Civil War & Nightmare – uniti per la vittoria

CIVIL WAR + NIGHTMARE + ATHANASIA + ARSEA + REAPTER
live @ Circolo Colony, Brescia
– mercoledì 3 maggio 2017 –

 

LIVE REPORT •

 

Un appuntamento che vale doppio quello di stasera al Circolo Colony di Brescia, sul palco del club lombardo troviamo infatti Civil War e Nightmare, entrambi in tour per la promozione dei rispettivi nuovi album pubblicati lo scorso novembre. Una coalizione franco/svedese decisamente micidiale, pronta a mettere a ferro e fuoco tutta la location. A sostegno del loro attacco ci sono i californiani Athanasia e, a completare il quadro di questa joint force internazionale, ecco arrivare anche i nostrani Arsea e Reapter. Tutto è pronto per dare inizio a questa nuova battaglia del Road To Victory Tour.

Reapter
Ad aprire le ostilità sono i romani Reapter che presentano brani tratti dal loro ultimo album “Cymatics”. Sonorità che traggono ispirazione dal thrash anni ’80, con qualche spruzzatina di modernità per renderli più attuali. Un buon impatto sonoro il loro, con pezzi come l’iniziale “Repeat” o la successiva “Time Lapse” che sembrano liberamente ispirarsi ai Metallica d’annata, soprattutto per le tonalità aggressive del singer Claudio Arduini e a quei riff rabbiosi che tanto ricordano quelli di Hetfield e compagni. Ed anche se di tanto in tanto qualche battuta sembra perdersi nell’aria e qualche errorino veniale affiora, direi che i Reapter si sono ampiamente meritati gli applausi del, purtroppo, troppo poco pubblico presente che comunque ha fatto sentire ugualmente il proprio calore, alla luce della buona prova complessiva della band e di quella di Max Pellicciotta che si conferma essere chitarrista di talento.

Setlist:

  1. Repeat
  2. Time Lapse
  3. Useless
  4. Carnage
  5. Life And Horror
  6. Tsunami

REAPTER lineup:

  • Claudio Arduini – Vocals
  • Max Pellicciotta – Rhythm/Lead Guitar
  • Daniele Bulzoni – Rhythm/Lead Guitar
  • Jury Pergolini – Bass
  • Emiliano Niro – Drums
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foto: Federica Borroni

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Arsea
Più orientati verso il power progressive invece gli Arsea, anche loro provenienti dal circuito underground laziale. I sei ragazzi propongono una serie di brani estratti essenzialmente dal loro secondo album “A New Dawn”, canzoni dalla struttura abbastanza complessa, anche se in alcuni momenti un po’ disarmonica. Sicuramente punta di diamante della formazione è il cantante Matteo Peluffo dotato di una raffinata duttilità vocale e capace di interpretare tanto le parti più muscolose quanto quelle più delicate del loro sound. Interessanti ad esempio risultano essere pezzi come “Out Of Mind” o “Quantum Society”, che spaziano tra elaborati paesaggi progressive e robusti fraseggi che a tratti ricordano gli Iced Earth. Una performance, tutto sommato, positiva che fa ben sperare per il prosieguo del loro percorso musicale.

Setlist:

  1. Intro
  2. VII
  3. Defected Light
  4. Out Of Mind
  5. Quantum Society
  6. Cross The Line

ARSEA lineup:

  • Matteo Peluffo – Vocals
  • Giorgio Piermattei – Bass
  • Riccardo Curti – Drums
  • Enrico Fucci – Guitars
  • Alessio Di Clementi – Guitars
  • Ivan Fusco – Keyboards
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foto: Federica Borroni

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Athanasia
E’ un power trio quello che sta per prendere possesso ora del palco: sono gli americani Athanasia. Sconosciuti ai più, compreso il sottoscritto, hanno sorpreso tutti con un sound very ignorant: la band, infatti, spacca e anche di brutto! Ritmi pesanti e cattivi, gli Athanasia badano essenzialmente al sodo senza guardare in faccia nessuno e ci buttano addosso una bella secchiata di metallo rovente con pezzi come l’iniziale “Read Between The Lines” o la titletrack del loro unico full lenght “The Order Of The New Chaos” che miscelano elementi thrash allo stile più oscuro del black metal, soprattutto nell’uso dei controcori in growl del portentoso bassista Brandon Miller, che è il perfetto complemento alle potenti ritmiche del chitarrista Caleb Bingham (fondatore della band) e al massiccio drumming di Jason West, in una miscela esplosiva all’insegna del metal ‘till death.
Se cercate raffinatezza, stile e buone maniere (ovviamente in ambito musicale), beh… gli Athanasia non fanno per voi: qui si suona solo metal e di quello coriaceo. Rough’n’roll!

Setlist:

  1. Read Between The Lines
  2. Spoils Of War
  3. The Order Of The Silver Compass
  4. Cyclops Lord (My Will Is Done)
  5. The Bohemiam
  6. Mechanized Assault
  7. White Horse
  8. Nightmare Sound

ATHANASIA lineup:

  • Caleb Bingham – Guitar/Vocals
  • Brandon Miller – Bass/Vocals
  • Jason West – Drums
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foto: Federica Borroni

 

