Cavalera Bros. & Overkill: headbanging sfrenato al Live Club

Mtv Headbangers Ball Tour 2017:
MAX & IGGOR CAVALERA Return To Roots
+ OVERKILL + INSOMNIUM + DESERTED FEAR
live @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– martedì 5 dicembre 2017 –

 

LIVE REPORT •

Giunge anche quest’anno l’appuntamento con il MTV Headbangers Ball Tour, una realtà che non sempre è stata ospitata anche in Italia nelle sue varie edizioni, ma che quest’anno non intende mancare di proporre a ogni metallaro italiano una serata degna di nota per chiunque avesse voglia di indolenzirsi i muscoli del collo a forza di headbanging e moshpit. Purtroppo l’abbinamento delle band risulta sì vario, ma anche piuttosto raffazzonato se pensiamo al fatto che gli headliner della serata hanno già eseguito lo stesso identico show nella stessa identica location relativamente poco tempo fa, con risultati controversi per altro. Questo porterà chiaramente la serata a rimanere un po’ a secco di partecipanti, per quanto tra i presenti non manchino coloro che smaniano di passare anche solo un’oretta in compagnia di una band apprezzata, indipendentemente dai gusti: troviamo infatti una recente entità di genere Death, una consolidata formazione melodica dalle fredde terre della Finlandia, una leggenda del Thrash made in U.S. e una riproposizione di un album molto noto da parte di due iconici personaggi rappresentativi del Metal sudamericano. Chiunque può trovare pane per i suoi denti quindi, anche se il prezzo risulta giusto un filo proibitivo per chi magari vuole assistere a una sola esibizione; meno male che non sono mancate le sorprese e nemmeno le grandi emozioni grazie soprattutto a una band in particolare. Buona lettura!

Deserted Fear – (report a cura di Roby War)
Come dicevamo: una recente realtà di genere Death proveniente dalla Germania. I Deserted Fear stasera aprono le danze, seppur davanti a un pubblico ancora molto poco numeroso, e lo fanno sin dall’inizio con una potenza e un impatto decisamente notevoli malgrado il loro ancora poco altisonante nome. Il loro ultimo album “Dead Shores Rising” è uscito quest’anno e tra gli amanti del genere non si può dire che non sia stato apprezzato, e vedendo come tengono il palco questi quattro capelloni scatenati non c’è da stupirsi, considerando la loro grinta e la loro capacità sia strumentale che di coinvolgimento dei seppur pochi presenti. Qualunque estimatore di band come Entombed, Death, Asphyx e quant’altro dovrebbe decisamente dargli una possibilità, poiché potrebbe trovare parecchio pane per i propri denti.

Setlist:

  1. The Fall Of Leaden Skies
  2. Battalion of Insanities
  3. Kingdom of Worms
  4. Wrath on your Wound
  5. The Carnage
  6. Field of Death
  7. Face Our Destiny
  8. Bury your Dead

DESERTED FEAR lineup:

  • Manuel Glatter – Vocals, Guitar
  • Fabian Hildebrandt – Guitar
  • Simon Mengs – Drums
  • Christian Reinhard – Bass
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foto: Salvatore Marando

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Insomnium – (report a cura di Rockberto Manenti)
Paesaggi cupi e mistici si intravedono ora sul palco del Live Club di Trezzo: sono in arrivo gli Insomnium. C’è molta attesa per il quartetto finlandese, attivo sin dalla fine degli anni ’90 e con una cospicua discografia all’attivo. E la band non delude le aspettative dei propri fan, grazie ad una proposta musicale molto interessante che ha affascinato anche i meno avvezzi al loro genere, come il sottoscritto.
Infatti il loro melodic death metal è ricco di particolari ed accattivanti linee armoniche, ben costruite, che richiamano l’ascoltatore verso il lato più oscuro del metal.
Con un minuzioso guitar working, più impostato sull’eterea melodia che sul virtuosismo, Ville Friman e Markus Vanhala ci trasportano lungo i tetri meandri della loro musica, con pezzi come l’iniziale “The Primeval Dark” o, più in particolare, “While We Sleep”, guidati “poeticamente” dalla voce gutturale di Niilo Sevänen.
Gli Insommium raccolgono, alla fine del loro set, i meritati applausi di tutti i presenti al Live Club, segno che il pubblico ha ben gradito quanto visto e ascoltato in questa serata.

Setlist:

  1. The Primeval Dark
  2. While We Sleep
  3. Unsung
  4. The Killjoy
  5. Revelation
  6. Weather the Storm
  7. Down With the Sun
  8. Ephemeral
  9. One for Sorrow

INSOMNIUM lineup:

  • Niilo Sevänen – Vocals/Bass
  • Ville Friman – Guitars/Vocals
  • Markus Vanhala – Guitars
  • Markus Hirvonen – Drums
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foto: Salvatore Marando

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Overkill – (report a cura di Roby War)
Eccoci a quello che sarebbe dovuto essere, a parere di molti, il vero pezzo forte della serata; e in effetti già dall’inizio su “Mean, Green, Killing Machine” appare chiaro che l’unico vero headliner della serata è rappresentato da Bobby Blitz e compagni, i quali rappresentano una vera e propria garanzia per qualunque estimatore delle sonorità Heavy/Thrash dagli anni 80’ a oggi. Tutto ciò permette al pubblico di lasciarsi andare a una sfogo di adrenalina pogando e facendo headbanging su classici come “Rotten to the Core”, “Wrecking Crew” e “Hello From the Gutter”, senza nulla togliere a proposte più recenti come “Electric Rattlesnake”, “Ironbound” e “Goddamn Trouble”. I momenti di goduria maggiore sono senz’altro rappresentati dalla mitica “Elimination” e dalla conclusiva “Fuck You”, che chiude uno show troppo breve considerando l’importanza della band in questione, la quale è in grado di proporre dei concerti al limite dell’illegale da quanto sono devastanti. Anche in questa oretta scarsa ogni presente non può che aver goduto e gioito, ma considerando tutto sommato ciò che arriverà dopo appare chiaro che forse la disposizione delle band si sarebbe potuta fare in modo differente, il che siamo convinti avrebbe anche portato più gente a spendere i suoi soldi per presenziare stasera.

