Avenging Benji – nel segno dei Crimson Glory!

AVENGING BENJI + LOST REFLECTION + CHAOSM
live @ Let It Beer, Roma
– martedì 15 maggio 2018 –

LIVE REPORT •

Protagonista delle nostre serate live è ancora una volta il Let It Beer: i riflettori del club romano si accendono, quest’oggi, sugli Avenging Benji, band capitanata da Ben Jackson, uno dei membri originali dei grandiosi Crimson Glory.
In questo evento, promosso dalla iper-attiva SoundsRock Agency, era stata annunciata anche la presenza degli heavy stoners svedesi Deville, ma, purtroppo, un improvviso e grave problema familiare per uno dei membri della band, li ha costretti a dare forfait, con il conseguente annullamento di tutte le loro date europee.
Sul palco, insieme alla band statunitense, troveremo, quindi, due realtà del panorama nostrano underground: Lost Reflection e Chaosm.

Chaosm
Proprio a questi ultimi è affidato il compito di aprire la serata. Il quintetto romano è dedito ad un interessante progressive/power metal, con brani ben strutturati, dalle complesse architetture, ma mai ridondanti e noiosi (come invece solitamente ci hanno abituati altre band dello stesso genere). E’ pur vero che i Dream Theater (come ho già avuto modo di dire) hanno dato il via ad una infinita sequenza di cloni (nel bene e nel male) e in questo senso i Chaosm non ne sono rimasti immuni, ma diamo atto ai cinque giovani ragazzi di aver dimostrato durante il loro set che, oltre ad una propria identità ben distinta, posseggono delle solide basi strumentali, grazie soprattutto alle qualità dimostrate dal tastierista Dario Palazzolo e dal chitarrista Federico Palucci che, con i loro virtuosismi, hanno dato un notevole contributo nel disegnare pregevoli scenari musicali dai mille colori.
Certo, c’è ancora molto da lavorare: è chiaro che stiamo parlando di ragazzi giovanissimi che, per ora, viaggiano sulle ali dell’entusiasmo, ma i presupposti ci sono tutti, basti ascoltare l’iniziale “Dreamer” e “Journey”.
Forse, quello che manca, è un po’ più di presenza scenica (ma visti gli spazi…), soprattutto da parte del frontman Alessio Manca, poco coinvolgente e troppo propenso all’uso dell’effetto “megafono” sulla propria voce (forse anche troppo, visto il continuo abuso su quasi tutti i brani).
Immancabile, ovviamente, un bel computer in scena che, in alcuni punti, doppia i cori e che, a tratti, surclassa, però, la voce live… tanto varrebbe far cantare lui! E questo, dal mio punto di vista, è un punto a sfavore.
Sarebbe interessante scoprire cosa succederebbe se, le nuove leve, non usufruissero di tecnologie del genere, per vedere le loro reali potenzialità. Ma capisco che, ormai, difficilmente si trovano artisti che suonino senza tali artifizi, se non quelli legati alla vecchia scuola.
In ogni caso ci troviamo di fronte ad un gruppo debuttante, quali sono i Chaosm, che hanno ben meritato gli applausi del pubblico presente (non tantissimo in quel momento, complice la giornata uggiosa) e che, comunque, fa ben sperare per il futuro dell’underground italiano.

Setlist:

  1. Dreamer
  2. The Same Thing
  3. Begin To Live
  4. Journey
  5. Take Over Meaning

CHAOSM lineup:

  • Alessio Manca – Vocals
  • Federico Palucci – Guitar
  • Alessandro Pansieri – Bass
  • Dario Palazzolo – Keyboards
  • Dario “DB” Bernardini – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Lost Reflection
E’ il turno dei Lost Reflection di calcare le assi del Let It Beer. Una serata speciale, questa, per loro: c’è la presentazione del nuovo album “Tr@pped In The Net”. E quale miglior occasione se non quella di aprire a una band, come gli Avenging Benji, legata con un filo diretto ai Crimson Glory, cui i Lost Reflection debbono le origini del loro nome?
Gli astri, quindi, hanno creato una serie di fortunati eventi che li ha portati qui proprio in questa circostanza… gli astri, ma non l’amplificazione! Per tutta la serata l’elettronica sembra, infatti, rivoltarglisi contro e un fastidiosissimo rumore di fondo caratterizzerà l’esecuzione dei loro brani.
Diciamo, comunque, che anche la band ci ha messo del suo per creare un’atmosfera alquanto “dismessa”: l’approccio svogliato, il poco coinvolgimento, la mancanza di entusiasmo… hanno fatto sì che la loro prova peccasse di quella “cattiveria” necessaria a dare un’impronta più heavy al loro set. Delle “sbandierate” influenze sulla loro pagina social, che riportano, tra le maggiori ispirazioni, nomi altisonanti come Judas Priest, Maiden, Mötley Crüe etc… nemmeno l’ombra. Insomma, i Lost Reflection non hanno convinto appieno, e ne hanno anche risentito i pezzi del nuovo album, che non hanno avuto, in questo modo, il dovuto risalto.
Eppure, il mastermind Fabrizio Fulco, è stato anche alla corte proprio di Ben Jackson, lavorando con lui nel 2005, ma in questo frangente sembrava avesse scordato come si suonasse metal.
L’unico momento degno di interesse lo abbiamo nel finale: prima con “Bad Love”, tratto dall’album di debutto “Florida”, e poi con la conclusiva (e nuovissima) “Together As One” che ha visto il piccolo cameo con Piero Sorrenti alla chitarra, già nelle loro fila nei precedenti lavori.
Non me ne vogliano i ragazzi, ma loro sanno che sono obbiettivo nei miei giudizi e questa sera hanno, senza dubbio, mancato il bersaglio. Li aspetto al varco perché dovranno riscattarsi e, ne sono convinto, lo faranno sicuramente!
Setlist:

  1. The Enemy U Know
  2. Media Violence
  3. Scarecrowd
  4. Homeless Boy
  5. Hollywood Dream
  6. Master Of Your Soul
  7. One Night In You Bed
  8. Brand New Love
  9. Rock’n’Roll Nation
  10. Bad Love
  11. Rockin’ In The Free World (Neil Young cover)
  12. Together As One

LOST REFLECTION lineup:

  • Fabrizio Fulco – Vox, Guitar
  • Piero Sorrenti – Guitar
  • Massimo Moretti – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Avenging Benji
A proposito di come si suoni del “true fucking metal” – come ci dice lo stesso Ben Jackson -, ecco arrivare gli Avenging Benji.
Se con i primi due brani “assaggiamo” un po’ di robusto sound della loro produzione (anche se in realtà “The Bomb” è un brano del primo disco solista di Ben), con l’entrata in scena del singer Wade Black, ci immergiamo nelle grandiose atmosfere dei Crimson Glory.
L’energia trasmessa dalla band si diffonde sempre più, dando la carica a tutti i presenti con pezzi come “Where Dragons Rule” o “Masque Of The Read Death” che esaltano la magnificenza della produzione targata Crimson Glory.
L’interpretazione che Wade dà ad ogni pezzo mette in risalto le sue enormi doti vocali (ricordiamo che fu vocalist proprio nei Crimson Glory, nell’era “Astronomica”), e crea una coinvolgente empatia con il pubblico che canta, insieme a lui, pezzo dopo pezzo.
E se da una parte lo stesso Ben e il suo alter-ego Mark Borgmeyer ci attraggono nei loro vorticosi fraseggi di chitarra, quello che più impressiona sono la solidità esecutiva e le acrobatiche evoluzioni del giovanissimo drummer Kei Bland che ci incanta con un solo di batteria da 10 e lode, dando prova che giovinezza non è sempre sinonimo di inesperienza. Chapeau a lui!
Seppur in un breve set (e avremmo voluto che suonassero ancor di più), gli Avenging Benji ci hanno fatto rivivere delle forti emozioni con canzoni storiche come “Azrael”, dando risalto al sound creato da una band, come i Crimson Glory, che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama metal mondiale.
La chiusura è affidata a “Lonely”, pezzone tratto da “Transcendence”, considerato dai tutti il loro capolavoro e caratterizzato da armonizzazioni ed elementi prog che hanno aperto la strada alla nascita del progressive metal. Così ci salutano gli Avenging Benji, con la promessa di tornare presto nel nostro Paese… e noi saremo qui ad aspettarli.

Setlist:

  1. The Bomb
  2. Out For Blood
  3. Where Dragons Rule (Crimson Glory cover)
  4. Masque Of The Red Death (Crimson Glory cover)
  5. Dragon Lady (Crimson Glory cover)
  6. Azrael (Crimson Glory cover)
  7. In Dark Places (Crimson Glory cover)
  8. Drum Solo
  9. Red Sharks (Crimson Glory cover)
  10. Lonely (Crimson Glory cover)

AVENGING BENJI lineup:

  • Ben Jackson – Guitars, Vocals
  • Mark Borgmeyer – Guitars
  • Ryan Bales – Bass
  • Kei Bland – Drums
  • Wade Black – Vocals
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foto: 
 Stefano Panaro