Leaves’ Eyes – mitologia norrena al Traffic

LEAVES’ EYES + DIABULUS IN MUSICA + MELTED SPACE + THE A.X.E. PROJECT
live @ Traffic, Roma
– domenica 18 ottobre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Ennesima serata all’insegna della buona musica quella di domenica 18 ottobre organizzata dalla Erocks Production presso il Traffic di Roma, che non sbaglia un colpo ad organizzare eventi originali di ottima qualità. Questa volta è stato il turno dei Leaves’ Eyes che dalle fredde terre nordiche sono venuti a portare un po’ del loro symphonic metal in Italia.

The A.x.e. Project
Partiamo con i The A.x.e. Project, band proveniente dalla Bulgaria attivi già dal 1994, ma discograficamente parlando producono il loro primo full lenght nel 2010 “Stories From A Lost Realm Part One”, escludendo i loro due demo ben prodotti del 2002 e 2006. I quattro brani proposti dal vivo sono estrapolati dal loro secondo album “Stories From A Lost Realm Part One” uscito per l’etichetta spagnola Art Gates Records. Il loro gothic folk metal a tinte barocche proposto si accosta vagamente agli Empyrium e Dornenreich anche se le lor sonorità sono dedite a tratti ad un prog simil Ayreon. Notevole l’interpretazione vocale di Petya Plukchieva in linea con le melodie proposte dal gruppo che raggiunge tonalità celestiali in contrapposizione alla voce di Georgy Georgiev. Si sente la preparazione del gruppo e le influenze da svariati gruppi nel pezzo “Fear The Angel”, debitori di un Dimmu Borgir “Enthrone the Darkness Thriumphant”, classico del black operetta barocco ed ai Korozy “Long Road to the Land Of Black”, gruppo loro connazionali. Nel breve tempo a loro disposizione, almeno per me, sembra che l’ascoltatore non perda mai la cognizione di ogni nota e di quello che sta succedendo. Veramente bravi, peccato che la loro performance si sia ridotta a pochi brani. Sorpresa della serata, caldamente consigliati a chi ama addentrarsi nel mistero di un bosco magico, seguito dal sussurro della notte.

Setlist: “Intro” – “Fear The Angel” – “Sunrise” – “Frozen Eyes”

THE A.X.E. PROJECT lineup:
Georgy Georgiev – Bass, Vocals
Rosen Georgiev – Guitars
Stoyan Petrov – Drums
Sophie Vasileva – Flute
Jordan Todorov – Keyboards
Petya Plukchieva – Vocals, Soprano
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Melted Space
Si prosegue con i Melted Space band proveniente dalla Francia, all’attivo dal 2007 con tre album ed un Ep alle spalle. Il loro sound si può accostare ai primi Tristania di “Widow’s Weed” ai Borknagar, agli Arcturus del periodo con Vortex ed all’ultimo dei Tristania come pulizia del suono, ma mai banali e la cosa che mi ha più sorpreso è la preparazione tecnica di questa band che non definirei underground o di nicchia, ma veri professionisti con attributi che fumano e secondo me non dovevano essere relegati come band di supporto. I loro sette brani sono tratti dal loro ultimo in casa “The Great Lie”, tranne “…Para Bellum” dal loro Ep “Between”. Le ritmiche sono serrate in “Terrible Fight”, non c’è un attimo di tregua se non nei cambi di tempo quando a calmare interviene la loro vocalist Clementine Delauney con la sua calda voce, ma è proprio questo uso di ben 6 voci a rendere la loro proposta interessante. Si ha la sensazione di trovarsi nell’epicentro del Ragnarok. Da segnalare in particolare brani come “Titania” e “No Need To Fear”, dove il vocalist Pierre Leone mima una battaglia vichinga con i movimenti, in risposta alla voce dell’altro singer Black Messiah “Seth”. Nel complesso un’ottima prova ed un’ottima band che consegna al metal un sigillo positivo nel tempo anche con il loro nuovo album da avere assolutamente e spero di vederli di nuovo per suonare più brani anche dai precedenti lavori anch’essi molto validi.

Setlist: “Intro (Return To The Land Of Forgotten)” – “Terrible Fight” – “Titania” – “No Need To Fear” – “Hopeless Crime” – “…Para Bellum” – “Lost Souls From The Other Side”

