Gli UFO atterrano al Legend

UFO + REDS’COOL
live @ Legend, Milano
– domenica 1 novembre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Era il 1974 quando nel negozio di dischi vicino casa vidi un album appena uscito sulla cui copertina si stagliava nel cielo un bel disco volante sui tetti di una città. Sul momento associai quell’astronave ad una famosa serie TV di fantascienza che all’epoca andava per la maggiore e che seguivo assiduamente da anni, nella quale gli alieni, utilizzando queste navi spaziali, effettuavano ripetute incursioni sulla Terra, contrastati vittoriosamente (per fortuna) da una organizzazione internazionale denominata SHADO. Quello che più trasse in inganno la mia mente di “ragazzino” fu il nome che campeggiava su quella cover, lo stesso dei telefilm: UFO. “Phenomenon” fu il primo LP con il quale feci la conoscenza della band inglese e da allora non ho mai smesso di seguirli. Ho dovuto aspettare quasi dieci anni per poterli poi vedere dal vivo per la prima volta in quel di Roma nel 1983 (con Billy Sheehan al basso). Non ho mai mancato un loro passaggio in terra italica (abbastanza rari per la verità) ed eccoci quindi al Legend di Milano per l’unica data nella nostra penisola del tour promozionale dell’ultimo album “A Conspiracy Of Stars”. L’invasione è appena cominciata!

Reds’cool
Il pubblico, come prevedibile, è composto in stramaggioranza da persone piuttosto “attempate” ed è già numeroso sin dall’apertura nonostante l’evento sia stato poco pubblicizzato, questo a riprova che la band inglese continua ad esercitare ancora il suo fascino dopo tutti questi anni di carriera. Effettivamente non c’è stato un grande tam-tam mediatico, tant’è che nessuno sapeva che il programma della serata prevedesse anche un gruppo di supporto. E a conti fatti è stata veramente una gradita sorpresa!
I Reds’cool provengono dalla Grande Madre Russia, hanno pubblicato due album (più uno nel 2011 con il moniker Oldschool) e sono una band di grande qualità. Fautori di un hard rock energico, quadrato, senza compromessi, suonato con precisione ed intelligenza, i Reds’cool con i loro brani hanno avuto partita facile e conquistato tutti i presenti. La voce graffiata di Slava Spark, i riff robusti delle due asce Sergey Fedotov e Ilya Smirnov, la solida sezione ritmica di Dmtry Pronin (basso) e Andrey Kruglov (batteria), tutto contribuisce a creare un amalgama sonora di sicuro impatto, una fusione di note semplice ma diretta, come un pugno che ti colpisce e ti mette knock-out.
Una gruppo che suona in maniera impeccabile senza eccedere in inutili virtuosismi che in ogni caso non sono necessari in un sound corposo come il loro. Già dal primo brano si capisce di che pasta sono fatti, “Dangerous One” è il classico hard rock che ti fa battere il piede e scuotere la testa col suo ritmo pulsante, così come la successiva “My Way” che purtroppo però viene parzialmente sciupata dal malfunzionamento del collegamento wireless della chitarra di Ilya, che si scuserà per l’inconveniente e prontamente sarà sostenuto dagli applausi di incoraggiamento di tutto il pubblico. Ma il simpatico combo sovietico non ha solo ambizioni da rockers di razza, quando vogliono sanno dare anche quell’impronta più melodica ai loro pezzi, come su “Strangers Eye” che a tratti, con le sue armonie, ricorda molto da vicino le atmosfere tipiche dei Whitesnake nel periodo più hair metal. La loro prestazione è coinvolgente e pur non conoscendo le loro canzoni riescono a farci cantare ugualmente tutti in coro “Bad Story”.
Chiudono con “Feel You”, ricevendo al termine del loro set tantissimi applausi e numerosi complimenti da parte di tutta l’audience, a dimostrazione che i Reds’cool sono stati molto apprezzati. Spasibo tovarishchey!

