Infinitamente Purple!

DEEP PURPLE + THE TEMPERANCE MOVEMENT
live @ Arena di Verona
– lunedì 9 luglio 2018 –

 

LIVE REPORT •

 

In una giornata in cui mezza Italia era a Milano a “correre al galoppo” con la band più conosciuta della NWOBHM, l’altra metà si trovava a Verona a rendere omaggio a uno dei gruppi capostipiti dell’hard’n’heavy mondiale: i leggendari Deep Purple. La formazione britannica arriva nel nostro Paese per due appuntamenti nell’ambito dell’Infinite Tour 2018, con prima tappa all’Arena di Verona, uno dei luoghi Sacri della musica internazionale.

The Temperance Movement
“L’overture” (perdonateci il termine, ma trovandoci nel Tempio della Lirica…) è affidata ai The Temperance Movement, giovane formazione della Terra d’Albione, con all’attivo tre album di studio e un paio di Ep.
Il loro blues rock di buona fattura fa da preludio a quella che sarà, poi, una serata all’insegna della dell’hard rock, e con brani come “Caught in the Middle” o “Take it Back” ci tengono piacevolmente compagnia per una buona mezz’ora, dando prova di possedere il piglio necessario per calcare, con esuberante energia, le assi di un palcoscenico.
Menzione per il singer Phil Campbell (solo un caso di omonimia con il chitarrista dei Motörhead) un vero peperino dalle innate doti di showman ed intrattenitore.
Ma ora è tempo di salutarli, la storia ci attende.

Setlist:

  1. Caught In The Middle
  2. Love And Devotion
  3. Only Friend
  4. Battle Lines
  5. Take It Back
  6. A Deeper Cut
  7. Ain’t No Telling
  8. Built-In Forgetter
  9. Backwater Zoo

THE TEMPERANCE MOVEMENT line up:

  • Phil Campbell – vocals
  • Paul Sayer – guitars
  • Nick Fyffe – bass
  • Matt White – guitars
  • Simon Lea – drums
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Deep Purple
Assistere ad un concerto di una band che si segue da una vita, che è stata la scintilla che ha fatto scattare la passione per l’heavy rock (dal 1970 con “In Rock”) e che, da allora, è diventata punto di riferimento per i tantissimi rockettari di quella generazione presenti qui stasera, è sempre un’emozione fortissima. È vero, il tempo passa, ma oggi come allora, ascoltare brani come “Highway Star”, “Strange Kind Of Woman” o “Lazy” fa sempre pulsare forte i nostri cuori di imperterriti rockers, affiancati da pezzi della più recente produzione, come “Time For Bedlam” e “Byrds Of Prey”, che sono entrate in scaletta al posto di altre loro memorabili canzoni (che un po’ ci mancano…).
E allora che rock sia e largo agli anziani!
Ian Gillan dirige le danze con i suoi piccoli movimenti, scambia battute, sorride e, a quasi 73 anni (e con alla spalle migliaia e migliaia di concerti) sfodera ancora una voce sorprendente, anche se non esente da piccoli errori che in un live ci possono stare.
Al suo fianco Steve Morse, ancora una volta, ci illumina con i suoi fraseggi, riff, assoli, con quelle magie che nascono dalle sue mani e che lo fanno diventare protagonista su brani come “Uncommon Man” (dedicata alla memoria di Jon Lord)  e “Sometimes I Feel Like Screaming”.
Impeccabili ed in sincronia perfetta, come sempre, Ian Paice e Roger Glover. Ma come potrebbe essere diversamente per una coppia d’assi come loro, che vive questo sodalizio da quasi cinquant’anni?
E poi ecco il Maestro, il grande Don Airey. Il tastierista inglese tesse la sua tela con note ed effetti dipingendo panorami sonori dalle mille sfumature, spaziando dalla maestosità di pezzi come “Lazy”, agli immancabili classici come “Perfect Stranger” e “Space Truckin’”, rendendo omaggio, con un intermezzo solistico, alle grandi Opere che proprio qui, all’Arena, sono protagoniste della stagione lirica veronese. Tutto il pubblico si alza in piedi per applaudirlo, così come lo fa quando il riff di “Smoke On The Water” irrompe prepotente e fa alzare le nostre braccia al cielo: rock never dies!
L’encore finale è un tuffo nel passato più profondo (porpora) con due pietre miliari come “Hush” e “Black Night” con la quale ci salutano raccogliendo i tantissimi applausi che il pubblico gli tributa in una standing ovation, e l’Arena, con la sua forma circolare, sembra avvolgere, in un caldo abbraccio, i cinque protagonisti sulla scena, offrendo, così, un colpo d’occhio eccezionale.
Grazie INFINITE, Deep Purple!

Setlist:

  1. Highway StarPictures of Home
  2. Bloodsucker
  3. Strange Kind of Woman
  4. Sometimes I Feel Like Screaming
  5. Uncommon Man
  6. Lazy
  7. Time for Bedlam
  8. Birds of Prey
  9. The Surprising
  10. Keyboard Solo
  11. Perfect Strangers
  12. Space Truckin’
  13. Smoke on the Water
  14. Hush (Joe South cover)
  15. Bass Solo
  16. Black Night

DEEP PURPLE line up:

  • Ian Gillan – vocals
  • Steve Morse – guitar
  • Roger Glover – bass
  • Ian Paice – drums
  • Don Airey – keyboards
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