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Nightmare
Ed ecco arrivare ora il primo dei due headliner della serata: i cugini d’oltralpe Nightmare. Forti della loro ultra-trentennale esperienza (si sono formati nel lontano 1979), si presentano qui per farci conoscere il nuovo disco “Dead Sun”, il loro decimo album di studio. E’ una band che ascolto dal lontano 1984, quando pubblicarono il loro primo disco e, tra split-up e reunion, non ero mai riuscito a vederli in sede live durante la loro lunga carriera. Guidati dalla mora Maggy Luyten, loro neo-singer, ci riversano addosso quintali e quintali di note incandescenti con l’iniziale “Infected” e subito dopo con la trascinante “Of Sleepless Minds” che fanno scattare l’headbanging dei sempre pochi presenti.
E già… il pubblico… stendiamo un velo pietoso: con due band di grande valore in cartellone, come Nightmare e Civil War, vedere la sala così desolatamente vuota fa veramente capire quanta poca cultura metal ci sia in giro. E magari ti ritrovi, per assurdo, con un overbooking per una tribute band anonima.
Maggy sorseggia un po’ di birra e poi ci conta uno ad uno: siamo pochi sì, ma pronti a dare tutto il nostro sostegno e ad esaltarci al ritmo delle loro canzoni… e con pezzi come la tellurica “Ikarus” è veramente facile!
La vecchia scuola non tradisce mai e i francesi sono qui a dimostrarlo: alla graffiante vocalità di Magali, uniscono energia e potenza sonora grazie anche alle bordate che il basso di Yves Campion (il veterano della formazione) e il nuovo batterista Oliver Casula lanciano verso il pubblico. E poi possono contare su una coppia di axemen vincenti: tra serratissimi riff e assoli al fulmicotone, Franck Milleliri e Matt Asselberghs danno prova di avere il metal nel sangue.
Ma è ovvio che tutti gli occhi siano puntati su Maggy, una pantera sul palco. Seducente… magnetica… incita spesso il pubblico a cantare con lei e, in alcuni momenti, sembra di riascoltare la biondissima Doro Pesch dei tempi migliori: due metal queens dall’innato carisma.
Spingono forte con la titletrack del nuovo lavoro “Dead Sun”, per poi colpire pesante con quelle sonorità più cupe che si nascondono dietro le note di “Inner Sanctum”.
E la conclusiva “Starry Skies Gone Black” chiude una prova di forza veramente devastante che avrebbe meritato un’accoglienza ben più sostanziosa. Peggio per chi non c’era!

Setlist:

  1. Infected
  2. Of Sleepless Minds
  3. Tangled in the Roots
  4. Red Marble & Gold
  5. Indifference
  6. Ikarus
  7. Dead Sun
  8. Inner Sanctum
  9. Eternal Winter
  10. Serpentine
  11. Starry Skies Gone Black

NIGHTMARE lineup:

  • Maggy Luyten – Vocals
  • Franck Milleliri – Guitars
  • Yves Campion – Bass
  • Matt Asselberghs – Guitars
  • Olivier “Piv” Casula – Drums
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foto: Federica Borroni

 

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Civil War
Siamo al clou della serata: da Falun arrivano i Civil War. Nati da una costola dei Sabaton (Rikard Sundén, Daniel Mÿhr e Daniel Mullback erano nella loro formazione), sono anche loro in tour per la presentazione dell’ultima fatica “The Last Full Measure”. Ma non è solo questa la novità, c’è anche un nuovo cantante nei loro ranghi: Kelly Sundown Carpenter, un nome e, soprattutto, una voce che rimarrà impressa nelle nostre menti. Ma non precorriamo gli eventi.
Tra giubbe dell’esercito confederato, tematiche belliche e atmosfere secessionistiche, gli svedesi, come gli omonimi fiammiferi, sono pronti ad infiammarci con il loro sound ed accesa la miccia fanno esplodere la loro potenza di fuoco.
“Uss Monitor”, “Saint Patrick’s Day”, ma soprattutto la rievocativa “Gettysburg”, danno spazio al nuovo singer Kelly Carpenter di far sfoggio della sua grandiosa vocalità, espressa con grinta, tenacia, vigore e una forza interpretativa che trae ispirazione da un altro grande vocalist scandinavo: Jorn Lande.
La voce di Kelly è il giusto complemento per una musica d’impatto come quella dei Civil War, caratterizzata da quei trascinanti riffoni di chitarra (di sabatoniana memoria) che Rikard Sundén e Petrus Granar macinano a profusione canzone dopo canzone.
Come già adottato dai Powerwolf, anche i Civil War preferiscono usare suoni campionati in vece di un vero bassista: non ci troviamo d’accordo, ma tant’è che questo modo di presentarsi sul palco evidentemente si sta diffondendo. Ma torniamo alla musica.
Tra l’incalzante “Gods And Generals” e la rocciosa “Bay Of Pigs”, fa capolino la folkloristica “Tombstone” che scatena gli improvvisati balletti di due ragazze della crew dei Civil War, animando, nel modo più festoso, la serata.
Con “Rome Is Falling” si arriva all’ultimo brano della loro scaletta e mentre le note della famosa marcia popolare “When Johnny Comes Marching Home” si diffondono in sala, i Civil War ci salutano raccogliendo i nostri prolungati e meritati applausi.

Un plauso va alla Crown Metal, giovane agenzia che riesce sempre a proporre eventi di qualità in modo professionale; ringraziamo anche, in particolar modo, il Circolo Colony e il suo staff per la sempre cortese accoglienza.
E, come al solito, non dimentichiamo di dare la solita tiratina d’orecchi agli assenti: continuando così di certo non ci facciamo una bella figura.

Setlist:

  1. USS Monitor
  2. Saint Patrick’s Day
  3. Gettysburg
  4. A Tale That Never Should Be Told
  5. Deliverance
  6. I Will Rule the Universe
  7. Gods and Generals
  8. Tombstone
  9. Bay of Pigs
  10. Rome Is Falling

CIVIL WAR lineup:

  • Petrus Granar – Guitar
  • Rikard Sundén – Guitars
  • Kelly Sundown Carpenter – Vocals
  • Daniel Mullback – Drums
  • Daniel Mÿhr – Keyboard
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foto: Federica Borroni