Setlist:

  1. Mean, Green, Killing Machine
  2. Rotten to the Core
  3. Electric Rattlesnake
  4. Hello From the Gutter
  5. Wrecking Crew
  6. Goddamn Trouble
  7. Ironbound
  8. Elimination
  9. Fuck You (The Subhumans cover)

OVERKILL lineup:

  • Bobby “Blitz” Ellsworth – Vocals
  • D. Verni – Bass
  • Dave Linsk – Lead Guitar
  • Derek Tailer – Rhythm Guitar
  • Jason Bittner – Drums
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foto: Salvatore Marando

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Max & Iggor Cavalera Return To Roots – (report a cura di Rockberto Manenti)
Si libera la scena, ora, per l’arrivo dei Cavalera Brothers, una scenografia minimale prende possesso del palco: tutto è pronto per il ritorno alle radici.
“Roots” è sicuramente l’album dei Sepultura più conosciuto e che ha ottenuto il maggior successo di vendite. Il ventennale della sua pubblicazione è stata l’occasione per Max ed Iggor di riproporlo per intero con un tour celebrativo che aveva già visitato anche il nostro paese lo scorso anno. Forse anche per questo motivo oggi al Live di Trezzo non c’è lo stesso afflusso di pubblico e la location lombarda, a un primo colpo d’occhio, presenta alcuni spazi vuoti. C’è da dire che, in una settimana così ricca di concerti, alcuni avranno fatto delle scelte mirate e probabilmente anche questo avrà influito sulle vendite dei biglietti.
Ma in ogni caso la presenza di spettatori è sempre corposa, forse un po’ al di sotto delle aspettative.
Comunque la calorosa accoglienza riservata ai due durante il loro ingresso in scena è una lampante dimostrazione di quanto i fratelli Cavalera occupino un posto speciale nel cuore del pubblico italano.
“Roots Bloody Roots” apre le danze e il Live diventa teatro di continui circle pit che lo stesso Max innesca di tanto in tanto. Groove e musica tribale si miscelano e si diffondono, tra strumenti primordiali, riff granitici e la voce ringhiosa dello stesso Max, che danno vita, così, ad sorta di esaltazione ossessiva generale. Tra salti e balli il pubblico, incitato dal possente frontman, canta pezzi ormai divenuti storici come “Attitude” o “Ratamahatta”, e, ormai in preda ad un’estasi onirica, tutti i presenti sembrano essere in balia della loro musica. Max rincara la dose sparando qua e là qualche colorita bestemmia e delle simpatiche espressioni tipicamente italiane, tanto per far capire che anche in lui, come in Iggor, scorre del sangue tricolore (i due, infatti, sono figli di un diplomatico italiano trasferito in Brasile).
E per caricare ulteriormente il pubblico, eccolo accennare “Iron Man” dei Black Sabbath, che fa da intro all’ignorantissima “Ambush”.
Anche Iggor ha il suo momento di gloria durante il suo assolo di batteria, raggiunto, poco dopo, dal fratello Max e da Jason Bittner (batterista degli Overkill) che lo affiancano alle percussioni, applauditi a lungo da un pubblico sempre più fomentato.
Con “Excruciating” (unico brano firmato Cavalera Conspiracy e tratto dall’ultimo disco “Psychosis”), chiudono il loro set, tra gli applausi e le urla di tutti i loro fans.
Max rientra e quasi in sordina accenna lentamente ad “Ace Of Spades” dei Motörhead che poi esplode potente e viene cantata all’unisono da tutti quanti.
Il concerto si chiude così come era cominciato: tutti a saltare sul ritmo frenetico di “Roots Bloody Roots” in una versione più fast e decisamente più trascinante che fa partire l’ultimo pogo in mezzo la sala, una sorta di danza primitiva per salutare nel modo più giusto i fratelli Cavalera.

Ancora una volta il Live Club di Trezzo è stato protagonista di un’altra grande serata metal, targata Eagle Booking – Vertigo – Shining Production e, visto il calibro del bill di quest’oggi, non poteva essere altrimenti. Un ringraziamento, quindi, va anche a loro per aver dato spazio, su di un palco italiano, all’MTV Headbangers Ball Tour.

Setlist:

  1. Roots Bloody Roots (Sepultura cover)
  2. Attitude (Sepultura cover)
  3. Cut-Throat (Sepultura cover)
  4. Ratamahatta (Sepultura cover)
  5. Breed Apart (Sepultura cover)
  6. Straighthate (Sepultura cover)
  7. Spit (Sepultura cover)
  8. Lookaway (Sepultura cover)
  9. Born Stubborn (Sepultura cover)
  10. Itsári (Sepultura cover)
  11. Ambush (Sepultura cover)
  12. Dictatorshit (Sepultura cover)
  13. Excruciating
  14. Ace of Spades (Motörhead cover)
  15. Roots Bloody Roots (fast version)

MAX& IGGOR CAVALERA Return To Roots lineup:

  • Max Cavalera – Guitar & Vocals
  • Iggor Cavalera – Drums
  • Mike Leon – Guitar
  • Tony Campos – Bass
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foto: Salvatore Marando