WARREL – Perché sono persone che hanno groove! Mi hanno contattato su Facebook dicendo “Ciao! Sono un promoter dal Brasile, vuoi venire qui a fare un tour?” Ed io gli ho risposto un po’ titubante: “Ok, dammi qualche dettaglio in più!” (ride). Poi mi ha parlato di questa band, mi ha mandato dei video, e cavolo, ho visto che questi ragazzi sapevano davvero suonare! Stasera vedrai che questi ragazzi sono in grado di suonare i Nevermore meglio dei Nevermore… a volte!

Sei ancora in contatto con Jeff Loomis (co-fondatore degli ormai disciolti Nevermore, nda)? Spero che nonostante lo split-up dei Nevermore siate rimasti in buoni rapporti…
WARREL – Alle volte capita di parlare. Lui era un dei miei migliori amici, ma dopo che ha deciso di dare un taglio con i Nevermore, non gli ho parlato per anni. Ero un po’ ferito all’epoca perché lui era uno dei miei migliori amici all’epoca. Lo conosco da quando aveva 19 anni ed ora è un uomo. Mi manca quel ragazzo, ma è ok.

Sei dotato di un range vocale molto esteso, alleni e curi ancora molto la tua voce?
WARREL – Devi sempre fare pratica e lavorare sulle tecniche se vuoi fare bene il tuo lavoro. Non è facile, lo confesso, devi sempre tenere a mente come mantenere la tua voce nella forma migliore. Di recente non ho preso lezioni, ma mi piacerebbe, come mi piacerebbe imparare qualcosa di nuovo. Faccio sempre in modo di poter dare la miglior performance possibile.

Come hai deciso di iniziare a cantare e quali erano le tue maggiori ispirazioni?
WARREL – La ragione per la quale ho iniziato a cantare è perché quando ero un ragazzino ho ascoltato un disco dei Judas Priest, era “Unleashed In The East” e la prima cosa che mi è venuta in mente fu: “Oh mio Dio voglio essere un cantante, mamma!”. E mia mamma mi ha risposto: “Non farai mai un soldo così! Vai al college!”. Così sono andato al college, e la mia band ha fatto un disco e io ho lasciato il college! I miei genitori non furono affatto felici! (ride) Erano infuriati! Ma sai cosa ti dico? Non sono la persona più ricca del mondo, ma almeno sono felice! Di cantanti che mi hanno ispirato non c’è solo Rob Halford ovviamente, ce ne sono tantissimi, come Dickinson, Dio, amo i classici! Amo anche gli Opeth, sono un fanatico di questa band! Non mi importa cosa dicono gli altri, per me possono fare un disco in cui semplicemente scoreggiano sul microfono, ed io lo amerei lo stesso! (scoppia a ridere!) Ma non farebbero mai una cosa del genere!

Tra quelle contemporanee gli Opeth sono quindi la tua band preferita?
WARREL – Sì, senza dubbio. Mi piacciono anche i Dimmu Borgir. Amo i Porcupine Tree, sono una delle mie band preferite di tutti i tempi, e so che anche Mikael Åkerfeldt degli Opeth ha avuto una grande influenza dai Porcupine Tree.

Hai vissuto in pieno l’epoca del “grunge” inoltre sei di Seattle, deve essere stato difficile proporre musica heavy metal quando tutti volevano band come i Nirvana… A quanto ne so i discografici volevano che i Sanctuary diventassero un gruppo “grunge”…
WARREL – Fu davvero difficile amico! Quelli che però sono rimasti attaccati alle loro convinzioni musicali sono quelli che hanno avuto successo. Guarda i Metal Church, i Sanctuary… non ci siamo conformati a ciò che andava di moda. L’etichetta discografica ci ha detto “E’ meglio se diventate grunge altrimenti non combinerete nulla!”. Le band grunge si sono uccise da sole, sono scomparse, e l’etichetta discografica aveva torto! HEAVY METAL NEVER GONNA FUCKIN’ DIE! Non c’è possibilità che ciò accada!

Hai sempre curato molto i tuoi testi: leggi molto? E che tipo di lettura prediligi?
WARREL – Sì, certamente! Leggo tanto e non guardo molta televisione! Leggo solamente libri. Sono un nerd ed amo Star Wars! (ride) Preferisco i libri horror, di fantascienza e di filosofia, è una strana combinazione!

Ci sono delle nuove bands che ascolti in questo periodo?
WARREL – No, nulla di nuovo. Non so perché! (ride)

Fare il musicista nel 2016 è molto difficile, vuoi dare un consiglio ai tuoi fan che vogliono intraprendere questa carriera?
WARREL 
– L’unica cosa che voglio dire a chi vuole intraprendere questa carriera è che se vuoi fare della buona musica, devi tenerti pronto ad affrontare un viaggio molto tortuoso. Non è un lavoro facile, potrebbero pensare che è tutto glamour e stronzate da rockstar, ma non è per niente così. E’ un lavoro duro. E’ il lavoro più duro che tu possa fare nella tua vita, e se non lavori più che puoi non andrai da nessuna parte. Non bisogna aspettarsi che tutti facciano qualsiasi cosa per te. Nel music business devi fare tutto da solo! Se non sei abbastanza forte, se non sei abbastanza equilibrato, allora non avrai successo.

traduzione Connor 

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