MELTED SPACE lineup:
Lucie Blatrier – Female Vocals, Classic Instruments
Christine Rhoades – Female Vocals, Violin
Michael Saccoman – Drums
Adrian Martinot – Guitar
Pierre Le Pape – Keyboards, Vocals
Clementine Delauney – Vocals
Brice Guillon – Bass
Pierre “Poseidon” Leone – Vocals
Black Messiah “Seth” – Harsh Vocals
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Diabulus In Musica
Si passa dalla Francia alle lande spagnole con I Diabulus In Musica, attivi dal 2006, ma con solo 3 album alle spalle rispettivamente “Secrets” del 2010, “The Wanderer” del 2012 e l’ultimo in casa Napalm “Argia” del 2014. L’impatto è buono, da lodare la prova della vocalist Zuberoa Aznarez in dolce attesa, la cui voce ricorda Tarya dei Nightwish ed il genere proposto sembra un mix tra appunto Nightwish e Kamelot, ma con un impatto più cupo e grezzo nei suoni. Sinceramente non il mio genere, nei loro 9 pezzi propongono un metal di pregevole fattura con un buon uso dei strumenti, ma tutto ciò è un po’ stereotipato e sa di già sentito, non come i precedenti gruppi che, anche se proponevano canzoni con influenze di altri gruppi, c’era dell’originale e dell’innovativo, qui siamo di fronte a dei musicisti di tutto rispetto, hanno un gran tastierista che contrappone alla celestiale voce della singer un possente growl, un buon lavoro alle sezioni ritmiche di basso e batteria ed dei solos alla chitarra, ma manca quell’incisione di originalità che toglie il sospetto di un prodotto commerciale fatto a tavolino, le canzoni scorrono via piacevolmente, ma in certi momenti si ha l’idea di seguire una grande cover band più che un gruppo. Peccato.

Setlist: “Et Resurrexit (Libera Me)” – “Hidden Reality” – “Lies In Your Eyes” – “Inner Force” – “Eternal Blaze” – “From The Embers” – “Sceneries Of Hope” – “Spoilt Vampire” – “Horizons”

DIABULUS IN MUSICA lineup:
Gorka Elso – Keyboards, Death Vocals
Zuberoa Aznarez – Vocals
Odei Ochoa – Bass
David Carrica – Drums
Alexey Kolygin – Guitars
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Leaves’ Eyes
Ora è il momento degli headliner della serata, i Leaves’ Eyes, gruppo dell’affascinante Liv Kristine, che mancava da Roma da circa 11 anni in quanto erano già venuti nel 2004 per la promozione del loro primo album “Lovelorn”, uscito un paio di anni dopo la sua dipartita dai Theatre Of Tragedy. Siamo indubbiamente di fronte ad una band di tutto rispetto dove ogni singolo musicista compie le cose a dovere e potrebbero sicuramente suonare un genere più pesante come quello di band del calibro quali Ensiferum, Tyr e Thyrfing, eppure sono relegati a seguire il sound proposto dalla voce di Liv in contrapposizione all’ottimo growl del marito Alexander Krull, risultando una sorta di Evanescence più appesantiti. Sinceramente di questi gruppi c’e ne sono una valanga ed a mio avviso rispetto alle precedenti release, hanno addirittura alleggerito ancor di più il sound e filtrato i suoni per farsi forse più pubblico. Viene spontaneo chiedersi il perché di questo.
Rispetto al lavoro da studio, dal vivo sono quasi identici, tranne per lei ed il marito che cercano di emulare nei movimenti l’ex singer dei Kamelot Roy Khan e Simone Simons degli Epica risultando un po’ “goffi”, colpa la mancanza di spazio del palco? … però i Melted Space hanno suonato in 9, quindi in questo caso si tratta di disinvoltura. Purtroppo in alcuni gruppi i difetti si evidenziano proprio in sede e quindi mi ripeto: i primi due gruppi hanno, a mio parere, dato le piste agli ultimi due più conosciuti. E come dice il detto: “non è tutto oro quello che luccica” e questa sera infatti loro hanno brillato ben poco. Nota positiva della loro prova sono alcuni pezzi che rimandano al folk dei Blackmore’s Night, dove la voce di Liv sembra più a suo agio in questi lidi che in quelli di metal pesante, infatti si ha avuto in queste tracce un senso di leggerezza che non si aveva in quelle precedenti, dando una scossa e brio ai spettatori presenti. Peccato, ero partito con premesse molto positive in quanto amo la band degli Atrocity di Alexander Krull, la trovo geniale in quanto riescono a suonare tutto, dal death/black, all’industrial gothic, non vorrei fare l’avvocato del diavolo, ma qui con la moglie lo trovo fuori luogo rispetto alle perle di album che ci ha proposto nell’altra band. Il tempo ci farà capire se la mia è stata un’impressione sbagliata…

Setlist:”Intro” – “Halvdan The Black” – “Sacred Vow” – “Farewell Proud Men” – “The Waking Eye” – “Symphony Of The Night” – “Melusine” – “Edge Of Steel” – “Into Your Light” – “Galswinta” – “My Destiny” – “Swords In Rock” – “Hell To The Heavens” – “King Of Kings” – “Elegy” – “Blazing Waters” – “Mot Fjerne Land”

LEAVES’ EYES lineup:
Thorsten Bauer – Guitars
Liv Kristine – Female Vocals
Alexander Krull – Growl Vocals
Joris Njenhuis – Drums
Pete Streit – Guitars

report Fabio Berserk