Setlist: “Dangerous One” – “My Way” – “The Way I Am” – “Hey You” – “Bite” – “Love Behind” – “Strangers Eyes” – “Bad Story” – “Feel You”

REDS’COOL lineup
Slava Spark – Vocal
Sergey Fedotov – Guitar
Ilya “Lu” Smirnov – Guitar
Dmitry “Dee” Pronin – Bass
Andrey Kruglov – Drums
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Ufo
Si prepara ora il palco per l’arrivo dei protagonisti della serata: UFO. Le luci si spengono, la tensione sale… una lunga intro ci accompagna durante la loro entrata in scena… il momento tafto atteso finalmente è arrivato… quindi “lights on Milano” e sia dia inizio allo spettacolo!
Nel tripudio generale si parte per questo viaggio interplanetario con “We Belong To The Night”, iniziando così un percorso lungo ben oltre 45 anni attraverso la loro musica e che vedrà protagoniste le loro canzoni, pescando un po’ da tutta la loro produzione tra vecchi album e nuovi. Quello che colpisce è la grande eleganza interpretativa che ha ancora Phil Mogg, la sua è una voce calda, inconfondibile, nessun altro cantante ha quelle tonalità che lui ha nelle sue corde, che ben si confanno con quel sound e che sono sempre state una delle caratteristiche del loro successo. Si presenta in un completo scuro, con tanto di giacca, che gli conferisce quell’aria da signore distinto e raffinato tipicamente inglese.
Carisma, classe, passione: impossibile non rimanere ammirati dalla sua performance, perché lui non sbaglia nulla e a 67 anni suonati può ancora insegnare come si canta ai tantissimi giovani (ma non solo a loro) singer presenti nel panorama musicale e che credono di essere già dei punti di riferimento. Da perfetto anfitrione ci conduce per mano, insieme al resto della band, a visitare quei “puntini luminosi” che formano il loro universo, quello musicale, pezzi come “Lights Out”, Only You Can Rock Me”, “Cherry”, cantate all’unisono da noi tutti, ma ci presenta anche brani tratti dalla loro ultima opera, come “Run Boy Run” o “Messiah Of Love”, per poi strabiliarci con l’emozionante “Love To Love”.
Gli Ufo, da sempre, hanno dalla loro un notevole bagaglio tecnico, Vinnie Moore non ha certo bisogno di presentazioni, un virtuoso della chitarra che ci incanta con i suo funambolismi, scale su scale a profusione eseguite con grande maestria e gusto, come sulla magnifica “Rock Bottom” dove si lascia andare ad un lungo ed intenso assolo. Chapeau!
Il granitico drumming di Andy Parker e lo straripante basso di Rob De Luca (che ovviamente utilizza un Gibson Firebird come Pete Way – storico bassista della band n.d.r.) danno quel senso di enfasi e di potenza in più a tutte le loro canzoni. E poi c’è il poliedrico Paul Raymond che si alterna ora alle tastiere, ora alla chitarra e che crea quella cornice che arricchisce la loro immagine sonora. Insomma, l’eccellenza ha un nome, UFO, un nome che tutti in coro scandiamo ripetutamente per farli tornare sul palco e loro ci accontentano per regalarci nel bis una delle canzoni più belle della storia dell’hard rock, “Doctor Doctor”, che scatena l’entusiasmo tra tutti noi, in uno stato di soddisfazione ed euforia generale che vengono ulteriormente accentuati da “Shoot Shoot” che, non prevista in scaletta, è la canzone con cui si congedano salutati da un’autentica standing ovation di tutta la platea. E mentre in sala risuonano le note di “Strangers In The Night” di Frank Sinatra (ogni riferimento al loro famoso doppio album dal vivo non è puramente casuale), ci allontaniamo per far ritorno sulla Terra dopo aver assistito ad un incredibile incontro ravvicinato del terzo tipo: gli UFO sono sempre “spaziali”.

Setlist: “We Belong To The Night” – “Fight Night” – “Run Boy Run” – “Lights Out” – “Messiah Of Love” – “Venus” – “Only You Can Rock Me” – “Burn Your House Down” – “Cherry” – “Love To Love” – “Makin’ Moves” – “Rock Bottom” – “Doctor Doctor” – “Shoot Shoot”

UFO lineup:
Phil Mogg – Vocals
Paul Raymond – Keyboards, Guitar
Andy Parker – Drums
Vinnie Moore – Guitars
Rob De Luca – Bass

report Rockberto Manenti
foto Federica Borroni
http://federicaborroni5.wix.com/febo
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