Accept – più letali di uno squalo!

ACCEPT + NIGHT DEMON + IN.SI.DIA
live @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– martedì 23 gennaio 2018 –

 

LIVE REPORT •

Dopo averli soltanto “assaggiati” come contorno, esattamente un anno fa, a supporto (anche se potrebbe sembrare un’eresia) degli svedesi Sabaton, tornano nel nostro Paese, questa volta da headliner, i leggendari Accept. La formazione teutonica sta mettendo a ferro e fuoco i palchi di tutta Europa per promuovere il loro ultimo album “The Rise Of Chaos” ed è pronta all’ennesima dimostrazione di forza anche al Live Music Club di Trezzo sull’Adda. Il caos sta per sopraggiungere…

In.Si.Dia
Non poteva mancare, in una serata dal sapore così storico, un piccolo omaggio a chi ha fatto crescere il metal made in Italy. Ed ecco, quindi, che a dare fuoco alle polveri vengono chiamati da Brescia gli In.Si.Dia i quali, in tempi più o meno recenti e dopo un lunghissimo periodo di silenzio, hanno deciso di rimettersi in gioco pubblicando anche un album dal titolo “Denso Inganno”, uscito ben vent’anni dopo dal loro ultimo full lenght.
Figli del thrash anni ’90, gli In.Si.Dia cominciano la loro sistematica demolizione a colpi di riff aggressivi e ritmi trascinanti… o meglio, nel loro caso (permettetemi la licenza poetica) direi “thashinanti”.
Certo, non sono ancora molte le presenze quando entrano in scena, ma d’altronde in un appuntamento infrasettimanale e ad un orario ancora lavorativo, la cosa era prevedibile.
In ogni caso pezzi come “Sulla Mia Strada”, “Il Mondo Possibile” e “Mai Perdere Il Controllo” (del quale hanno anche girato un video poco più di un mese fa) hanno scatenato il pubblico sotto palco, che li ha incitati fino all’ultima nota, segno che la loro “cattiveria” è rimasta intatta, oggi come allora.
Ma, d’altra parte, quando due chitarristi come Manuel Merigo e Alessandro Venzi ti sparano addosso proiettili di metallo incandescente, un batterista come Alberto Gaspari continua senza sosta a picchiare come un forsennato e un vocalist come Fabio Lorini ti aggredisce con tutta la sua rabbia, non si può far altro che lasciarsi travolgere dalla loro onda d’urto, cavalcarla e scuotere la testa con un headbangig furioso.
Non è stato molto il tempo a loro disposizione, ma sicuramente abbastanza per fomentare a dovere tutti i presenti e prepararli al resto della serata.

Setlist:

  1. Sulla mia strada
  2. Grido
  3. Parla parla
  4. A causa tua
  5. Il mondo possibile
  6. Mai perdere il controllo

IN.SI.DIA lineup:

  • Fabio Lorini – Bass, Vocals
  • Manuel Merigo – Guitars
  • Alessandro Venzi – Guitars
  • Alberto Gaspari – Drums
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foto: Yuri Minghini

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Night Demon
Continua la ventata di “revival” con l’arrivo sul palco dei Night Demon. Sì, perché la band americana, pur essendo giovane, è fautrice di quell’heavy metal ottantiano che piace tanto a noi della vecchia generazione. I Night Demon fanno rivivere, con i loro brani, quello spirito che ha generato il grande movimento della NWOBHM.
Sconosciuti ai più, li avevo già apprezzati poco più di un paio d’anni fa nella loro prima apparizione sull’italico suolo e, allora, l’approccio col pubblico italiano non fu dei migliori dato che eravamo veramente pochini ad accoglierli. Questa volta però, in un contesto ben diverso e forti della presenza dei pigmalioni Accept, il trio americano ha una ghiotta occasione per farsi conoscere da un pubblico ben più numeroso. E ci riesce pienamente!
Nelle loro vene scorre un mix esplosivo di Iron Maiden, Angel Witch, Diamond Head e chi più ne ha più ne metta… una miscela che accende l’entusiasmo di tutto il pubblico che viene subito catturato dalle atmosfere “old school” che creano brani come “Full Speed Ahead”, “Maiden Hell” o “”Screams In The Night”, pezzo tritaossa che scatena la platea e la trascina in una spirale sonora dalla quale nessuno vorrà più uscire.
L’entusiasmo che i tre mettono sul palco è contagioso: Jarvis Leatherby (bassista anche nei Cirith Ungol) strapazza il suo basso senza sosta, schizzando come una trottola da un punto all’altro della scena; Armand J. Anthony, con la sua chitarra, costruisce un muro sonoro robusto ed impenetrabile, mentre, alle loro spalle, Dusty Squires martella come un ossesso sui suoi tamburi, imprimendo ritmi sempre più vertiginosi ad ogni loro pezzo, come sul breve accenno di “Overkill”, piccolo omaggio ai Motörhead cantato, ovviamente, a squarciagola da tutto il pubblico.
Insomma, i tre dimostrano una coesione veramente forte e – come ci ha detto lo stesso Jarvis nell’intervista che a breve leggerete sulle nostre pagine – sono come tessere di un puzzle: l’una non può esistere senza l’altra. E noi ci divertiamo da matti a comporlo!
Tra repentini cambi di velocità di maideniana memoria e riff dalla forte impronta riotiana (vedi ad esempio “Heavy Metal Heat”), spunta fuori anche il tristo mietitore che con la superba “The Chalice” è pronto a brindare insieme a noi.
Spazio anche alla cover di “Radar Love” dei Golden Earring prima di salutarci con “Night Demon”, il primo brano con cui si sono fatti conoscere nel 2012.
Che dire: i Night Demon non brilleranno per originalità, ma, senza l’artificio di inutili tecnicismi e virtuosismi vari, riescono a colpire nel segno, portando con fierezza il vessillo del metal più classico.
Sulle note di “Looking Out For Number One” degli Ufo (altra band particolarmente amata da Jarvis & Co.), i tre ci salutano raccogliendo i tantissimi applausi del Live Club. Questa volta il pubblico italiano ha finalmente capito di che pasta sono fatti. Bravi!

Setlist:

  1. Welcome to the Night
  2. Full Speed Ahead
  3. Maiden Hell
  4. Curse of the Damned
  5. Hallowed Ground
  6. Ritual
  7. Screams in the Night
  8. The Chalice
  9. Black Widow
  10. Overkill (Motörhead cover) / Dawn Rider
  11. Heavy Metal Heat
  12. Radar Love (Golden Earring cover)
  13. Night Demon

NIGHT DEMON lineup:

  • Jarvis Leatherby – Vocals, Bass
  • Dusty Squires – Drums
  • Armand John Anthony – Guitar
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foto: Yuri Minghini

