Enuff Z’Nuff – un tuffo nel glam

ENUFF Z’NUFF + VENREZ + NASTYVILLE + CREAM PIE
live @ Dedolor Music Headquarters, Rovellasca (Co)
– venerdì 14 aprile 2017 –

 

LIVE REPORT •

La cittadina di Rovellasca (CO) è pervasa da un’atmosfera colorata e glitterata, il suo punto di origine è il Dedolor Music Headquarters che non è una semplice stage area, bensì un Recording Studio con sette sale prove, Live Club dotato di zona bar e ristoro ed Etichetta Discografica “DEDOLOR RECORDS”, fondato da Dedo Lorenzi il quale è general manager, ingegnere del suono, produttore e batterista, non a caso è il figlio d’arte di Gabriele Lorenzi (storico tastierista della FORMULA 3). Tornando all’atmosfera glitterata, è scaturita dall’arrivo dei mitici Enuff Z’Nuff, band hair-glam rock fondata nel 1984 in Illinois dal bassista Chip Z’Nuff e dal cantante Donnie Vie, purtroppo non più presente per intraprendere la carriera solista. L’onore di condividere il palco spetta ai nostrani Cream Pie e Nastyville oltre ai Venrez da Los Angeles, si prospetta una ricca serata.

Cream Pie
Quando il locale apre il pubblico è molto scarso, ad aprire la serata tocca ai Cream Pie che per nulla scoraggiati dal locale vuoto prendono gli strumenti e esordiscono con “Downtown Pirates” tratta dall’appena partorito terzo lavoro “No Secret”, di cui hanno fatto il release party l’11 marzo al R’N’R di Milano. Quando li vidi aprire il concerto degli L.A Guns alle Officine Sonore di Vercelli, mi fecero una buona impressione e stasera hanno confermato le mie aspettative, riscaldando i pochi presenti con un sano sleaze rock. Energici riff e assoli ad opera dei chitarristi Nikki e Phantom viaggiano paralleli alle solide linee di basso di Daryo, il sound è sostenuto dalla filiforme quanto aggressiva Kiki che picchia su piatti e pelli dimostrando che il gentil sesso ha una marcia in più. Dalla loro forte coesione e passione ne deriva una buona presenza scenica, soprattutto da parte del frontman Rachel, il quale interagisce coi presenti riscuotendo buoni consensi mentre la sua voce graffiante e di buona estensione consolida ogni pezzo, supportato dai compagni nei ritornelli. Dall’ultimo lavoro estraggono “Friendzoned!”, “Disasterpiece” e altri, senza tralasciare pezzi vecchi come “Tiger” e “Whore”, in generale il riscontro è sempre positivo. Infine chiudono in bellezza con la cover dei Beastie Boys “Fight For Your Right” cantata all’unisono, assolvendo pienamente il compito di apripista raccogliendo caldi applausi dai “pochi ma buoni” presenti. Cogliamo l’occasione per augurargli il meglio per il loro quarto mini tour che toccherà Germania e l’Est Europa.

Setlist:

  1. Downtown Pirates
  2. Givin’Up
  3. Whore
  4. Tiger
  5. It’s Gonna Be Alright
  6. Friendzoned!
  7. Disasterpiece
  8. Fight For Your Right (Beastie Boys Cover)

CREAM PIE lineup:

  • Rachel O’Neill – Vocals
  • Nikki Dick – Guitars
  • Phantom – Guitars
  • Daryo Cea – Bass
  • Kiki – Drums
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foto: Federica Borroni

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Nastyville
Proseguendo sul filone del R’N’R direttamente dalla mia cittadina Omegna, diamo il benvenuto ai Nastyville, fondati nel 2013 dall’ex batterista degli STP Danni Boy con all’attivo il debut album “Viva Hell-A” uscito nel 2015. Il frontman Mark rompe il silenzio richiamando a sé tutta l’attenzione, sulle note di “Can’t Stop The night” spingono diretti sull’acceleratore dimostrando da subito il loro potenziale, purtroppo al loro entusiasmo si contrappone un drastico taglio della scaletta a causa di ritardi sulla tabella di marcia, e, come se non bastasse si aggiunge una serie di problemi tecnici alla chitarra di David. Nonostante tutto non si perdono d’animo e suonano con grinta e determinazione, David e Manuel alle chitarre sono un’accoppiata vincente, Danny Boy pesta su piatti e pelli con grande precisione dando ai pezzi un forte impatto, Mark e Fabian sono entrati nella formazione solamente l’anno scorso ma con gli altri membri c’è già un forte affiatamento. Fabien (ex bassista dei Lovemachine, Myland e attualmente anche nei Playhard), dopo tanti anni passati a suonare dimostra tutta la sua bravura ed esperienza, suonando con grande disinvoltura e visibilmente divertito, infine anche Mark (sempre militante negli On The Run) si rivela un ottimo acquisto dotato di una vocalità pazzesca capaci di micidiali acuti e grande carisma. Il pubblico non è aumentato molto ma è presente una schiera di fans e amici che pogano allegramente, e, alla fine acchiappano Mark che nonostante la ridotta altezza del palco fa un ironico stage diving. I pochi pezzi proposti sono ripagati con forti applausi e con “American Dead” chiudono un’esibizione troppo breve quanto intensa caricando ancora di più i presenti. Speriamo di rivederli in altri live con più tempo a disposizione e senza intoppi e auguri per la pubblicazione del secondo album.

 Setlist:

  1. Can’t Stop The Night/Lollirock
  2. Hollywood Boy
  3. I Can’t Stand Your Ego
  4. American Dead

NASTYVILLE lineup:

  • Markevil Jocke Lee – Vocals
  • David Visin – Guitars
  • Manuel Martoccia – Guitars
  • Fabian Andrechen – Bass
  • Danny Boy – Drums
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foto: Federica Borroni

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Venrez
Grazie alle prime due band il livello della serata è andato aumentando, purtroppo quando entrano in scena gli americani Venrez ora da Los Angeles la situazione si incrina. Essi propongono una sorta di alternative rock stoner, ma subito dopo i primi pezzi il pubblico si rende conto che il sound è palesemente piatto, le sezioni ritmiche risultano monotone nonostante il buon accompagnamento di Charles alla batteria. Il frontman Venrez ha un modo di cantare estremamente lineare con movenze ciondolanti, inoltre sembra più interessato a bere vino che a interagire col pubblico, tanto che col procedere dell’esibizione la “maggior parte” dei pochi presenti preferisce uscire dal locale per parlare e fumarsi una sigaretta. Mi rincresce dirlo ma dall’inizio con “Karma” sino alla conclusiva “Hang The Predator”, è stata un’esibizione esangue e priva di pathos che ha fatto scemare l’adrenalina generata dalle prime band, un leggero supporto c’è stato con i consueti applausi, ma bisogna proprio essere amanti del genere per apprezzarli dato che non erano adatti al contesto, ma soprattutto il cantante non è stato capace di tenere degnamente il palco.

Setlist:

  1. Karma
  2. Intellectual Drool
  3. The Children Of The Drone
  4. Reflection
  5. Ants
  6. Erase The Years
  7. Unforseen
  8. Sell The Lie
  9. Tomorrow
  10. Hang The Predator

VENREZ lineup:

  • Steven Berez – Vocals
  • Jason Womack – Guitars
  • Nico D’arnese – Bass
  • Charles Ruggero – Drums
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foto: Federica Borroni

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Enuff Z’Nuff
Dopo questa parentesi finalmente siamo giunti al momento tanto atteso, durante il cambio palco la gente rientra ansiosa di vedere i loro beniamini, finalmente le luci si spengono e i mitici Enuff Z’Nuff capitanati dallo stravagante Chipp Z’Nuff, entrano in scena partendo con “Baby Loves You” risollevando magicamente gli animi e riaccendendo l’atmosfera. I fans sono entusiasti dai più attempati ai più giovani, inebriati dal colorato glam rock scaturito a ogni pezzo, il chitarrista Tory Stoffregen da poco rientrato nella band sfodera un susseguirsi di riff e assoli senza precedenti sia melodici sia accelerati a seconda dei pezzi, fedelmente accompagnato dalla new entry Tony Fennel (ex Ultravox) alla seconda chitarra, un altro nuovo arrivato è il giovincello Daniel B. Hill che rende la batteria scalpitante dando il giusto tiro ad ogni canzone. Nonostante la loro forte sinergia e dinamismo, ovviamente l’attenzione è focalizzata verso Mr. Chip Z’Nuff che si staglia a centro palco con cappello e scarpe bianche glitterate, occhiali da sole fucsia, pittoresco come il suo basso dalle corde multicolore fluorescenti, con adesivi, parti verniciate o avvolte nello scotch in quanto usurate, logicamente senza togliere niente altri membri ha una presenza scenica a parte. Ogni pezzo è un successo, in particolare le insuperabili chicche come “Right By Your Side”, “Fly High Michelle” e “New Thing” cantate all’unisono versando qualche lacrima nostalgica. La prestazione vocale di Chip non raggiunge i livelli dello storico Donnie Vie, ma è comunque di buona qualità, inoltre si cimenta nella cover di David Bowie “Jean Genie” dove duetta con Steven Berez. Il tempo a disposizione è ridotto anche per loro, suonando un pezzo dopo l’altro Chip trova giusto un attimo per esprimere la sua felicità nell’essere ritornato in Italia dopo sette anni, i complimenti sul buon cibo, il vino e le belle donne e infine un invito generale non abusare delle droghe. Alla fine come ultimo pezzo eseguono “Dog On A Bone” dall’ultimo disco “Clows Lounge” uscito l’anno scorso, per poi ritirarsi dopo calorosi saluti ricevendo forti applausi, ma la richiesta di altri pezzi da parte dei fans è talmente spropositata, che dopo pochi minuti rientrano per un ultimo brano ovvero “The World Is A Gutter”. Purtroppo il tempo a disposizione è davvero finito, i mitici Enuff Z’Nuff ricoperti di applausi salutano i fans rimasti soddisfatti ma al tempo stesso con l’amaro in bocca perché il concerto è durato effettivamente poco. Bravissimi musicisti e umili persone si sono concessi ai fans per foto e firme a volontà, il grande dispiacere è stata la pochissima affluenza, una trentina di persone davvero imbarazzante! Ma a loro non importava e hanno dato il massimo regalandoci uno show memorabile, speriamo di non dover aspettare altri sette anni per rivederli!

Concludo ringraziando tutte le band che hanno suonato con impegno e dedizione, in particolare gli Enuff Z’Nuff, ma soprattutto l’organizzatore Dedo e tutto lo staff del Dedolor Music Headquarters per il grande impegno dimostrato nell’organizzare il concerto, sperando di vederne molti altri! Alla prossima!

Setlist:

  1. Baby Loves You
  2. Kiss The Clown
  3. Heaven Or Hell
  4. In The Groove
  5. Jean Genie (David Bowie cover)
  6. Right By Your Side
  7. Fly High Michelle
  8. New Thing
  9. Dog On A Bone
  10. The Worls Is A Gutter

ENUFF Z’NUFF lineup:

  • Chip Z’nuff – Vocals/Bass
  • Tory Stoffregen – Guitars
  • Tony Fennel – Guitars
  • Daniel B. Hill – Drums
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foto: Federica Borroni