Bologna loves KISS!

KISS + RAVENEYE
live @ Unipol Arena, Casalecchio di Reno (Bo)
– martedì 16 maggio 2017 –

LIVE REPORT •

E dopo Alive… ecco Alive II. Era ovvio che non si poteva mancare anche al secondo appuntamento dei Kiss nel “Paese che più amano”, come spesso ha ripetuto Paul Stanley in queste due serate italiane.
Ci troviamo all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) dove sta per approdare il più grande circo del rock’n’roll dell’intero universo, pronto a far divertire, entusiasmare e scatenare le migliaia di fans che hanno invaso il capoluogo emiliano per vedere una band culto quali sono i Kiss.

RavenEye
All’apertura dei cancelli sembra esserci una minore affluenza di pubblico rispetto la data precedente di Torino, ma il colpo d’occhio è sempre straordinario: appassionati di musica, rockettari, metallari, semplici curiosi, tante famiglie con bimbi al seguito, e, naturalmente, sfoggio di costumi e volti truccati per imitare ed omaggiare i nostri idoli.
Il compito di scaldare i motori e a portare all’ebollizione tutta l’audience, spetta nuovamente ai RavenEye. Puntuali come un orologio svizzero, il trio inglese sprigiona la propria energia e ancora una volta dà la giusta carica al pubblico italiano, che li segue con interesse, risponde ai loro cori e, soprattutto, li applaude con trasporto, in modo particolare quando il chitarrista Oli Brown e il bassista Aaron Spiers improvvisano acrobatici siparietti (come su “Breaking Out”) oppure giocano a fare gli Ac/Dc della situazione quando ad esempio su “Hey Hey Yeah” lo stesso Oli si lascia andare in un lungo e velenoso solo di chitarra suonando sulle spalle di Aaron che lo scorazza in lungo e largo per tutto il palco.
La loro formula conquista il pubblico italiano con una miscela di rock, blues e grunge suonato con passione e molto groove. Le strade che portano al rock’n’roll sono molteplici, dure ed impervie, ma i RavenEye sembrano aver imbroccato quella giusta. E se i Kiss li hanno scelti come opening act un motivo ci sarà…

Setlist:

  1. Come With Me
  2. Hero
  3. Inside
  4. Hate
  5. Madeline
  6. Breaking Out
  7. Hey Hey Yeah
  8. You Got It

RAVENEYE lineup:

  • Oli Brown – Vocals, Guitar
  • Aaron Spiers – Bass
  • Adam Breeze – Drums

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Kiss
L’occasione di fare la doppietta anche quest’anno era d’obbligo, quindi eccoci qui per il secondo giorno consecutivo al cospetto della più grande band di sempre. Forse, a prima vista, il numero di presenze è un po’ inferiore a quello di ieri, qualche spazio vuoto si nota qua è là, ma siamo sempre in tanti.
La Kiss Army arriva da ogni dove: Sicilia, Lazio, Puglia, Campania, Toscana… insomma, dal nord al sud tutta la penisola è qui rappresentata, pronti a far esplodere tutto il nostro incontrollabile entusiasmo.
E’ un autentico boato quello che accoglie il grande logo Kiss che campeggia sull’immenso telo nero che cela il palco alla nostra vista, mentre una selezione di brani, diffusi dagli altoparlanti, ci tiene compagnia nella nostra trepidante attesa. Sono le note di “Rock and Roll” dei Led Zeppelin che preannunciano il loro arrivo… e poi, finalmente, ecco giungere il fatidico momento: allright Bologna… you wanted the best, you got the best… the hottest band in the world…
Siamo in migliaia a scandire questo slogan che da sempre accompagna il loro ingresso, una frase immortale, come loro… come i KISS! Il sipario si apre e i nostri 4 supereroi “atterrano”, con le loro pedane volanti, sul palco dell’Unipol Arena: lo spettacolo più grande del mondo ha inizio!
La scaletta, naturalmente, sarà la stessa di Torino, e già con l’uno-due iniziale di “Deuce” e “Shout It Loud” ha inizio lo show sia sul palco che sotto, tra luci, colori, fiamme e giochi pirotecnici.
“A quante ragazze qui presenti piace leccare?” – chiede Paul – suscitando le risate di tutto il pubblico. Bologna ha una vocazione godereccia e allora perché non dedicargli “Lick It Up”? E mentre il pubblico dell’Unipol salta e canta a più non posso, Paul e Tommy ci intrattengono con un piccolo accenno di “Won’t Get Fooled Again” per omaggiare gli storici Who.
E i nostri cori continuano sul drumming possente che Eric “The Cat” Singer imprime su “I Love It Loud”, mentre Paul lascia suonare, a sorpresa, la sua Ibanez ad una piccola fan fatta salire sul palco.
Tra “sculettate” e “scodinzolate” (fantastica la vistosa coda che indossa), le nomination di Pavarotti, Puccini, Verdi, i ricordi di Roma, Milano, Mugello e gli altri centinaia di posti a cui ha fatto visita nel Bel Paese (senza dimenticare le linguine alle vongole) e un accenno a “Nel blu dipinto di blu”, l’istrionico “Starchild” ci intrattiene come solo lui sa fare. Ci incanta con il suo carisma, ci affascina, ci conquista ed è pronto ad infiammarci con “Firehouse” e tanto per “scaldare” ancor più l’ambiente, ecco Gene che sputa fuoco in chiusura del brano, mentre dal canto suo, Tommy, ci dà una scossa ad alto voltaggio con “Shock Me” e un lancio di razzi esplosivi che fragorosamente rimbombano in tutta la location: spaziale! (tanto per rimanere in tema col suo personaggio).
L’atmosfera si fa cupa, calano le tenebre: è il momento del Demone! Gene, tra una slinguacciata e l’altra, sputa sangue e vola in alto, a dominare il mondo, perché lui è il “God Of Thunder” e del rock’n’roll: semplicemente maestoso!
Chi viene ad un concerto dei Kiss è consapevole di cosa lo aspetti: uno spettacolo unico e straordinariamente scenografico, ad alta tensione, che non lascia spazio ad un attimo di respiro e che, per chi lo vede per la prima volta, rimarrà una esperienza straordinaria, una cosa che non dimenticherà mai – come ci avverte Paul. Insomma, essere ai loro concerti è come passare delle serate di pura follia, delle vere e proprie “Crazy, Crazy Nights”, che tutti insieme intoniamo insieme a loro.
Indistruttibili nel tempo, i Kiss sono una vera e propria “War Machine” e marciano inarrestabili alla conquista di quella piccola parte dell’universo che ancora non ha avuto modo di poterli vedere. E sì, perché il loro è un successo planetario e non c’è parte della galassia che non abbia mai sentito parlare di loro. E questo Paul lo sa bene, tutti infatti conoscono il suo nome e lo pronunciano forte, all’unisono. Tutto il pubblico lo chiama, lo invoca e lui si offre ai suoi fans librandosi sopra di loro fino al centro della platea, su una pedana roteante che sembra essere un vassoio d’argento sul quale Paul si mette in posa per raccogliere tutto l’affetto di un pubblico che lo adora (soprattutto quello femminile): che grande showman!
“Psycho Circus”, “Black Diamond” e l’immancabile “Rock’n’Roll All Nite” ci portano al gran finale in un clima festoso, tra deflagrazioni, fiamme, coriandoli e petardi, mentre Gene e Tommy passano sulle nostre teste su dei lunghi bracci meccanici. E con l’immancabile rituale in cui Paul spacca la sua chitarra, si chiude il loro set.
Ma, parafrasando una strofa di un loro celebre brano, we can’t get enough of you boys ed allora eccoli tornare richiamati dalle nostre urla, per farci scatenare ancora una volta di più, dal ritmo coinvolgente di “I Was Made for Lovin’ You”: tutti a ballare e cantare, lasciandoci trascinare nel vertiginoso gioco di luci e musica che si crea nell’Arena.
Alla monumentale “Detroit Rock City” è affidata la chiusura di uno show stratosferico che dimostra ancora una volta come i Kiss siano veramente la band “più calda del mondo”… e non solo!
Avete voluto il meglio? Beh, lo avete avuto… e chi era presente in questi due straordinari giorni, ne è testimone.
Grazie Paul, Gene, Eric e Tommy! We loves you!

Setlist:

  1. Deuce
  2. Shout It Out Loud
  3. Lick It Up
  4. I Love It Loud
  5. Firehouse
  6. Shock Me
  7. Flaming Youth
  8. God of Thunder
  9. Crazy Crazy Nights
  10. War Machine
  11. Say Yeah
  12. Psycho Circus
  13. Black Diamond
  14. Rock and Roll All Nite
  15. I Was Made for Lovin’ You
  16. Detroit Rock City

KISS lineup:

  • Paul Stanley – Guitar, Vocals
  • Gene Simmons – Bass, Vocals
  • Eric Singer – Drums, Vocals
  • Tommy Thayer – Guitar, Vocals
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foto: Sabina Baron