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Accept
E ora prepariamoci all’assalto frontale dei grandiosi Accept. Si sgombra la scena per far posto all’amplificazione del combo tedesco, che è pronto ad annientare tutto e tutti qui in terra lombarda.
Gli Accept sono una di quelle band che per niente al mondo rinuncerei a vedere: li seguo dal 1980, li ho visti live per la prima volta nel 1986 e li reputo tra le più grandi e seminali band heavy metal di sempre. Insomma, la quintessenza stessa del metal.
E così devono pensarla i numerosi metalheads che nel frattempo hanno raggiunto la location e che accolgono con un vero boato il loro ingresso in scena.
“Die By The Sword” esplode in tutta la sua potenza… e da questo momento non ce ne sarà più per nessuno!
Tutti a marciare su “Stalingrad”, compatti e decisi, incitati da un Mark Tornillo in grande forma e che guida le operazioni come un vero soldato.
La sua voce al vetriolo ci dà la carica e le note di ,”Restless And Wild” e “London Leatherboys” fanno il resto: metal all’ennesima potenza!
Ma non basta: con “Breaker” si scatena il pogo. Le furiose sciabolate che Wolf Hoffmann e Uwe Lulis ci infliggono sono veramente letali e non danno tregua.
Gli Accept sono un’autentica macchina da guerra, inarrestabile, e, a dispetto di quanto risulta all’anagrafe, mostrano un’energia ed una vitalità sorprendenti, tanto da sembrare una band di ragazzini incazzati e con tanta voglia di spaccare tutto. E lo stanno facendo!
Grande spazio viene dato, per ovvi motivi promozionali, al loro recente lavoro “The Rise Of Chaos”, come la stessa titletrack, “Koolaid”, la frantumasassi “No Regrets” con un travolgente solo di Uwe (ex-Grave Digger, per chi non lo sapesse), o ancora la più ammicchevole e coinvolgente “Analog Man”, durante la quale il granitico Christopher Williams giocherella con le bacchette facendole volteggiare tra le dita, e che il pubblico canta a squarciagola all’unisono.
Anche gli Accept omaggiano i Motörhead con “Shadow Soldiers”, dedicata da Mark ai tre membri originali ormai riuniti nel Valhalla del metal.
E Wolf? Beh, l’inossidabile chitarrista tedesco è una forza della natura, fisico asciutto tutto tempra d’acciaio e cuore di metallo: i suoi magistrali assoli, i suoi riff taglienti come un rasoio, la sua grinta… sono il fulcro di questo gruppo. Senza di lui gli Accept non sarebbero gli Accept: Hoffmann è l’anima stessa di questa band immortale e il suo solo nella parte centrale dello show (che riprende il “Bolero” di Ravel) è da dieci e lode. Chapeau!
La scaletta è un susseguirsi di emozioni e ci riporta indietro nel tempo con pezzi come “Neon Night” oppure con la celebre “Princess Of The Dawn”, con il suo riff ossessivo dal ritmo cadenzato.
Piccolo excursus anche agli anni ’90 con “Objection Overruled”, disco che vide il ritorno di Udo al microfono. Ma questa è un’altra storia.
Gli Accept odierni dimostrano ancora di avere una potenza di fuoco senza eguali e la monumentale “Fast As A Shark” ne è la prova: STRA-TO-SFE-RI-CI!
Ancor oggi come allora lo considero uno dei brani più grandiosi della storia del metal a cominciare dalla marcetta dell’intro, al grido stridente di Mark, al ritmo travolgente impresso dal basso di Peter Baltes e dalla batteria di Christopher Williams, ai riff al fulmicotone di Wolf e Uwe, letali come uno squalo. Il caos prende possesso del Live Club, pogo e crowd surfing dilagano in mezzo la sala.
I nostri magnifici cinque ci salutano ed escono di scena per poi ritornare, dopo pochi minuti, richiamati dai cori di tutto il pubblico. Ed allora ecco l’imperiosa “Metal Heart” dove, ancora una volta, Wolf sale in cattedra e ci illumina col suo famoso solo che riprende la celebre melodia di “Für Elise” scritta da Beethoven, a mostrare, così, la componente classica del suo animo.
“Teutonic Terror” fa da preludio al gran finale con un altro mastepiece della loro discografia: “Balls To The Wall”, per chiudere nel migliore dei modi questo concerto strepitoso.
Un’autentica ovazione viene tributata agli Accept da tutto il pubblico, un segno tangibile della passione e del rispetto che i fan italiani hanno per questa storica band: grazie Wolf, Peter, Mark, Uwe e Christopher!
Ma un ringraziamento va senz’altro anche a Eagle Booking, Vertigo, Shining Production e al Live Music Club: senza di loro non avremo fatto battere forte il nostro Metal Heart!

Setlist:

  1. Die by the Sword
  2. Stalingrad
  3. Restless and Wild
  4. London Leatherboys
  5. Breaker
  6. The Rise of Chaos
  7. Koolaid
  8. No Regrets
  9. Analog Man
  10. Final Journey
  11. Shadow Soldiers
  12. Guitar Solo (Wolf Hoffmann)
  13. Neon Nights
  14. Princess of the Dawn
  15. Midnight Mover
  16. Up to the Limit
  17. Objection Overruled
  18. Pandemic
  19. Fast as a Shark
  20. Metal Heart
  21. Teutonic Terror
  22. Balls to the Wall

ACCEPT lineup:

  • Wolf Hoffmann – Guitar
  • Peter Baltes – Bass
  • Mark Tornillo – Vocals
  • Christopher Williams – Drums
  • Uwe Lulis – Guitar
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foto: Yuri Minghini