Domine – eterni campioni!

DOMINE + OVERCROWN + RUINTHRONE + QUEER MESS
live @ Dissesto Musicale, Bagni di Tivoli (Roma)
– venerdì 9 marzo 2018 –

 

LIVE REPORT •

Draghi, cavalieri, troni e corone: tornano a Roma i Domine! La SoundsRock porta al Dissesto Musicale la storica formazione toscana, dopo un lungo periodo di assenza nella Capitale. In questa lunga serata, ben quattro sono state le band che si sono avvicendate sul palco del club romano. Ecco il nostro racconto.

Queer Mess
In un clima molto intimo e familiare, più che altro composto da pochi amici e parenti, entrano in scena i Queer Mess, giovane formazione romana dedita al rock alternativo con qualche innesto di elettro-pop.
Già questa premessa mette in chiaro che la loro presenza, in un contesto come quello di stasera, sia come mettere il ketchup sulla carbonara (Andrea Lanzillo docet), ma questo non inficia affatto la loro performance.
I Queer Mess, pur se giovanissimi, hanno dato prova di sapere il fatto loro, e, soprattutto, cosa vogliono fare da grandi. Brani semplici, di facile fruizione, ben interpretati dalla loro singer Marianna Silvestri, con refrain che rimangono i mente e che strizzano l’occhio a quel sound moderno che tanto piace alle nuove generazioni e che, comunque, senza virtuosismi o mirabolanti tecnicismi, hanno tenuto piacevolmente compagnia a chi era già arrivato alla location.
Un mio “like” potranno pur non averlo mai, il genere non mi coinvolge affatto, ma sicuramente ne raccoglieranno sempre più in futuro e di tempo per collezionarne, vista l’età, ne hanno tanto davanti.
Per la cronaca, il loro ultimo brano “Fight & Scream”, l’ho trovato interessante, con le sue sonorità vintage che richiamano quelle rock di fine degli anni ’60.
In un affollatissimo universo musicale come quello odierno, i Queer Mess hanno un loro perché, considerando anche il fatto che ci sono tanti loro “colleghi” che non meritano il riscontro che hanno… e non fatemi fare nomi!

Setlist:

  1. Vampire
  2. You Know
  3. Tedium
  4. Never Saw Her Again
  5. Deadline
  6. Fight & Scream

QUEER MESS lineup:

  • Marianna Silvestri – Vocals
  • Enrico Di Napoli – Violin, Keys
  • Federico Natali – Drums
  • Federico Sartori – Guitar
  • Lorenzo Proietti – Guitar
  • Mirko Esposito – Bass
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foto: 
 Stefano Panaro

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RuinThrone
E ora è tempo di darci una bella “Power Infusion”, come direbbero i tedeschi Trance! (gli echi del loro grande concerto di un paio di giorni fa sono ancora molto vivi).
Si accendono i motori, si preme sull’acceleratore e si aumenta la distorsione: tocca ai RuinThrone.
Partono un po’ in sordina i sei ragazzi capitolini, per poi rimettersi in carreggiata con il secondo pezzo del loro set, “Desert Twilight”. Probabilmente il tentennamento iniziale è da imputare a volumi errati ed altri piccoli problemi tecnici che si protrarranno e amplieranno nel corso della serata.
I RuinThrone hanno i numeri e, soprattutto, hanno le canzoni, brani con una solida struttura e ben costruiti, mai tediosi e prolissi, che rende la loro identità sempre più solida. Come ho già loro imputato in precedenti occasioni, quello che gli manca è un po’ più di dinamicità sul palco, soprattutto (e mi spiace ripetermi) da parte del frontman Ed Die che, dal mio punto di vista, dovrebbe cercare di coinvolgere di più il pubblico. Ma stavolta lo perdoniamo, in fondo il palco del Dissesto non avrebbe permesso a nessuno di fare i salti mortali e loro sono anche in sei… quindi va bene così, ma lo aspettiamo, scherzosamente, al varco: il nostro occhio vigile controllerà i miglioramenti.
Sorvolo sulla cover di “I Want Out” degli Helloween, decisamente non nelle loro corde; se proprio dovevano presentare un brano famoso, avrei puntato su qualcosa di più alla loro portata, tipo Blind Guardian, che sono uno dei maggiori riferimenti del loro sound. Continuo, comunque, a pensare che proporre brani di artisti più famosi è spesso un’arma a doppio taglio: se da un lato serve a rendere partecipe il pubblico, dall’altro, alle volte, costringe ad impietosi confronti con l’originale.
Mi permetto, quindi, di dare un consiglio (come fanno gli anziani): è preferibile farsi conoscere ed apprezzare per quello che è stato partorito dal proprio cuore e dalla propria mente, piuttosto che per un pezzo famoso dato in pasto al pubblico con il solo scopo di raccogliere il loro favore. Così facendo, non saprete mai se i consensi e gli applausi siano per voi o per il brano in questione. Viva la musica originale!…
Siate voi stessi, ragazzi e… non me ne vogliate 😉

Setlist:

  1. Summoner
  2. Desert Twilight
  3. The Dreamweaver
  4. Ocean still sings
  5. I want Out (Helloween cover)
  6. Throne of your ruin

RUINTHRONE lineup:

  • Ed Die – Lead Vocals
  • Adriano Strinati – Guitars
  • Nicolò De Maria – Guitars
  • Giorgio Mannucci – Keyboards
  • Matteo Galdi – Bass
  • Francesco Comerci – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Overcrown
Il pubblico, nel frattempo, sta pian piano aumentando, come da prassi qui a Roma: “se non è tardi, non se movemo, soprattutto quanno c’è la partita”. E’ il turno dei trevigiani Overcrown.
Quando sul palco sale un gruppo capitanato da una dolce presenza femminile, è ovvio che ci troveremo di fronte ad una band di symphonic metal.. e con gli Overcrown la regola viene confermata.
Personalmente credo che il mercato sia saturo di questo tipo di band dedite al cosiddetto metal moderno, ma d’altronde se è questo che chiede il pubblico, perché non darglielo?
Gli Overcrown, che hanno al loro attivo un solo album dal titolo “Higher”, non si discostano di un solo millimetro dallo stereotipo del genere e probabilmente hanno anche le carte in regola per farlo… dico “probabilmente” perché la loro prova è inclassificabile: ai nostri poveri ragazzi è successo veramente di tutto e un susseguirsi di problemi tecnici ha condizionato pesantemente il loro set.
Dai volumi impastati al microfono muto che ha impedito per buona parte del concerto di farci ascoltare la voce di Giulia Morgana Penzo, alle interruzioni per rimediare alle falle dell’impianto sonoro… insomma, di tutto e di più.
Quindi rimandiamo ad un’altra occasione il nostro giudizio, anche se, da quel poco che è trapelato dagli amplificatori, la loro proposta non mi è sembrata così avvincente, con brani e riff un po’ troppo simili tra loro… ma gli lasciamo il beneficio del dubbio e valuteremo in altra sede, con la speranza che non ci siano interferenze di qualsiasi tipo.

Setlist:

  1. Yggdrasil
  2. Phoenix
  3. Frozen Pt1
  4. Death Beside Me
  5. Twelve Touches Of Agony

OVERCROWN lineup:

  • Giulia Morgana Penzo – Vocals
  • Aleksandar Djeric – Guitar
  • Fabio Affili – Guitar
  • Elia Dalla Pola – Bass
  • Dusan Djeric – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Domine
La sala ora è gremita, e sul palco, nel frattempo, fervono i preparativi per gli ospiti principali, nella speranza che la sindrome di problemini tecnici non colpisca anche loro… vana speranza, comunque.
I Domine vengono accolti dall’ovazione del pubblico mentre le note della maestosa intro accompagnano il loro ingresso.
Si parte alla grande con “Thunderstorm”, una bordata di puro power metal che mette subito in chiaro una cosa: i Domine sono qui per farci veramente male.
Il pubblico si esalta, canta a più non posso incitato da un Morby sugli scudi: il cantante toscano ci pettina tutti con i suoi acuti e raggiunge le alte sfere con la sua ugola d’oro. Veramente impressionante!
Brano dopo brano, da “True Believer” a “The Messenger”, attraverso l’epica “The Aquilonia Suite”, il carismatico Morby prende sempre più possesso della scena e diventa protagonista assoluto di una performance da 10 e lode, nonostante i microfoni lo abbiano più volte boicottato (ma credo che anche senza lo avremmo potuto sentire ugualmente, data la sua estensione vocale). Non da meno sono i suoi compagni d’arme che, con i loro strumenti, ci raccontano mitiche battaglie e leggendari duelli: è il momento di “The Chronicles of The Black Sword”.
I fratelli Riccardo ed Enrico Paoli affiancano come alfieri il grande condottiero, mentre alle loro spalle Riccardo Iacono alle tastiere e Stefano Bonini con la sua batteria, dettano il ritmo della loro imperiosa avanzata. Mi soffermo un attimo sulla prestazione del inarrestabile Stefano Bonini: pur avendo avuto piccoli problemi tecnici e nonostante fosse relegato dentro “l’acquario” – come ha chiamato più volte il simpatico Morby la gabbia in vetro sintetico costruita intorno la batteria – Stefano ha dato dimostrazione di tutte le sue qualità di drummer veloce e al contempo roccioso, senza mai perdere una sola battuta. Eccezionale!
E se “The Eternal Champion” con i suoi cambi di velocità scatena il pubblico in un continuo headbanging, non da meno è l’incalzante “Dragonlord” dove Morby, ancora una volta, sollecita le sue corde vocali in maniera veramente impressionante.
Chiudono con la travolgente “Defenders”, un’ultima iniezione di pura energia metal che esplode potente all’interno del Dissesto e mette la parola fine a questa lunga serata che ha soddisfatto sicuramente le aspettative di chi era qui per vedere i grandi Domine.
A tal proposito, visto che oggi sono prodigo di consigli, ne ho uno anche per i vari organizzatori: cercherei di evitare serate così chilometriche, vere e proprie maratone sonore che mettono in condizione i primi gruppi di suonare davanti ad uno sparuto numero di spettatori (il che è veramente frustrante per loro) e che poi costringono il fan ad attendere (stanchevolmente) l’headliner fino a tarda notte. Credo che un paio di gruppi (o al massimo tre in rari casi e, possibilmente, a tema) siano più che sufficienti per rendere perfetta la serata.
In ogni caso il ringraziamento alla SoundsRock è d’obbligo: non sono molti i promoter che danno voce alle richieste dei fan in ambito underground, e in questo, loro, sono sempre sul pezzo. Continuate così, ragazzi!

Setlist:

  1. Thunderstorm
  2. True Believer
  3. The Messenger
  4. The Aquilonia Suite
  5. The Fall of the Spiral Tower
  6. The Chronicles of the Black Sword
  7. The Hurricane Master
  8. The Eternal Champion
  9. Dragonlord (The Grand Master of the Mightiest Beasts)
  10. The Ride of the Valkyries
  11. Defenders

DOMINE lineup:

  • Morby – Vocals
  • Riccardo Paoli – Bass
  • Enrico Paoli – Guitar
  • Riccardo Iacono – Keyboards
  • Stefano Bonini – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro