Frontiers Rock Festival III: Day 2 live report

FRONTIERS ROCK FESTIVAL – DAY 2:
TALISMAN + TRIXTER + GRAHAM BONNET BAND +
THE DEFIANTS + TERRY BROCK + INGLORIOUS + BLOOD RED SAINT
live @ Live Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– domenica 24 aprile 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Seconda giornata del Frontiers Rock Festival III. Ci aspettano anche oggi intense emozioni e tante tante ore di grande musica. Il palco del Live Club di Trezzo sull’Adda (Mi) sarà nuovamente la passerella per farci apprezzare altri gruppi molto interessanti.

Blood Red Saint
Sarà una casualità, ma anche quest’oggi si parte con un gruppo, diciamo così, “attempato”: si tratta dei Blood Red Saint. Come i loro colleghi No Hot Ashes però sanno sorprenderci con un rock melodico suonato con professionalità ed eleganza che, unito ad una buona dose di energia, crea quella giuste armonie che ben si adattano alle interpretazioni cariche di pathos del cantante Pete Godfrey. Brani come “Kicking Up Dust”, “Best Of Me” o “Unbreakable” sono costruiti in maniera tale e con quella vena di malinconia che affascina e cattura l’ascoltatore. Non male anche la loro reinterpretazione di “Wanted Dead Or Alive” dei Bon Jovi. Decisamente piacevoli.

Setist:

  1. Kicking Up Dust
  2. Mercy
  3. Best Of Me
  4. Dangerous
  5. Wanted Dead Or Alive (Bon Jovi cover)
  6. Unbreakable
  7. Staring At The Sun
  8. Better Days

BLOOD RED SAINT lineup:

  • Pete Godfrey – Vocals
  • Lee Revill – Guitar
  • Rob Naylor – Bass
  • Pete Newdeck – Drums
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foto: Marco Epi

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Inglorious
Ed ora sale sul palco una band di rara bravura: gli Inglorious. Visti recentemente a Roma come supporto dei Winery Dogs, anche questo pomeriggio la band inglese ha dimostrato il proprio valore e forse non è un caso che siano stati premiati da Planet Rock: voi che dite?
Hard Rock di grande qualità che si rifà a band del calibro di Led Zeppelin, Deep Purple, Whitesnake, un sound corposo con quelle venature blues che permette a Natham James di darci una piccola dimostrazione di come si debba fare il cantante rock.
Non c’è un momento di flessione durante la loro prova, una prova veramente di forza e così coinvolgente che sul “ruvido” blues “Holy Water” Jeff Scott Soto, dopo avergli servito uno shot, rimane nel backstage a seguire ammirato la loro esibizione.
Le loro sono delle attitudini da veri rockers, basta ascoltare la travolgente “Warning” con gli scatenati Andreas Eriksson e Wil Taylor alle chitarre e danno poi anche una impronta personale a due pezzi storici come “I Surrender” dei Rainbow e “Girl Goodbye” dei Toto, tanto che se la band dei fratelli Porcaro all’epoca avesse suonato così, forse forse li avrei fatti entrare nella mia collezione.
Insomma, a mio modesto giudizio i migliori dell’intero festival.

Setlist:

  1. Until I Die
  2. Breakaway
  3. I Surrender (Rainbow cover)
  4. High Flying Gypsy
  5. Warning
  6. Holy Water
  7. Girl Goodbye (Toto cover)
  8. Girl Got a Gun
  9. Unaware

INGLORIOUS lineup:

  • Nathan James – Vocals
  • Wil Taylor – Guitar
  • Andreas Eriksson – Lead Guitar
  • Colin Parkinson – Bass
  • Phil Beaver – Drums
  • Gab Soulavy – Keyboards
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foto: Marco Epi

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Terry Brock
La quiete dopo la tempesta. Questa la sensazione che ho provato nell’ascoltare Terry Brock dopo aver assaporato l’inossidabile british rock degli Inglorious. Onestamente non mi sento di dire che sia stato un momento esaltante quello con Terry, già guardandosi intorno c’era sicuramente meno assembramento sotto il palco. Nonostante una band veramente di qualità, con il “Maestro” (come lo chiama affettuosamente lo stesso Terry) Alessandro Del Vecchio, la bassista Anna Portalupi (un vero peperino sulla scena), un ispirato Francesco Marras e un metronomo come Edoardo Sala alla batteria, il nostro Terry non dà il massimo di sé ed a tratti sembra addirittura fuori tono. Gli episodi migliori “No More Mr. Nice Guy” e l’omaggio allo scomparso Prince con “Purple Rain”. Ovviamente è solo questione di gusti e sicuramente i suoi fan lo avranno apprezzato molto di più di quanto possa aver fatto un appassionato delle sonorità più hard’n’heavy come me.

Setlist:

  1. Face In The Crowd
  2. Another Chance
  3. The Rain
  4. No More Mr. Nice Guy
  5. Promised Land (Giant cover acoustic)
  6. Jaded (Slamer cover)
  7. Where Are They Now (Strangeways cover)
  8. Only A Fool (Strangeways cover) / Purple Rain (Prince cover)
  9. Where Do We Go From Here (Strangeways cover)
  10. Love Lies Dying (Strangeways cover)

TERRY BROCK lineup:

  • Terry Brock – Vocals, Acoustic Guitar
  • Alessandro Del Vecchio – Keyboards
  • Anna Portalupi – Bass
  • Edoardo Sala – Drums
  • Francesco Marras – Guitars
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foto: Marco Epi

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The Defiants
Si torna sui binari del rock più “robusto” con l’arrivo sul palco dei The Defiants, il nuovo progetto ideato da Bruno Ravel con Rob Marcello e Paul Laine, suoi vecchi compagni di tante avventure con i Danger Danger. Ecco che quindi le loro strade si incrociano nuovamente e mettono su questa squadra che usa il pugno di ferro in un guanto di velluto e riporta in auge quell’hard rock melodico che tanto andava di moda oltre vent’anni fa.
Questo è il loro debutto assoluto e per l’occasione assoldano il batterista Micke Dahlen per dare il colpo del knock-out decisivo. Meno di dieci giorni fa hanno pubblicato il loro primo lavoro ed il loro biglietto da visita con cui si presentano è proprio “Love And Bullets”, tratta da questo disco le cui sue sonorità ci riportano agli anni d’oro del rock melodico.
Il pubblico si diverte al ritmo di brani come “Grind” o “Dead Drunk & Wasted”, canta insieme ad uno scatenato Paul Laine in grande forma e che con la sua voce eccezionale ci dà la carica. C’è spazio anche per alcuni brani della carriera solista di Paul, come “We Are The Young” o “Dorianna” che i fan adorano a dismisura.
Rob Marcello si esalta su ogni brano, il biondo crinito axe hero mette al servizio della band tutti i suoi trucchi e le magie di cui è a conoscenza ed infiamma il pubblico con i suoi assoli: fenomenale!
“Beat The Bullet” è l’ultima cartuccia che ci sparano addosso, non prima però di salutarci con un piccolo accenno di “Paradise City” dei Guns n’ Roses che loro eseguono con il piede premuto sull’acceleratore. Non resta che unirci a Bruno Ravel che ha tessuto gli elogi alla Frontiers, che ha creduto fermamente in loro e li ha portati qui: un’intuizione vincente, perché i The Defiants sono una grande band.

Setlist:

  1. Love And Bullets
  2. Grind (Danger Danger cover)
  3. We Are The Young (Paul Laine song)
  4. Take Me Back
  5. Dead Drunk & Wasted (Danger Danger cover)
  6. Waiting On A Heartbreak
  7. Dorianna (Paul Laine song)
  8. Goin’ Goin’ Gone (Danger Danger cover)
  9. Underneath The Stars / God Of Thunder (Kiss cover)
  10. Beat The Bullet (Danger Danger cover)
  11. Paradise City (Guns n’ Roses cover)

THE DEFIANTS lineup:

  • Bruno Ravel – Bass
  • Rob Marcello – Guitar
  • Paul Laine – Vocals, Guitar
  • Micke Dahlen – Drums
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foto: Marco Epi

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Graham Bonnet Band
Un passo ancora più indietro nella storia con l’ingresso in scena di Graham Bonnet e la sua band. L’ex-singer di Rainbow, Michael Schenker, Impellitteri e chi più ne ha più ne metta, propone una selezione di brani a dir poco monumentali, passando dai Rainbow di “Eyes Of The World” e della grandiosa “All Night Long”, tanto per citarne alcune, al Michael Schenker Group della scanzonata “Dancer” o quelli più travolgenti di “Assault Attack”, senza ovviamente dimenticare le canzoni dei suoi Alcatrazz, sia dell’era Malmsteen (“Island In The Sun” o la struggente “Suffer Me”), che quelli dell’epoca Vai (su tutte “God Bless Video”): insomma il nostro Graham ci racconta la sua vita di musicista con una voce ancora in grado di darci tante emozioni. Sì, perché il nostro perenne “ribelle” (come sempre look alla James Dean di “Gioventù bruciata”) riesce a tirar fuori ancora una grande vocalità e non fa niente se di tanto in tanto ci sono delle leggere flessioni: a quasi settant’anni cosa volete di più?
Godiamoci quindi una performance di tutto rispetto e grandi successi come “Since You Been Gone” o “Lost In Hollywood”, pezzo con cui conclude un concerto da applausi, quelli che il pubblico gli ha spontaneamente tributato.

Setlist:

  1. Eyes Of The World (Rainbow song)
  2. All Night Long (Rainbow song)
  3. S.o.s.
  4. Stand In Line (Impellitteri song)
  5. God Blessed Video (Alcatrazz song)
  6. Will You Be Home Tonight (Alcatrazz song)
  7. Jet To Jet (Alcatrazz song)
  8. Night Games (Alcatrazz song)
  9. Suffer Me (Alcatrazz song)
  10. Dancer (M.S.G. song)
  11. Love’s No Friend (Rainbow song)
  12. Desert Song (M.S.G. song)
  13. Island In The Sun (Acatrazz song)
  14. Since You Been Gone (Russ Ballard cover)
  15. Assault Attack (M.S.G. song)
  16. Lost In Hollywood (Rainbow song)

GRAHAM BONNET BAND lineup:

  • Graham Bonnet – Vocals
  • Beth-Ami Heavenstone – Bass
  • Conrado Pesinato – Guitar
  • Mark Zonder – Drums
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foto: Marco Epi

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Trixter
La perfetta macchina messa su dall’organizzazione del festival, procede senza nessun intoppo ed eccoci all’ennesimo cambio palco: ci sono i Trixter.
E’ la prima volta che suonano in Europa: un grande onore averli qui in esclusiva e quindi approfittiamo senza indugi della loro presenza.
Divertenti, elettrizzanti, travolgenti: questo sono i Trixter, che mettono in piedi uno show adrenalinico e veramente esplosivo. Tra “Rockin’ To The Edge Of The Night”, “Tatoos & Misery”, passando attraverso “One In A Million”, gli americani creano uno spettacolo a stelle e strisce decisamente unico nel suo genere, grazie alle funamboliche imprese di Steve Brown, che con la sua chitarra accende la miccia e dà fuoco alle polveri.
Pete Loran è singer dai mille volti, la sua voce risuona forte in sala e ci dà la carica: tutti a saltare su “Rockin’ Horse”.
E che dire dell’irruenza della loro sezione ritmica? P.J. Farley lancia delle micidiali bordate col suo basso, mentre il simpaticissimo Mark dietro le pelli picchia come un forsennato, così tanto da danneggiare la malcapitata batteria: un’autentica macchina da guerra pronta a combattere lì, sulla “Line Of Fire”!
Chiudono con “Give It To Me Good” raccogliendo una vera a propria ovazione ed anche gli applausi sinceri di Bruno Ravel e Rob Marcello che dal backstage hanno seguito tutta la loro esibizione. Sbalorditivi!

Setlist:

  1. Rockin’ To The Edge Of The Night
  2. Heart Of Steel
  3. Tattoos & Misery
  4. Play Rough
  5. Road Of A Thousand Dreams
  6. One In A Million
  7. Not Like All The Rest
  8. Machine
  9. Surrender
  10. Rockin’ Horse
  11. Human Era
  12. Line Of Fire
  13. Give It To Me Good

TRIXTER lineup:

  1. Pete Loran – Vocals
  2. Steve Brown – Guitar
  3. J. Farley – Bass
  4. Mark “Gus” Scott – Drums
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 foto: Marco Epi

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Talisman
E siamo quasi al termine di questa lunga maratona, con i Talisman ci avviamo alla conclusione di questo terzo capitolo del Frontiers Rock Festival. Gli headliner della seconda serata si sono riuniti appositamente per questo appuntamento e come poi ci dirà lo stesso Jeff Scott Soto, lo hanno fatto proprio per noi, per i loro fan, così come in una precedente occasione, nel 2014, si ritrovarono insieme, allo Sweden Rock Festival, per ricordare la scomparsa dell’amico Marcel Jacob, fondatore della band.
Il pubblico è carico, l’entusiasmo alle stelle e con “Break The Chain” il party ha inizio.
L’istrionico Jeff è incontenibile: salta, balla, fa volteggiare il microfono come un giocoliere, ma soprattutto, ancora una volta di più, dimostra di essere un grande cantante. Anche lui ringrazia la Frontiers per continuare a tenere vivo il rock e dare così forza alla musica che più ci piace. E allora immergiamoci in questo fantastico sound con “Colour My XTC” e ancora con “Mysterious (This Time It’s Serious)”. Non si risparmia il nostro Jeff e tiene banco, catalizza gli sguardi del gentil sesso e le “accarezza” con la delicata “Just Between Us”.
Alle sue spalle c’è l’altro membro storico del gruppo, Jamie Borger, che oltre a sfoggiare una vistosa maglia rossa della Banda Bassotti, si fa notare per le sue eccezionali doti di batterista: chapeau!
Si ritorna sui binari del rock/funky con “Tainted Pages” al termine della quale Pontus Norgren ci illumina col suo genio chitarristico ed accompagnato alla tastiere da Soto, esegue un’eccezionale “Adagio” di Albinoni dedicandolo al padre scomparso. Tra l’altro due giorni prima è stato anche il compleanno di Pontus e allora Jeff gli dedica un bel “Happy Birthday”, cosa che poi fa anche con un ragazzo del pubblico.
Lo spirito è proprio quello di una grande festa e quindi continuiamo a fare baldoria con “I’ll Be Waiting” durante la quale il nostro Jeff prima cerca di coinvolgere Mario De Riso della Frontiers Records in un improvvisato coro, e poi scende nel pit per duettare con Nathan James (Inglorious). Ma l’imprevedibile cantante è una fucina di sorprese e allora, non pago, si porta in mezzo al pubblico e continua la sua performance a contatto con i propri fan: un vero mattatore!
Il bis è da foto ricordo: i Talisman tornano in scena con “Standin’ On Fire” e poi anche loro dedicano un pensiero a Prince con la sua “Purple Rain”, che il pubblico del Live Club canta all’unisono insieme a Jeff.
Si chiude così il sipario su questa terza edizione del Frontiers Rock Festival, baluardo di un genere che forse, nel corso degli anni, era stato abbandonato, ma che, grazie all’etichetta partenopea, ha ripreso a far ardere forte la fiamma del rock che c’è in ognuno di noi. Ed ora aspettiamo la prossima edizione.

Setlist:

  1. Break Your Chains
  2. Colour My XTC
  3. Fabricated War
  4. Mysterious (This Time It’s Serious)
  5. Tears In The Sky
  6. Just Between Us
  7. I’ll B There 4 U
  8. Tainted Pages / Pontus Norgren solo (Albinoni Adagio)
  9. If U Would Only Be My Friend
  10. Frozen (Madonna cover) / Crazy (Seal cover)
  11. Sorry
  12. Dangerous
  13. I’ll Be Waiting
  14. Standin’ On Fire
  15. Purple Rain (Prince cover)

TALISMAN lineup:

  • Jeff Scott Soto – Vocals
  • Pontus Norgren – Guitar
  • BJ – Keyboards, Guitar
  • Johan Niemann – Bass
  • Jamie Borger – Drums
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foto: Marco Epi